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Alzo Zero
Il Prode Pinocchio
Ugo
Gaudenzi
“Il
problema riguardante il pacifico programma nucleare dell’Iran potrà essere
risolto se i paesi europei prenderanno una posizione indipendente dagli
Stati Uniti”. È il commento rilasciato all’agenzia Irna dal presidente
iraniano Mahmud Ahmadinejad dopo l’incontro con Romano Prodi.
Naturalmente il nostro presidente del Consiglio, alla ricerca di “unzioni
atlantiche”, ha puntato tutto sulla fedele sudditanza agli Usa, in questo
momento più che interessati ad ottenere dal Consiglio di sicurezza dell’Onu
una decisione per imporre sanzioni all’Onu.
Una tattica, quella dell’amministrazione Bush, destinata in ogni caso a
fallire, poiché è notorio che la Russia di Putin non ha alcun motivo per
esacerbare i propri rapporti diplomatici con l’Iran. E, tra i membri del
Consiglio dell’Onu c’è anche la Cina che non sembra prona ai diktat di
Washington.
La vergognosa partita di scacchi che l’Occidente sta giocando con Teheran,
contro un popolo al quale i detentori del monopolio nucleare non vogliono
permettere lo sviluppo dell’energia nucleare pulita temendo come
contraccolpo un calo delle forniture di petrolio iraniano, ha anche un altro
protagonista, il cosiddetto “ministro degli esteri” dell’Ue, quello Javier
Solana tristemente noto il suo ruolo di ex segretario della Nato e
principale orditore della trama delle guerre balcaniche contro
l’indipendente Serbia. Un uomo indicato - è questa è la nuova vergogna -
come l’interlocutore dell’Ue con l’Iran per il negoziato sul nucleare.
Immagianiamoci quanto fazioso e di parte, visti i precedenti.
Il cosiddetto Mister Pesc incontrerà il negoziatore iraniano Ali Larijani la
prossima settimana a Vienna per riproporre le proposte di Frank-Walter
Steinmeier e di Mohammed El Baradei sulla creazione di un mercato del
combustibile nucleare prodotto in paesi terzi sotto il controllo dell’Aiea.
Proposte che tuttavia il governo di Teheran non accetterà, in nome
dell’indipendenza della Nazione e della legittimità del programma “ricerca e
sviluppo” secondo le regole del Trattato di non proliferazione. Che, si badi
bene, l’Iran ha sottoscritto e che invece, per esempio, Israele non ha
nemmeno firmato, diventando una potenza nucleare anche militare, senza per
questo essere obiettivo di “sanzioni internazionali”...
Anche il Nostro Prodi - è un fatto - non è certo, da parte sua, un campione
di indipendenza. Non a caso al termine del suo colloquio con il presidente
iraniano ha parlato esplicitamente di “eventualità delle sanzioni”, tanto
per rassicurare Washington della sua completa prostrazione. Per questo
ridicolo rappresentante dell’Italietta, che ambisce a entrare ufficialmente
nella squadra negoziale che tratta la questione Iran, è infatti necessario
rassicurare i membri permanenti del Consiglio Onu più la Germania, e
soprattutto i suoi più diretti padroni, gli angloamericani, sul fatto che
non costituirà l’anello debole della catena di strangolamento del Paese che
si affaccia sul Golfo Persico.
E dire che l’interesse dell’Italia, della vera Italia, sarebbe tutt’altro.
Lo stesso coltivato da Enrico Mattei negli anni 50-60 e dall’Eni e l’Iri
negli anni 70, la collaborazione paritetica allo sviluppo e al benessere
economico delle rispettive Nazioni. E che esiste ancora oggi, visto un
interscambio Italia-Iran giunto a cinquemila miliardi di euro. Una
cooperazione economica che si fa forte di una lunga e comune storia.
Ma Prodi e Soci non guardano mai oltre il loro naso. Un naso molto lungo,
quando parlano di solidarietà internazionale: una naso come Pinocchio.
03/10/2006