|
Il caso “Holywar”:
colpirne uno per “oscurarne” cento?
Forse qualcuno di
voi ha sentito parlare del "caso Holywar". Si tratta di un sito
cattolico tradizionalista (holywar versus zog) che, come tutta la
pubblicistica di quel filone, c'è l'ha col "giudeo" per motivi
teologici. Ammesso che interessino simili diatribe (a me no, al massimo
le trovo divertenti), di pubblicazioni di questo filone, su carta e in
rete, ve ne sono di vario livello: ad es. la rivista "Sodalitium" è una
spanna al di sopra, e contiene materiale d'interesse anche per il non
"cattolico integrale", impegnata com’è nel denunciare l’azione politica
di circoli massonici.
Ma veniamo al problema. Il sito Holywar, da tempo, sta subendo un
processo, e la prossima udienza si terrà a Pontedera (PI) alle 9.00 del
prossimo 8 luglio. A prima vista si tratta solo di uno dei tanti
"processi alle idee" (colpite dalla "legge Mancino"). Non che la cosa
non sia di per sé già grave, ma il lato più preoccupante della vicenda è
che a mio avviso hanno individuato il classico anello debole
(naturalmente di una loro supposta "catena"), che si presta bene ad una
caccia alle streghe che, capirete bene, fornirà l'appiglio per "ben
legiferare" in materia... (avete mai visto l'omino in postazione
internet di programmi come “Protestantesimo” o “Sorgenti di Vita”?
Oppure si pensi all’incredibile puntata di “Enigma” sui “Protocolli dei
Savi di Sion” andata in onda mesi fa sulla Rai, nel corso della quale un
sedicente esperto d’internet dell’Ass. “Olokaustos” passava al setaccio
tutto ciò che dovrebbe passare sotto la ghigliottina della “lobby
dell’olocausto”). Una volta comminata una pena esemplare ad “Holywar”
verrà stabilito il precedente giuridico, e di lì in poi sarà semplice
tagliare le gambe ad un sito con l'accusa di "antisemitismo". Sarà tutto
un frullar di ghigliottine, con le teste più in pericolo che di certo
saranno quelle dei “revisionisti”, i cui siti sin qui non possono essere
oscurati per via diretta poiché sarebbe troppo plateale colpire con
argomenti dozzinali ricercatori storici il cui unico “reato” è quello
d’indagare una vicenda che anche autori ebrei giudicano ammantata di un
alone da favola.
L'avv. Edoardo Longo (www.edoardolongo.tk) è il difensore del sito. Ha
le sue idee (come tutti!), che raramente condivido. A parte il suo
antislamismo feroce, che di questi tempi -a mio avviso- fa il gioco dei
fautori dello "scontro di civiltà, l'avv. Longo è di quelli che vede
dappertutto lo "zampino dell'ebreo". A me pare un limite, ma sono fatti
suoi ed è libero di pensare quel che vuole, sia degli ebrei (il che non
ha molto senso, a meno che non li si identifichi collettivamente in
quanto “popolo teologico”) che dell'Islam (tuttavia egli si oppone
dichiaratamente all'aggressione USA all'Iraq in nome del diritto di
ciascun popolo di comandare a casa propria).
Prese di posizione, queste, che non critico moralisticamente, bensì
perché impediscono di vedere la realtà, che è -ahinoi- più complessa.
Detto questo, è intuitivo che si tratta di una vicenda da tenere
d'occhio, poiché il lobbismo pro-sionista -a prescindere dall'identità
dei suoi reali e primi beneficiari- è una tragica realtà foriera di
sciagure per tutti gli uomini liberi.
Mr Hyde
|