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GLI IMPERATORI ROMANI

 

“ OCCIDENTE  ED  ORIENTE “

 

 

Diocleziano è il vero fondatore dell’Impero che fin lì non era stato che un principato. Il suo regno è in un certo senso una vittoria dell’Oriente. Egli prese il diadema dei re dell’Asia e la sua residenza preferita fu Nicodemia.

Diocleziano creò un’amministrazione regolare che riempì l’Impero di una folla di impiegati; fino allora l’ordine militare e l’ordine giudiziario erano stati i due cardini sui quali poggiava l’Impero. Ma nella nostra organizzazione moderna, accanto ai due poteri, ve n’è un terzo, non meno importante, ed è il potere amministrativo che regola non i doveri dei cittadini verso i cittadini, ma i rapporti tra cittadini e lo Stato. Questo potere fu creato da Diocleziano.

Diocleziano suddivise non tanto l’ Impero quanto la potenza imperiale. Egli creò un altro imperatore, un altro Augusto, Massimiano, un bravo soldato che non aveva altri meriti.

Diocleziano fu chiamato il Giove di questa nuova gerarchia di cui Massimiano era l’Ercole; il primo risiedeva a Nicomedia, il secondo a Milano. Essi si trovarono così al centro degli Imperi d’Oriente e d’Occidente e ciascuno dei due Augusti si scelse un Cesare. Il pacifico Diocleziano si associò il bellicoso Galerio, il bellicoso Massimiano si scelse il mite Costanzo Cloro.

Ci si doveva aspettare che Galerio prendesse presto il sopravvento su Diocleziano, infatti egli ottenne che fosse perseguitato quello spirito orientale che Diocleziano amava. La corte di Dioclaziano era cristiana e così sua moglie, ma Galerio era un barbaro, e da qui quella persecuzione che fu l’ultima e la più sanguinosa contro la Chiesa.

Dall’altro lato dell’Impero, Costanzo Cloro amava i Cristiani e la causa di questa predilezione era forse l’odio che egli nutriva per il rivale Galerio. Quale strano quadro presenta in questo momento l’Impero ! Il Cristianesimo è perseguitato in Oriente nella sua culla; al contrario, è protetto in Occidente, in un paese che gli è straniero; ma lo spirito orientale doveva trionfare attraverso l’Occidente. Ed esso trionfò quando ascese al trono di Roma con Costantino, figlio di Costanzo Cloro.

 

                                                           “ COSTANTINO “

 

Rimasto solo padrone dell’Impero, Costantino gli restituisce la primitiva unità e si dichiara per il Cristianesimo e riunisce a Nicea il primo Concilio Generale dei vescovi cristiani. Quella religione dell’Oriente che abbiamo visto penetrare a Roma in forme grossolane con Eliogabalo, trionfa ora nelle sue caratteristiche morali, spirituali, con Costantino.

Ricapitolando: Roma è un’iniziazione; essa dà al mondo la più perfetta legge civile dell’antichità; gli imperatori rappresentano lo strumento di questa uguaglianza generale; gli uni le danno inizio con la proscrizione dei potenti, con l’umiliazione dell’aristocrazia, gli altri la continuano con il perfezionamento della legge civile che assicura a tutti gli stessi diritti. Ma questa iniziazione del mondo operata da Roma è incompleta, poiché il diritto regola i rapporti degli individui tra di essi, ma non riesce a penetrare la loro vita interiore. Roma non dà al mondo una sola religione, ma un solo diritto. Ci voleva qualcosa di più perché il mondo fosse unito intimamente da una fede; ci voleva il Cristianesimo. Così l’unione del mondo si completa, all’interno, con l’introduzione del Cristianesimo, all’esterno, con l’invasione dei barbari. Ecco le conclusioni della storia di quest’epoca. 

Il regno di Diocleziano e la vittoria politica dell’Oriente, l’inserimento del mondo politico orientale nell’Impero: quello di Costantino ci offre la vita religiosa dell’Oriente, il trionfo delle sue idee nella capitale del mondo civilizzato.

Costantino fece due cose: fece redigere sotto i suoi occhi la Carta del Cristianesimo, al Concilio di Nicea, e aggiunse all’Impero Cristiano una capitale cristiana. Roma era invecchiata nel culto degli idoli. Ci volle molto tempo per far sparire le vecchie abitudini del paganesimo. Costantino realizzò il progetto concepito da Antonino, due secoli prima, di trasferire la capitale dell’Impero. Antonino non aveva avuto successo poiché l’Oriente non aveva ancora conquistato il mondo con le sue idee vittoriose. Costantinopoli sorse nella posizione più bella e vantaggiosa, situata tra due mari, tra il bacino del Danubio e dell’Eufrate, addossata all’Europa e rivolta verso l’Asia, essa è fatta per il commercio e la guerra. Costantinopoli fu creata d’impeto, a furia di dispense e di privilegi onerosi, un’immensa popolazione venne ammassata nella Roma nuova.

Ciò che a Roma la gloria dell’Impero aveva apportato in statue, archi di trionfo, monumenti di ogni specie, fu creato in una sola volta a Costantinopoli. Roma era nutrita con distribuzioni di viveri e Costantinopoli lo fu ugualmente; molto si è scritto a favore e contro la fondazione di questa città. Ma Costantino creò qualcosa che è durato mille anni. Chi avrebbe creduto, vedendo l’Impero romano così debole, così corroso dalla marea barbarica, che esso avrebbe ricominciato nella sua nuova capitale un ciclo di dieci secoli ? E tuttavia Costantinopoli è durata come sede dell’Impero dal 555 al 1453, malgrado i barbari del nord e del mezzogiorno, malgrado i Goti, i Persiani e i Saraceni. Essi vennero molte volte sotto le sue mura, ma la città chiudeva nel suo seno le arti, le ricchezze, la potenza, il genio meccanico del mondo antico; i barbari furono costretti ad ammettere che non si poteva far guerra alle muraglie e si ritirarono.

Costantinopoli, a dire il vero, non era una città, ma un mondo, un popolo, un agglomerato di popolazioni, tale da riunire la provincia in una sola città, era l’immagine dell’antica Babilonia, l’immagine che oggi offre Londra. La meraviglia di Costantinopoli era quel genio greco che vi aveva trovato rifugio; essa presentava lo spettacolo di una città in cui non vi era popolo, dove tutti discutevano, dove tutti gli abitanti, persino gli operai, erano teologi e filosofi. Un inviato dell’Imperatore di Germania, al suo ritorno da Costantinopoli, riferì: “ E’ una città stranissima. Se entrate in una sala da bagno o di commercio vi chiedono subito che cosa pensate dello Spirito santo. “ Si è ironizzato su tutto ciò; ma guardiamoci da una simile ironia. E’ bello vedere una popolazione in cui tutti cercano di esercitare lo spirito e di sviluppare la loro intelligenza. E’ questo uno dei più grandi spettacoli offerti al mondo.

Costantinopoli era una città di uno splendore di cui non abbiamo idea e di cui le più magnifiche città moderne non sanno renderci l’immagine.

Quando i crociati, dice Ville-Hardouin, si trovarono sotto le sue mura e scorsero tutte quelle basiliche, quei campanili, quei palazzi interamente costruiti in marmo, si credettero giunti in un paese incantato.

La Costantinopoli greca dell’Impero era ben diversa dalla Costantinopoli di oggi. Questa non è che una città di legno e di padiglioni. Edifici leggeri hanno preso il posto di quei monumenti che un tempo l’adornavano e che sono stati in parte preda delle fiamme, infatti più di una volta la città è stata devastata dall’incendio. Una volta tra le altre, il fuoco distrusse una lega quadrata di edifici e di monumenti in cui si trovava riunito tutto ciò che le arti avevano prodotto di più splendido.

Quanto al Concilio di Nicea, essa fu la prima riunione della Chiesa cristiana, il primo concilio ecumenico, vale a dire la prima assemblea della terra abitabile (oikouméne), presieduta dall’Imperatore.

Principale risultato dell’assemblea fu di condannare la prima e la più grande eresia, quella di Ario. Considerando Gesù Cristo come una creatura umana, Ario faceva discendere il Cristianesimo dallo stato di religione a quello di filosofia. Il Medio Evo è l’epoca in cui la civiltà umana si sarebbe rifugiata nel seno della religione durante l’invasioni dei barbari.

Che sarebbe divenuto il mondo se il Cristianesimo non fosse stata una religione ? Ed il Cristianesimo non poteva essere religione senza il principio della divinità.

Ecco ciò che provocò la condanna di Ario, qualunque possa essere il nostro giudizio su questo punto, non dimentichiamo che proprio come religione la Chiesa cristiana ha condannato Ario.

 

 

ERCOLINA  MILANESI

Ultimo aggiornamento: domenica 08 maggio 2005