Ari
Shavit di Haaretz
intervista Mikis Theodorakis
Haaretz.com quotidiano israeliano ha intervistato Mikis Theodorakis, il
mitico compositore greco. Il giornalista israeliano Ari Shavit ha
trascorso molto tempo in casa sua, ed il lungo, ricco, articolato
dialogo è stato pubblicato integralmente il 30/8/2004 ( vedi la versione
integrale in http://www.haaretz.com/hasen/spages/469781.html e
http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=470008&contrassID=2&subContrassID=14&sbSubContrassID=0&listSrc=Y
). Quella che segue è una parte dell’intervista tradotta in italiano.
La radice del male
Domanda: Signor
Theodorakis, il 4 novembre 2003 lei ha detto alcune parole che hanno
sconvolto ebrei e non ebrei in tutto il mondo. Lei ha detto che il
popolo ebraico è la radice del male. Cosa intendeva?
Risposta: “Per me oggi la radice del male è la politica del presidente
Bush. E’ una politica fascista. Non riesco a capire come sia possibile
che il popolo ebraico, che è stato vittima del nazismo, possa appoggiare
una tale politica fascista. Nessun popolo al mondo tranne Israele
appoggia questa politica! Io sono un amico di Israele. Io sono un amico
del popolo ebraico. Ma la politica di Sharon ed il sostegno alla
politica di Bush oscura l’ immagine di Israele. Io temo che Sharon stia
conducendo il popolo ebraico – come Hitler condusse il popolo tedesco –
alla radice del male.”
D: Ancora oggi, dopo dieci mesi, lei non pensa di aver commesso un
errore pronunciando quelle parole?
R: “No, ma è importante per me sottolineare che non ho mai detto che gli
ebrei sono la radice del male. Io ho detto che essi sono alla radice del
male.”
D: Allora non ha ripensamenti?
R: “No. E sono stato ferito dalla reazione degli ebrei a quanto ho
detto. Non è stata una reazione civile. Ho ricevuto centinaia di e-mail
velenose da ebrei di tutto il mondo. Non comprendo questo odio nei miei
confronti. Ho combattuto contro il razzismo tutta la vita. Sono stato
per Israele. Ho scritto “Mauthausen”. Dopo tutto ciò, come potrei essere
diventato da un giorno all’altro antisemita? Non credo vi sia
antisemitismo in Europa. Vi è una reazione alla politica di Sharon e di
Bush. Credo sia artificioso pensare che vi sia un nuovo antisemitismo.
E’ un pretesto. E’ un modo per non fare autocritica. Invece di chiedersi
cosa vi sia di sbagliato nella politica di Israele gli ebrei dicono che
gli europei sono contro di loro a causa dell’ antisemitismo. E’ una
reazione malata. E’ una reazione da psicopatologia del popolo ebraico.
Gli ebrei vogliono sentirsi vittime. Lasciateci creare un altro ghetto.
E’ una reazione masochista. Vi è un masochismo psicologico nella
tradizione ebraica.”
D: C’è anche del sadismo?
R: “Sono certo che quando gli ebrei della diaspora parlano di sé stessi
si sentono soddisfatti. Essi sentono che ora, quando il più grande
potere del mondo è a portata di mano, nessuno possa far loro del male.
Essi possono fare quel che vogliono. Per questo motivo la pretesa che
esista un nuovo antisemitismo non è solo una reazione malata, è anche
una reazione astuta”.
D: In che senso?
R: “Perché realmente essa consente agli ebrei di fare qualunque cosa
vogliano. Non solo psicologicamente, ma anche politicamente fornisce
agli ebrei un pretesto. Il senso del vittimismo. Dà loro la licenza di
nascondere la verità. Oggi in Europa non vi è alcun genere di problema
ebraico. Non c’è antisemitismo.”
D: Andiamo un po’ più in profondità, un po’ indietro nel tempo. Quando
lei era un bambino, prima dell’ Olocausto, quale era la sua impressione
degli ebrei?
R: “Gli ebrei della Grecia non erano diversi dai greci. Amavano il loro
lavoro e la loro famiglia. A scuola erano i migliori. Gli ebrei erano
pittoreschi. Nel 1932 io ero a Ioannina. Là vi era una grande comunità
ebraica. Io giocavo tutto il tempo con ragazzi ebrei. Mia nonna era
molto religiosa. Aveva una stanza piena di icone. In primavera mi disse:
Ora è Pasqua, non andare al quartiere ebraico. Durante la Pasqua gli
ebrei mettono i bambini cristiani in botti piene di coltelli. Poi bevono
il loro sangue. Anni dopo, prima di diventare comunista, ero membro di
un movimento giovanile fascista. Un giorno mi affidarono il compito di
parlare del comunismo. Andai a casa e chiesi a mia madre cosa fosse il
comunismo. Mi disse che non lo sapeva ma pensava che fosse il male, il
male come gli ebrei, mi disse. Così le chiesi se anche i comunisti
mettevano i bambini cristiani in botti piene di coltelli e bevevano il
loro sangue. Che cosa voglio dirle raccontandole ciò? Che queste cose
esistevano. Prima non ne ero cosciente ma ora, attraverso le sue
domande, lo comprendo.”
D: Sarà d’accordo con me che per l’Europa cristiana gli ebrei non siano
solo un altro popolo. Gli ebrei hanno un ruolo unico nella mentalità
europea
R: “Io non so dell’Europa. E’ diversa dalla Grecia. Diversa la
religione, diversa la cultura. Noi non abbiamo dogmi religiosi. Noi non
siamo fanatici.
D: Pensa che gli ebrei siano fanatici?
R: “Qualcosa che è molto negativo può anche essere positivo. Se gli
ebrei non avessero il fanatismo non sarebbero esistiti. Non c’è male
senza il bene. Gli ebrei hanno bisogno del fanatismo. Quello che viene
chiamato fanatismo ebraico ha più a che fare con l’auto-difesa. Fu
attraverso la loro religione che gli ebrei furono riuniti e mantenuti
insieme.
D: Lei sembra affascinato dagli ebrei. Perché?
R: “E’ un mistero come si possa essere una comunità che supera ogni
pericolo e rimane fedele alle proprie origini. Guardi alla Francia, per
esempio. In Francia c’è una grande comunità di ebrei, ma gli ebrei
diventano francesi? No. Loro parlano perfettamente il francese. Hanno
successo nel lavoro. Ma non sono francesi. Loro pensano solo a tornare a
Gerusalemme.”
D: Così c’è qualcosa di unico nel modo di vita degli ebrei?
R: “E’ un fenomeno metafisico. Non può essere spiegato.”
D. Nella sua opinione cosa tiene uniti noi ebrei?
R: “E’il sentimento di essere figli di Dio. Che voi siete i prescelti.”
D: Pensa che gli ebrei abbiano un senso di superiorità a causa di questa
relazione intima con Dio?
R:”C’è anche questo elemento. Non tutti gli ebrei lo hanno. Ma quelli
molto religiosi si.”
D: Lei pensa che l’ Israele di Sharon sia l’ espressione di questo
elemento di arroganza e di aggressività della psiche ebraica?
R: “No, non direi. Ma il problema della loro superiorità non è solo una
sensazione. Nella loro battaglia di autodifesa essi si sono sempre
distinti. Ci sono 200 ebrei che hanno vinto premi Nobel. Cristo, Marx ed
Einstein erano ebrei. Gli ebrei hanno dato molto alla scienza, all’ arte
ed alla musica. Loro hanno in mano la finanza mondiale. Tutto ciò dà
loro un senso di superiorità.”
D: Gli ebrei hanno in mano la finanza mondiale?
R: “Controllano gran parte della finanza mondiale”
D:Così l’odierno capitalismo internazionale è controllato in gran parte
dagli ebrei?
R: “Visto che ci parliamo con franchezza le dirò un’altra cosa. Gli
ebrei controllano la maggior parte delle grandi orchestre sinfoniche del
mondo. Quando scrissi l’Inno nazionale Palestinese, l’orchestra
sinfonica di Boston aveva in programma dei miei lavori. Essa era
controllata da ebrei. Non mi permisero di eseguire il concerto. Da
allora non posso lavorare con nessuna grande orchestra. Essi mi
rifiutano.”
D: Ha avuto questi problemi anche con altre orchestre?
R: “Dovunque ci sono ebrei. Dovunque ci sono orchestre controllate dagli
ebrei essi boicottano il mio lavoro.”
D: Veramente crede che gli ebrei controllino il mondo della musica?
R: “Si”
D: E la stessa cosa accade nel mondo della finanza?
R:“In America la comunità ebraica è molto forte. Essa controlla gran
parte dell’economia. Sicuramente controlla i mass media. Lasci che io
chiarisca bene il mio pensiero. Quando fu fondato lo stato d’ Israele
noi eravamo al fianco di Israele. C’era molta simpatia per il sionismo a
causa di quanto avevano sofferto durante la guerra. Questo è un lato
degli ebrei. Ma la comunità ebraica internazionale è anche un fenomeno
negativo. Il popolo ebraico controlla le grandi banche. E spesso i
governi. Pertanto tutto il male che proviene dai governi è naturale che
venga associato dalla gente con il popolo ebraico.”
D: Lei personalmente ritiene che gli ebrei, la comunità ebraica
internazionale, abbia il controllo delle banche, di Wall Street, dei
media?
R: “Sì.”
D: E lei afferma che ora, influenzando Bush, ha il controllo della
politica mondiale?
R: “Sì.”
D: Dunque gli ebrei tirano le fila alle spalle di Bush?
R: “No, loro stanno davanti a lui”.
D: L’America, la grande superpotenza, è oggi controllata dagli ebrei?
R: “Sì.”
D: Quali sono le intenzioni degli ebrei che controllano il Presidente
Bush?
R: “Il fronte principale sono gli arabi. Essi credono che colpendo gli
arabi possano aiutare Israele a sopravvivere. Danno una soluzione
militare al problema della futura esistenza d’Israele.”
D: Ma la politica odierna degli Stati Uniti è una reazione all’ 11
settembre. E’ una risposta alla minaccia di Bin Laden.
R: “Prima ci dobbiamo domandare chi sia Bin Laden. Ci sono qui cose
particolari. Egli aveva lavorato per gli americani nel passato. Anche
quando accadde l’11 settembre egli avrebbe potuto lavorare per i servizi
segreti americani. Non voglio dire che quelli che colpirono le Twin
Towers fossero anch’essi americani. Sarebbe pazzia dirlo. Ma tecnologia
americana fu usata l’11 settembre.”
D: E’ possibiltle che sia stata una provocazione?
R: “Negli USA ci sono molte forze. Ci sono super patrioti lì. Io credo
che la parte giocata da Bin Laden sia sospetta.”
D: Sta cercando di dire che ci fu una specie di cospirazione Americana?
R: “Io non credo che gli autori fossero questi disperati
dell’Afghanistan . Questa è una barzelletta. Neanche la tecnologia
giapponese avrebbe potuto farlo. Neanche quella tedesca:”
D: E’ possibile che il Mossad abbia avuto un ruolo nell’11 settembre?
R: “Il Mossad ha la tecnologia. Ma anche loro non sono una superpotenza.
Gli americani controllano tutto.”
Una vita di acclamazione e lotta
Mikis Theodorakis nacque il 29 luglio 1925. all’età di dodici anni
iniziò a comporre. In gioventù ha fatto parte di un gruppo fascista, ma
nel 1942, dopo essere stato arrestato dal regime italiano d’occupazione,
divenne comunista. Prese parte attiva nella lotta contro i tedeschi e
nella guerra civile greca. Fu mandato successivamente in prigione, in
campi di detenzione e al confino in un isola sperduta. Fu ferito e
torturato e a seguito di ciò si ammalò. Durante tutti questi avvenimenti
non cessò di comporre. Durante gli anni ‘50, Theodorakis studiò a
Parigi. Compose musica classica e scrisse lavori per il balletto. Nei
primi anni ’60 ritornò in Grecia sviluppando un suo peculiare stile
musicale che immediatamente ebbe un clamoroso successo. Theodorakis
compose anche le colonne sonore per numerosi film tra cui il più famoso
fu “Zorba il Greco” del 1964. Dopo l’assasinio del leader
dell’opposizione Grigoris Lambrakis, Theodorakis divenne un attivista
politico e parlamentare della sinistra. Dopo il colpo di stato dei
colonnelli del 1967, entrò in clandestinità fu arrestato e detenuto in
un isola. Tre anni dopo fu rilasciato e andò in esilio a Parigi.
Durante gli anni ’70, il compositore esiliato fece una serie di viaggi
in Israele. I suoi concerti a Caesarea, Tel Aviv e Gerusalemme
richiamarono folle enormi. Theodorakis divenne l’artista favorito della
buona società israeliana ed un alleato del movimento pacifista. Più
tardi si identificò con la lotta palestinese e fu per questo
pesantemente criticato dai circoli della destra. Le sue visite in
Israele si diradarono fino a cessare completamente.
Nella stessa Grecia, Theodorakis è considerato una personaggio
controverso. Il suo passaggio dalla destra alla sinistra gli valse molte
critiche. Nonostante ciò il suo nome è ancora evocato come possibile
candidato presidenziale. Il suo status di massimo esponente musicale
greco è fuori discussione. Anche in Francia, Germania e nei paesi
scandinavi, Theodorakis è un esponente di primo rango della cultura.
Alcuni lo considerano, per il suo lavoro e la sua vita, come
l’incarnazione dello spirito della sinistra europea contemporanea.
Negli ultimi anni Mikis Theodorakis ha assunto un atteggiamento
militante anti-Americano. Ha condannato il bombardamento NATO dela
Serbia, si è opposto alla guerra in Afghanistan ed in Iraq. Nel 2002
egli ha guidato dimostrazioni di massa contro Israele ad Atene e a
Tessalonica. Nel novembre del 2003 si è attirato le ire internazionali
dichiarando che gli ebrei sono alla radice del male. Dopo quella
dichiarazione, Theodorakis non ha più rilasciato interviste a media
israeliani.
"italiaSociale"
|