|
Articolo
STORIA |
![]() |
|
ALCUNE CONSIDERAZIONI IN MERITO ALLA NATURA GIURIDICA DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA
In questi ultimi tempi, soprattutto in seguito all’insabbiamento del disegno di legge che voleva estendere a coloro che militarono nella Repubblica Sociale Italiana la qualifica di combattenti, è tornata in auge la tematica della qualificazione giuridica del governo di Salò.
Personalmente non
condivido, poiché non ancorata ad alcun dato positivo, la tesi sostenuta
da
Sul piano storico, ha osservato un insigne costituzionalista quale il prof.Livio Paladin, “sono esistiti ed esistono tutt’oggi i più vari regimi fondati sull’appoggio di altri Stati, che tuttavia mantenevano e mantengono una loro originarietà ed indipendenza”. In primo luogo, le norme promanate dalle fonti di produzione del diritto della Repubblica di Salò, durante il biennio 1943-1945, hanno sempre ottenuto media obbedienza da parte di coloro che operavano negli ambiti spazio-territoriali del governo repubblicano a riprova, come confermato dalla teoria generale del diritto, della effettività dell’ordinamento giuridico in questione o meglio, in altri termini, della validità giuridica delle sue disposizioni normative; aspetto difficilmente realizzabile in seno ad uno Stato a sovranità puramente teorica. In secondo luogo, è significativo come il III Reich tedesco abbia riconosciuto diplomaticamente, e non solo sul piano formale, la Repubblica Sociale di Benito Mussolini attuando uno reale scambio di ambasciatori (a Berlino, andò Filippo Anfuso dopo essere stato richiamato dalla sede diplomatica di Budapest; per il governo di Salò, si insediò Rudolph Rahn già ambasciatore tedesco a Roma) segno evidente e tangibile della non volontà di considerare la R.S.I. una semplice “longa manus” dello Stato tedesco. A questo punto, dopo aver demolito, con argomentazioni chiare e precise, la tradizionale ed errata visione dello Stato Fascista Repubblicano, risulta necessario chiarire la qualificazione di suddetta realtà alla luce degli elementi giuspubblicistici di cui oggi disponiamo. La definizione più corretta è sicuramente quella che vede nella restaurazione mussoliniana a Salò, un governo locale di fatto (Giannini). Infatti, se è vero che non si può parlare di Stato nell’accezzione moderna del termine in quanto il nuovo ordinamento fascista si caratterizzava per una sovranità limitata e circoscritta ad una porzione del territorio italiano (la parte rimanente era soggetta alla pseudo-sovranità del Regno del Sud), è anche vero come, dati alla mano, non si può negare la presenza di un apparato esecutivo-amministrativo-legislativo, munito di Dicasteri abilmente distribuiti nell’ambito del proprio territorio per un maggior controllo dello stesso (la Presidenza del Consiglio a Bogliaco, il Ministero dell’Interno a Maderno, il Ministero della Difesa a Cremona, il Ministero delle Corporazioni e dell’Economia a Verona, il Ministero dell’Agricoltura a Treviso ecc….) ed in grado, anche se in maniera non sempre piena, di coordinare la propria azione politica con le iniziative militari della Wehrmacht. A sostegno di quanto ora affermato, si può portare, a titolo esemplificativo, il tentativo di avvio, da parte della Repubblica Sociale, di un grande programma di socializzazione, non completamente attuato a causa degli interessi bellico-militari delle autorità germaniche, ma volto a ridefinire prepotentemente ed in maniera radicale i rapporti tra capitale e lavoro e tra economia e Stato: la ripartizione degli utili dell’impresa tra fondo di riserva (a favore dei lavoratori) e capitale azionario, la partecipazione dei lavoratori stessi ai consigli di gestione delle fabbriche ecc.
Inoltre, esiste anche un
dato giuridico-amministrativo inoppugnabile che confermerebbe il
carattere realmente governativo e sovrano della Repubblica di Salò: il
D.lgs.lgt (ossia Decreto legislativo luogoteneziale) 5 ottobre
1944 n.249 sull’assetto della legislazione nei territori
L’attività dell’Assemblea Costituente, chiamata a redigere la Carta Costituzionale del nuovo ordinamento repubblicano, non ha saputo tener conto di questa dicotomia istituzionale comportante una netta ed evidente divisione di sovranità tra due realtà governative opposte ma operanti, entrambe, all’interno del territorio nazionale italiano nell’arco di tempo compreso tra il mese di settembre 1943 ed il mese di aprile 1945. Sono state le forze politiche che si riconoscevano nei Comitati di Liberazione Nazionale a rovesciare il dato storico, facendo prevalere non la verità dei fatti ma unicamente la forza dell’ideologia antifascista. La stessa Costituzione nel sancire, all’art.3 primo comma, il principio di eguaglianza formale implicante il divieto di discriminazioni “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali” impedisce alle azioni positive ed ai provvedimenti legislativi di divenire, a loro volta, fonte di ingiustizia, dando luogo a casi di “discriminazione all’incontrario” (la c.d. reverse discrimination secondo la famosa espressione coniata dalla giurisprudenza costituzionale americana della Corte Suprema) proprio come nella fattispecie in esame, dal momento che il legislatore nazionale ha optato per la non estensione ai combattenti di Salò, decisi a riscattare l’infamia del tradimento del 25 luglio 1943, lo status giuridico di combattenti a cui giustamente e doverosamente riconoscere i benefici già riservati a coloro che militarono all’interno del fenomeno resistenziale.
Dott. Daniele Trabucco
E-mail: daniele.trabucco1979@libero.it
BIBLIOGRAFIA
BIN R. e PITRUZZELLA G., Diritto Costituzionale. Torino. Giappichelli. 2004. CARLASSARE L., Conversazioni sulla Costituzione. Padova. Cedam. 1996. OLIVA G., La Repubblica di Salò. Firenze. Giunti. 1997. PALLA M., Mussolini ed il Fascismo. Firenze. Giunti. 1996. PALADIN L., Diritto Costituzionale. Padova. Cedam. 1998.
BIBLIOGRAFIA
History of the second world war, Calvacoressi-Wint, Rizzoli, Milano 1980. — Le Waffen-SS, Henri Landemer, Ciarrapico ed., Roma 1976. — The Armed Forces of World War Il, Andrew Mollo, Orbis Publishing Limited, London 1981. — Storia della seconda guerra mondiale, Calvacoressi Wint, Rizzoli, Milano 1980. — Enciclopedia dell'antifascismo e della resistenza, Ed. La Pietra, direttore Enzo Nizza, Milano, luglio 1976. — Spagna senza miti, Ludovico Garruccio, Mursia ed., Milano 1968. — I Fascismi della mitteleuropa, Michele Rallo, Ed. Europa. — La battaglia di Berlino, Adolf Hitler, Ed. di Ar. — La seconda guerra mondiale, Winston Churchill, Mondadori, Milano 1979. — La crisi dei regimi liberali e i movimenti fascisti, Ernst Notte. — A pictorial history of the SS-1923-1945, Andrew Mollo, Bonanza Books 1979. — Riviste specializzate: Storia Illustrata n. 298, settembre 1982. Svizzera neutrale ma con volontari nelle SS. — I vinti della liberazione, Paul Sérant, ed. Il Borghese, Milano 1966.
Lo dicono:
|
Ultimo aggiornamento: martedì 18 aprile 2006