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Alzo Zero

Tutto il resto è aria fritta
DA:FRONTE ANTIPERIALISTA
Mentre
l’esercito israeliano, in barba al cessate il fuoco, continua le sue
incursioni in Libano, il governo sionista ha intimato alla Middle East
Airlines, la compagnia di bandiera libanese, che tutti i suoi voli
facciano uno scalo ad Amman, in Giordania. Nel corso della sosta, con il
permesso del Re-fantoccio Abdallah, gli aerei verrebbero controllati per
accertare... che non trasportino armi per Hezbollah.
Questa notiziola la dice lunga su come i sionisti e gli USA concepiscano
il “Nuovo Medio Oriente”. Come ha mostrato il recente conflitto
nel sud del Libano, non e’ piu’ sufficiente che Israele abbia, sul piano
della forza, l’assoluto predominio nell’area. Israele ha bisogno di una
gigantesca cintura di sicurezza composta, almeno, da tutti i paesi
confinanti. Una fascia di paesi satelliti, vassalli e innocui. Uno
“spazio vitale” di nazista memoria. Egitto e Giordania lo sono da tempo.
Con la Road Map lo doveva diventare il Bantustan palestinese. Anche in
Libano le cose sembravano mettersi per la meglio: grazie al torbido
attentato al primo ministro Hariri non solo pareva possibile mettere il
Libano sotto tutela. Il ritiro delle serviva come apripista per il
rovesciamento del regime baathista di Damasco. Invece... Invece, grazie
prima alla vittoria elettorale di di Hamas in gennaio e alla
spettacolare azione armata di Hezbollah del 12 luglio poi, questo
progetto e’ andato in fumo. Costretti ad una rabbiosa reazione, gli
israeliani si sono dati la zappa sui piedi, sia dal punto di vista
tattico che strategico. Mentre Hamas, malgrado un embargo assassino, non
si piega; la Resistenza nazionale libanese ha tenuto testa all’assalto
di Tsahal (mostrandone le evidenti crepe), mentre, sul piano
strategico, Israele ha vanificato un decennio di successi nella sua
politica di infeudamento dei suoi paesi confinanti. Cosi si spiega il
morboso interesse di Israele ad internazionalizzare il conflitto
libanese e, con! esso, d i quello palestinese. Nell’impossibilita’ di
costruirsi uno “spazio vitale”, la cintura di sicurezza sarebbe
assicurata dalla presenza ai suoi confini di truppe ONU-NATO, il cui
compito sarbbe appunto quello di difendere la vulnerabile fortezza
israeliana. Che l’Italia dei prodi berlusconiani si sia offerta
prontamente alla bisogna non stupisce, come non puo’ stupire che questa
impresa sia presentata, anch’essa, come “missione di pace”. Ci sono, e’
vero, due linee che si affrontano dentro il governo. Non tanto sul fatto
che si debba disarmare Hezbollah, ma se a farlo debba essere
direttamente la soldataglia europea, o se questa debba perseguire
l’obbiettivo per interposta persona, “aiutando” l’esercito libanese.
Quello delle “regole d’ingaggio” non e’ che un eufemismo o una metafora.
Tutti daccordo sulla sostanza che ci sia bisogno di un “Nuovo Medio
Oriente” senza “terroristi”, ovvero spazzando via chiunque sia ostile ad
Israele, e quindi alla politica imperiale statun itense. Qui casca il
secondo asino, quello di un presunto ruolo interpartes dell’Europa. Non
c’e’ mai stato, non ci sara’. Se la Francia di Chirac doveva essere un
baluardo dell’indipendenza europea dagli USA, la sua politica libanese,
sfacciatamente neocolonialista e anti-Hezbollah, ha confermato che la
saldatura atlantica tra USA ed Europa non solo non si sta spezzando ma,
con l’eventuale uscita di scena di Bush e della sua camarilla neocon, si
conferma come un blocco strategico di ferro. Gli europei vanno in Libano
non per evitare che ci vadano gli americani, ma su loro richiesta
esplicita e per tutelare comuni interessi imperialistici. L’ultimo asino
che cade nella polvere e’ quello dell’ONU. Chi invocava le Nazioni Unite
come arbitro imparziale dei conflitti o addirittura come sentinella
della pace, ha di che meditare. La Risoluzione 1701 (approvata anche coi
voti cinese e russo!) non solo non contempla neanche lontanamente una
punizione esemplare di Israele (come la Ca rta dell’ONU prescrive per
ogni paese che ne aggredisca un a! ltro); l a mancata condanna
dell’inaudita aggressione israeliana non soltanto nega la doverosa
legittimita’ della Resistenza libanese, ma ne prevede lo smantellamento.
E’ evidente che tranne pochi paesi, tra cui il Venezuela di Chavez, che
ha rotto le sue relazioni dipolomatiche con Israele, tutta la congrega
di stati e staterelli che compongono la cosiddetta comunita’
internazionale si trova, al fondo, daccordo almento su un punto, ma che
e’ il punto dei punti: spazzare via con Hezbollah ogni forza combattente
antimperialista. Il che fa di questa comunita’ una internazionale
congrega di vassalli agli ordini dell’impero americano. I colpi portati
delle sole forze combattenti, dall’America latina all’Asia, non sono
certo sufficienti a far crollare questa nuova santa alleanza globale.
C’e’ bisogno che altre crepe si aprano, che nuovi fronti sorgano, ed
essi sorgeranno se, come ci auguriamo, nuove generazioni di antagonisti
raccoglieranno il testimone delle odierne Resistenze. Non e’ questione
di anni, forse occorreranno dei decenni, ma il solco e’ tracciato, la
via d’uscita dall’impero indicata. La meccanica dei conflitti condurra’
prima o poi alla costituzione di un unco fronte antimperialista
internazionale. Chi non lavora per questo sbocco perde il suo tempo.
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3. MA COME? NON
SIETE ISLAMO-FASCISTI?
Una
vera e propria tempesta e’ stata scatenata contro l’UCOII a causa di
un’inserzione a pagamento in cui i nostri fratelli musulmani hanno avuto
la “sfrontatezza” di paragonare le stragi israeliane a quelle naziste.
La nostra solidarieta’ e’ piena e incondizionata. L’operazione dell’UCOII
e’ stata la adeguata e tempestiva risposta all’assalto scatenato dopo i
non-attentati di Londra che hanno consentito all’imperatore
Bush-Stranamore di parlare di “fascisti islami ci”. E’ bastato
riaffermare cio’ che e’ per vasti strati pop! olari e’ senso comune per
far innervosire il partito trasversale americanista-sionista, che
infatti e’ caduto nella trappola, costretto in pochi giorni a passare
dall’offensiva contro i fascisti islamici, alla penosa difensiva per cui
esso non sarebbe fascista ma democratico. I democratici, com’e’ noto,
massacrano a fin di bene, per democratizzare e incivilire le loro
vittime sacrificali, mentre i fascisti, in quanto “male assoluto”, lo
facevano a fin di male. In verita’, se distingueva il fascismo il fatto
di massacrare chiunque si opponesse alla sua visione del mondo, la
democrazia imperialista non agisce diversamente: in modo ancor piu’
efficiente tende a spazzare via come terrorista qualsiasi cosa osi
contestarla avazando un’altra cocezione del mondo. Tirannide era quella
fascista, tirannide quella democratica.
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4. UNA FRASETTINA
SINTOMATICA
Il
quotidiano il manifesto si pretende comunista ma non passa giorno che
non faccia incazzare i pochi comunisti in circolazione. Il manifesto e’
la dimostrazione lampante che la discriminante che conta per il potere
non e’ dichiararsi o meno comunisti. La discriminante e’ se stai a
fianco delle forze che resistono all’imperialismo o meno. Il manifesto,
dietro ad una oscillante schizzofrenia filopalestinese non perde
occasione, in realta’, per difendere Israele e il suo diritto a
difendersi. Lo fa a volte in maniera subliminale, spesso pelosa ed
ellittica. Altre in maniera che rasenta il ridicolo, come il 20 agosto
scorso, nell’editoriale di Mariuccia Ciotta (??????). Mariuccia e’
costernata dalla logica della guerra, dall’odio che divide palestinesi e
israeliani. Tenta di indicare due “immagini” che indicherebbero invece
un’altra strada diversa da quella della lotta e della resistenza. Quali
sarebbero? La prima e’ quella di D’Alema che passeggia tra le macerie
della Beirut proletaria e scii! ta bomba rdata da Israele. Li’ mariuccia
vede un abbraccio che supera tutti gli schieramenti e che da una lezione
“scandalosa” (!?) ai teorici della forza, dove essi sarebbero sia i
sionisti che Hezbollah. E quindi viva l’intervento dell’ONU in Libano a
sedare il conflitto! Ma e’ la seconda immagine che ci ha fatto
letteralmente piegare dalla risate. E’ quando Mariuccia si riferisce al
generale libanese Adnan Daoud. Daoud e’ quel signore che il governo ha
fatto arrestare come traditore in quanto, all’arrivo degli invasori
israeliani, non solo non ha opposto resistenza, ma, bellamente, si e’
fatto immortalare dalla TV sionista mentre offriva il te’ agli stessi
ufficiali israeliani che stavano massacrando i suoi connazionali.
Ebbene, sentite quali cervellotiche cazzate si inventa la Mariuccia:
«Due atti di guerra mancati, quelli di D’Alema e del generale Daoud, ci
congratuliamo con loro. Per la capacita’ di praticare una forma “altra”
della politica attraverso il vissuto diretto, se nza parlare per conto
di altri, e che si fa comunicazione sensibile in prima persona
singolare, e scarta dall’enunciazione del “bene” e del del “vero”.». A
quali strambe pippe mentali si e’ costretti a ricorrere per difendere
comunisticamente il bombardatore di Belgrado e un generale passato al
nemico!
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5. LETTERA DI UN COMPAGNO SU EBREI E
ISRAELE
«Nel vostro ultimo notiziario avete usato la formula: "le
truppe d’assalto ebraiche passano la frontiera e iniziano, grazie al
semaforo verde di Bush e ai
bla-bla-bla delle grandi potenze, una vera e propria invasione".
Vorrei invitarvi a un utilizzo consapevole del linguaggio. In queste
drammatiche circostanze, è più che mai necessario separare con la
massima cura il
concetto di "governo di Israe le" da quello di "Stato di Israele", e
entrambi da quello di! "ebreo / ebraico". Anche da parte di chi, come
voi (e certo non
come me), ritiene legittima e possibile la scomparsa dello Stato di
Israele. A invadere il Libano e a trasformarlo in un campo di macerie
sono, in primo luogo, degli "israeliani", e "israeliane" sono le loro
truppe. L'antisemitismo è in agguato, e ci vuol poco o niente a passare
dalla riprovazione per il comportamento di un governo guerrafondaio
(israeliano), all'accusa verso un'intera cultura (israelita). Fare un
simile favore agli eredi bolsi del nazifascismo non mi sembra una grande
idea».
Jacopo – Perugia
Caro Jacopo,
Ben sappiamo la differenza che corre tra e categorie «ebraico» e
«israeliano». Al prossimo Campo, tanto per dire, un rabbino ortodosso,
spieghera’ come, dal suo punto di vista, l’idea sionista della
costituzione di uno stato ebraico in Palestina, non abbia nulla a che
fare con l’autentica religione ebraica. Come lui alcune correnti
ortodosse ebraiche per cui la Torah e’ la legge sup rema, sono
radicalmente antisioniste e considerano lo stato d’Israele un crimine
contro l’umanita’ e ne propongono la cancellazione (al punto che alcuni
di loro sono stati ricevuti da poco a Tehran). Siamo bel lieti di
dialogare e lottare assieme a questi ebrei antisionisti, la nostra causa
e’ comune: dare la Palestina ai palestinesi. Non possiamo tuttavia ne’
discettare sui tanti ebraismi per stabilire quale sia quello verace; ne’
sostituire ai criteri di giudizio politici quelli religiosi, ne’ infine
fare nostra una semantica settaria o teologica. Che ci siano dei
cattolici i quali ritengono che il Vaticano abbia tradito lo spirito del
Vaticano II. e sia un covo di vipere o che il Papa Ratzinger sia
l’anticristo, nulla toglie al fatto che la Chiesa romana e’ una chiesa
cristiano-cattolica e non buddista o scintoista. Che il genocidio degli
indios in America sia stato un crimine anticristiano non inficia che
quel genocodio fu perpetrato dalla cattolicissima Sapagna in nome della
croce. La bandiera dello stato israeliano come del suo! esercit o e’ la
stella di Davide, un simbolo religioso. Si diventa cittadini israeliani
dichiarando di essere ebrei, a prescindere dalla propria nazionalita’,
appartenenza linguistica o “etnica”. E’ anzi sufficiente essere
discendenti di qualche ebreo anche da terza generazione. Non e’ colpa
nostra se il mostro sionista ha voluto uno stato in base a criteri
religiosi. Che poi il sionismo abbia violato o meno Bibbia e Torah non
e’ fatto che ci riguardi. Non solo noi, ma tutti quanti considerano gli
israeliani ebrei, ed usano infatti i due aggettivi come sinonimi. Che
questo tu lo percepisca come sintomo di antisemitismo dimostra non il
nostro presunto antisemitismo, ma fino a che punto la campagna di
intossicazione in corso (che punta a liquidare come antisemitismo
l’antisionismo e a illegalizzarlo) stia scavando a fondo. Noi non
facciamo alcun favore a nessuno, mentre tu, senza avvedertene. lo fai ai
macellai sionisti.
03/09/2006