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Il Sionismo e il Terzo Reich
di Mark Weber
Agli inizi del 1935, una nave passeggeri diretta ad Haifa, in Palestina,
lasciò il porto tedesco di Bremerhaven 1. La poppa recava le lettere
dell'alfabeto ebraico col suo nome, Tel Aviv 2, mentre una bandiera con
la svastica sventolava dall'albero 3. E, sebbene la nave fosse di
proprietà sionista, il suo capitano era un membro del Partito
Nazionalsocialista. Molti anni più tardi un viaggiatore della nave
ricordava questa simbolica combinazione come una "assurdità metafisica".
4 Assurdo o no, questa non è nient'altro che una immagine di un capitolo
di storia poco noto: la collaborazione ad ampio raggio fra il Sionismo
ed il Terzo Reich di Hitler.
Scopi comuni
Negli anni, i popoli di molti paesi diversi si sono scontrati con la
"questione ebraica": cioè, qual'è il ruolo tipico 5 degli ebrei nella
società non-ebraica? Durante gli anni '30 i sionisti ebrei e i
Nazionalsocialisti tedeschi condivisero punti di vista simili sul modo
di trattare con questo imbarazzante problema. Erano d'accordo sul fatto
che ebrei e tedeschi erano nazionalità nettamente diverse, e che gli
ebrei non facevano parte della Germania. Perciò gli ebrei che vivevano
nel Reich non dovevano essere considerati come "Tedeschi di fede
ebraica", ma piuttosto come membri di una comunità nazionale distinta 6.
Il sionismo (il nazionalismo ebraico) comportava anche l'obbligo, per
gli ebrei sionisti, di insediarsi in Palestina, la "patria ebraica".
Difficilmente avrebbero potuto considerarsi sinceri sionisti e
contemporaneamente pretendere eguali diritti in Germania o in qualsiasi
altro paese "straniero". Theodor Herzl (1860-1904) 7, il fondatore del
moderno sionismo, sosteneva che l'antisemitismo non è un'aberrazione ma
una risposta naturale e del tutto comprensibile dei non ebrei agli
atteggiamenti e ai comportamenti estranei degli ebrei. L'unica
soluzione, concludeva 8, era che gli ebrei riconoscessero la realtà e
vivessero in un loro stato separato.
Theodor Herzl
"La questione ebraica esiste ovunque gli ebrei vivano in numero
rilevante", scriveva nella sua opera più importante, Lo Stato ebraico 9.
"Dove essa non esiste, viene introdotta dall'arrivo degli ebrei.Io credo
di comprendere l'antisemitismo, che è un fenomeno molto complesso.
Considero questo sviluppo della situazione come ebreo, senza odio o
paura". Il problema ebraico, rifletteva, non è né sociale né religioso.
"E' una questione nazionale. Per risolverla dobbiamo, soprattutto, farne
una questione politica internazionale.". 10 Nonostante la loro
cittadinanza, insisteva Herzl, gli ebrei non costituiscono semplicemente
una comunità religiosa, ma una nazionalità, un popolo, un Volk. 11 Il
Sionismo, scriveva Herzl, offriva al mondo una gradita "soluzione finale
del problema ebraico". 12 Sei mesi dopo l'andata al potere di Hitler, la
Federazione Sionista Tedesca 13 (il gruppo sionista di gran lunga più
numeroso nel paese) sottopose al nuovo Governo un dettagliato memorandum
che esaminava le relazioni ebraico-tedesche ed offriva formalmente il
sostegno sionista per "risolvere" la tormentosa "questione ebraica". Si
suggeriva che il primo passo dovesse essere un franco riconoscimento
delle fondamentali diversità nazionali: 14
Il Sionismo non si fa illusioni sulla difficoltà della condizione
ebraica, che consiste soprattutto in un modello professionale anormale e
nel difetto di un atteggiamento intellettuale e morale non radicato in
alcuna tradizione propria. Il Sionismo riconobbe decenni fa che, come
risultato della tendenza assimilazionista, dovevano apparire sintomi di
deterioramento. Il Sionismo crede che la rinascita della vita nazionale
di un popolo, come sta ora accadendo in Germania attraverso l'enfasi dei
suoi caratteri cristiani e nazionali, deve avvenire anche nel gruppo
nazionale ebraico. Anche per il popolo ebraico l'origine nazionale, la
religione, il comune destino e il senso della propria unicità debbono
essere d'importanza decisiva nel modellare la propria esistenza. Ciò
significa che l'individualismo egoistico dell'era liberale deve essere
vinto e sostituito con un senso della comunità e della responsabilità
collettivi.. Noi crediamo che sia proprio la nuova Germania
Nazionalsocialista che possa, con audace risolutezza, gestire il
problema ebraico, facendo un passo decisivo in direzione del superamento
di un problema che, in verità, dovrebbe essere affrontato dalla maggior
parte dei popoli europei. Il nostro riconoscimento della nazionalità
ebraica contempla un rapporto chiaro e sincero col popolo tedesco e le
sue realtà nazionali e razziali. Proprio perché non vogliamo falsificare
questi fondamenti, in quanto anche noi siamo contrari ai matrimoni misti
e favorevoli al mantenimento della purezza del gruppo ebraico e
rigettiamo ogni trasgressione 15 nel dominio culturale, noi -essendo
stati allevati nella lingua e nella cultura tedesche- possiamo
dimostrare interesse nelle opere e nei valori della cultura tedesca con
ammirazione e simpatia interiore. Per i suoi scopi pratici, il Sionismo
spera d'essere in grado di ottenere la collaborazione perfino di un
governo fondamentalmente ostile agli ebrei, perché nel trattare la
questione ebraica non vi sono implicazioni sentimentali ma un problema
reale la cui soluzione interessa tutti i popoli e, nel momento attuale,
in particolar modo quello tedesco. La propaganda per il boicottaggio
-nel modo in cui, al presente, continua in molti modi contro la
Germania- è in sostanza non-Sionista, poiché il Sionismo non vuole fare
battaglie ma convincere e costruire. Noi non ignoriamo il fatto che
esiste una questione ebraica e che essa continuerà ad esistere. Dalla
situazione anormale in cui si trovano gli ebrei derivano per loro gravi
disagi, ma ne conseguono anche delle condizioni a stento tollerabili per
gli altri popoli.
Il giornale della Federazione 16, Jüdische Rundschau 17, diffondeva lo
stesso messaggio:
"Il Sionismo riconosce l'esistenza di un problema ebraico e desidera una
soluzione costruttiva e di vasta portata. A tal fine il Sionismo
desidera ottenere l'assistenza di tutti i popoli, sia favorevoli che
contrari agli ebrei, perché, dal suo punto di vista, noi qui siamo
affrontando un problema concreto e non di sentimenti, alla soluzione del
quale tutti i popoli sono interessati". 18 Joachim Prinz 19, un giovane
rabbino berlinese, insediatosi in seguito egli Stati Uniti e divenuto
capo dell'American Jewish Congress 20, nel 1934 scrisse nel proprio
libro Wir Juden 21 che la rivoluzione Nazionalsocialista in Germania
significava "gli Ebrei per gli Ebrei". E spiegava: "Ora nessun
sotterfugio ci può salvare. Al posto dell'assimilazione noi vogliamo un
nuovo concetto: riconoscimento della nazione ebraica e della razza
ebraica". 22
Collaborazione attiva
Sulla base delle loro ideologie simili relativamente ad appartenenza
etnica e nazionalità, i Nazionalsocialisti e i Sionisti lavorarono
insieme per quello che ciascun gruppo riteneva fosse nel proprio
interesse nazionale. Come risultato, il Governo di Hitler sostenne con
vigore il Sionismo e l'emigrazione ebraica in Palestina dal 1933 23 fino
al 1940-41, quando la II Guerra mondiale impedì un'estesa
collaborazione. Perfino quando il Terzo Reich si fece più saldo, molti
ebrei tedeschi, probabilmente la maggioranza, continuarono a
considerarsi, spesso con considerevole orgoglio, prima di tutto
tedeschi. Pochi furono entusiasti di strappare le proprie radici per
iniziare una nuova vita nella lontana Palestina. Tuttavia sempre più
ebrei tedeschi in questo periodo diventarono sionisti. Fino al 1938
inoltrato il movimento sionista prosperò nella Germania di Hitler. La
circolazione del quindicinale della Federazione, la Jüdische Rundschau,
crebbe enormemente. Furono pubblicati numerosi libri sionisti. L'Encyclopaedia
Judaica registra come in Germania, in quegli anni, "L'opera Sionista era
in pieno sviluppo". Un raduno sionista tenuto a Berlino nel 1936
rispecchiava "nella propria composizione l'energica vita di partito dei
sionisti tedeschi". 24 La SS si mostrava particolarmente entusiasta
nell'appoggiare il sionismo. Una disposizione interna della SS del
giugno 1934 esortava ad un sostegno attivo e ad ampio raggio verso il
sionismo da parte del Governo e del Partito come il miglior modo per
incoraggiare l'emigrazione degli ebrei tedeschi in Palestina. Ciò
avrebbe richiesto una accresciuta autocoscienza ebraica. Il documento
raccomandava che fossero promosse scuole ebraiche, gruppi sportivi
ebraici, organizzazioni culturali ebraiche - in breve, tutto ciò che
poteva incoraggiare questa nuova consapevolezza ed autocoscienza. 25
L'ufficiale della SS Leopold von Mildenstein 26 e il rappresentante
della Federazione Sionista Kurt Tuchler 27 viaggiarono sei mesi per la
Palestina per valutare la possibilità di un insediamento sionista. 28
Von Mildenstein, basandosi sulle proprie osservazioni di prima mano,
scrisse una serie di dodici articoli illustrati per l'importante
quotidiano berlinese Der Angriff 29 che apparvero nel 1934 inoltrato col
titolo "Un Nazionalsocialista viaggia in Palestina". 30 Gli articoli
esprimevano grande ammirazione per lo spirito pionieristico e per le
realizzazioni dei coloni ebrei. Von Mildenstein scriveva che lo sviluppo
del concetto sionista aveva prodotto un novo tipo di ebreo. Elogiava il
sionismo come un grande vantaggio sia per il popolo ebraico che per il
mondo intero. Nel suo articolo conclusivo scriveva che una patria
ebraica in Palestina "indica la strada per curare una ferita vecchia di
secoli nel corpo del mondo: la questione ebraica". Der Angriff emise una
speciale medaglia, con una Svastica su una faccia e la Stella di David
sull'altra, per commemorare la visita congiunta in Palestina. 31 Pochi
mesi dopo l'uscita degli articoli von Mildenstein venne promosso a capo
del Dipartimento Affari ebraici del servizio di sicurezza della SS allo
scopo di sostenere più efficacemente la migrazione e lo sviluppo
sionista. 32
Un numero de Das Schwarze Korps del 1939
Il giornale ufficiale della SS, Das Schwarze Korps, 33 dichiarò il
proprio sostegno al Sionismo in un editoriale di prima pagina del maggio
del 1935: "Può non essere troppo lontano il momento in cui la Palestina
sarà di nuovo in grado di ricevere i propri figli che ha perduto per più
di mille anni. A loro vanno i nostri migliori auguri, insieme alla
benevolenza ufficiale". 34 Quattro mesi dopo, sul giornale della SS,
apparve un articolo simile: 35 Il riconoscimento degli ebrei come una
comunità razziale basata sul sangue e non sulla religione conduce il
governo tedesco a garantire senza riserve la separazione razziale di
questa comunità. Il Governo si trova in totale accordo col grande
movimento spirituale ebraico, il cosiddetto Sionismo, col suo
riconoscimento della solidarietà degli ebrei nel mondo e col suo rifiuto
di tutte le idee assimilazioniste. Su queste basi, la Germania
intraprende provvedimenti che in futuro giocheranno senza dubbio un
ruolo significativo nel trattare il problema ebraico in tutto il mondo.
Una importante linea di navigazione tedesca iniziò un servizio diretto
passeggeri con transatlantici da Amburgo a Haifa, in Palestina,
nell'ottobre del 1933, fornendo "sulle proprie navi cibo rigorosamente
kasher, sotto la supervisione dei rabbini amburghesi". 36 Col sostegno
ufficiale, i sionisti lavorarono accanitamente per "rieducare" gli ebrei
tedeschi. Come puntualizza lo storico statunitense Francis Nicosia nella
propria ricerca del 1985, The Third Reich and the Palestine Question :
"I sionisti furono incoraggiati a portare il proprio messaggio alla
comunità ebraica, a raccogliere danaro, a mostrare film sulla Palestina
e in genere ad istruire gli ebrei tedeschi sulla Palestina. Vi fu una
pressione considerevole per insegnare agli ebrei in Germania a smettere
di considerarsi 37 tedeschi e a risvegliare in loro una nuova identità
nazionale ebraica". 38 In una intervista del dopoguerra, l'ex-capo della
Federazione Sionista tedesca, dottor Hans Friedenthal, riassunse così la
situazione: "La Gestapo fece di tutto in quei giorni per dare impulso
all'emigrazione, in particolare verso la Palestina. Ricevemmo spesso il
loro aiuto qualsiasi cosa ci fosse richiesta da altri enti a proposito
dei preparativi per l'emigrazione".39 Col Congresso del Partito
Nazionalsocialista del settembre del 1935, il Reichstag adottò le
cosiddette Leggi di Norimberga 40, che proibivano i matrimoni e le
relazioni sessuali fra ebrei e tedeschi e, in realtà, proclamavano gli
ebrei una minoranza nazionale straniera. Pochi giorni dopo un editoriale
della sionista Jüdische Rundschau accoglieva le nuove misure: 41 La
Germania.viene incontro alle richieste del Congresso Mondiale Sionista
quando dichiara gli ebrei che oggi vivono in Germania una minoranza
nazionale. Una volta che gli ebrei sono stati identificati come
minoranza nazionale è di nuovo possibile stabilire normali relazioni fra
la nazione tedesca e gli ebrei. Le nuove leggi danno alla minoranza
ebraica in Germania la propria vita culturale, la propria vita
nazionale. In breve, essa può creare il proprio futuro sotto tutti gli
aspetti della vita nazionale. La Germania ha dato alla minoranza ebraica
l'opportunità di vivere per se stessa, e sta offrendo la protezione
statale per questa esistenza separata della minoranza ebraica: il
processo di crescita degli ebrei in una nazione verrà perciò
incoraggiato e sarà dato un contributo all'instaurarsi di relazioni più
tollerabili fra le due nazioni.
Georg Kareski, 42 il capo sia dell'Organizzazione "revisionista" dello
Stato sionista che della Lega Culturale ebraica, ed ex-capo della
comunità ebraica berlinese, dichiarò, in una intervista al quotidiano
Der Angriff alla fine del 1935: 43 Per molti anni ho considerato la
completa separazione delle questioni culturali dei due popoli 44 come
una pre-condizione per vivere insieme senza conflitti.Ho lungamente
sostenuto tale separazione, purché fosse fondata sul rispetto per la
nazionalità straniera. Le Leggi di Norimberga.mi sembrano, a parte le
loro disposizioni legali, conformarsi interamente a questo desiderio di
vita separata basata sul mutuo rispetto.Questa interruzione del processo
di dissoluzione in atto in molte comunità ebraiche, cui era stato dato
impulso attraverso i matrimoni misti, è perciò, da un punto di vista
ebraico, del tutto gradito. I leader sionisti in altri paesi ripresero
45 queste opinioni. Stephen S. Wise 46, presidente dell' American Jewish
Congress e del World Jewish Congress 47, nel giugno del 1938 dichiarò,
ad un raduno tenuto a New York: "Io non sono un cittadino americano di
religione ebraica, io sono un ebreo.Hitler ha ragione su un punto. Egli
definisce il popolo ebraico una razza e noi siamo una razza". 48
L'esperto di questioni ebraiche del Reichsministerium des Innern 49,
dottor Bernhard Lösener 50, espresse il proprio appoggio al sionismo in
un articolo che apparve nel numero di novembre del 1935 della 51
Reichsverwaltungsblatt: 52 Se gli ebrei avessero già il loro stato in
cui fosse insediata la maggior parte di loro, allora la questione
ebraica potrebbe essere, oggi, considerata come del tutto risolta, anche
per gli stessi ebrei. La minore opposizione alle idee che sono alla base
delle Leggi di Norimberga è stata mostrata dai sionisti poiché essi si
sono resi subito conto che quelle leggi rappresentano l'unica soluzione
giusta anche per il popolo ebraico. Perché ogni nazione deve avere il
proprio stato come manifestazione esterna della propria particolare
nazionalità. In collaborazione con le autorità tedesche, i gruppi
sionisti organizzarono una rete di circa quaranta campi 53 e centri
agricoli in tutta la Germania nei quali i futuri coloni vennero
addestrati per le loro nuove esistenze in Palestina. Sebbene le Leggi di
Norimberga proibissero agli ebrei di esporre la bandiera tedesca, fu
loro specificamente garantito il diritto di esibire la bandiera
nazionale ebraica blu e bianca. La bandiera che un giorno sarà adottata
da Israele fu fatta sventolare nei campi e nei centri sionisti della
Germania hitleriana. 54 Il Sichereitsdienst di Himmler cooperò con l'Haganah
55, l'organizzazione militare clandestina sionista in Palestina. Il
Servizio 56 della SS pagava l'ufficiale dell'Haganah Feivel Polkes 57
per le informazioni sulla situazione in Palestina e per il suo aiuto
nell'indirizzare l'emigrazione ebraica verso quel paese. Nel frattempo
l'Haganah veniva tenuta al corrente dei piani tedeschi da una spia che
riuscì a infiltrare 58 nel Quartier generale berlinese della SS. 59 La
collaborazione fra Haganah ed SS comprese perfino consegne segrete di
armi tedesche ai coloni ebrei da usare negli scontri con gli arabi
palestinesi. 60 Nel periodo immediatamente seguente allo scoppio di
violenza e distruzioni nella Kristallnacht del novembre 1938, la SS
aiutò rapidamente l'organizzazione sionista a rimettersi in piedi e a
continuare il proprio lavoro in Germania, sebbene adesso sottoposta ad
una sorveglianza più restrittiva. 61
Riserve ufficiali
Il sostegno tedesco al sionismo non fu illimitato. I funzionari del
Governo e del Partito furono molto attenti alla ininterrotta campagna
condotta dalle potenti comunità ebraiche negli Stati Uniti, in Gran
Bretagna e in altri paesi per mobilitare i "propri" governi ed i
cittadini contro la Germania. Finché l'ebraismo mondiale rimase
implacabilmente ostile alla Germania Nazionalsocialista, e finché la
grande maggioranza degli ebrei in tutto il mondo mostrò scarso desiderio
di reinsediarsi nella "terra promessa" del sionismo, uno stato ebraico
sovrano in Palestina in realtà non avrebbe "risolto" il problema ebraico
a livello internazionale. Al contrario, i funzionari tedeschi si
persuasero che esso avrebbe rafforzato immensamente la pericolosa
campagna anti-tedesca. Il sostegno tedesco al sionismo fu allora
circoscritto ad appoggiare una patria ebraica in Palestina sotto
controllo britannico, e non uno stato ebraico sovrano. 62 Nel giugno del
1937 il Ministro degli Esteri informò i diplomatici che uno stato
ebraico in Palestina non sarebbe stato negli interessi tedeschi, poiché
non sarebbe stato in grado di assorbire tutti gli ebrei del mondo, bensì
sarebbe servito soltanto come base di potere supplementare per
l'ebraismo internazionale, in ciò molto simile alla funzione di Mosca
che serviva da base per il comunismo internazionale. 63 Riflettendo
qualcosa del cambiamento della politica ufficiale, la stampa tedesca nel
1937 espresse una simpatia molto più grande per la resistenza
arabo-palestinese alle ambizioni sioniste, nel momento in cui la
tensione e i conflitti fra ebrei e arabi in Palestina crebbero
bruscamente. 64 Una circolare del Foreign Office 65 del 22 giugno 1937
avvertiva che, malgrado il sostegno per l'insediamento ebraico in
Palestina, "nondimeno sarebbe un errore presumere che la Germania
appoggi la formazione di una struttura statale sotto qualche forma di
controllo ebraico. In considerazione dell'agitazione anti-tedesca
dell'ebraismo internazionale, la Germania non può convenire che la
formazione di uno stato ebraico in Palestina aiuterebbe lo sviluppo
pacifico delle nazioni nel mondo". 66 "La proclamazione di uno stato
ebraico o di una Palestina amministrata dagli ebrei", metteva in guardia
un memorandum interno della Sezione Questioni ebraiche della SS
"creerebbe un nuovo nemico per la Germania, che avrebbe una profonda
influenza sugli sviluppi nel Vicino Oriente". Un altro dipartimento
della SS profetizzava che la nascita di uno stato ebraico "avrebbe
operato per introdurre delle protezioni per le minoranze ebraiche in
ogni paese, fornendo in tal modo una salvaguardia legale all'attività di
sfruttamento dell'ebraismo mondiale". 67 Nel gennaio del 1939 il nuovo
Ministro degli Esteri di Hitler, Joachim von Ribbentrop 68, in un'altra
circolare ammonì parimenti che "la Germania deve considerare la
formazione di uno stato ebraico come un pericolo" poiché esso
"condurrebbe ad un aumento internazionale del potere dell'ebraismo
mondiale". 69 Hitler stesso riesaminò personalmente l'intera questione
agli inizi del 1938 e, malgrado il proprio scetticismo di vecchia data a
proposito delle ambizioni sioniste e i timori che le sue azioni
politiche potessero contribuire alla formazione di uno stato ebraico,
decise di sostenere l'emigrazione ebraica in Palestina addirittura con
maggior vigore. La prospettiva di liberare la Germania dagli ebrei,
concluse, superava in valore i possibili pericoli. 70 Intanto il governo
britannico impose delle restrizioni addirittura più drastiche per
l'immigrazione ebraica in Palestina nel 1937, nel 1938 e nel 1939. In
risposta a ciò, il servizio di sicurezza della SS concluse una alleanza
segreta con il gruppo sionista clandestino Mossad le-Aliya Bet 71 per
portare illegalmente gli ebrei in Palestina. Come risultato di questa
intensa collaborazione, vari convogli marittimi riuscirono a raggiungere
la Palestina superando le cannoniere britanniche. L'emigrazione ebraica,
sia legale che illegale, dalla Germania (compresa l'Austria) in
Palestina crebbe drammaticamente nel 1938 e nel 1939. Nell'ottobre del
1939 era programmata la partenza di altri 10.000 ebrei ma lo scoppio
della guerra a settembre fece fallire il tentativo 72. Le autorità
tedesche continuarono lo stesso a promuovere indirettamente
l'emigrazione ebraica in Palestina nel 1940 e nel 1941. 73 Perfino nel
1942, a marzo inoltrato, continuò a funzionare nella Germania di Hitler
almeno un campo d'addestramento sionista alla vita nei kibbutz per i
potenziali emigranti, autorizzato ufficialmente. 74
L'accordo per il trasferimento 75
Il momento centrale della cooperazione tedesco-sionista durante l'epoca
hitleriana fu L'Accordo di Trasferimento, un patto che consentì a decine
di migliaia di ebrei tedeschi di emigrare in Palestina coi propri averi.
L'Accordo, noto anche come Haavara, fu stipulato nell'agosto del 1933 in
seguito ai colloqui fra funzionari tedeschi e Chaim Arlosoroff 76,
segretario politico dell'Agenzia ebraica, il centro palestinese
dell'Organizzazione 77 Mondiale Sionista. 78 Attraverso questa insolita
intesa, ogni ebreo destinato alla Palestina depositava del denaro in un
conto speciale in Germania. Questi soldi venivano utilizzati per
acquistare attrezzi agricoli, materiali da costruzione, pompe,
fertilizzanti e così via, prodotti in Germania, esportati in Palestina e
venduti dalla compagnia ebraica Haavara 79 di Tel Aviv. Il ricavato
delle vendite veniva dato all'emigrante ebreo al suo arrivo in Palestina
per l'ammontare corrispondente al deposito effettuato in Germania. Le
merci tedesche entravano in Palestina per mezzo dell'Haavara, che, poco
tempo dopo raggiunse un accordo di scambio col quale le arance prodotte
in Palestina venivano barattate con legname da costruzione, automobili,
macchinario agricolo ed altri prodotti tedeschi. L'accordo in tal modo
serviva lo scopo sionista di portare coloni ebrei e capitale per lo
sviluppo della Palestina, e contemporaneamente l'obiettivo tedesco di
liberare il paese da una minoranza straniera indesiderata. I delegati al
Congresso Sionista di Praga del 1933 discussero profondamente i pregi
dell'accordo. Alcuni temevano che il patto avrebbe indebolito il
boicottaggio economico promosso dall'ebraismo internazionale contro la
Germania. Ma i funzionari sionisti tranquillizzarono il Congresso. Sam
Cohen 80, un personaggio chiave dietro l'accordo Haavara, sottolineò che
l'accordo non era economicamente vantaggioso per la Germania. Arthur
Ruppin 81, uno specialista in emigrazione dell'Organizzazione Sionista
che aveva collaborato a negoziare l'accordo, fece notare che "l'accordo
di trasferimento non interferisce in alcun modo col movimento per il
boicottaggio, poiché in Germania non giungerà alcuna nuova valuta come
risultato dell'accordo.". 82 Il Congresso sionista del 1935, che si
tenne in Svizzera, approvò il patto con una schiacciante maggioranza.
Nel 1936 l'Agenzia Ebraica (il "governo ombra" sionista in Palestina)
prese il controllo diretto della Haavara, controllo che in realtà rimase
finché la Seconda Guerra mondiale non impose il suo abbandono. Alcuni
funzionari tedeschi si opposero all'intesa. Il console generale di
Germania a Gerusalemme, Hans Döhle, per esempio, criticò aspramente
l'accordo in varie occasioni, nel 1937. Egli fece notare come esso
costasse alla Germania quella valuta straniera che i prodotti esportati
in Palestina per mezzo del patto avrebbero procurato se venduti altrove.
Il monopolio, detenuto dalla Haavara, un ente ebraico, per le vendite
dei prodotti tedeschi in Palestina, provocò la collera degli uomini
d'affari tedeschi ed arabi in loco. Il sostegno tedesco ufficiale al
sionismo poteva condurre ad una perdita di vendite tedesche nel mondo
arabo. Anche il governo britannico si irritò per l'intesa. 83 Una
circolare interna del giugno del 1937 del Ministero degli Esteri tedesco
faceva riferimento ai "sacrifici di valuta straniera" che derivavano
dall'Haavara. 84 Un memorandum interno del Ministero degli Interni del
dicembre del 1937 analizzava l'impatto dell'accordo di trasferimento:
"Non c'è dubbio che l'accordo Haavara ha contribuito in modo
significativo ad uno sviluppo molto rapido della Palestina, dal 1933.
L'accordo non soltanto fornisce la più grande fonte di valuta 85, ma
anche i gruppi più colti di immigranti ed infine porta nel paese le
macchine ed i prodotti industriali essenziali per lo sviluppo". Il
promemoria riferiva che il vantaggio principale del patto era
l'emigrazione di grandi quantità di ebrei in Palestina, l'obiettivo più
desiderabile per quanto riguardava la Germania. Ma il documento
registrava anche gli importanti svantaggi puntualizzati dal console
Döhle e da altri. Il Ministro degli Interni, proseguiva il memorandum,
aveva concluso che gli svantaggi dell'accordo superavano in importanza i
vantaggi e che, di conseguenza, esso doveva essere interrotto. 86 Un
uomo soltanto poteva dirimere la controversia. Hitler in persona esaminò
questa politica a giugno ed a settembre del 1937 e di nuovo nel gennaio
del 1938 e ogni volta decise di mantenere in essere l'accordo Haavara.
L'obiettivo di trasferire gli ebrei fuori dalla Germania, concluse,
giustificava gli svantaggi. 87 Il Ministero dell'Economia del Reich 88
collaborò ad organizzare un'altra compagnia di trasferimento, l'International
Trade and Investment Agency, o Intria, per mezzo della quale gli ebrei
di altri paesi potevano aiutare quelli tedeschi ad emigrare in
Palestina. Alla fine furono circa 900.000 dollari la somma trasferita
attraverso l'Intria agli ebrei tedeschi in Palestina. 89 Altri paesi
europei, impazienti d'incoraggiare l'emigrazione ebraica, conclusero
accordi coi sionisti sul modello dell'Haavara. Nel 1937 la Polonia
autorizzò la compagnia di trasferimento Halifin. 90 Con la tarda estate
del 1939, la Cecoslovacchia, la Romania, l'Ungheria e l'Italia avevano
siglato accordi analoghi. Lo scoppio della guerra nel settembre del
1939, tuttavia, ostacolò l'attuazione di queste intese su vasta scala.
91
Risultati 92 dell'Haavara
Fra il 1933 ed il 1941, emigrarono in Palestina circa 60.000 ebrei
tedeschi per mezzo dell'Haavara e d'altri accordi tedesco-sionisti,
circa il 10 per cento della popolazione ebraica della Germania del 1933.
(Questi ebrei tedeschi costituirono circa il 15 per cento della
popolazione ebraica della Palestina del 1939). Alcuni emigranti dell'Haavara
trasferirono dalla Germania alla Palestina considerevoli fortune
personali. Come ha notato lo storico ebreo Edwin Black: "Molta di questa
gente, specialmente verso la fine degli anni '30, fu autorizzata a
trasferire delle copie reali delle loro case e delle loro fabbriche -
davvero delle riproduzioni
approssimative delle loro esistenze". 93 L'importo complessivo di danaro
trasferito dalla Germania alla Palestina per mezzo dell'Haavara fra
l'agosto del 1933 e la fine del 1939, fu di 8 milioni e centomila
sterline ovvero 139 milioni e 57.000 marchi tedeschi (equivalenti a
oltre 40 milioni di dollari). Questo importo comprende i 33 milioni e
900.000 marchi tedeschi (tredici milioni e 800.000 dollari) che la
Reichsbank fornì in relazione all'accordo. 94 Lo storico Black ha
stimato ulteriori 70 milioni di dollari finiti in Palestina attraverso
accordi commerciali tedeschi collaterali e speciali transazioni bancarie
internazionali. Egli sottolinea che i fondi tedeschi ebbero un
significativo impatto in un paese sottosviluppato com'era la Palestina
degli anni '30. Coi capitali tedeschi furono costruite varie importanti
imprese industriali, compresi l'acquedotto Mekoroth e l'industria
tessile Lodzia. Black conclude che l'affluenza di merci e capitale dall'Haavara
"produsse un'esplosione economica nella Palestina ebraica" e fu "un
fattore indispensabile nella creazione dello stato d'Israele". 95 L'Haavara-Abkommen
contribuì enormemente allo sviluppo ebraico in Palestina e poi,
indirettamente, alla fondazione dello stato d'Israele. Una circolare del
gennaio 1939 del Ministero degli Esteri tedesco riferiva, con un po'
d'apprensione, che "il trasferimento della proprietà ebraica fuori dalla
Germania 96 contribuisce in misura non lieve alla costruzione dello
stato ebraico in Palestina". 97
Ex-funzionari della compagnia Haavara in Palestina hanno confermato
questa opinione in uno studio dettagliato sull'accordo di trasferimento
pubblicato nel 1972: "L'attività economica resa possibile dall'afflusso
di capitale tedesco e dai trasferimenti dell'Haavara ai settori pubblico
e privato furono di grande importanza per lo sviluppo del paese. Nella
Palestina ebraica furono
realizzate molte nuove industrie e imprese commerciali, e numerose
aziende che sono enormemente importanti ancora oggi per l'economia dello
stato d'Israele debbono la propria esistenza all'Haavara". 98 Un
funzionario della compagnia Haavara a Tel Aviv negli anni '30, il dottor
Ludwig Pinner 99, ha osservato più tardi che gli immigranti dell'Haavara,
eccezionalmente competenti, "contribuirono in maniera decisiva" allo
sviluppo economico, sociale, culturale e pedagogico della comunità
ebraica palestinese. 100 L'Accordo di Trasferimento fu l'esempio di
maggior portata della cooperazione fra la Germania hitleriana ed il
sionismo internazionale. Attraverso questo patto, il Terzo Reich di
Hitler fece più di ogni altro governo negli anni '30 per sostenere lo
sviluppo ebraico in Palestina.
I sionisti offrono un'alleanza militare ad Hitler
Agli inizi di gennaio del 1941 una piccola ma importante organizzazione
sionista sottopose una proposta formale ai diplomatici tedeschi a Beirut
per una alleanza politico-militare con la Germania in guerra. L'offerta
venne fatta dal gruppo clandestino radicale "Combattenti per la Libertà
d'Israele", meglio conosciuto come Lehi o Banda Stern 101. Il suo capo,
Avraham Stern 102, aveva da poco rotto i rapporti col gruppo
nazionalista radicale Irgun Zvai Leumi 103 (Organizzazione Militare
Nazionale) a causa dell'atteggiamento di quest'ultimo verso la Gran
Bretagna 104, che aveva efficacemente proibito ulteriori insediamenti
ebraici in Palestina. Stern considerava la Gran Bretagna come il nemico
principale del sionismo. Questa straordinaria proposta sionista "per la
soluzione del problema ebraico in Europa e la partecipazione attiva
dell'NMO 105 alla guerra dalla parte della Germania" è degna d'essere
citata per esteso: 106
Nei loro discorsi e dichiarazioni, importanti uomini di stato della
Germania Nazionalsocialista hanno spesso messo in evidenza che un Ordine
Nuovo in Europa necessita come requisito primo una soluzione radicale
del problema ebraico con l'evacuazione. ("Un'Europa libera dagli
ebrei"). L'evacuazione delle masse ebraiche dall'Europa è una condizione
primaria per risolvere la questione ebraica. Tuttavia, l'unico modo in
cui ciò può essere realizzato del tutto è attraverso l'insediamento di
queste masse nella patria del popolo ebraico, la Palestina, e con la
costituzione di uno stato ebraico nei propri confini storici. Lo scopo
dell'attività politica e gli anni di lotta del Movimento per la Libertà
d'Israele, l'Organizzazione Militare Nazionale in Palestina (Irgun Zvai
Leumi), è quello di risolvere il problema ebraico in questo modo e così
liberare completamente il popolo ebraico per sempre. L'NMO 107, che
conosce molto bene la benevolenza del governo del Reich tedesco e dei
suoi funzionari verso le attività sioniste in Germania e nei confronti
del programma sionista per l'emigrazione, osserva che 108:
1. Possono esistere comuni interessi fra un Nuovo Ordine Europeo basato
sulla concezione tedesca e le vere aspirazioni nazionali del popolo
ebraico incarnate dall'NMO.
2. E' possibile una cooperazione fra la Nuova Germania e un ebraismo
nazional-popolare
rinnovato. 109
3. La costituzione dello storico stato ebraico su basi nazionali e
totalitarie, unito da un trattato al Reich tedesco, sarebbe
nell'interesse del mantenimento e del rafforzamento della futura
posizione di potere tedesca nel Vicino Oriente. Sulla base di tali
considerazioni e a condizione che il governo del Reich tedesco riconosca
le summenzionate aspirazioni nazionali del Movimento per la Libertà
d'Israele, l'NMO in Palestina si offre di prendere parte attiva alla
guerra dalla parte della Germania. Quest'offerta dell'NMO potrà
comprendere attività militare, politica e d'informazioni sia in
Palestina che, dopo opportune misure organizzative, anche altrove.
Insieme a ciò gli ebrei d'Europa sarebbero addestrati ed organizzati
militarmente in unità sotto la guida e il comando dell'NMO. Essi
prenderebbero parte ad operazioni belliche allo scopo di conquistare la
Palestina, se dovesse formarsi questo fronte. La partecipazione
indiretta del Movimento per la Libertà d'Israele al Nuovo Ordine in
Europa, già nella fase preparatoria, unita ad una soluzione positiva e
radicale del problema ebraico europeo sulle basi delle aspirazioni
nazionali del popolo ebraico sopra menzionate, rafforzerebbe enormemente
le fondamenta morali del Nuovo Ordine agli occhi di tutta l'umanità. La
cooperazione del Movimento per la Libertà d'Israele sarebbe anche
coerente con un recente discorso del Cancelliere del Reich tedesco, in
cui Hitler ha sottolineato che utilizzerebbe qualsiasi combinazione e
coalizione allo scopo di isolare e sconfiggere l'Inghilterra.
Non esiste traccia 110 di una risposta tedesca. Un'accoglienza
favorevole era comunque assai improbabile poiché a quel tempo la
politica tedesca era decisamente pro-araba. 111 E' comunque notevole che
il gruppo Stern cercasse di concludere un patto col Terzo Reich al tempo
in cui i racconti su Hitler determinato a sterminare gli ebrei
circolavano già ampiamente. Apparentemente o Stern non credeva a queste
voci oppure era disponibile a collaborare col nemico mortale del proprio
popolo per ottenere aiuto per uno stato ebraico. 112 Un membro
importante del Lehi all'epoca in cui il gruppo fece questa offerta era
Yitzhak Shamir, che in seguito sarà Ministro degli Esteri d'Israele e
poi, durante gran parte degli anni '80 e fino al 1992, Primo Ministro.
Come capo delle operazioni del Lehi, dopo la morte di Stern nel 1942,
Shamir organizzò numerose azioni terroristiche, compreso l'assassinio
del Ministro per il Medio Oriente britannico Lord Moyne e nel settembre
del 1948 l'uccisione del mediatore svedese delle Nazioni Unite conte
Bernadotte. Anni dopo, quando a Shamir fu chiesto dell'offerta del 1941,
egli confermò d'essere stato al corrente dell'alleanza proposta dalla
propria organizzazione alla Germania in tempo di guerra. 113
Conclusioni
Malgrado la fondamentale ostilità fra il regime hitleriano e l'ebraismo
internazionale, per vari anni gli interessi del sionismo ebraico e del
Nazionalsocialismo tedesco coincisero. Il Terzo Reich, in collaborazione
coi sionisti, per una soluzione umana e reciprocamente desiderabile di
un problema complesso, fu disponibile a sacrifici di valuta straniera, a
danneggiare le proprie relazioni con la Gran Bretagna e ad irritare gli
arabi. In effetti nessuna nazione negli anni '30 fece di più per
favorire in concreto gli scopi ebraico-sionisti della Germania di
Hitler.
Pubblicato su The Journal for Historical Review (http://www.ihr.org/index.html)
-
Luglio/Agosto 1993 - Volume 13, numero 4 - Pagina 29 - ISSN: 0195-6752
Tratto dal sito dell'Institute for Historical Review,
www.ihr.org
(http://www.ihr.org/jhr/v13/v13n4p29_Weber.html).
Le note del traduttore riportano la sigla NdT; tutte le altre sono
dell'Autore.
Le foto sono a cura del traduttore. Un ringraziamento a M.R. per la
segnalazione dell'articolo ed a L.L.R. e Harm Wulf per l'aiuto nella
traduzione.
1 NdT. A nord di Brema, sul Mare del Nord.
2 NdT. La Tel Aviv fu costruita nel 1907 in Gran Bretagna per una
compagnia austriaca e varata col nome di Martha Washington. Stazzava
8.145 tonnellate e poteva portare 2.190 passeggeri. Nel 1922 fu
acquistata dall'italiana Linea Cosulich. Nel 1933 passò al Lloyd
Triestino che la ribattezzò Tel Aviv. Nel 1935 si incendiò e fu
successivamente disarmata a Trieste.
3 NdT. ??? ??-?? ?? ?? ? ??? . Tel Aviv significa "Collina della
Primavera".
4 W. Martini, "Hebräisch unterm Hakenkreuz", Die Welt (Amburgo), 10
gennaio 1975. Citato in: Klaus Polken,
"The Secret Contacts: Zionism and Nazi Germany, 1933-1941", Journal of
Palestine Studies, Primavera-Estate
1976, pagina 65.
5 NdT. Anche "adatto, appropriato, vero".
6 NdT. Anche "separata, diversa".
7 NdT. Theodor Herzl (2 maggio 1860 - 3 luglio 1904) nacque a Budapest
come Binyamin Ze'ev Herzl, ma si trasferì a Vienna quand'era ancora
bambino. Laureato in legge, si dedicò per tutta la vita al giornalismo
ed alla letteratura. Da giovane fece parte dell'associazione
Burschenschaft che si batteva per l'unità tedesca. Nei suoi lavori
giovanili non v'è traccia né ella "questione ebraica" né della vita
ebraica in genere. Fu corrispondente della Neue Freie Presse a Parigi, e
quindi a Londra e Istanbul. Divenne quindi redattore letterario del
giornale e scrisse commedie e drammi per il teatro viennese. La sua vita
mutò all'improvviso nell'aprile del 1896 quando uscì la traduzione
inglese del suo Der Judenstaat (Lo Stato ebraico) ed egli divenne il
portavoce più importante del sionismo. Uno dei motivi che probabilmente
lo condussero alle sue scelte fu l'elezione a borgomastro di Vienna di
Karl Lueger (1844-1910) il politico anti-semita che governò la città dal
1897 al 1910. L'idea di fondo dell'azione politica di Herzl era la
separazione della comunità ebraica dalle altre ed il suo trasferimento
altrove, con la creazione di uno stato ebraico. Herzl viaggiò molto per
diffondere il proprio progetto e lui ed i suoi sostenitori ottennero
presto vasti successi, finché a Londra gli fu conferito il mandato di
leader dei Sionisti. Nel 1897 fondò il quotidiano Die Welt a Vienna,
quindi organizzò il primo congresso sionista mondiale a Basilea nel
quale venne eletto presidente. Nel 1898 iniziò una serie di incontri
diplomatici, durante i quali venne ricevuto varie volte dal Kaiser;
presenziò alla conferenza di pace de L'Aia e fu ricevuto da numerosi
statisti che vi partecipavano. Nel maggio del 1901 fu ricevuto dal
Sultano turco che però si rifiutò di cedere la Palestina ai sionisti.
Negli anni 1902-1903 Herzl fu invitato a deporre di fronte alla British
Royal Commission on Alien Immigration. In conseguenza di ciò entrò in
stretto contatto con vari membri del governo britannico, in particolare
con Joseph Chamberlain, allora segretario di stato alle colonie.
Attraverso quest'ultimo Herzl negoziò
col governo egiziano lo statuto per un insediamento ebraico a Al 'Arish,
nella penisola del Sinai al confine della Palestina del Sud.
L'operazione fallì ma Herzl ricevette, da parte del governo britannico,
l'offerta di facilitare un vasto insediamento ebraico dotato di governo
autonomo sotto sovranità britannica nell'Africa dell'Ovest. Nello stesso
periodo Herzl si recò in Russia, a San Pietroburgo, dove venne ricevuto
dal ministro delle finanze e da quello degli interni, V. Plehve.
L'ultima opera letteraria di Herzl fu Altneuland (Vecchia-Nuova Terra),
completamente dedicata al Sionismo. Va ricordato che Herzl concepiva lo
stato ebraico in forma del tutto laica, quindi senza alcuna implicazione
religiosa e neppure linguistica. Herzl è sepolto sul Monte Herzl, la
montagna più alta nei pressi di Gerusalemme.
8 NdT. Letteralmente "dibatteva".
9 NdT. Der Judenstaat fu pubblicato nel 1896 a Berlino e Vienna da M.
Breitenstein Verlags-Buchhandlung.
10 NdT. Un'osservazione interessante di Herzl, tratta dal suo diario: si
riferisce alle manifestazioni antisemite cui
aveva assistito a Parigi in seguito al processo Dreyfuss: "A Parigi,
come ho detto, ho raggiunto un atteggiamento più libero riguardo
all'antisemitismo, che ora inizio a comprendere storicamente ed a
perdonare. Soprattutto, riconosco la vacuità e la futilità di cercare di
"combattere" l'antisemitismo".
11 Citato in: Ingrid Weckert, Feuerzeichen: Die "Reichskristallnacht"
(Tubinga, Grabert, 1981), pagina 212. Vedi
anche: Th. Herzl, The Jewish State (New York, Herzl Press, 1970), pagine
33, 35, 36, e Edwin Black, The
Transfer Agreement (New York, Macmillan, 1984), pagina 73.
12 Th. Herzl, "Der Kongress", Die Welt, 4 giugno 1897. Ristampato in:
Theodor Herzls zionistische Schriften
(Leon Kellner, a cura di), erster Teil (prima parte), Berlino, Jüdischer
Verlag, 1920, pagina 190 (e pagina 139).
13 NdT. La ZVfD, Zionistische Vereinigung für Deutschland.
14 Memorandum del 21 giugno 1933, in: L. Dawidowicz, A Holocaust Reader
(New York, Behrman, 1976), pagine 150-155, e (in parte) in: Francis R.
Nicosia, The Third Reich and the Palestine Question (Austin, University
of Texas, 1985), pagina 42; Sul Sionismo in Germania prima dell'ascesa
al potere di Hitler, vedi: Donald L. Niewyk, The Jews in Weimar Germany
(Baton Rouge, 1980), pagine 94-95, 126-131, 140-143; F. Nicosia, Third
Reich (Austin, 1985), pagine 1-15.
15 NdT. Anche "violazione, sconfinamento".
16 NdT. La Jüdische Rundschau nacque come Israelitsche Rundschau, il
periodico che dal 1896 ful'organo del movimento sionista tedesco. Fu
ribattezza Jüdische Rundschau nel 1900 dal suo direttore Heinrich Loewe.
Uscì fino all'8 novembre 1938.
17 Rassegna ebraica.
18 Jüdische Rundschau (Berlino), 13 giugno 1933. Citato in: Heinz Höhne,
The Order of the Death's Head (New
York, Ballantine, 1971, 1984), pagine 376-377.
19 NdT. Joachim Prinz nacque a Burkhardsdorf in Alta Slesia il 10 maggio
1902 e morì nel New Jersey (U.S.A.) il
30 settembre 1988. Fu espulso dal Reich nel 1937.
20 NdT. L'American Jewish Congress è un'organizzazione statunitense nata
per proteggere i "diritti civili" degli
ebrei. Ebbe il proprio momento d'oro negli anni '60. Per maggiori
informazioni:
http://www.ajcongress.org/.
21 Noi ebrei.
22 Heinz Höhne, The Order of the Death's Head (Ballantine, 1971, 1984),
pagina 376.
23 NdT. Si veda a tal proposito la lettera inviata dal presidente della
Federazione Sionista tedesca, Blumenfeld, il 29 giugno 1933 al
Cancelliere del Reich per sottoporgli un documento relativo "agli ebrei
in Germania" e per richiedere un incontro per discutere la posizione
sionista (Archivio Federale tedesco, Documento R43-II/524). 24 "Berlin,"
Encyclopaedia Judaica (New York and Jerusalem, 1971), Vol. 5, pag. 648.
Per uno sguardo ad un aspetto di questa "energica vita", vedi: J.-C.
Horak, "Zionist Film Propaganda in Nazi Germany", Historical
Journal of Film, Radio and Television, Vol. 4, N. 1, 1984, pp. 49-58.
25 Francis R. Nicosia, The Third Reich and the Palestine Question
(1985), pp. 54-55.; Karl A. Schleunes, The
Twisted Road to Auschwitz (Urbana, Univ. of Illinois, 1970, 1990), pp.
178-181.
26 NdT. Leopold Eduard Stephan Itz Edler von Mildenstein divenne in
seguito capo della Judenreferat del
Sicherheitsdienst-Hauptamt.
27 NdT. Kurt Tuchler era membro dell'esecutivo della ZVfD, la
Federazione Sionista tedesca.
28 NdT. Pare accertato che un altro viaggio sia stato compiuto da Adolf
Eichmann e dal suo superiore Herbert
Hagen nel 1937, di nuovo con l'intento di verificare la possibilità di
creare insediamenti ebraici in Palestina.
29 NdT. Der Angriff (L'Assalto) era il giornale fondato da Joseph
Göbbels nel 1927.
30 NdT. Ein Nazi fährt nach Palästina. Gli articoli apparvero fra il 26
settembre e il 9 ottobre 1934. Von
Mildenstein utilizzò lo pseudonimo di Von Lim.
31 NdT. Letteralmente: "la visita congiunta SS-Sionista".
32 Jacob Boas, "A Nazi Travels to Palestine", History Today (Londra),
gennaio 1980, pp. 33-38.
33 NdT. Das Schwarze Korps, giornale ufficiale della SS, usciva il
mercoledì e veniva distribuito gratuitamente. Il
redattore capo era Gunter d'Alquen, l'editore Max Amann e la casa
editrice la Eher-Verlag. Apparve per la prima
volta il 6 marzo 1935 con una tiratura di 70.000 copie; nel novembre
dello stesso anno aveva raggiunto le
200.000 e nel 1944 le 750.000 copie.
34 Ristampa del facsimile della prima pagina de Das Schwarze Korps, del
15 maggio 1935 è in: Janusz
Piekalkiewicz, Israels Langer Arm (Frankfurt, Goverts, 1975), pp. 66-67.
Citato anche in: Heinz Höhne, The
Order of the Death's Head (Ballantine, 1971, 1984), p. 377. Vdi anche:
Erich Kern, a cura di, Verheimlichte
Dokumente (Munich, FZ-Verlag, 1988), p. 184.
35 Das Schwarze Korps, 26 settembre 1935. Citato in: F. Nicosia, The
Third Reich and the Palestine Question
(1985), pp. 56-57.
36 Lenni Brenner, Zionism in the Age of the Dictators (1983), p. 83.
37 NdT. Letteralmente: "identificarsi come".
38 F. Nicosia, The Third Reich and the Palestine Question (1985), p. 60.
Vedi anche: F. Nicosia, "The Yishuv and
the Holocaust", The Journal of Modern History (Chicago), Vol. 64, N. 3,
settembre 1992, pp. 533-540.
39 F. Nicosia, The Third Reich and the Palestine Question (1985), p. 57.
40 NdT. La prima, Legge per la Protezione del Sangue e dell'Onore
tedeschi, è del 15 settembre 1935 e consta di 7 articoli; la seconda,
Legge sulla Cittadinanza del Reich, anch'essa del 15 settembre, è di
soli 3 articoli.
41 Jüdische Rundschau, 17 settembre 1935. Citato in: Yitzhak Arad, con
Y. Gutman e A. Margaliot, a cura di,
Documents on the Holocaust (Jerusalem, Yad Vashem, 1981), pp. 82-83.
42 NdT. Per maggiori informazioni su Georg Kareski vedi: Lenni Brenner,
Zionism in the Age of the Dictators, 12.
Georg Kareski, Hitler's Zionist Quisling before Quisling (http://www.codoh.com/zionweb/zizad/zizad12.html).
43 Der Angriff, 23 dicembre 1935, in: E. Kern, a cura di, Verheimlichte
Dokumente (Monaco, 1988), p. 148.; F.
Nicosia, Third Reich (1985), p. 56.; L. Brenner, Zionism in the Age of
the Dictators (1983), p. 138.; A.
Margaliot, "The Reaction...," Yad Vashem Studies (Gerusalemme), vol. 12,
1977, pp. 90-91. Sulla straordinaria
carriera di Kareski, vedi: H. Levine, "A Jewish Collaborator in Nazi
Germany", Central European History
(Atlanta), settembre 1975, pp. 251-281.
44 Ebrei e Tedeschi.
45 NdT. Letteralmente: "riecheggiarono, ripeterono".
46 NdT. Stephen S. Wise nacque a Budapest nel 1874. Emigrò negli U.S.A.
da bambino. Fu ordinato rabbino presso il Jewish Theological Seminary e
si avvicinò al sionismo. Partecipò al secondo Congresso Sionista del
1898 e venne eletto memebro del General Actions Committee. Nel 1914
divenne il braccio destro di Louis Brandeis, capo del movimento sionista
americano. Due anni dopo fu eletto presidente del Provisional Executive
Committee for General Zionist Affairs e la sua azione fu fondamentale
nell'influenzare il presidente Woodrow Wilson a favore della
Dichiarazione Balfour. Nel 1925 divenne presidente dell'United
Eretz-Israel Appeal. Con l'ascesa al potere del Nazionalsocialismo in
Germania, Wise, insieme a Leo Motzkin, incoraggiò la costituzione del
World Jewish Congress allo scopo di creare una forza rappresentativa per
combatterlo, e usò la propria influenza sul presidente Roosevelt, suo
intimo amico, per raggiungere lo scopo. Durante gli anni della guerra fu
eletto Co-Presidente dell'American Zionist Emergency Council. In seguito
fu nominato rappresentante speciale presso la Jewish Agency alla
Conferenza delle Nazioni Unite tenuta a San Francisco nel 1945. Morì a
New York nel 1949.
47 NdT. Oganizzazione di difesa ebraica filo-sionista creata nel 1936.
48 "Dr. Wise Urges Jews to Declare Selves as Such," New York Herald
Tribune, 13 giugno 1938, p. 12. [NdT. "Il
dottor Wise esorta gli ebrei a proclamarsi tali"].
49 NdT. Ministero degli Interni.
50 NdT. Bernhard Lösener nacque nel 1890. Era figlio di un giudice.
Partecipò alla I Guerra Mondiale e compì gli studi presso l'Università
di Tubinga. Nel 1924 si impiegò presso le dogane. Membro del Partito dal
1930. Nell'aprile 1933 entrò al Ministero degli Interni diretto da
Wilhelm Frick. Il suo ruolo era quello di esperto di problemi razziali
(Rassereferent) e in questa veste rimase al Ministero sino al 1943
quando a Frick subentrò Heinrich Himmler. Lösener collaborò alla stesura
delle Leggi di Norimberga, redasse ventisette decreti anti-ebraici, e si
occupò della definizione legale dei Mischlinge (Mezzi ebrei) e della
relativa distinzione fra questi e gli "ebrei puri". Nel 1943 venne
nominato giudice. Purtroppo, nel 1944 nascose una coppia accusata
d'essere implicata nel complotto per uccidere il Führer. Scoperto, venne
espulso dal Partito e imprigionato. Dopo la guerra venne arrestato due
volte,prima dai Russi e poi dagli Americani. Dopo il periodo di
denazificazione cui fu sottoposto rientrò nell'amministrazione pubblica.
Morì nel 1952.
51 NdT. La Reichsverwaltungsblatt era la rivista ufficiale
dell'amministrazione del Reich che pubblicava leggi,
decreti, decisioni amministrative relative alla gestione dello Stato.
52 F. Nicosia, The Third Reich (1985), p. 53.
53 NdT. Erano gli Umschulungslager (Campi di trasferimento). Inutile
dire che si è tentato di farli passare per
"campi di sterminio".
54 Lucy Dawidowicz, The War Against the Jews, 1933-1945 (New York,
Bantam, 1976), pp. 253-254; Max Nussbaum, "Zionism Under Hitler,"
Congress Weekly (New York, American Jewish Congress), 11 settembre 1942;
F. Nicosia, The Third Reich (1985), pp. 58-60, 217; Edwin Black, The
Transfer Agreement (1984), p. 175.
55 L'Haganah (in ebraico "La Difesa", ????? ) , primo nucleo delle forze
armate dello Stato d'Israele ( ?"?? ), era un'organizzazione militare
ebraica in Palestina durante il mandato britannico dal 1920 al 1948.
Nacque dopo i moti arabi del 1920 e 1921 sulle ceneri di
un'organizzazione precedente, l'Hashomer, fondata nel 1909, allo scopo
di proteggere gli insediamenti. Lo trasformazione in senso militare vero
e proprio di questa organizzazione avvenne dopo i moti arabi del 1929
quando l'Haganah si trasformò in una vera e propria forza paramilitare
comprendente la quasi totalità dei giovani e degli adulti dei kibbutz
come pure migliaia di abitanti delle città. Essa acquistò anche
armamento straniero e cominciò a sviluppare officine per creare bombe a
mano ed equipaggiamenti militari di base e finì col trasformarsi da
milizia non addestrata in esercito efficiente. Nel 1936 l'Haganah poteva
contare su 10.000 uomini pronti alla mobilitazione, oltre a 40.000
riservisti. Durante la Grande Insurrezione del 1936-1939, essa partecipò
attivamente nell'opera di protezione degli interessi britannici e nel
contrastare gli insorti arabi. Sebbene l'amministrazione britannica non
riconoscesse ufficialmente l'Haganah, le forze di sicurezza britanniche
cooperarono con essa nel formare una forza ausiliaria ebraica, la
Polizia degli Insediamenti Ebraici (Jewish Settlement Police) e speciali
squadroni notturni (Special Night Squads). L'esperienza guadagnata sul
campo nel piegare la Grande Insurrezione fu di grandissima utilità nella
guerra arabo-israeliana del 1948. Membri dell'Haganah furono, fra gli
altri, Yitzhak Rabin, Ariel Sharon,
Rehavam Zeevi, Dov Hoz, Moshe Dayan e Ruth Westheimer.
56 NdT. Il Sicherheitsdienst (SD, Servizio di Sicurezza) era il servizio
segreto della SS, creato nel 1932 da
Reinhard Heydrich. Nel 1938 divenne il servizio segreto di Stato, così
come del Partito, appoggiando la Gestapo
e lavorando con l'Amministrazione Generale e degli Interni.
57 NdT. Feivel Polkes compì un viaggio a Berlino il 26 febbraio 1937 per
incontrarsi con Adolf Eichmann e
negoziare, attraverso lui, col Sicherheitsdienst. Per maggiori
informazioni su Polkes vedi: Lenni Brenner, Zionism
in the Age of the Dictators, 8. Palestine - The Arabs, Zionists, British
and Nazis (http://www.marxists.de/middleast/brenner/ch08.htm#top).
58 NdT. Letteralmente: "collocare".
59 H. Höhne, The Order of the Death's Head (Ballantine, 1984), pp.
380-382; K. Schleunes, Twisted Road (1970,
1990), p. 226; Il rapporto su Folkes del 17 giugno 1937 del servizio
segreto interno della SS, in: John
Mendelsohn, a cura di, The Holocaust (New York, Garland, 1982), vol. 5,
pp. 62-64.
60 F. Nicosia, Third Reich (1985), pp. 63-64, 105, 219-220.
61 F. Nicosia, Third Reich (1985), p. 160.
62 Questa distinzione è implicita anche nella "Dichiarazione Balfour"
del novembre del 1917, in cui il governo britannico manifestò il proprio
appoggio a "un focolare nazionale per il popolo ebraico" in Palestina,
evitando accuratamente qualsiasi cenno ad uno Stato ebraico. Riferendosi
alla maggioranza araba della popolazione, la Dichiarazione proseguiva
avvertendo che "...è evidentemente sottinteso che non verrà fatto niente
che possa recare pregiudizio ai diritti civili e religiosi delle
comunità non-ebraiche esistenti in Palestina". Il testo completo della
Dichiarazione è riprodotto in: Robert John, Behind the Balfour
Declaration (IHR, 1988), p. 32.
63 F. Nicosia, Third Reich (1985), p. 121.
64 F. Nicosia, Third Reich (1985), p. 124.
65 NdT. Ministero degli Esteri britannico.
66 David Yisraeli, The Palestine Problem in German Politics 1889-1945
(Bar-Ilan University, Israel, 1974), p. 300;
Anche in: Documents on German Foreign Policy, Serie D, Vol. 5. Doc. N.
564 o 567.
67 K. Schleunes, The Twisted Road (1970, 1990), p. 209.
68 NdT. Joachim von Ribbentrop (30 aprile 1893 - 16 ottobre 1946) fu
Ministro degli Esteri del Reich dal 1938 al
1945. Successe il 4 febbraio 1938 a Konstantin von Neurath. Ribbentrop
fu il primo statista Nazionalsocialista ad
essere impiccato la notte del 16 ottobre 1946. Le sue ultime parole
furono "Gott schütze Deutschland!" (Dio
protegga la Germania).
69 Circolare del 25 gennaio 25, 1939. Documento Processo di Norimberga
3358-PS. Tribunale Militare
Internazionale, Processo ai maggiori criminali di Guerra davanti al
Tribunale Militare Internazionale
(Norimberga: 1947-1949), vol. 32, pp. 242-243. Cospirazione ed
Aggressione Nazi(onalsociali)sta (Washington,
DC: 1946-1948), vol. 6, pp. 92-93.
70 F. Nicosia, Third Reich (1985), pp. 141-144; Sull'opinione critica di
Hither a proposito del sionismo contenuta nel Mein Kampf, vedi in
particolare: Vol. 1, Cap. 11. Citato in: Robert Wistrich, Hitler's
Apocalypse (London, 1985), p. 155; Vedi anche: F. Nicosia, Third Reich
(1985), pp. 26-28; Hitler dichiarò al proprio consigliere militare nel
1939 e di nuovo nel 1941 d'aver chiesto agli Inglesi nel 1937 di
trasferire tutti gli ebrei tedeschi in Palestina o in Egitto. Gli
Inglesi avevano respinto la proposta, disse, poiché ciò avrebbe
provocato ulteriori disordini. Vedi: H. v. Kotze, a cura di,
Heeresadjutant bei Hitler (Stuttgart, 1974), pp. 65, 95.
71 NdT. Il Mossad Le'aliyah Bet (da non confondere col Mossad Le Modi in
Ve Tafkidim Meyuhadim, più noto
come Mossad, il servizio segreto israeliano) nacque nel 1937 a Parigi
creato da ebrei palestinesi. Significa
"Istituto per la Seconda Immigrazione".
72 NdT. Letteralmente: "lo sforzo".
73 F. Nicosia, Third Reich (1985), pp. 156, 160-164, 166-167; H. Höhne,
The Order of the Death's Head
(Ballantine, 1984), pp. 392-394; Jon and David Kimche, The Secret Roads
(London, Secker and Warburg,
1955), pp. 39-43. Vedi anche: David Yisraeli, "The Third Reich and
Palestine," Middle Eastern Studies, ottobre
1971, p. 347; Bernard Wasserstein, Britain and the Jews of Europe,
1939-1945 (1979), pp. 43, 49, 52, 60; T.
Kelly, "Man who fooled Nazis," Washington Times, 28 aprile 1987, pp. 1B,
4B. Basato su una intervista a Willy
Perl, autore de The Holocaust Conspiracy.
74 Y. Arad, et alii, a cura di, Documents On the Holocaust (1981), p.
155. (Il kibbutz d'addestramento era a
Neuendorf, e può esser rimasto in funzione perfrino dopo il marzo 1942).
75 NdT. Il piano si trasferimento si chiamava Haavara-Abkommen. Haavara
è la parola ebraica, da leggersi
con l'accento sull'ultima sillaba, che significa appunto trasferimento.
76 NdT. Chaim Arlosoroff (1899-1933), (anche Arlozorov o Arlozoroff),
nacque in Russia, ma la famiglia si stabilì
in Germania nel 1905. Studiò all'Università di Berlino, laureandosi in
economia. Nel 1918 fu tra i fondatori del
partito Ha-Po'el ha-Tza'ir che attrasse molti intellettuali ebrei.
Autore di vari articoli sul sionismo e sulla
collaborazione fra ebrei ed arabi, nel 1924 si trasferì in Palestina,
allora sotto mandato britannico. Nel 1926 fu
nominato rappresentante dei yishuv -i coloni ebrei insediati in
Palestina- presso la Lega delle Nazioni a Ginevra.
Divenne in seguito un leader del Mapai, il più importante partito
politico ebraico del tempo, ed intimo amico di
Chaim Weizmann; fu quindi nominato capo del dipartimento politico
dell'Agenzia ebraica. Fu ucciso nel 1933 a
Tel Aviv. Ad oggi i responsabili non sono stati individuati.
77 NdT. La World Zionist Organization (WZO) fu fondata, col nome di
Zionist Organization (ZO), il 3 settembre
del 1897 al Primo Congresso Sionista tenuto a Basilea, in Svizzera. La
ZO, nelle intenzioni di T. Herzl, doveva
essere il contenitore del futuro stato d'Israele. E così fu: quando, il
14 maggio 1948, nacque Israele, gran parte
delle istituzioni del nuovo stato erano già attive e funzionanti,
sviluppatesi negli anni per mezzo della ZO.
L'organizzzaione cambiò la propria denominazione in WZO nel gennaio del
1960. La sede centrale
dell'organismo è oggi a Gerusalemme.
78 Sull'Accordo in generale, vedi: Werner Feilchenfeld, et alii,
Haavara-Transfer nach Palaestina (Tubinga, Mohr/Siebeck, 1972); David
Yisraeli, "The Third Reich and the Transfer Agreement," Journal of
Contemporary History (Londra), N. 2, 1971, pp. 129-148.; "Haavara",
Encyclopaedia Judaica (1971), vol. 7, pp. 1012-1013; F. Nicosia, The
Third Reich and the Palestine Question (Austin, 1985), pp. 44-49; Raul
Hilberg, The Destruction of the European Jews (New York, Holmes and
Meier, 1985), pp. 140-141; The Transfer Agreement, di Edwin Black, è
dettagliato ed utile. Tuttavia esso contiene numerose inesattezze e
conclusioni palesemente errate. Vedi, per esempio, la recensione di
Richard S. Levy in Commentary, settembre 1984, pp. 68-71.
79 NdT. Si trattò di un vero e proprio accordo commerciale che, fra
l'altro, contribuì a rompere il boicottaggio mondiale anti-fascista
organizzato contro la Germania. Le compagnie erano due: la Haavara,
ebraica a Tel Aviv, e la Paltreu, tedesca, a Berlino. Il deposito minimo
era di 1.000 sterline inglesi presso la Banca Wasserman di Berlino
oppure presso la Banca Warburg di Amburgo. A questa iniziativa
politico-commerciale parteciparono personaggi divenuti in seguito molto
noti: Ben Gurion, Moshe Sharret (noto anche come Moshe Shertok), Golda
Meir (che collaborava da New York), e Levi Eshkol, il rappresentante
della Haavara a Berlino. [Confronta: "Ben Gourion et Shertok, dans
Black": L'accord de la "havaara", p.294. Citato da Tom Segev in "Le
septieme million", (Ed. Liana Levi, 1993, p. 30 and 595)].
80 NdT. Sam Cohen era fra l'altro co-proprietario della società
"Hanoaiah Ltd." che curava rapporti commerciali
con la Germania.
81 NdT. Arthur Ruppin (1876 - 1943), nato nel distretto di Rawitsch
Posen, in Prussia, frequentò l'Università di
Berlino e si laureò in quella di Halle. Economista e sociologo, viene
considerato il "padre degli insediamenti
sionisti" e il padre della sociologia ebraica.
82 E. Black, The Transfer Agreement (1984), pp. 328, 337.
83 Sull'opposizione all'Haavara nei circoli ufficiali tedeschi, vedi: W.
Feilchenfeld, et alii, Haavara-Transfer nach Palaestina (1972), pp.
31-33; D. Yisraeli, "The Third Reich", Journal of Contemporary History,
1971, pp. 136- 139.; F. Nicosia, The Third Reich and the Palestine
Question, pp. 126-139; I. Weckert, Feuerzeichen (1981), pp. 226-227.;
Rolf Vogel, Ein Stempel hat gefehlt (Monaco,Droemer Knaur, 1977), pp.
110.
84 W. Feilchenfeld, et alii, Haavara-Transfer (1972), p. 31. Il testo
complete è in: David Yisraeli, The Palestine
Problem in German Politics 1889-1945 (Israele, 1974), pp. 298-300.
85 Dalla Germania!
86 Memorandum interno del Ministro degli Interni (firmato dal Segretario
di stato W. Stuckart), 17 dicembre
1937, in: Helmut Eschwege, a cura di, Kennzeichen J (Berlino, 1966), pp.
132-136.
87 W. Feilchenfeld, et alii, Haavara-Transfer (1972), p. 32.
88 NdT. Il Ministro, dal 1937, era Walther Emanuel Funk (1890 - 1960).
89 E. Black, Transfer Agreement, pp. 376-377.
90 Ebraico per "scambio".
91 E. Black, Transfer Agreement (1984), pp. 376, 378; F. Nicosia, Third
Reich (1985), pp. 238-239 (n. 91).
92 Letteralmente: "realizzazioni".
93 E. Black, Transfer Agreement, p. 379; F. Nicosia, Third Reich, pp.
212, 255 (n. 66).
94 W. Feilchenfeld, et alii, Haavara-Transfer, p. 75; "Haavara",
Encyclopaedia Judaica, (1971), Vol. 7, p. 1013.
95 E. Black, Transfer Agreement, pp. 379, 373, 382.
96 Per mezzo dell'Accordo Haavara.
97 Circolare del 25 gennaio 1939. Documento del Processo di Norimberga
3358-PS. Tribunale Militare
Internazionale, Processo ai maggiori criminali di Guerra davanti al
Tribunale Militare Internazionale
(Norimberga: 1947-1949), Vol. 32, pp. 242-243.
98 Werner Feilchenfeld, et alii, Haavara-Transfer nach Palaestina
(Tubinga, Mohr/Siebeck, 1972). Citato in:
Ingrid Weckert, Feuerzeichen (Tubianga, Grabert, 1981), pp. 222-223.
99 NdT. Vedi anche:
http://www.thule-italia.com/ns/manipolazioni.html.
100 W. Feilchenfeld, et alii, Haavara-Transfer nach Palaestina (1972).
Citato in: I. Weckert, Feuerzeichen (1981), p. 224.
101 Lehi è l'acronimo dell'ebraico Lohamei Herut Israel che significa,
appunto, "Combattenti per la Libertà d'Israele"). Le autorità
britanniche chiamavano il gruppo Stern Gang, dal nome del suo primo
comandante, Avraham Stern. Il gruppo nacque nel 1940. Fra le sue azioni
più note vi sono l'assassinio di Lord Moyne, rappresentante del governo
britannico, il 6 novembre 1944; la strage di coloni arabi di Deir Yassin
del 9 aprile 1948; l'uccisione del Conte Folke Bernadotte, un mediatore
delle Nazioni Unite, il 17 settembre 1948. Il gruppo si dissolse il 31
maggio del 1948 quando venne integrato nelle Forze di Difesa israeliane
(il futuro esercito d'Israele) ed i suoi leader ottennero l'amnistia.
Uno dei membri più noti del Lehi fu Yitzhak Shamir (il futuro Primo
Ministro d'Israele).
102 Avraham Stern, detto Yair (1907 - 1942) era nato in Polonia a
Suwalki. Immigrato in Israele nel 1925, frequentò l'università ebraica e
si specializzò in lingue e letterature classiche. Stern fu ucciso il 12
febbraio 1942
da ufficiali del servizio segreto britannico, ufficialmente mentre
"tentava di scappare", dopo l'arresto avvenuto in
un appartamento di Tel Aviv.
103 L'Irgun ( ????? ), abbreviazione di Irgun Tsvai Leumi ( ????? ????
????? ), o Irgun Zvai Leumi), era un gruppo sionista militante che operò
in Palestina dal 1931 al 1948. Fondato da Avraham Tehomi si distingueva
dall'Haganah per il suo rifiuto dell'ideologia socialista. In effetti lo
si considera il predecessore dell'attuale coalizione di destra Likud.
Anche questo gruppo si sciolse nel 1948 ed i suoi membri confluirono
nelle Forze di Difesa Israeliane, come accadde per il Lehi di Stern
(vedi nota 101).
104 L'Irgun, dal 1940 al 1943, dichiarò una tregua nei confronti degli
Inglesi e sostenne gli Alleati contro le forze
tedesche e quelle dell'Asse nell'area arruolando i propri membri
nell'esercito britannico e nella Jewish Brigade.
105 Lehi.
106 Il documento originale si trova presso l'Auswärtiges Amt Archiv
tedesco, Bestand 47-59, E 224152 e E
234155-58. (L'Autore è in possesso di una fotocopia); Il testo completo
in tedesco è stato pubblicato in: David
Yisraeli, The Palestine Problem in German Politics 1889-1945 (Israel,
1974), pp. 315-317. Vedi anche: Klaus
Polkhen, "The Secret Contacts", Journal of Palestine Studies,
Primavera-Estate 1976, pp. 78-80; (Quando venne
fatta questa offerta il gruppo Lehi di Stern si considerava come il vero
Irgun/NMO).
107 NdT. Vedi nota precedente.
108 NdT. "Osserva che" non è la traduzione letterale.
109 Hebrërtum.
110 NdT. Letteralmente: "documento".
111 I nazionalisti arabi si opponevano alla Gran Bretagna, che allora
dominava gran parte del mondo arabo, compresi l'Egitto, l'Iraq e la
Palestina. Poiché la Gran Bretagna e la Germania erano in guerra, la
Germania coltivava il sostegno arabo. Il leader degli arabi palestinesi,
il Gran Mufti di Gerusalemme, Haj Amin el-Husseini, lavorò
congiuntamente alla Germania nel periodo bellico. Dopo esser fuggito
dalla Palestina, si rivolse al mondo arabo dalla radio tedesca e
collaborò al reclutamento di musulmani in Bosnia per le unità della
Waffen-SS. 112 Israel Shahak, "Yitzhak Shamir, Then and Now," Middle
East Policy (Washington, DC), Vol. 1, N. 1, (L'intero N. 39), 1992, pp.
27-38; Yehoshafat Harkabi, Israel's Fateful Hour (New York, Harper and
Row, 1988), pp. 213- 214. Citato in: Andrew J. Hurley, Israel and the
New World Order (Santa Barbara, California, 1991), pp. 93, 208-209;
Avishai Margalit, "The Violent Life of Yitzhak Shamir", New York Review
of Books, 14 maggio 1992, pp. 18-24; Lenni Brenner, Zionism in the Age
of the Dictators (1983), pp. 266-269; L. Brenner, Jews in America Today
(1986), pp. 175-177; L. Brenner, "Yitzhak Shamir: On Hitler's Side",
Arab Perspectives (Lega degli Stati Arabi), marzo 1984, pp. 11-13. 113
Avishai Margalit, "The Violent Life of Yitzhak Shamir", New York Review
of Books, 14 maggio 1992, pp. 18- 24; Lenni Brenner, Zionism in the Age
of the Dictators (1983), pp. 266-269; L. Brenner, Jews in America Today
(1986), pp. 175-177; L. Brenner, "Skeletons in Shamir's Cupboard",
Middle East International,30 settembre 1983, pp. 15-16; Sol Stern, L.
Rapoport, "Israel's Man of the Shadows", Village Voice (New York), 3
luglio, 1984, pp. 13 e seguenti.
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