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La breve ma gloriosa storia del magg. Joachim Muncheberg

 

Il primo soldato tedesco decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare italiana

 

A cura del Col. A.D. Eduard Neumann

 

 

            Fu il capitano Joachim Muncheberg, insignito nell’aprile del 1942, precedendo il ten. Hans Joachim Marseille, che l’ebbe il 18.6.1942.

            Ecco la scheda personale del valoroso ufficiale e, in calce, il rapporto compilato dai suoi camerati, in volo, quel 23.3.1943 quando cadde in Tunisia.

 

 

Curriculum

 

            Nacque il 31.12.1918 a Friedrichshofen, Kr. Dramberg i. Pom. Sottotenente pilota nel 1938 e in guerra dal 7.11.1939 sul fronte occidentale. Decorato nel 1939 di Croce di Ferro di II classe, di quella di I classe agli inizi del 1940, infine della Croce di Cavaliere il 14.9.1940, come il più giovane soldato tedesco, dopo 20 vittorie aeree contro gli inglesi.

            Dal 9.2.1941 sul fronte sud, con una squadriglia autonoma, di stanza a Gela, in Sicilia. Il 12.2.1941 ottiene la 24° vittoria contro “Hurricane” su Malta, il 15.3.1941 ha già 32 vittorie aeree abbattendo un “Wellington”, la 34° è sulla Jugoslavia, scortando i bombardieri decollati da Grottaglie. Il 7.4.1941, dopo gli abbattimenti 42° e 43°è decorato della grande quercia sulla Croce di Cavaliere.

            La sua squadriglia ha ottenuto nelle azioni su Malta, senza alcuna perdita, 42 vittorie sicure, 16 probabili, 15 aerei danneggiati a terra, tra cui 3 “Sunderland”: sulle 42 vittorie 20 sono attribuite al ten. Muncheberg.

            Dal 8.6.1941 è trasferito sul fronte africano e prima del 16.6.1941 abbatte ancora sulla Pirenaica 2 aerei, raggiungendo quota 48.

            Dal 26.8.1941 è nuovamente sulla manica, promosso capitano e comandante di gruppo, continua la vittoriosa attività ed entro la fine del 1941 consegue la sua 62° vittoria.

            A metà aprile 1942 è a Roma per essere, primo ufficiale tedesco, insignito della Medaglia d’Oro al V.M..

            Il 22.7.1942 lascia lo Jagd Geschwader 26 con 81 abbattimenti accreditati e viene trasferito sul fronte russo, dove somma 33 vittorie, conseguite entro la fine di ottobre 1942. Nel frattempo, il 9.9.1942, come 19° soldato delle forze armate tedesche, è decorato delle spade sulle fronde di quercia della Croce di Cavaliere.

            Promosso Commodoro come maggiore del Jagd Geschwader 77 è di nuovo sul fronte africano nel novembre 1942, mentre è in corso la ritirata delle forze italo-tedesche da El Alamein. Il 24.11.1942, presente a un rapporto dei Marescialli Kesselring, Rimmel, Cavallero e Bastico, è salutato da Kesselring con queste parole: “Jochen è proprio in questo tempo, l’uomo giusto al posto giusto”Infatti entro il 10.12.1942 è già alla 119° vittoria e consegue la 129° in poco più di un mese. Il 23.3.1942 chiude la sua giovane vita con la 135° e purtroppo nell’ultima azione di guerra: un incidente, non vinto in combattimento.

            Questa straordinaria storia del magg. Muncheberg evidenzia non solo le doti eccezionali di un pilota e di un comandante, ma è anche la prova di una formazione spirituale esaltante la passione patriottica, l’alto senso del dovere e lo spirito di sacrificio, virtù che consegnano alla memoria delle genti uno dei soldati più valorosi dell’ultima guerra.

 

 

Bibliografia

 

E. Obermaier, “Die Ritterkrenztragen der Luftwaffe 1939-1945”, Verlag Dieter Hoffmann, Mainz.

Rivista „Piloti da caccia della Luftwaffe“ dell’omonima associazione (traduzione di Dante Ciabatti).

 

 

Rapporto sull’incidente del 23.3.1943

 

            Dal rapporto dei camerati del J.G.77 in formazione di volo con il magg. Muncheberg il 23.3.1943.

 

            “Il 23.3.1943 alle 9,10 decollo per caccia libera. Jochen come n. 1, ten. Stralsen n. 2, ten. Baumann n. 3 e mar. Fischer n. 4.

            Da circa 2000/3000 metri, attacco con virata da sinistra, sole alle spalle, contro 3 caccia nemici in volo radente (quota circa 200/300 metri), appartenenti a un gruppo di 12/15 „Spitfire“ e „Curtiss“.

            Jochen s’è avvicinato molto. Sotto il suo fuoco si sono staccati pezzi dello “Spitfire” in fiamme, i quali hanno cozzato contro l’ala sinistra di Jochen. Per il concomitante sforzo della cabrata a 650/700 km orari s’è staccata l’ala sinistra e poi la destra. A causa della quota bassa, circa 150/200 metri, non c’era possibilità di lanciarsi con il paracadute.

            L’ala sinistra e quella destra erano al suolo a circa 200/300 metri di distanza l’una dall’altra e da qui, a circa 500 metri dalla presumibile direzione di volo, il punto di caduta della carlinga con il motore.

            Jochen giaceva davanti all’aereo. La morte è stata istantanea. Il medico ha constatato la frattura del cranio.

            Le risultanze dell’inchiesta nel punto di caduta concordano appieno con le osservazioni dei piloti della squadriglia.

            Sepoltura in El Aonina, poi traslazione al cimitero degli Eroi Les Massem di Tunisi”.

 

Ultimo aggiornamento: lunedì 06 marzo 2006