EIR
STRATEGIC ALERT -- EDIZIONE ITALIANA
Anno 14 n. 34
25 agosto 2005
In questo numero:
Un nuovo dossier sui "piegatori di cucchiai"
Non è una sorpresa: chi fa propaganda per la guerra in Iran calunnia
LaRouche
Iniziative russe contro la guerra di Cheney
L'ex primo ministro francese Rocard per la "nuova Bretton Woods"
I folli che vogliono il bombardamento nucleare dell'Iran
Chi sono i "piegatori di cucchiai" di Cheney?
Un
nuovo dossier sui "piegatori di cucchiai"
Nelle
interviste concesse la settimana scorsa alle emittenti radiofoniche
statunitensi WLIB e TRNS, ed alla televisione libanese
NewTV SAT, il fondatore dell'EIR Lyndon LaRouche ha
denunciato i piani di guerra nucleare preventiva che
l'amministrazione Cheney-Bush si ripropone di scatenare contro
l'Iran e il rischio che venga orchestrata una nuova atrocità
terroristica contro gli Stati Uniti. LaRouche ha quindi annunciato
la pubblicazione immediata di un nuovo dossier speciale sul conto di
un raggruppamento di militari, "i piegatori di cucchiai" (vedi
oltre), che attualmente ricopre un ruolo centrale negli sviluppi da
lui denunciati. LaRouche ha nuovamente sottolineato la gravità dello
sfascio del sistema economico e finanziario globale in corso:
"C'è gente, negli Stati Uniti, che vorrebbe una nuova guerra, una
riedizione di quello che è stato fatto in Iraq. Non si preoccupa
affatto se vi sia un briciolo di verità nei pretesti che vogliono
adottare. Questa gente, che sta dietro a Cheney, vuole una guerra
contro l'Iran subito, anche se ambienti razionali in Europa ed
altrove stentano a rendersene conto. Per trascinarci nella guerra in
Iraq ricorsero a delle menzogne, e la stessa cosa intendono fare
adesso contro l'Iran. Ma anche la minaccia di un nuovo 11 settembre
viene sfruttata per cercare di condurre gli Stati Uniti ad attaccare
l'Iran senza essere provocati. (...)
"Credo che oggi né la Russia né la Cina vogliano attaccar briga con
gli Stati Uniti. Ma essi sono però convinti, così come molti in
Europa - ad esempio il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder -, che
non occorra nessuna guerra in questa disputa sul programma nucleare
iraniano. Si tratta di una guerra che scatenerebbe un inferno
sull'intero pianeta (...)
"Negli Stati Uniti, come pure nei servizi segreti britannici, c'è un
raggruppamento che abbiamo soprannominato 'i piegatori di cucchiai'
per la loro eccentricità molto pericolosa, che possono provocare dei
grossi guai. Cheney è molto vicino a questa gente (...) Secondo me
sono pazzi da legare, e della mia stessa convinzione sono personaggi
come Bill Colby, ex direttore della CIA, e gran parte dei nostri
alti ufficiali. Ma fintanto che Cheney resterà alla vice presidenza
costoro saranno un fattore importante, e questo è il nostro problema
principale".
Non è
una sorpresa: chi fa propaganda per la guerra in Iran calunnia
LaRouche
Due
tra i principali addetti alla propaganda a favore di un attacco
nucleare preventivo contro l'Iran sono noti diffamatori di Lyndon
LaRouche.
* Jerome Corsi è l'autore di un folle libro propagandistico
intitolato "Iran atomico: come il regime terroristico ha comprato la
bomba e i politici americani" (WND Books, 2005). Diverse pagine del
libro sono riservate a calunnie deliranti contro LaRouche, definito
capo del Partito Libertario, antisemita e via farneticando. In
un'altra sezione del libro Corsi si sbraccia a difendere il filosofo
Leo Strauss e svela di aver avuto ad Harvard come maestro Harvey
Mansfield, uno studente prediletto di Strauss. Come è noto il
movimento di LaRouche lanciò qualche anno fa una vasta campagna per
denunciare le radici naziste dei neo-conservatori che si rifanno a
Leo Strauss. Jerome Corsi ha acquistato notorietà con un libro
intitolato "Unfit for Command" (inadatto a comandare), che fu la
principale fonte di calunnie contro John Kerry, nelle presidenziali
del 2004, diffuse da una organizzazione chiamata "Swift Boat
Veterans for Truth".
* Kenneth Timmerman è spesso caratterizzato come uno scribacchino
prezzolato della destra neo-conservatrice israeliana che fa capo a
Bibi Netanyahu. Il giugno scorso ha prodotto un libro intitolato "Coming
Nuclear Showdown With Iran" (La prossima resa dei conti nucleare con
l'Iran).
Il 24 novembre 2003 Timmerman pubblicò una sfilza di calunnie contro
LaRouche sulla rivista Insight della setta del rev. Moon.
Anch'egli non riusciva a digerire le rivelazioni sul conto delle
radici straussiane dei neo-cons, rivelate da LaRouche. Scrisse che
tali rivelazioni di LaRouche erano state riprese pari pari dal
New Yorker, dal Guardian di Londra, e da diversi senatori
democratici di spicco, gli stessi che ora chiedono un'inchiesta
approfondita sul conto della "cricca guerrafondaia" del Pentagono.
Il libro di Timmerman, stralci del quale furono pubblicati per tre
giorni consecutivi dal Washington Times, presenta menzogne e
distorsioni di questo tipo: "l'Iran è il vero istigatore degli
attacchi dell'11 settembre, fornisce sostegni essenziali ad Osama
bin Laden e ad Al Qaeda, usando ad esempio gli Hezbollah in Libano
che sono controllati dall'Iran. L'Iran è molto avanti nello
sviluppare armi nucleari proprie, ma gli analisti della CIA e della
DIA tengono nascosta questa realtà".
Iniziative russe contro la guerra di Cheney
Nelle
prime due settimane di agosto la stampa russa ha ripreso in più
occasioni la denuncia del pericolo di una guerra in Iran lanciata da
LaRouche con il famoso monito sui "cannoni d'agosto" Il 17 agosto il
portavoce del ministero degli Esteri russo Mikhail Kamynin ha
rilasciato una dichiarazione in cui si afferma:
"Favoriamo il dialogo e consideriamo controproducente e pericoloso
il ricorso alla forza in Iran, che potrebbe avere conseguenze gravi
e difficilmente prevedibili (...) Riteniamo che i problemi
riguardanti le attività nucleari dell'Iran debbano essere risolti
seguendo la via politica e diplomatica, sulla base del diritto
internazionale e con la stretta cooperazione di Teheran con l'International
Atomic Energy Agency (...) Riteniamo che una soluzione ai problemi
del programma nucleare iraniano sia possibile soltanto nell'ambito
di consultazioni e colloqui diplomatici, senza alimentare la
propaganda e lo scontro politico".
Due giorni prima, nell'estremo oriente della Russia, erano iniziate
le grandi manovre militari congiunte russo-cinesi. L'esercitazione
alla quale hanno partecipato parte forze navali, aeree e terrestri
delle due potenze per una intera settimana non ha precedenti.
Inoltre queste manovre hanno anche coinciso con le esercitazioni
delle Forze nucleari strategiche russe in cui un sottomarino russo
ha lanciato dal Mare di Barents un missile balistico
intercontinentale (ICBM), ovviamente disarmato, colpendo esattamente
un bersaglio nella Penisola di Kamchatka nel Pacifico.
Il presidente Putin ha deciso di prendere una iniziativa di
"pubblica diplomazia" decisamente insolita. E' salito a bordo di un
bombardiere strategico Tu-160, pilotato dal vice comandante delle
forze strategiche aeree gen. Anatoly Zhikharev, per partecipare al
riuscito collaudo di due nuovi missili Cruise a larghissimo raggio.
E' significativo che ad assistere a questi avvenimenti siano stati
invitati i ministri della difesa dell'Organizzazione di Shangai per
la cooperazione (SCO) e osservatori di Pakistan, India e Iran.
Contemporaneamente una delegazione militare cinese ha visitato
Teheran.
Nella stessa occasione, parlando ai giornalisti a bordo
dell'incrociatore militare "Pietro il Grande" impegnato nelle
manovre nel Mare di Barents, Putin ha fatto riferimento alla
questione iraniana, e, pur astenendosi dal menzionare direttamente i
piani di guerra nucleare preventiva degli USA, ha detto: "Ritengo
che abbassare il limite al quale si ricorre all'arma nucleare sia
una tendenza molto pericolosa, perché questo rappresenta una forte
tentazione ad usare tale arma. Se dovesse accadere si arriverebbe al
passo successivo - si ricorre ad armi più potenti - e ciò potrebbe
condurre ad un conflitto nucleare. Questa tendenza estremamente
pericolosa è nella testa di alcuni politici ed ufficiali militari".
L'ex
primo ministro francese Rocard per la "nuova Bretton Woods"
Il 17
agosto una dichiarazione di Michel Rocard è stata pubblicata dal
Suedduetsche Zeitung e dal Taipei Times. Il copyright è
del Project Syndacate, operazione che comprende Joe Nye, Joe
Stiglitz, Jeffrey Sachs ed altre ambigue personalità. In ogni caso è
certo che Rocard abbia studiato la proposta per la nuova Bretton
Woods di Lyndon LaRouche.
"Il pericolo maggiore per il mondo di oggi è la ... intrinseca
instabilità" dell'attuale sistema economico globale, ha scritto
Rocard. Egli ha inoltre descritto l'enorme indebitamento
dell'economia USA, spiegando come essa richieda un afflusso di 1,9
miliardi di dollari di investimenti stranieri ogni giorno, e come
questo sia minacciato da una flessione del dollaro e dal rincaro del
petrolio. "L'economia USA è sempre più estraniata dalla realtà", con
un'attività manifatturiera inferiore all'11%.
Le bolle del mercato immobiliare e di quello ipotecario "si sono
avvinghiate l'una all'altra e adesso dominano l'attività economica
negli USA. Un crac, o almeno un grave spasimo, è molto probabile nel
prossimo futuro, e le conseguenze - per gli USA e per il mondo -
possono essere catastrofiche".
In una situazione così instabile, il tentativo di affrontare altri
problemi, come quello del debito sovrano, è influenzato molto
negativamente "dall'instabilità dei tassi d'interesse e dai
movimenti dei cambi. L'assenza di un prestatore di ultima istanza
nel mondo di oggi non fa che ingigantire la minaccia insita in ogni
crisi". E "gli investimenti immensi che occorrono per superare il
sottosviluppo e le incapacità che gli sono proprie vengono sempre
più dimenticati dal mondo della finanza internazionale.
"Con i paesi ricchi minacciati dalla instabilità e i paesi poveri
per lo più abbandonati a sé stessi, la ricostruzione del sistema
finanziario mondiale dovrebbe essere la prima delle priorità
internazionali. Una nuova Bretton Woods non potrebbe essere più
urgente". Così conclude Rocard, che attualmente è un esponente di
spicco del partito socialista francese e membro del Parlamento
Europeo.
I folli che vogliono il bombardamento
nucleare dell'Iran
Mentre
fanno il giro del mondo i moniti di Lyndon LaRouche sui piani di
Cheney per un attacco nucleare all'Iran, nell'evenienza di un grave
episodio terroristico negli Stati Uniti, c'è chi si distingue nel
fare propaganda per l'opzione nucleare di Cheney. Tra questi
spiccano il gen. Paul Vallely e Halle Dale della Heritage Foundation.
In un articolo apparso il 17 agosto sul Washington Times,
intitolato "Scoraggiare Teheran", Helle Dale, direttore del Centro
Allison per gli Studi di Politica Estera, critica la decisione
iraniana di riprendere il trattamento dell'uranio negli impianti di
Isfahan definendola "una sfida" e un nuovo passo verso
l'acquisizione di "armi nucleari" da parte dell'Iran. Dale enuncia
una proposta articolata in due fasi: "sospendere investimenti e
garanzie sul credito da parte dell'Europa" verso l'Iran, ed arrivare
poi alla "minaccia di azioni militari internazionali guidate
dall'America. Questo comprenderebbe l'impiego di armi nucleari
capaci di penetrare in profondità nel terreno, progettate per far
crollare i tunnel", cioè i siti sotterranei presi di mira.
Il gen. Vallely, presidente del Comitato militare del centro di
politica di sicurezza di Frank Gaffney ed esponente dell'Iran Policy
Committee, si è espresso favorevolmente al ricorso degli USA alle
armi nucleari contro l'Iran in una intervista a Bill Jones dell'Executive
Intelligence Review. Jones gli ha chiesto, il 15 agosto, se
ritenesse opportuno un blocco navale dello stretto di Hormuz e
Vallely ha risposto: "Certo, lo stretto di Hormuz è un passaggio
obbligato per l'ingresso e l'uscita dall'Iran via mare, quindi per
il petrolio, le importazioni, quasi tutto passa da lì. Sarebbe
dunque l'opzione più realizzabile, qualora si decidesse di
procedere in tal senso, in quanto sarebbe consentito l'ingresso ed
uscita a tutti meno che alle navi iraniane. Ovviamente questo
procurerebbe reazioni di qualche tipo. Un altro fattore negativo,
ovviamente, è se la popolazione iraniana - che vedrebbe volentieri
un allontanamento dei mullah - è disposta a prendere iniziative
sostanziali a sostegno di ciò invece di creare problemi. Ma qualcuno
deve affrontare questa questione iraniana..."
EIR: "Ci parli allora delle opzioni possibili nei confronti
dell'Iran. Lei ci dice che gli israeliani tengono sotto tiro dei
siti iraniani. Si dice inoltre che anche gli USA tengano quei siti
sotto tiro".
Wallely: "Si, è così. 81 obiettivi sono già sotto tiro". Ha quindi
aggiunto che sebbene alcune strutture realizzate sotto terra siano
difficili da colpire, importante è "l'impatto psicologico di
indirizzare su quei siti alcune JDAMs ...", cioè le 'bombe
intelligenti'. Vallely ha quindi parlato della sua "strategia di
deterrenza nucleare contro l'Islam radicale" che è "molto simile a
ciò che affrontammo nella Guerra Fredda, quando dicemmo ai russi: se
lanciate un solo missile spariranno dieci vostre città. OK. In
qualche modo dobbiamo far capire all'Islam radicale che se si
presenta una qualsiasi indicazione di una sola arma nucleare
che arriva negli Stati Uniti, Mecca e Medina verranno ridotte in
sabbia. Non ci sarà più un altro hajj [pellegrinaggio alla Mecca].
Ma essi debbono fare un hajj nell'arco della loro vita. (Ride). Non
che vogliamo farlo, ma occorre incutere in loro un timor di Dio. E'
l'unica cosa che capiscono..."
Chi sono i "piegatori di cucchiai" di
Cheney?
Secondo Lyndon LaRouche coloro che più desiderano scatenare una
guerra nucleare contro l'Iran, su istigazione del vice presidente
Dick Cheney, vengono soprannominati in seno ai militari "spoonbender",
cioè "piegatori di cucchiai", ovvero gente che crede all'impiego di
energia psichica nei teatri di guerra e ad altre balordaggini del
repertorio occultista. Sono gli stessi ambienti che stanno dietro ai
programmi di tortura applicati nelle prigioni di Abu Ghraib e
Guantanamo.
Le figure principali di questi ambienti sono:
* Il gen. Alberto Stubblebine III. E' stato il direttore
dell'intelligence dell'esercito INSCOM (Intelligence and Security
Command) tra il 1981 ed il 1984. In quel periodo lanciò una serie di
progetti segreti a Fort Meade per la 'visione remota' e altre cose
del genere. Stubblebine è stato forse il più esplicito nel proporre
una versione New Age delle tecniche militari di combattimento. Nel
1981 fondò una "unità di spie psichiche" a Fort Meade e promosse
progetti analoghi anche a Fort Bragg. Era convinto che applicando le
tecniche giuste del controllo "della mente sulla materia" gli
sarebbe stato possibile attraversare i muri, cosa che però pare che
non gli sia ancora riuscita.
* Il gen. Peter Schoomaker, attualmente Capo di stato maggiore
dell'esercito, è stato comandante generale del Comando congiunto per
le Operazioni speciali (1994-1996), comandante delle Operazioni
speciali dell'esercito (1997-2000). Secondo il libro molto ben
documentato di Jon Ronson sulla diffusione della New Age
nell'esercito USA ("The Men Who Stare at Goats", gli uomini che
fissano le capre), il gen. Schoomaker ha costituito un centro studi
dell'ufficio del Capo di stato maggiore dell'esercito per diffondere
l'applicazione di queste bislacche tecniche para-normali
nell'esercito USA, come suo contributo alla guerra globale al
terrorismo di George W. Bush.
* Il gen. Wayne Downing, anch'egli è stato comandante in capo delle
Operazioni speciali. In precedenza aveva diretto le operazioni
speciali in occasione dell'invasione di Pamana del 1989, in cui
furono impiegate alcune delle tecniche di "guerra mentale"
nell'assedio della nunziatura apostolica in cui si era rifugiato
Manuel Noriega. Dopo l'11 settembre 2001 il gen. Downing fu nominato
Direttore nazionale e vice consigliere di sicurezza per la lotta al
terrorismo della Casa Bianca, dove è rimasto in carica fino al
giugno 2002. Secondo fonti militari il gen. Downing avrebbe lasciato
l'incarico dopo che gli Stati maggiori riuniti respinsero come "pura
follia" il suo piano di bombardamento massiccio dell'Iraq, che
avrebbe dovuto "sbigottire ed atterrare" il paese, a cui doveva far
seguito un'invasione di terra di 25 mila elementi delle forze
speciali.
* Il gen. William Boykin. Comandante generale delle Operazioni
speciali dell'esercito di Fort Bragg dal 1998 al2000. In precedenza,
tra il 1992 ed il 1995, aveva comandato la nota unità
anti-terrorismo Delta Force. Era a capo delle forze speciali che a
Mogadiscio, in Somalia, provocarono nel 1993 il grave incidente del
"Black Hawk" in cui molti soldati americani furono uccisi e feriti,
e altri picchiati a morte dai locali "signori della guerra" e
trascinati per le strade della città Nell'operazione furono
impiegati alcuni sistemi non-letali del col. John Alexander che
evidentemente fecero cilecca. Dal marzo 2000 al giugno 2003 il gen.
Boykin ha diretto il Centro forze speciali John F. Kennedy
dell'esercito. E' stato poi promosso vice sottosegretario alla
Difesa per l'intelligence, carica che ancora ricopre. Il giornalista
Seymour Hersh ha scritto in un articolo del The New Yorker
che Boykin e il suo diretto superiore, Stephen Cambone, sono i
responsabili delle operazioni speciali delle squadre "cerca e
uccidi". Boykin sollevò molto scalpore con un discorso che tenne -
in divisa - in una chiesa di fondamentalisti cristiani in cui
caratterizzò l'Islam come una religione "satanica" e l'invasione
dell'Iraq da parte degli USA come una "crociata". Disse anche che
"Dio ha posto George W. Bush" alla presidenza. Il suo equilibrio
mentale fu posto in discussione e l'ispettorato generale del
Pentagono dovette aprire un'inchiesta.
Uno squarcio sull'ideologia dei "piegatori di cucchiai" si ottiene
dalla lettura delle opere di Paul E. Vallely, del maggiore Michael
A. Aquino e del gen. Thomas McInerney. Il primo si è laureato a West
Point ed è andato in congedo nel 1991 dopo essere stato vice
comandante generale dell'US Army per il Pacifico. Ha poi ottenuto un
posto alla Fox TV di Rupert Murdoch come commentatore militare.
Il maggiore Aquino era un esperto di guerra psicologica che nel 1975
fondò una setta satanica chiamata "Il tempio di Set", che subentrò
alla Chiesa di Satana di Anton LeVay. Fu sospettato di essere al
centro di un giro di pedofilia.
McInerney, insieme a Vallely, ha fondato l'Iran Policy Committee, un
organismo che promuove il gruppo di opposizione iraniano Mujahedden
el-Khalq (MEK) e propone interventi militari per rovesciare il
governo iraniano.
Recentemente Vallely e McInerney hanno pubblicato un libro
intitolato "Endgame--Blueprint for Victory for Winning the War on
Terror" la cui sostanza si ritrova in un documento che Vallely
scrisse con Acquino nel 1980. In quello scritto, intitolato "From
PSYOP to MindWar: The Psychology of Victory" (dalla guerra
psicologica alla guerra mentale: la psicologia della vittoria) si
presentava un piano per una guerra psicologica perpetua, rivolta
anche contro la stessa popolazione americana. Nel documento, che si
colloca sulla scia di un'opera altrettanto balorda del col. John
Alexander, si afferma tra l'altro: "La guerra mentale strategica
deve iniziare nel momento in cui la guerra si ritiene inevitabile.
Deve ricercare l'attenzione della nazione nemica attraverso ogni
mezzo possibile e deve colpire i potenziali soldati della nazione
prima che essi indossino le uniformi. Essi sono più vulnerabili
alla guerra mentale nelle loro case e comunità..."
"La guerra mentale è soprattutto strategica ... Nel suo contesto
strategico deve estendersi in ugual modo ad amici, nemici e neutrali
in tutto il globo - non attraverso i primitivi volantini gettati sui
campi di battaglia o gli altoparlanti della guerra psicologica, né
attraverso gli sforzi deboli, imprecisi e limitati della
psicotronica - ma attraverso i mezzi d'informazione posseduti dagli
Stati Uniti che hanno la capacità di raggiungere virtualmente ogni
popolo sulla faccia della terra. Questi mezzi d'informazione
ovviamente sono quelli elettronici, radio e televisione. Gli
sviluppi più avanzati delle trasmissioni consentono una penetrazione
delle menti ovunque nel mondo come non sarebbe stato concepibile
fino a pochi anni fa. Come la spada di Excalibur, noi dobbiamo
arrivare ad impossessarci di questo strumento e questo può
trasformare il mondo per noi, se avremo il coraggio e l'integrità di
promuovere con esso la civiltà..."
"Per essere efficace la guerra mentale deve prendere di mira tutti i
partecipanti. Non deve soltanto indebolire il nemico ma deve
rafforzare gli Stati Uniti. Lo fa negando alla propaganda nemica di
poter raggiungere il nostro popolo e spiegando e sottolineando alla
nostra gente quali sono gli interessi nazionali in una data guerra".
Vallely promosse anche le tecniche subliminali di lavaggio del
cervello e le armi che aggrediscono direttamente il sistema nervoso
e cerebrale delle popolazioni prese di mira: "Vi sono delle
condizioni puramente naturali in cui le menti posso diventare più o
meno recettive e la guerra mentale deve avvantaggiarsi completamente
di questi fenomeni come l'attività elettromagnetica dell'atmosfera,
ionizzazione dell'aria ed onde alle frequenze estremamente basse".