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L'OLOCAUSTO: IL DOGMA DELL'OCCIDENTE GIUDAICO-MONDIALISTA

di Dagoberto Husayn Bellucci - dir. resp. agenzia di stampa "Islam Italia"

Mentre assistiamo ad una omologazione sempre più massificante di mode e costumi , idee , opinioni e sistemi di vita, sembra resistere nell'Occidente giudaizzato da sessant'anni di diktat sinagogici il mito del cosiddetto "sterminio" di sei milioni di ebrei durante l'ultimo conflitto mondiale.

Insomma la leggenda dell'Olocausto, la shoa secondo l'idioma ebraico 'corrente' , al di là delle convenzioni resta uno dei capitoli indiscutibili della storia contemporanea sul quale non sono ammesse ricerche nè analisi fuori dal coro di quella verità 'ufficiale' assunta come moderno dogma dall'intero sistema occidentale.

Crollate le ideologie, morti e sepolti i miti politici che hanno caratterizzato l'intero XX° secolo resiste dunque solo ed esclusivamente il dogma dell'Olocausto.

E che di dogma si tratta per gli occidentali crediamo che sia assolutamente fuori discussione se si pensa che , oggigiorno, è possibile insultare tranquillamente qualsiasi valore etico, morale o religioso; in nome della libertà d'espressione si tollerano vignette blasfeme contro l'Islam o film ingiuriosi della religione cattolica.

Mentre l'Occidente si è sentito in dovere di difendere i suoi laicissimi principi di libertà e tolleranza, democrazia e eguaglianza - gli 'immortali' principii dell'89 caposaldi della società totalitaria democratica moderna - anche utilizzando ironia blasfema contro i fedeli dell'Islam o quelli del Cristianesimo d'altra parte nessuno di questi intellettuali 'democratici' si prenderebbe mai l'onere nè avrebbe il coraggio di schierarsi a difesa di quelli storici revisionisti che hanno dimostrato l'impossibilità 'tecnica' nonchè l'assoluta incoerenza politica di quel preteso programma di 'sterminio' attuato contro gli ebrei in Europa dal Nazionalsocialismo.

Ed è , francamente, anche logico questo atteggiamento. E' Israele che detta le leggi nel cuore della società occidentale. E' l'Internazionale Ebraica che stabilisce chi deve e chi non deve frequentare i 'salotti buoni' della cultura sistemica , quali politici insediare alla guida dei partiti e delle istituzioni, quali economisti e imprenditori mettere alla presidenza delle organizzazioni finanziarie, commerciali e di lobby.

Israele e l'attenta vigilanza esercitata dalle comunità ebraiche in ogni Stato d'Europa non permetteranno mai che sia minimamente messo in dubbio il dogma olocaustico.

Ne va della stessa esistenza dell'emporio criminale sionista in Terrasanta - finanziariamente assistito dall'ingente apporto di dollari provenienti dalle comunità ebraiche degli Stati Uniti ma nato quasi esclusivamente grazie alla prassi di spoliazione parassitaria delle "riparazioni belliche" in marchi alle quali i diversi organismi sionisti internazionali obbligarono la Germania Federale fin dal 1946 - , nè va della stessa incondizionata aureola di martirio della quale si potranno continuare i kippizzati di ogni nazione e di ogni latitudine e - dulcis in fondo - ne va pure del business olocaustico che - Hooliwood docet - ha pur sempre da far fiorire una sua ingranatissima macchina.

Insomma sarebbero davvero tanti i motivi per i quali a nessuno verrebbe in mente di dichiarare che l'Olocausto è , nè più nè meno, una cazzata interplanetaria , una menzogna colossale, la più grande fandonia inventata nel XX° secolo che fa il palo - ...'forse'... - con la serie di balle raccontateci dai media sistemici per 'descriverci' l'"attacco terroristico" dell'11 settembre 2001 .... e c'é ancora chi 'crede' alla favola di bin Laden e Al Qaeda... vabbè ...contenti voi.

Il mito dell'Olocausto per essere più espliciti viene riconosciuto come moderno dogma da una società priva di alcun valore proprio perchè questo è quanto impone la Sinagoga Mondialista agli stolti 'goyim' , ai "gentili" (non ebrei) 'giudaizzanti' , rincoglioniti da sessant'anni di propaganda quotidiana - costante, martellante e francamente urtante - che passa dalle scuole elementari e arriva fino alle università.

A nessuno importa se storici autorevoli - i cosiddetti 'revisionisti' dispregiativamente etichettati dal Sistema con l'epiteto di 'negazionisti' - hanno subito processi sommari, sono stati incarcerati (David Irving a Vienna recentemente è stato condannato a tre anni e mezzo di galera), costretti a pagare cifre esorbitanti e danni alle comunità ebraiche (ricordiamo il processo-farsa contro Ernst Zundel svoltosi a varie riprese nella seconda metà degli anni ottanta), colpiti e quasi ridotti in fin di vita (il professor Faurisson venne massacrato da una sedicente organizzazione di "figli della memoria"... ovvero la faccia 'feroce' - semmai ne esistesse una 'buona' - delle milizie betarine , gli squadristi sionisti francesi, i mazzieri della sinagoga) o costretti all'esilio per poter dimostrare la fondatezza delle proprie tesi (è il caso dello storico svizzero Graff autorevolmente invitato a tenere un ciclo di conferenze sulla fandonia olocaustica nella Repubblica Islamica dell'Iran ma condannato nella sua democratica terra natia).

Che dire ancora sull'Olocausto? Noi diciamo - parafrasando uno scritto di qualche anno or sono del Grande Guascone di Popoli , Maurizio Lattanzio -  che se domani il principale quotidiano italiano e insieme i principali telegiornali del grande schermo riportassero a caratteri cubitali in prima pagina o come prima notizia tv che "L'OLOCAUSTO EBRAICO E' UNA CAZZATA INTERPLANETARIA" ciò non susciterebbe alcuna reazione 'conforme' nelle masse cerebrolese dell'Occidente giudaico-mondialiste del 'resto' 'inermi' anche dinanzi alla truffa partitico-istituzionale del "Grande Magna magna" denominata Tangentopoli.

Dunque non è 'rilevante' smontare la leggenda dell'Olocausto - che fuori dal perimetro sistemico occidentale viene considerata per ciò che realmente è cioè una cazzata interplanetaria - nè ci interessano troppo neanche le dichiarazioni autorevoli del presidente iraniano Mahmood Ahmadinejad che in merito è stato anche troppo chiaro....

Noi affermiamo che l'Olocausto è una cazzata interplanetaria funzionale agli interessi della Sinagoga Mondialista.

Affermiamo altresì l'anti-giudaismo militante che deve individuare nella questione ebraica - e in tutte le sue implicazioni (storiche, politiche, religiose, economiche, sociali ecc. ecc.) il principale tema di dibattito della Politica Mondiale.

Il giornalista inglese Wickham Stead scriveva oltre un secolo or sono: "Non esiste politico, economista, scrittore o giornalista che possa dirsi tale se non affronterà la questione ebraica".

E sono stati gli stessi organi di stampa del Giudaismo internazionale a ribadire che "la questione ebraica non lascerà in pace i popoli e i governi del pianeta"....

Olocaustiche rivendicazioni a 'parte' il mondo si divide sempre in due categorie: chi ha un progetto politico rivoluzionario e chi 'sogna' il Governo Mondiale.

 

Ultimo aggiornamento: lunedì 22 maggio 2006