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Lettere
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Malasanità in Campania - 1 Pochi di Voi avranno sentito parlare del progetto SANIARP, gia’ forse la cosa non e’ molto strana, e’ uno di quei classici progetti-sperimentazioni che se vanno a buon fine danno lustro ad un’intera classe dirigente, ma se invece falliscono e’ meglio che finiscano nel dimenticatoio e far perdere le tracce dei promotori. Ed i presupposti del fallimento ci sono tutti, ma poi fallimento agli occhi di quale giudice? Andiamo con ordine, circa un anno fa la regione, attraverso le varie ASL territoriali convocò i medici di famiglia e le farmacie di cinque piccoli comuni, ognuno in una provincia differente, Napoli, Avellino, Salerno, Benevento, Caserta, per farle partecipare al progetto in oggetto; scopo dell’iniziativa era, a dirla secondo le parole dell’assessorato regionale della sanità, di “monitorare la spesa farmaceutica e tracciare una significativa rappresentazione dell’utilizzo e della prescrizione dei farmaci per opera dei medici di base” in parole povere, controllare che non si facesse abuso di farmaci nelle case campane e che i medici non fossero invogliati a suon di regalie su determinati farmaci. A questo scopo furono informati gli interessati, organizzata l’infrastruttura e formato il personale che avrebbe utilizzato gli strumenti, vale a dire, furono fornite tutte le farmacie interessate ed i medici partecipanti al progetto di una postazione informatica, di un collegamento continuo ad internet, ed allacciati ad una rete a cui avrebbero avuto accesso tramite un apposito software costruito per l’occasione. I criteri di scelta dei partecipanti ricaddero su piccoli centri abitati in cui la popolazione non subiva grosse oscillazioni e circoscritti in zone tali da non rappresentare particolari indicazioni patologiche. Considerando un poco i numeri, possiamo dire che dell’intero progetto furono interessati circa 70 medici, 35 farmacie e 10 centri di analisi, le apparecchiature sono state acquistate a spese delle singole ASL di competenza, ma la ditta che le ha fornite e’ stata una sola e neanche scelta con una gara di appalto, così come la società che ha fornito il software e tratta i dati dei pazienti che sono inviati in tempo reale. A distanza quasi di dodici mesi, dopo aver causato disagi ai medici, ai quali e’ stato imposto di fare prescrizioni solo attraverso il computer, disagi ai farmacisti, ai quali e’ stato imposto di effettuare una doppia tariffazione, la prima consueta da inoltrare alla ASL periodicamente e fisicamente, la seconda da inviare ad un centro di elaborazione dati in tempo reale si può tranquillamente dire che il progetto e’ fallito, molti medici non si sono assoggettati all’obbligo di utilizzare prettamente il computer e continuano a fare prescrizioni a mano o ad utilizzare il proprio gestionale, molte farmacie non riescono a trasmettere i dati on-line a causa delle disfunzioni delle linee. L’auspicato controllo, panacea del deficit sanitario campano, non si può effettuare, le cose continuano ad andare nello stesso modo voluto da questo sistema organizzato dalla giunta Bassolino, con un’aggravante in una situazione già economicamente critica, chi ripaga questo ulteriore disavanzo? Se per ogni utente si deve considerare un computer completo di stampante laser e connessione telefonica ADSL non e’ difficile fare due conti e pensare che Bassolino e’ davvero molto bravo a distribuire soldi e cariche, in fin dei conti non paga di tasca sua, ma di una parte di quei soldi non si sarebbe potuta fare un utilizzo differente? E poi perché si devono favorire solo alcune aziende a discapito di altre? I problemi che si volevano risolvere si sono ripresentati più vivi e tenaci che prima, ma se si e’ a conoscenza che questi problemi ci sono, perché non riusciamo almeno a cacciare chi non e’ in grado di risolverli? Sempre piu’ deluso il Vostro Ernie Souchak |
Ultimo aggiornamento: domenica 12 febbraio 2006