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“Le Olimpiadi? Griffate Hitler”
A differenza di quanto si crede
comunemente alcuni dei più noti simboli olimpici, e cioè i cinque anelli
intrecciati e la staffetta della torcia che da il via alla cerimonia
inaugurale sono collegate all’ideologia nazionalsocialista.
Fu, infatti, per volontà di Hitler che la cerimonia della torcia venne
introdotta per la prima volta nei Giochi Olimpici del 1936. Non solo, ma
fu proprio la poderosa macchina propagandistica nazista a conferire fama
a uno dei simboli più amati dagli appassionati di sport olimpici, i
cinque cerchi intrecciati.
Ad avanzare questa interpretazione della storia delle Olimpiadi è Tony
Perrottet, scrittore americano che ha divulgato questa idea nel suo
ultimo libro: “The Naked Olympics “, cioè “ Le Olimpiadi a nudo”, che
rappresenta per molti aspetti una vera e propria controstoria della
famosissima manifestazione sportiva.
“ La staffetta della torcia è talmente radicata nella moderna
coreografia olimpica che molte persone la considerano nient’altro che un
revival di un’antica tradizione greca”, scrive Perrottet. Tuttavia
secondo lo studioso le Olimpiadi di duemila anni fa venivano annunciate
non con una fiaccolata, ma mediante degli araldi che correvano di strada
in strada.
L’idea di utilizzare una fiaccola venne, negli anni Trenta, a un
dirigente sportivo tedesco, Carl Diem, e trovò subito favore agli occhi
del Fuhrer, che vide in essa una ricchezza simbolica che ben si prestava
ad instaurare un legame ideale tra il Terzo Reich e l’antichità
classica.
Secondo Perrottet le torce vennero sì utilizzate dai greci con finalità
simboliche, ma non in relazione alle Olimpiadi, bensì a scopo religioso:
nei templi della Grecia (ed in particolar modo in quelli dedicati a
Demetra, la dea della terra) ardevano infatti dei fuochi sacri,
mantenuti sempre accesi.
Per quanto riguarda gli anelli intrecciati fu il barone de Coubertin
(fondatore del Comitato Internazionale Olimpico) a proporli per primo
davanti al Congresso Olimpico di Parigi nel 1914. Dovevano simboleggiare
la fratellanza e l’amicizia tra i popoli, ma i propositi del barone
(cioè di utilizzare i cinque cerchi per le Olimpiadi del 1916) furono
rinviati a causa della Prima Guerra Mondiale.
Del simbolo ne usufruirono i nazisti, che ne intuirono l’efficacia
espressiva tanto che seppero utilizzarli al meglio per le Olimpiadi del
1936.
E, come nella staffetta della torcia, anche in quello di cinque anelli
un ruolo di primo piano venne giocato da Leni Riefenstahl, la celebre,
geniale regista tedesca che diresse “Olympia”, un film che si proponeva,
anche grazie a questi simboli, di ammantare le Olimpiadi del 1936 di
un’aura eroica e mitologica.
La regista tedesca giunse addirittura ad incidere su un altare di pietra
situato in un antico tempio di Delfi (città sede del noto oracolo), di
una presunta, antichissima origine di questo simbolo.
Secondo Perrottet la macchina propagandistica nazista ha funzionato
talmente bene che ancora oggi moltissimi turisti che visitano le rovine
greche tempestano guide e archeologi con domande relative a come si
svolgesse anticamente la cerimonia della staffetta della torcia.
Ercolina
Milanesi
Ulteriori informazioni in rete:
http://www.nsjap.com/axis/history.html |