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Nasce nel peronismo la riscossa dell'America Latina


Bruno Laganà

Più di Juan Domingo, Eva Duarte Peron, Evita per i "descamisados" giustizialisti, è stata per molti anni un mito squisitamente politico confinato nello spazio argentino, all'estero riverberato dai lampi di cronaca dei due periodi di potere peronista e, in momenti diversi, dalle notizie della repressione militare contro le lotte dei lavoratori e dei militanti peronisti. Poi il mito si sfibrato in un musical "Evita" di Webber e Rice, rappresentato a Broadway e, quindi trasferito su pellicola da Alan Parker con l’interpretazione antiperonista (sic) della "rock-star" Madonna. Terminato il can can occorre ricordare due o tre cose su Peròn, Evita e il giustizialismo, riassegnando la priorità di un forte impegno politico sulle banalizzazioni che commedia e film, stampa, tv e libri sull'argomento hanno contribuito a spingere avanti.
Sono due o tre cose che riguardano la storia - restando per sempre nel loro percorso - dei movimenti che in America Latina e in tutto il mando si pongono in antagonismo all'universo del capitale, della finanza sovranazionale e dell'imperialismo nord-americano.
Il peronismo ha il diritto di rivendicare per sé la funzione maieutica di aver sottratto le masse popolari e operaie argentine alla passività politica in cui erano tenute dall'oligarchia e dalle forze democratiche tradizionali, di averle immesse per la prima volta nel circuito politico del paese e di aver riconosciuto loro un ruolo politico preminente se non addirittura dominante. Il giustizialismo, così come si chiama il movimento fondato da Peron, ha lavorato sulla coscienza di classe di grandi masse popolari eterogenee e disperse fino a suscitare una volontà di esercizio di governo generale e diretto, in prima persona, da parte delle masse stesse, fino a quel momento impensabile. I limiti di prassi politica di Perón e della sua filiazione di potere, il peronismo, non inficiarono la svilupparsi di uno dei più forti movimenti sindacali di segno fortemente antagonista dell'America Latina e del mondo intero. Proprio il mito "politico" di Evita accompagna - e ne è la bandiera - le lotte sindacali operaie contro la feroce dittatura militare legata al capitale oligarchico locale, ai latifondisti e alla finanza nord-americana. L'ala sinistra del movimento peronista - soprattutto la JP, la Gioventù peronista - è a Evita e allo spirito popolare e proletario del suo impegno che si ispira. E la Cgt, la centrale sindacale argentina e la sua scissione sono rimasti dal ritorno di Peron al potere, nel 1973, ad oggi i capisaldi di una forza che coniuga la giustizia sociale con la sovranità nazionale.
E questo nonostante l’assalto liberista nord-americano alleatosi, scomparso Peron, alla seconda moglie Isabelita e al suo consigliere Lopez Rega e che poi si sono proiettate nella presidenza Menem, peronista di nome ma iperliberista di fatto. Non a caso oggi, alla guida dell’Argentina nella sua ripresa politica economica e sociale c’è di nuovo un peronista ortodosso, quale Kirchner, un presidente che ha saputo fronteggiare la sfida del Fmi e restituire al suo popolo fiducia nello sviluppo e nel benessere. D’altra parte gli stessi "Montoneros", il movimento guerrigliero della sinistra peronista si ritenevano gli eredi autentici e diretti del messaggio politico di Eva Duarte ed avevano come grido di battaglia lo slogan: "Si Evita viviera seria montonera" ("Se Evita vivesse sarebbe montonera"). Come dire, affermandolo con la forza delle armi e del sacrificio personale, che la vera anima popolare, nazionale e socialista del giustizialismo peronista è Evita, un passo più avanti dello stesso Juan Domingo Perón, comunque mediatore tra le diverse tendenze del movimento, figura di statista più che di "jefe" politico. E fra le cose da dire sull'Argentina di Evita, su tutto campeggia - già dagli anni difficili dell'incipiente guerra fredda in uno spazio geopolitico di pertinenza statunitense, secondo la dottrina di Monroe - la capacità non comune di dar vita a un imponente fronte di lotta antimperialista a livello di grandi masse popolari che in America Latina non avrà eguali se non, in qualche fase, nel Cile di Allende e nella Cuba di Fidel Castro e del Che e, ora, nel Venezuela di Chavez.
Il peronismo, un movimento di massa socialista e patriottico che ha raccolto le istanze di emancipazione politica e sociale dei lavoratori saldandole indissolubilmente alla lotta per la dignità, la sovranità e l'autonomia del proprio Paese e di Tutta l’America Latina.

Ultimo aggiornamento: sabato 08 ottobre 2005