Alzo zero

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“ I TRE GRANDI VECCHI TORNANO NELLA DC-BONSAI “

 

 

 

Per fortuna non mi sono persa lo spettacolo del congresso dei venerabili democristiani.

Quanta gioia rivedere i volti tanto amati, un po’ vecchiotti e sciupatelli, ma si sa l’età è ingrata col passare degli anni. Però c’erano tutti, tranne quelli passati a miglior vita, almeno spero sia così. Quanti ricordi, quanto tempo è passato. Un secolo o due, chissà, non sono forte in matematica, non so far di conto.

I Grandi Vecchi, tra gli ultimi rimasti, sono sistemati tra gli ospiti, gomito a gomito, ignorati dai più. Guardano fisso avanti e osservano quello Scudo Crociato ben illuminato, scossi da un diluvio di emozioni. Arnaldo Forlani, indimenticato Coniglio Mannaro ai tempi del Caf, è identico al se stesso di tre lustri fa   e con la malinconia di allora. Don Antonio Gava, invece è più segnato, acciacchi fisici e malanni giudiziari lo costringono a sostenersi col bastone. Emilio Colombo, sorridente, distaccato e snob come ai tempi che fu.

Ma il più grande, magnifico, onnisciente doroteo è Marco Follini, segretario dell’Udc, vero democristiano che si lancia in una filippica da Demostene.

Come si vede arrivare Follini, è uno scroscio di applausi a non finire, ed è giusto perché basta solo vedere il suo dolce viso, lo sguardo intelligente, la sua innegabile simpatia che ispira, la sua ars oratoria che non ha eguali, per capire quale grande uomo sia.  ( Dio mio, come sono ipocrita……)  Della liturgia congressuale scudocrociata, è chiaro, salva e recita alcune cose. La più importante e la più terribile la colgono solo i tre  Grandi Vecchi  ( infatti, aguzzano le orecchie e si risvegliano dal torpore che la tarda età li fa scendere in un dolce sonno) è quella che in gergo si chiamava orazione funebre, sotto forma, naturalmente, di elogio e ringraziamento al premier. Follini ammette di avere un debito verso Berlusconi e Clemente Mastella che è poche sedie più in là e che nel Congresso della DC dell’89 ascoltò Forlani ringraziare il De Mita premier, per poi pugnalarlo, sussurra: “ Ecco qua, Berlusconi è fottuto.”

Ieri, Follini, a fine legislatura, tirato un fallimentare bilancio del berlusconismo, ha “pensionato” il Cavaliere, chiedendo un “ricambio generazionale “ , insomma avanti con un nuovo leader e aggiunge :” Credo che un candidato scelto da tutti, democraticamente, magari facendo anche noi le primarie, possa essere parte di un copione che cambia”.

Il modo migliore per avviare una campagna elettorale basata sulla rivendicazione dell’identità dell’ex DC e per attirare voti dei moderati.

La sinistra esulta e molti, applaudendolo, si sono chiesti: “Perché non è con noi ?” e l’Unione incalza: “ Una mozione di sfiducia al presidente del Consiglio”.

Appena terminato di parlare Follini, Berlusconi è uscito ed ha detto ai suoi: “ Ha demolito il governo. Il suo discorso è stato come un voto contro di noi, una relazione dura, personale e anche di cattivo gusto nei mie confronti “.

Caro Presidente Berlusconi, sarò ripetitiva ma, quante volte ho scritto che i peggiori nemici Lei li ha nella Casa delle Libertà, non nell’opposizione. La DC è sempre stata e sempre lo sarà opportunista, vuole il potere assoluto, non accetta interferenze alcune, vuole solo comandare.

Eppure il passato dovrebbe averLe aperto gli occhi. Il Suo gran difetto, mi permetta Cavaliere, è di non vedere il male, di pensare che gli altri siano come Lei, onesto e generoso.

Mentre sono in costante agguato, come un gatto con il topo, vogliono eliminare chi gode più simpatia del popolo, non ammettono che qualcuno possa essere superiore a loro.

 

ERCOLINA  MILANESI

Ultimo aggiornamento: sabato 16 luglio 2005