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Lettere
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Cari Amici di Italia Sociale,
Caro amico lettore ha ragione quando dice che arrivammo impreparati alla seconda guerra mondiale. La cosa non ci stupisce più di tanto se pensiamo che molti anni prima era in atto un autentico sabotaggio da parte di numerosi ambienti filo inglesi, legati alla massoneria ed al grande capitale straniero , che albergavano allegramente nella nostra penisola, a cominciare da tanti industriali, famiglia Agnelli in testa. Invece di produrre mezzi adeguati alla guerra moderna, si sfornavano aerei oramai superati, carri armati con la corazza indebolita, navi senza radar, con consegne che non rispettavano mai i tempi previsti ecc.ecc. Nel suo ottimo libro, “La Fabbrica della sconfitta”, ed.Settimo Sigillo-Roma, Piero Baroni traccia una storia un pò diversa da quella a cui siamo abituati a sentire sull’impreparazione delle nostre truppe. Un vero atto di sabotaggio industriale era in atto da anni ai danni dei nostri soldati, già prima dello scoppio delle ostilità,costretti poi a combattere con carri armati con la corazza resa più perforabile da “colate d’acciaio errate”-montaggi degli organi motore fatti in modo che i guasti bloccassero presto i mezzi-aerei surclassati da quelli nemici ( quando invece i nostri ingegneri realizzarono, quando glielo permisero,forse i migliori caccia della guerra) come il CR42 Fiat prodotto in ben 1551 esemplari,tra il 1939 e 1943,per finire poi a quota 1782!!Un biplano che nel 1940 sarebbe stato bene in un museo.…. L’ottimo Macchi 202 si fermò a quota 1105, tra il maggio 1941 e agosto 1943 e il validissimo Reggiane 2005 in solo 200 esemplari ,tra l’ottobre 1942 e settembre 1943,…!La Fiat ,il cui potenziale industriale era allora in grado di produrre grandi quantitativi di materiale per le forze armate, si accontentò invece di produrre poco e male,( pur ricevendo materie prime in grande quantità)…, come l’inutile e ridicolo carro veloce L35, che entrato in produzione nel 1935, ne uscì solo nel 1939, in ciò aiutata dall’alleata –complice Ansaldo. E che dire poi delle continue lamentele che le industrie inviavano al governo per la “mancanza di materie prime” strategiche? Quando i tedeschi dopo l’8 settembre arrivarono in Italia, scoprirono con sorpresa,che nei piazzali delle fabbriche italiane vi erano grandi quantitativi di metalli di ogni tipo, rame, molibdeno,tungsteno,vanadio, cobalto ecc. Eppure tanti nostri soldati era stati mandati a morire dentro veicoli che di corazzato avevano solo il nome. Certo la colpa non fu solo degli industriali, ma anche di coloro che all’interno delle varie amministrazioni militari operavano sistematicamente per sabotare la guerra e falsificando anche i rapporti. Come vede caro Bruno, se avevamo mezzi ,come lei definisce i nostri aerei, di cartapesta, le cause vanno fatte risalire a coloro che hanno pensato bene di ricavarsi una fortuna anche sulla sconfitta della propria Patria, in fondo sono gli stessi che anche oggi svendono le nostre industrie al capitale straniero o fanno spallucce quando si parla di interessi nazionali, siano essi di centrosinistra, sia di centrodestra… I tempi cambiano, ma le persone ed i metodi sono rimasti gli stessi. F.Dal Cortivo
Il libro di Piero baroni è acquistabile presso le Ed.Europa-Roma ( sito presente nella nostra sezione libri) |
Ultimo aggiornamento: domenica 11 dicembre 2005