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L'ARRESTO DI IRVING: UNO STORICO IN GALERA E' UN'AIrvingSSURDITA'
Irving e la libertà di pensiero nelle democrazie
Lo
storico inglese David Irving è stato arrestato la settimana scorsa a
Graz, in Austria, perché nel 1989 «aveva negato in pubblici discorsi
l'Olocausto». E in base a una legge, che esiste in Austria, Germania
e Francia, negare l'Olocausto è un reato. In Austria Irving rischia
un a condanna a vent'anni di reclusione. Amos Luzzatto, presidente
dell'Un ione delle comunità ebraiche, giustifica il provvedimento.
«Credo che sia sbagliato porre la questione in astratto, come se
fossimo davanti a un a semplice manifestazione di opinioni. Chi
esalta il nazismo e nega la Shoah non si limita ad esprimere il suo
pensiero, ma in tende promuovere la diffusione di pregiudizi
razzisti, vuole preparare il terreno per il risorgere di un a
dottrina che ha causato in Europa lutti e distruzioni senza pari.
Credo che di fronte a un simile pericolo sia opportuno tutelarsi
anche attraverso la legislazione penale». Buoni motivi per tappare
la bocca altrui se ne trovano sempre, arrivando financo a fare un
cattolicissimo processo alle in tenzioni come Amos Luzzato, perché
negare lo sterminio degli ebrei (per la verità Irving non lo nega,
lo ridimensiona drasticamente, ma questo, all'interno del discorso
più generale che riguarda la libertà della manifestazione del
pensiero e della ricerca storica, è un dettaglio) non significa, per
ciò stesso, essere razzisti e
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Ultimo aggiornamento: domenica 04 dicembre 2005