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Paolo
Buchignani
La Rivoluzione in camicia nera
Mondadori
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Collana: Le Scie
Pagine 457 - Anno
2006 - ISBN 8804558024
Argomenti: Storia italiana, Storia contemporanea
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Note: Dalle origini al 25 luglio 1943
Caratteristiche: rilegato, con sovraccoperta
Note
di Copertina
Destra o sinistra? Restaurazione o "nuova civiltà"? Storia, idee e miti
del fascismo rivoluzionario
Che cosa è stato il fascismo? Reazione o rivoluzione? In realtà, un
fenomeno articolato e complesso, mutevole e contraddittorio. Contro il
Regime autoritario edificato negli anni Venti dal nazionalista Alfredo
Rocco, resiste e si sviluppa il fascismo delle origini, rivoluzionario e
totalitario, ostile alla restaurazione da esso imposta. Sedotti dal
potente mito della guerra come rivoluzione (mutuato dall'interventismo
mussoliniano del 1914-15, dalle avanguardie politiche e artistiche,
dall'anarcosindacalismo, dal fiumanesimo), i fascisti rivoluzionari - ex
combattenti, squadristi, sindacalisti e giovani della generazione
successiva -non apprezzano né l'esito governativo della «marcia su
Roma», giudicato un mediocre compromesso con il liberalismo
conservatore, né il «ritorno all'ordine» seguito al discorso di
Mussolini del 3 gennaio 1925. Approvano invece la fine dello Stato
liberale e l'instaurazione della dittatura, ma si battono per
trasformarla da autoritaria e conservatrice in totalitaria e
rivoluzionaria: il loro scopo, seppellire la «civiltà borghese» e
fondare la «nuova civiltà fascista», una sorta di «terza via»
alternativa tanto al liberalismo (e al capitalismo) quanto al comunismo.
In questa essenziale componente del fascismo (non riducibile a un
ribellismo sterile, ma in larga misura progettuale, vitale, proiettata
nel futuro, e di conseguenza quanto mai pericolosa, al di là della buona
fede di molti suoi aderenti) spicca la figura di Giuseppe Bottai, già
«ardito» e futurista, finissimo intellettuale e gerarca di primo piano,
punto di riferimento significativo, negli anni Trenta, per la
generazione cresciuta in camicia nera; la quale, tuttavia, appare ancor
più stregata dal fascino magnetico del Duce, a cui attribuisce la sua
stessa volontà rivoluzionaria. A torto o a ragione? Quale fu il ruolo di
Mussolini in questa vicenda? Paolo Buchignani ricostruisce e analizza,
per la sua ventennale battaglia, che si conclude con una sconfitta.
Infatti la rivoluzione sociale non decolla, quella antropologica
fallisce, il sogno della «nuova civiltà» s'infrange ben presto sui
fronti di guerra, travolto dalla disfatta militare subita in un
conflitto (la seconda guerra mondiale) che avrebbe dovuto tradurlo in
realtà. Un esito scontato? La trasformazione del fascismo in regime
totalitario, realizzatasi progressivamente dalla metà degli anni Trenta,
è stata un esperimento interrotto? E si può dire che il fascismo, figlio
della prima guerra mondiale, sia stato ucciso dalla seconda? Domande,
queste, che riaprono questioni tuttora irrisolte del nostro Novecento.
Indice
- Sommario
Introduzione
I. Le origini
II. Da Tripoli a Roma (1911-22)
III. La crisi del fascismo e la nascita della dittatura (1922-26)
IV. Dalla politica alla cultura (1926-29)
V. Terzo tempo (1929-36)
VI. L'accellerazione rivoluzionaria e totalitaria (1936-40)
VII. La guerra rivoluzionaria (1940-43)
Note
Ringraziamenti
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