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Lettere
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Una SFIDA di Filippo Giannini Leggo che nel libro di Bruno Vespa “Vincitori e Vinti” (e prego l’Autore di indicare chi sarebbero i “Vincitori” e chi i “Vinti”) Massimo D’Alema avrebbe detto che sarebbe stato più giusto processare Benito Mussolini anche perché il processo <avrebbe consentito di ricostruire un pezzo della storia d’Italia>. Ovviamente “i nipotini di Stalin” sono insorti, in testa a tutti Fassino, ma, più di lui Cossutta il quale, epigone della genia bolscevica, a certi atti di “civiltà” è ben avvezzo avrebbe accompagnato il suo pensiero con la solita stantia, stereotipa sentenza: <Mussolini è stato processato (come, dove e quando?, nda) dalla storia>. Dato che la storia non processa nessuno e che tanto meno può emettere sentenze e, di conseguenza, condanne, e dato che alcuni milioni di italiani ancora oggi (è un vero miracolo) non condividono l’asserto di Cossutta e compagni, allora, a nome di quanti vogliono sapere se Mussolini era un bieco tiranno o un “uomo giusto”, lancio la sfida: <Anche se a distanza di sessant’anni dall’”epopea di Piazzale Loreto”, si faccia questo processo: così, una volte per tutte, si potrà stabilire “chi era Mussolini” e quali e quanti “danni” furono procurati dal Fascismo>. Sarei facile profeta se asserissi che questa “provocazione” non verrà presa in considerazione, perché, e questo è ben noto, Mussolini lo si volle morto in quanto da accusato sarebbe diventato accusatore; e questo ancora oggi farebbe tremare le mura degli “alti colli” e, giù giù, sino a passare per le “Botteghe Oscure” (o nei pressi) e ancora più in basso. Tuttavia assicuro che questa “sfida” verrà inviata, via e-mail, a tutti i giornali possibili, alle emittenti televisive e ancora più sù, nonché a tutti gli indirizzi in mio possesso. E mi auguro che chiunque riceverà questa “democraticissima” proposta si faccia carico di ampliarne la conoscenza. |
Ultimo aggiornamento: venerdì 18 novembre 2005