Lettere a
Italia Sociale

HOME - Scrivici

LA GRAZIA A SOFRI

 

 

La recente sentenza della Corte costituzionale sulla vertenza Castelli-Ciampi in merito alla concessione della grazia, ha dato ragione a Ciampi attribuendo unicamente al presidente della repubblica il diritto e la facoltà di concederla.

Anche ai più sprovveduti appare chiaro come tutta la questione sia stata sollevata non in termini generali, ma solamente per liberare Adriano Sofri ed il suo complice Pietrostefani dalla galera in cui stanno, né innocenti né per reati minori, ma per essere stati giudicati colpevoli, IN OTTO GRADI DI GIUDIZIO di Omicidio premeditato del commissario di polizia Calabresi!

La smaccata ipocrisia con cui la questione viene presentata dà il metro di come la politica si sia impossessata delle leggi e delle istituzioni con l’arroganza di chi sa di poter usare il potere a proprio piacimento e per favorire le persone che fanno parte del proprio branco di iene immonde.

Nessuna differenza quindi tra le “Leggi ad personam” di Berlusconi e le procedure “ad personam” della sinistra che già vedemmo in opera con il caso Baraldini ( rientrata in Italia in cambio della nostra indulgenza sul caso Cermis e poi “coccolata” con ogni sorta di “benefici” carcerari).

Ora si deve far uscire Adriano Sofri mentre nessuno parla mai di indulgenza e di pentimento se si considerano i condannati della destra radicale come la Mambro e Fioravanti che pure hanno fatto in carcere ben più degli OTTO ANNI che si è fatto Sofri…!

A tale proposito vogliamo fare alcune osservazioni:

1° Nessun cittadino, mai, ha avuto la garanzia giuridica di otto gradi di processo come Adriano Sofri.

2° Graziarlo dopo soli otto anni di carcere, significa avallare la tesi dei “compagnoni” ( leggi Ferrara & C.) che la condanna fu il frutto di un orrendo complotto.

3° Delegittimare così la magistratura è diventato uno sport nazionale sia di Berlusconi che della sinistra, ma le conseguenze sul tessuto civile della Nazione saranno devastanti.

4° Non merita perdono l’arroganza di Sofri che non chiede la grazia ( ma la fa chiedere, eccome se la fa chiedere..), ma nemmeno riconosce di essere responsabile di avere provocato ed aizzato quel clima di estrema violenza in cui avvennero molti altri delitti a sfondo politico  la cui responsabilità generale è da attribuirsi ai “cattivi maestri” come appunto Sofri, Toni Negri e Giovanni Scalzone ( ricordiamo, uno fra tanti, il rogo della famiglia Mattei a Primavalle).

5° Il fatto che Sofri , in questi anni sia diventato scrittore e “Maitre a penser” non è titolo sufficiente a meritare la grazia perché questa presuppone, per legge, il ravvedimento che non c’è stato ( chi non riconosce la colpa non può ravvedersi per una colpa che non c’è) ed inoltre otto anni su ventidue non sono, come prescrive la legge:”.. Una congrua parte della pena scontata..”

6° Non siamo d’accordo che la pena debba avere solo uno scopo “rieducativo”, ma pensiamo che debba essere anche punitiva perché la giustizia è tale solo se ristabilisce anche un equilibrio, violato dal delitto,  tra le vittime e gli aguzzini.

In conclusione troviamo indegno che si stupri il diritto, la Legge e l’etica e che si mettano a rischio le istituzioni  in un’ottica da famiglia mafiosa, solo per salvare un “Compagnone” dalla galera.

Ma tornando alla questione della sentenza della corte costituzionale, ci pare che  essa contrasti  con alcuni articoli della costituzione perché, se è vero che l’art.87 dice che il presidente “… può concedere la grazia e commutare le pene..” è altrettanto vero che l’art. 89 dice che:”.. Nessun atto del presidente della repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri preponenti che ne assumono la responsabilità..” ( e non hanno dunque, come dice la sentenza, una mera funzione notarile) ed inoltre l’art. 90 dice che:”.. Il presidente della repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento ed attentato alla costituzione..” e pertanto, anche la responsabilità della concessione della grazia è attribuita dalla costituzione ..” ai ministri preponenti..” in questo caso il ministro della giustizia.

In pratica poi, come si è visto, la legge è un tessuto elastico che ciascuno ed  anche i giudici costituzionali, stiracchiano come e dove vogliono i “padrini” politici….

 

Alessandro Mezzano

 

Ultimo aggiornamento: lunedì 08 maggio 2006