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IMPORTANTE REVISIONE UFFICIALE DEL NUMERO DELLE VITTIME DI MAJDANEK

 

" Sei milioni di morti o un milione di morti, qual'è la differenza ? "

 

La mia risposta a questa domanda è: " cinque milioni di persone, cioè la più grande differenza possibile, quella che c'è tra la vita e la morte ".

 

E' grazie all'indifferenza ai fatti e alle cifre che si costruiscono le menzogne storiche.

 

Nel 1945-1946, al processo di Norimberga, il documento URSS-8, avente valore di "prova autentica" (secondo l'Art. 21 dello statuto del tribunale), stabiliva a " più di 4 milioni di esseri umani " il numero delle vittime di Auschwitz.

Questa cifra fu in seguito portata a nove milioni nel documentario Notte e Nebbia (1955) (consiglieri storici: Henri Michel et Olga Wormser-Migot), film straordinariamente menzognero, che ancora oggi viene proiettato in tutte le scuole di Francia.

Poi, nel corso degli anni, sotto la pressione esercitata dalle scoperte revisioniste, questa cifra è scesa, gradatamente, fino ad arrivare a 510.000 (Fritjhof Meyer, " Die Zahl der Opfer von Auschwitz. Neue Erkentnisse durch neue Archivfunde "  - Il numero delle vittime di Auschwitz. Nuove scoperte da recente documentazione d'archivio -

Osteuropa, Maggio 2002, pag. 631-641). Ciò non impedisce, ancora oggi e a partire dal 1995, di far bere al turista la cifra di un milione e mezzo di morti ripetuta su una ventina di steli in altrettante lingue (fino all'Aprile del 1990 la cifra, scritta su ben 19 steli commemorative, era stata di quattro milioni).

 

Nello stesso modo, al processo di Norimberga, il documento URSS-29, anch'esso avente valore di " prova autentica ", stabiliva " circa un milione e mezzo di esseri umani " dei quali " una grande quantità di ebrei " il numero delle vittime del campo di Majdanek (Lublin) (Constantin Simonov, Majdanek, un camp d'extermination, Parigi, Editions Sociales, 1946 (?), pag. 36, 39).

Ancora nel 2003 la Columbia Electronic Encyclopedia imputava la stessa cifra all'articolo " Majdanek ".

Quindi, con il passar del tempo, le stime si erano notevolmente abbassate.

Nel 2005. Tomasz Kranz, direttore della sezione di ricerche del Museo di Stato di Majdanek, arrivò, dal canto suo, alla cifra di 78.000 morti.

 

E' ciò che ci viene rivelato, in un comunicato dal tono imbarazzato e pieno di omissioni, dalle autorità del Museo di Stato di Auschwitz, menzionando un articolo apparso il 23 Dicembre 2005 in un importante giornale polacco (http://www.auschwitz-muzeum.oswiecim.pl/new/Index.php?tryb=news_blg&language=EN&ld=879)

 

Decisamente il 2005 è terminato in maniera diversa da come era iniziato. Nel Gennaio-Febbraio lo tsunami olocaustico faceva le sue devastazioni.

A partire dal 10 Novembre (data della vittoria riportata da Ahmed Rami presso il parlamento svedese), così come in Francia e all'estero (Svezia, Iran, Venezuela, Stati Uniti, Australia), il revisionismo storico è ritornato in auge, ciò che ha comportato una più dura repressione contro gli autori revisionisti.

 

11 Gennaio 2006

 

PROF. ROBERT FAURISSON

Ultimo aggiornamento: domenica 22 gennaio 2006