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35° dalla morte di YUKYO MISHIMA

 

Il 26 Novembre 2005 é ricorso il 35° anniversario della morte di Yukio Mishima, lo scrittore, pensatore e capo politico e spirituale Giapponese che immolò la sua vita per i suoi ideali eseguendo il rito del Hara-Kiri alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’esercito.

Riproponiamo qui l’articolo che scrivemmo per il 29° anniversario che, con piccole, insignificanti modifiche relative alle ultime cronache mondiali, ci sembra ancora adatto.

Le recenti esibizioni dello strapotere USA nei Balcani, in Afganistan, in Iraq ed in Medio Oriente, così come l’atteggiamento verso l’Iran e tutti gli “Stati canaglia” ( che non si sottomettono al dilagante imperialismo Amerikano), rendono quanto mai attuale il gesto di Mishima e le ragioni che lo motivarono.

Causa della suprema protesta di Mishima fu la prevaricante presenza dell’Amerika in Giappone dove, insoddisfatta della vittoria in guerra, ed avida di supremazia economica, stava annichilendo cultura, tradizioni, spiritualità, civiltà ed anima stessa della Storia Nipponica.

Non più il misticismo dei templi, non più la serena armonia di una cultura che aveva saputo trovare la sintonia con la vita e la natura, non più il culto dell’onore, del rispetto dell’uomo per le sue virtù e delle gerarchie intese come scala di valori.

Tutto è spazzato via con rozza, arrogante ignoranza dal peso del denaro e delle armi.

Ed ecco le Leggi e le tradizioni secolari violate e cancellate, la Costituzione mutilata e distorta da quello che era lo spirito della Nazione.

Ecco nascere i nuovi templi e le confraternite del denaro: la borsa e le megafabbriche, i grandi magazzini che trasformano gli Uomini in “consumatori”, i grandi gruppi finanziari e d’affari che invadono la politica, la corruzione amministrativa, gli scandali disonorevoli!

La spada del Samurai, il sakè e la cerimonia del te sono sostituiti dalle patatine, dagli hamburger, dalla droga e dalla Coca-Cola.

 L’unità di misura di una persona diventa il denaro e la viscida lebbra della inciviltà Yankee sta infettando ogni aspetto della vita e della cultura Giapponesi che sono frutto di secoli di sforzi, di sviluppo del pensiero e di evoluzione della spiritualità.

Di fronte a questo ed alla insensibilità del suo governo, complice del degrado morale del Giappone, Mishima si ribella, lancia il suo grido di guerra alla barbarie, di dolore per la sua Patria e di preghiera ai suoi connazionali affinché si risveglino e tornino nell’antico alveo della tradizione e si uccide ritualmente per dare un significato preciso alla sua morte!

Il suo seme non ha dato, per ora, molti frutti, ma non è stato inutile.

Piano, molto lentamente, ma con costanza, si fa strada nel mondo la consapevolezza che l’Amerika è ricca, ma non civile, potente, ma non grande, moderna ma non evoluta.

I popoli stanno prendendo consapevolezza che il capitalismo, il consumismo che ne è figlio ed il materialismo che ne è padre non danno le risposte che l’umanità cerca da sempre, ma anzi annebbiano il campo ed allontanano i traguardi essenziali.

Cresce in ogni angolo della terra l’insofferenza per la politica egemonica degli USA e la ribellione morale alle loro pretese di portare la guerra nelle aree di loro interesse strategico od economico con ipocriti alibi.

Si tengano pure il loro marcio e decadente mondo!

Noi dobbiamo svincolarci assolutamente dal loro fetido abbraccio e riappropriarci della nostra civiltà, della nostra superiore cultura creando un’Europa libera da soggezioni politiche, militari ed economiche.

 Mishima ci ricordi che non la vittoria è importante, ma la scelta delle ragioni della battaglia.

 La scelta giusta è già una VITTORIA…!!!

 

Alessandro Mezzano

 

Ultimo aggiornamento: domenica 04 dicembre 2005