Alzo Zero

 

INDIOS D’AMERICA E PREPOTENZE USA

 

La capitale dello stato boliviano La Paz ospiterà dal 8 al 12 ottobre una grande concentrazione di indigeni provenienti non solo dalla Bolivia ma anche da altri paesi latino americani per condannare il vecchio colonialismo spagnolo e le nuove prepotenze degli Usa sempre alla ricerca di nuove conquiste.

 

La data del 12 ottobre servirà per commemorare il 514° anniversario della scoperta dell’America ma anche per ricordare che a tanto risale l’inizio di un olocausto, meno celebrato rispetto ad altri, ove intere civiltà a seguito delle armi spagnoli vennero gradatamente cancellate dalla memoria storica dell’umanità.

 

Oggi i superstiti di quelle gloriose civiltà rivivono, riuniti a La Paz, alcuni momenti di orgoglio rialzando la testa nel condannare quel passato coloniale ma soprattutto nel mettere in guardia dai nuovi conquistadores, targati Usa, i quali attraverso il trucco dei Trattati di Libero Commercio e l’Associazione di Libero Commercio delle Americhe intendono effettuare “nuove conquiste”.

 

Unanime da parte degli organizzatori la condivisione che tali strumenti non abbiano alcun intento commerciale ma perseguano il fine di imporre politiche di assoggettamento e pertanto di dominio e di sopraffazione etnica.

 

Organizzatori dell’incontro sono il Consiglio Nazionale delle Comunità Indigene Andine, la Federazione delle Donne Contadine Boliviane, la Confederazione dei Popoli della Nazionalità Kichwa dell’Ecuador nonché la Confederazione Nazionale delle Comunità del Perù Morti nella Miniera e l’Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia ed altre.

 

L’incontro delle genti di Abya Yala (nome indigeno delle Americhe) inizierà l’8 ottobre con un ricordo dell’eroe argentino Ernesto Che Guevara nel 39° anniversario del suo ultimo combattimento, tra l’altro in terra di Bolivia, e terminerà il 12 ottobre con una marcia di protesta per l’oppressione patita nel periodo coloniale spagnolo.

 

Significativo che lo stato ospitante abbia il primo presidente indigeno del continente, Evo Morales, esempio di impegno sociale che col suo esempio ed insegnamento è da modello per tutti quei movimenti d’ispirazione sociale e nazionale non solo latino americani.

 

L’incontro sarà preceduto da un documento dal titolo significativo e pregno di riflessioni: “Dalla resistenza al potere. Ci opponiamo alle politiche guerrafondaie ed interventiste contro i popoli degni del mondo; condanniamo la militarizzazione e la mancanza di rispetto della sovranità e della dignità; inoltre respingiamo la politica di demonizzazione e criminalizzazione delle nostre organizzazioni e dei nostri dirigenti”.

 

Nell’incontro è altresì emerso la condivisione per la cessazione del blocco economico USA nei confronti di Cuba e parole di elogio per il nuovo corso politico instaurato dal presidente venezuelano Ugo Chavez.

 

Andrea Cucco


09/10/2006


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