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TERRORISMO E DOPPIO STANDARD OCCIDENTALE
di Daniele Scalea per eurasia-rivista.org
Pochi giorni fa, ai rintocchi delle campane di Westminster, tutta l'Europa e il mondo anglosassone si sono fermati in rispettoso silenzio per commemorare le vittime degli attentati alla metropolitana di Londra. Ha fatto però eccezione - e si tratta di un'eccezione non da poco - la Federazione Russa. La spiegazione è piuttosto ovvia, e del resto si trova nelle parole stesse del Presidente Vladimir Putin il quale, per l'ennesima volta, ha denunciato il "doppio standard" dell'Occidente allorché si tratta di terrorismo. Quando il separatismo ceceno infierì su un ospedale militare russo, o quando compì attentati dinamitardi nella città di Mosca, o quando ancora fece strage di bambini a Beslan, gli Europei e gli Anglosassoni non bandirono alcun minuto di silenzio internazionale, non giurarono mutuo sostegno contro il "barbaro nemico", né lanciarono isterici proclami riguardo fantomatici "attacchi all'Europa": non fecero nulla di tutto questo e, quel ch'è peggio, neppure si premurarono di mostrare solidarietà o compassione al popolo russo. Riflettere sulle responsabilità russe nella questione cecena non è una bestemmia, anzi è un comportamento oggettivo e razionale; peccato che, quando la vittima del terrorismo è un paese della cricca cosiddetta "occidentale", allora tutta l'oggettività cade per lasciar spazio al più bieco spirito di parte. Se guerriglieri ceceni fanno saltare in aria un velivolo di linea russo, o sequestrano un teatro o una scuola uccidendo numerose persone, la colpa è - secondo certi politici e intellettuali - della brutalità dell'esercito russo impegnato nella difesa d'una regione ch'è, a tutti gli effetti, parte integrante della Federazione Russa. Ma se imprecisati "terroristi di Al Qaida" fanno saltare in aria i treni di Madrid o Londra, allora i medesimi intellettuali rispondono indignati a chiunque volesse porre tali avvenimenti in relazione all'invasione di Afghanistan e Iraq, dove in quest'ultimo paese soltanto gli aggressori (tra i quali era la Spagna ed è l'Inghilterra) hanno provocato oltre 100.000 vittime civili e violato numerose leggi di guerra: no, in questi altri casi la motivazione sarebbe solo la "malvagità" dei terroristi, la quale colpisce l'innocente "mondo libero"! Qualcuno, che gode d'un discreto prestigio in tutto il mondo, ammonì con saggezza gli uomini perché si guardassero dalla trave nei propri occhi, piuttosto che della pagliuzza in quelli del prossimo. Suggerimento decisamente non seguito dagli occidentalisti, i quali trovano sempre di che rimproverare Russi, Indiani, Cinesi, Arabi e Iraniani, ma ritengono se stessi pressoché perfetti. Ma naturalmente la spiegazione del double standard non può limitarsi allo storico e ineliminabile razzismo che affligge e caratterizza buona parte della cultura occidentale, conferendole la ferrea convinzione d'esser sempre e inevitabilmente migliore delle altre. La spiegazione coinvolge, come sempre, motivazioni meramente utilitaristiche. Gli esponenti di spicco della corrente neoconservatrice statunitense hanno apertamente manifestato il proprio sostegno alla causa dell'indipendenza cecena: non perderò tempo a dimostrare l'ovvietà che cotanta posizione non dipende certo da nobiltà d'animo. Semmai, la guerriglia cecena fa molto comodo alla superpotenza nordamericana, dal momento ch'è una spina nel fianco dello storico nemico russo. Egualmente, Bin Laden e le sue orde di fanatici wahhabiti erano "patrioti" e "partigiani" quando combattevano contro i Sovietici, sono "terroristi" e "tagliagole" ora che combattono contro gli Statunitensi. I capi del terrorismo ceceno hanno trovato sicuro rifugio, come "esuli", a Londra e negli Stati Uniti: se Bin Laden e il Mullah Omar fossero accolti con rispetto a Mosca, come sarebbe la reazione di Bush e Blair? Io credo molto più scomposta di quella mostrata da Putin che, immagino, con la sua pazienza si starà guadagnando il Paradiso...
Daniele Scalea, 17 luglio 2005 |
Ultimo aggiornamento: martedì 26 luglio 2005