Alzo Zero

 

Sinistra massoneria


    Un grembiule di "compagno", il secondo grado gerarchico della massoneria, e una bandiera operaia della Lega Tessile: stessa cazzuola e uguale compasso, analoga la pala con l'immancabile livella. E poi due donne guerriere che marciano insieme verso "il bel sol dell'avvenire": la prima, a impersonare i liberi muratori del Grande Oriente, l'altra nei panni della Comune parigina.
Modi diversi, all'italiana o in stile francese, per dire la stessa cosa: la sinistra, compresa quella di oggi, è figlia della massoneria. O almeno nipote, benché abbia preferito occultare i rami dell'albero genealogico, rimuovere le memorie di famiglia e, in qualche caso, demonizzare l'appartenenza stessa dei suoi membri alla mitica associazione luciferica vincolata dal segreto. Ma oggi quella legittima discendenza viene riportata alla luce in uno studio imponente curato per la Einaudi dal filosofo Gian Mario Cazzaniga: il ventunesimo volume degli Annali della Storia d'Italia è dedicato interamente al mondo - sconosciuto ai più - delle logge e dei grembiulini, dei cappucci e dei grandi orienti. Sono quasi novecento le pagine in cui una trentina di studiosi ritraggono il pianeta oscuro e demonico dalle più svariate angolazioni: riti e musica, religione e giardinaggio, politica e letteratura, mitologia e antiquariato. La stessa classificazione del soggetto di studio - la
 massoneria, appunto - non è definibile una volta per tutte: ci sono buone ragioni per inserirla nelle "scienze occulte" ma anche per considerarla una "religione (o, meglio, controreligione), senza dimenticare la definizione anglosassone di "associazione fraterna" né respingere del tutto la collocazione nello scaffale della spiritualità teosofica, imparentata con la New Age.
Poliedrici (o sincretici), dunque, i saggi contenuti nell'Annale, quanto sfuggente e viscida si conferma la materia. Ma certo la sorpresa viene soprattutto dalla discendenza, individuata e dichiarata apertamente, tra ordine massonico e sinistra politica. Lo riconosce il curatore, Gian Mario Cazzaniga, anche se precisa che "l'affermazione di per sé è parziale. Possiamo dire che le logge massoniche del Settecento costituirono il laboratorio in cui occulti maestri influenzarono ed incoraggiarono le grandi correnti del pensiero politico contemporaneo: liberalismo, repubblicanesimo, anarchismo e socialismo (poi comunismo)". Anche il partito cattolico d'allora? "Certo, perché il movimento più importante, quello dei vescovi che presero parte alla Rivoluzione Francese, li vide formarsi negli anni precedenti all'interno delle logge massoniche e dei circoli giansenisti". E per quanto riguarda la sinistra? "Bisogna distinguere i suoi due filoni inarco-repubblicano e
 socialista-marxista. Il primo, nel secondo Ottocento, vide la maggior parte dei suoi esponenti affiliati alle logge; nel secondo ci fu una presenza massonica importante, a cominciare dai due generi dell'israelita Carlo Marx: Lafargue e Longuet". Gli esempi italiani non si contano, da Garibaldi ad Arturo Labriola, passando per Andrea Costa - accostatosi poi al filone socialista di Turati - ma non si possono trascurare i celebri esponenti inarco-repubblicani Bakunin e Proudhon.
"Nel campo socialista-marxista - osserva Cazzaniga - il settore riformista e la direzione del movimento sindacale rimasero in mano ai massoni fino alla prima guerra mondiale, e anche oggi sono massoni il 99% degli esponenti dell'Internazionale Socialista".
Resta da spiegare il perché della grande rimozione, quasi un ripudio delle radici. "C'è una spiegazione culturale: la sinistra, nella sua fase più anti-clericale, interpretò l'aspetto esoterico rituale dell'attività massonica come una sorta di cedimento alla religione. Ma ne esiste anche una politica: la massoneria è sempre stata un'organizzazione operativa delle oligarchie dirigenti, in tutto l'arco politico. L'accusa del movimento operaio ai socialisti massoni si concentrò dunque sulla "collusione con il nemico sociale" Sarà proprio questo l'oggetto della battaglia di Mussolini al congresso socialista di Ancona del 1914".
La parola d'ordine della sinistra dunque fù "nascondere" il proprio passato? O, addirittura reciderlo?
"Nella costituzione post-bellica (quella attuale) il divieto di associazione segreta è stato volutamente mantenuto nel vago. Si vollero naturalmente colpire le finalità militari eversive ma si doveva assolutamente salvare la massoneria.
"Nell'attuale panoramica politica italiana, il recupero voluto e attuato di filoni repubblicani e socialisti nel nuovo partito dei DS, chiarisce le cose, in quanto si tratta di filoni e appartenenze apertamente massoniche"
La sinistra annovera ancora tra i suoi maestri mitici Sylvain Marechal, comunista utopista e massone che nella congiura di Babeuf del 1796 scrisse il primo manifesto del comunismo mondiale, come ricordò lo stesso Marx.

Harpocrates


12/11/2006


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