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Alzo zero |
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DARIO FO O L'ANTIFASCISMO
Ci si permetta uno sfogo: Dario Fo ci ha rotto..!! Con i suoi atteggiamenti da duro, intransigente, puro, incorruttibile sacerdote dell’antifascismo, di intellettuale di sinistra “che più a sinistra non si può”, ci ha rotto e molto..! Per contestare il mito fasullo, costruito su posizioni velleitarie e sulla leggenda del vittimismo per la persecuzione RAI-DC, mito fumoso e poco concreto, elenchiamo alcuni incontrovertibili FATTI che ci illuminano sull’uomo, sul politico e sull’”artista”: -1° all’età di 18 anni, nel 1944, si arruola nel Battaglione Azzurro, formazione della R.S.I. formata unicamente da volontari. Pare che combatta a Nettuno a fianco dei Tedeschi. La sua unità è in prima fila nelle repressioni e rastrellamenti anti-partigiani, specialmente nella Val d’Ossola. A questi ed altri compiti addestra i suoi camerati nella Scuola addestramento di Varese. Perciò, se gli alleati avessero perso la guerra, il Fo sarebbe oggi un bel Gerarca Fascista ( come molti altri antifascisti dell’ultima ora..). -2° Alla fine della guerra, dopo il XXV Aprile, si nasconde per un po’, forse con l’aiuto della morosa Franca Rame, di famiglia comunista, sino a che le acque non si calmano e poi incomincia, piano, piano, la sua carriera di comico con Giustino Durano e altri. -3° Negli anni sessanta guadagna un sacco di soldi grazie al suo successo in teatro ( successo non è qualità), ma ancora sta prudentemente a guardare e non si dichiara apertamente comunista, cosa che farà solo nel 62, come risulta da un’intervista a Giustino Durano, quando la lite con la RAI lo fa scacciare e gli fa perdere due milioni ( di allora) a sera. Il nostro s’incavola moltissimo ed inizia (coincidenza..?) ufficialmente la sua lotta “ a fianco del proletariato” che tanto gli ha reso professionalmente con l’appoggio della “intellighenzia” di sinistra, sino a procuragli il Nobel per la letteratura ( se Pirandello lo avesse saputo, avrebbe stracciato certamente il suo..!). Un giudizio su Dario Fo: “..la mia opinione su Dario Fo è talmente negativa che mi rifiuto di parlarne. Fo è una specie di peste per il teatro Italiano. Dovrei dirne tutto il male possibile….” Parere di un reazionario Fascista, settario, incolto ed incompetente? Non ci pare; sono le parole di chi Fascista certamente non fu, ma, altrettanto certamente, fu artista, letterato e poeta più colto di Dario Fo: Pier Paolo Pasolini..! Ma Dario Fo è un omologato, inquadrato e gestibile che bene si inserisce nel contesto della massificazione da formicaio che caratterizza il massimalismo di sinistra, mentre Pier Paolo Pasolini era un eretico, un critico, un ribelle e soprattutto uno spirito libero, entità inaccettabile in quel contesto ( Lo abbiamo già visto con Trotzsky, con le migliaia di “revisionisti” eliminati e persino con Gramsci nel periodo Togliattiano..) Dario Fo è funzionale a questa sinistra, un “rivoluzionario” che più conformista non si può, un compagno su cui si può sempre contare ( fino a che non cambiasse di nuovo tutto, come si è già ben visto..) e che è sempre spendibile in appoggio alle posizioni contingenti della dirigenza politica della sinistra! Perciò, che Dario Fo faccia pure tutto ciò che gli pare; delle sue azioni e delle sue giravolte dovrà rispondere solo alla sua coscienza ( supposto che ne abbia una), solamente non ci tedii con atteggiamenti da verginella e da martire perché non è né vergine, né martire, in nessun senso..! Pane al pane e vino al vino: nella vita ci sono individui di varie e diverse specie e questo è un dato di fatto che dobbiamo accettare anche se non ci piace, ma per favore, non confondiamo le pulci con i leoni ….!
Alessandro Mezzano |
Ultimo aggiornamento: giovedì 17 novembre 2005