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'Sofisti' di tutto il mondo unitevi

Dalle 13 di ieri, Adriano Sofri, ex leader di Lotta Continua, è un uomo libero: ad annunciarlo è stato il direttore del carcere di Pisa, Vittorio Cerri, che ha comunicato di aver ricevuto a quell’ora il provvedimento di sospensione della pena, immediatamente divenuta esecutivo.
L’atto è stato deciso per le gravi condizioni di salute di Sofri.
Infatti sembra che Sofri sia affetto dalla sindrome di Mallory-Weiss, una malattia rara, spesso associata a un’ernia iatale, che provoca lesioni, ulcerazioni, emorragie e a volte perforazioni della parte inferiore dell’esofago, in vicinanza con lo stomaco. Sforzi prolungati dovuti a conati di vomito e colpi di tosse possono provocare la lacerazione della parete dell’esofago.
Ed è stata proprio l’emorragia all’esofago, a costringere i sanitari dell’ospedale di Pisa ad intervenire urgentemente su Adriano Sofri.
L’ex capo di Lotta Continua è in sala rianimazione del Santa Chiara e al suo capezzale sono giunti amici e parenti.
Le sue condizioni sono ancora gravi e i medici dichiarano che ci vorranno almeno 4-5 giorni per dichiararlo fuori pericolo.
Sofri si è sentito male venerdì notte mentre si trovava nel carcere di Pisa, dove sta scontando una pena di 22 anni come mandante dell’omicidio del commissario Calabresi.
Le sue condizioni sono state subito giudicate gravi e per questo si è deciso di intervenire chirurgicamente.
Al momento è sedato e monitorato per tenere sotto controllo gli equilibri elettrolitici, la funzione renale e respiratoria.
Ad annunciare il provvedimento di sospensione è stato anche Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e attualmente garante dei diritti dei detenuti per conto del comune di Firenze. Già domenica Corleone aveva ipotizzato la possibilità che Sofri ottenesse il beneficio della sospensione della pena, stando all’articolo 146 del codice penale e all’articolo 684 del codice di procedura penale.

IL DIBATTITO:
Immediatamente si è riaperto il dibattito sulla grazia a Sofri.
In perfetta logica bipartisan, quasi tutti i rappresentati delle Istituzioni si sono schierati a favore del provvedimento di grazia.
Queste le parole di Pannella, che per Sofri aveva inscenato il solito sciopero della fame: “Vorrei prenderlo a sberle, perché non si è curato in questi mesi. Comunque la cosa peggiore è che Ciampi è stato ingannato e tradito quotidianamente, prigioniero anche lui di chi poteva far valere una catena di menzogne, tradimenti ed errori”.
Anche per il segretario dello Sdi, Enrico Boselli, la strada maestra è quella della grazia: “Esistono tutte le condizioni, solo che lo si voglia e sono contento che quelli che avevano espresso tanti dubbi ora si dicono a favore”.
Comunque tutta la falsa sinistra italiana, più o meno radicale, si è schierata con Sofri, chiedendo la grazia.
Gli ha augurato pronta guarigione e libertà subito anche il segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti: “La grazia ora è ineludibile, per ragioni di giustizia ed umanità. La concessione della sospensione è certamente una buona notizia: ma noi auspichiamo che sia soltanto la prima delle belle notizie che vorremmo apprendere. Tutto ciò che può servire a mitigare uno stato di sofferenza che si fa sempre più drammatico è benvenuto. Adesso, però, è giunto davvero il tempo di un provvedimento di grazia”.
Questa la posizione di Fassino: “Sospensione giusta. Mi sembra che sia un provvedimento dettato da esigenze di salute assolutamente inconfutabili, quindi credo che sia una decisione giusta. Per quanto riguarda la concessione della grazia, da tempo noi pensiamo che bisognerebbe risolvere la situazione di Sofri con la concessione della grazia. Naturalmente sta al ministro della Giustizia decidere e io auspico che lo faccia”.
Questa quella di Pecoraro Scanio: “Ora si riapra il dibattito. Chiediamo che si decida per la grazia il più rapidamente possibile, ma rilanciamo anche l’apertura del dibattito sull’amnistia e indulto per i reati minori e quelli sociali. Un paese civile deve dare risposte a questi problemi”.
Dello stesso avviso anche i deputati Verdi Paolo Cento e Loredana De Petris che, insieme a Pecoraro Scanio, hanno visitato, sempre ieri, il carcere di Regina Coeli. (Alla vigilia delle elezioni è diventato ormai un pellegrinaggio andare a trovare i detenuti: promettere indulti e amnistie per prendere voti e poi non mantengono mai le loro promesse. Perché non la smettono di prendere per i fondelli i detenuti?)
Anche Angius si è schierato tra i “sofristi”: “Si valuti l’atto di clemenza. Noi lo abbiamo chiesto da tempo. Anche se non vorrei apparire come chi utilizza questa drammatica vicenda. Anzi, colgo l’occasione per rivolgere a lui e ai suoi familiari il nostro affettuoso augurio che si possa rimettere rapidamente. Per la grazia c’è un ampio consenso anche da esponenti della maggioranza. Poi hanno prevalso delle resistenze e delle aperte contrarietà, in particolare da parte del ministro della Giustizia e della Lega Nord. Io penso che non sia giusto quello che sta avvenendo. Sofri si è comportato in modo assolutamente irreprensibile, non è scappato né dalla giustizia, né dai processi, ha accettato la condanna e sta scontando la sua pena in modo assolutamente irreprensibile, credo che le autorità di questo paese dovrebbero valutare l’opportunità di un passo anche per ragioni umanitarie”.

IL CENTRODESTRA:
Ma non soltanto la sinistra si è schierata per la grazia a Sofri.
Anche molti esponenti del centrodestra hanno preso questa posizione.
Queste le dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia: “Invito ad affrontare e risolvere il problema senza strumentalizzazioni di alcun tipo e senza aprire questioni politiche globali, che avrebbero l’unico risultato di provocare il solito grande polverone che si concluderebbe con il nulla”.
Queste quelle del ministro Landolfi (An), da sempre contrario a una grazia concessa unilateralmente: “Mi sembra che ora ci siano gli elementi per poter ripensare e riconsiderare a questa vicenda”.
Queste le parole del ministro Matteoli (An): “La sospensione di 6 mesi della pensa per Adriano Sofri potrebbe preludere ad un provvedimento di grazia. Sono molti i politici di entrambi gli schieramenti ad augurarselo. Questa decisione della magistratura contribuisca a creare un clima di minor contrapposizione nel quale possa trovare alimento una soluzione generale per chiudere definitivamente la stagione del terrorismo. La sospensione è un atto d’umanità. Apprezzo molto questo gesto”.
Anche il governatore di centrodestra della Sicilia si è schierato per la grazia: “Sono un cristiano impegnato nel sociale, un uomo di fede. Quindi, non esito un minuto nel dire che avrei già concesso da tempo la grazia ad Adriano Sofri. Per altro Sofri è una persona che adesso sta male, ma io al di là del suo stato di salute, avrei concesso la grazia già prima”.
Sulla proposta lanciata da Marco Pannella su un’amnistia nel periodo natalizio Cuffaro ha aggiunto: “Sono d’accordo. Ma solo ed esclusivamente per i reati minori e solo se servisse a svuotare le carceri. Non sono d’accordo all’amnistia per i reati di mafia, per favoreggiamento e associazione alla mafia”.
Anche il senatore dell’Udc D’Onofrio si è schierato senza se e senza ma per la grazia all’ex capo di Lc: “Fin dalla presidenza Cossiga ero favorevole ad un provvedimento di grazia che fosse l’atto di chiusura di una guerra civile”.

GAETANO PECORELLA:
Non poteva mancare all’appello l’avvocato Pecorella, da anni il più fanatico sostenitore della grazia a Sofri.
Queste le parole del presidente della commissione Giustizia della Camera, ieri legale di Soccorso Rosso, difensore degli assassini di Ramelli e compagno di Lotta Continua: “Sollecito il ministro Guardasigilli Roberto Castelli a trasmettere al presidente della Repubblica la richiesta di grazia per Adriano Sofri. La maggior parte dei partiti è ormai orientata nel senso di riconoscere a Sofri la possibilità di avere la grazia. A me pare che Sofri meriti una attenzione e un provvedimento particolari. Al di là della mia convinzione sulla sua innocenza, si tratta di una persona per la quale il carcere è una afflizione priva di senso. Ora lo stato di salute si aggiunge alle precedenti valutazioni. Purtroppo il caso Sofri è diventato un caso politico”.
Ha continuato Pecorella: “Rivolgo allora un invito al ministro Castelli affinché abbandoni questo conflitto trasmettendo almeno in questo caso la pratica della richiesta di grazia al presidente della Repubblica, perché in una situazione come quella oggi della giustizia, in un Paese attraversato da tanti conflitti, risolvere questo senza dover chiedere alla Consulta di pronunciarsi sarebbe anche un atto di serenità politica che farebbe bene a tutti”.

I CONTRARI:
Contro alla grazia si sono schierati Gasparri, Calderoli e il sindacato della polizia.
Questa la posizione dell’esponente dell’esecutivo di An: “A Sofri si può sospendere la pena per motivi di salute, ma la grazia deve essere lui a chiederla, o almeno i suoi familiari”.
Queste le parole del leghista: “Provo imbarazzo per il fatto che di fronte a una persona malata si pensi di strumentalizzare la questione per farne un caso politico, tornando ambiguamente sulla storia della grazia”.
Ed ecco la nota del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe): “Le attuali condizioni di salute di Adriano Sofri non devono in alcun modo far dimenticare le sue responsabilità in ordine all’assassinio del commissario di Polizia Luigi Calabresi. Se Sofri aspira alla grazia, la chieda. Ma sentiamo anche il parere dei familiari del commissario Calabresi”.

LA NOSTRA POSIZIONE:
Noi, come spesso accade, ci troviamo distanti dalle posizioni dei politicanti nostrani: se da un lato non ci piacciono le posizioni forcaiole, dall’altro non riusciamo davvero a capire perché quando si parla di Adriano Sofri il fronte dei consensi diventa davvero ampio e bipartisan. Anche i meno garantisti diventano tutto d’un tratto baluardi della libertà e della civiltà.
E’ vero che la lobby di Lotta Continua è presente sia nell’Unione che nella Casa della libertà, ma considerare Sofri un detenuto di serie A non ci sembra corretto.
Sofri è stato l’unico inquisito in Italia che ha avuto più di dieci processi ed è stato anche l’unico detenuto ad avere una condizione di privilegiato (telecamere nella casa circondariale, collaborazioni con settimanali di primo piano, permessi premi, vacanze, lavorativi, fine settimana con la famiglia, visite su visite ecc).
Noi siamo favorevoli alla grazia, ma per tutti i detenuti dei cosiddetti anni ‘70. Le leggi e i provvedimenti ad personam non ci sono mai piaciuti. Bisogna chiudere con una pagina di storia e per chiuderla non basta una grazia per un detenuto eccellente, amico di ministri, deputati e intellettuali, ma occorre liberare tutti quei detenuti coinvolti nelle vicende degli anni di piombo.
Poi, diventa necessario cercare la “vera verità”, capire chi armò la mano dei quei ragazzi, trovare e far pagare chi creò quel clima e giocò sugli opposti estremismi e si rafforzò con la strategia della tensione.
Senza dimenticare chi furono le vittime e chi i carnefici: senza dimenticare chi, come Sofri, fece della violenza antifascista un’arma di potere e di consensi, senza dimenticare le foto pubblicate da Lotta Continua dove erano indicati nomi, cognomi ed indirizzi dei camerati da uccidere.
Sofri fu uno strumento del potere, ingenuamente o no non lo possiamo sapere, ma fatto sta che furono proprio i cattivi maestri come lui, presenti anche nella “destra radicale”, a scatenare una guerra generazionale, che portò alla morte decine di ragazzi e in galera centinaia di ventenni, da una parte e dall’altra.
Quindi non facciamolo passare per vittima. Graziamolo pure, ma insieme a tutti gli altri detenuti politici. Così come sarebbe opportuno che certi provvedimenti e certi valori garantisti diventino celeri ed immediati per tutte le persone malate che sono recluse nelle carceri.
In Italia muoiono ogni anno decine di detenuti a causa del mal funzionamento della sanità carceraria e della lentezza della magistratura, sempre restia, quando non si tratta del Sofri di turno, a concedere benefici a dei reclusi.
Così come si torni a parlare di indulto e amnistia, ma non soltanto per i detenuti di seria A.
Ma si sa, la giustizia è come un timone, dove la si indirizza va...

Giuliano Castellino

 

 

Ultimo aggiornamento: domenica 04 dicembre 2005