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Alzo Zero
Caro Romagnoli,
ti scrivo questa lettera perché la trasmissione MATRIX dell’11 Dicembre 2006, dove tu sei stato intervistato dal conduttore Mentana, mi ha lasciato completamente senza parole, direi allibito e raggelato.
Ho provato pena e vergogna per quelle risposte che hai dato, ma soprattutto per quelle che non hai dato. Ho voluto persino credere che quello non eri tu ma un tuo sosia. Illusione di breve durata!
Non mi aspettavo certo che tu entrassi in trasmissione con la camicia nera, il fez e salutando Mentana romanamente, ma che tu scendessi così in basso, elemosinando uno sdoganamento da parte dei poteri forti come quelli che il conduttore della trasmissione rappresenta, beh veramente non lo avrei creduto nemmeno se me lo avessero anticipato.
Già in una trasmissione su RAI3, condotta da un certo Floris (credo fosse Ballarò), alcuni mesi fa, in collegamento da Bruxelles, alla domanda: “ ma Lei Romagnoli è fascista? “, tu rispondesti: “ io sono missino “. Una risposta che non dice niente ma maschera la paura di pronunciare le proprie idee. Hai forse dimenticato chi erano e chi sono gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti del MSI (quelli in buona fede)?
Riuscisti a recuperare qualche punto quando dichiarasti che non avevi elementi sufficienti per dare un giudizio sulle camere a gas naziste.
Improvvisamente l’11 Dicembre racconti che quella dichiarazione era stata estrapolata da un discorso più ampio e che, nonostante la tua richiesta, la redazione del giornale in questione (credo fosse il Corriere della Sera) non ti aveva consegnato la registrazione integrale dell’intervista.
Può anche darsi che le cose stiano così, essendo questo sistema utilizzato volentieri dai giornalisti faziosi (cioè la maggioranza), ma siccome sai benissimo quante menzogne ha raccontato la storeografia ufficiale sui più svariati avvenimenti, non era proprio il caso che tu corressi a giustificarti quando la tua dichiarazione, estrapolata o meno, non aveva alcun che di offensivo o di criminale.
Senza dimenticare, peraltro, che sulla questione delle camere a gas, la parola non spetta ai governi, ai politici o ai magistrati, ma agli storici ed ai ricercatori ai quali deve essere consentito un libero dibattito (come si fa su centinaia di altri argomenti, storici e non), senza la minaccia di leggi repressive ad hoc che tu ben conosci.
Il fatto che tu abbia giudicato la conferenza di Tehran “ patetica “ è un altro segnale di voluta equidistanza dettata dal timore.
Chi vuole reprimere queste discussioni è perché ha paura delle rivelazioni che ne derivano, senza peraltro poter opporre solide tesi o argomenti.
In questo senso avresti dovuto pronunciarti, ma forse in sede europea avevi paura delle reazioni dei clubs massonico-progressisti che vi si annidano e di quelle della Casa delle Libertà alla quale ti sei aggregato durante le ultime elezioni.
In tal caso tu usi due pesi e due misure, guidi un auto col freno a mano tirato perché non si possono predicare gli ideali ed i principi della Fiamma Tricolore ai convegni, alle cene e alle commemorazioni e poi, in sede europea e davanti ai media, mantenere un profilo basso, di concubinaggio, cambiando toni, pareri e giudizi solo per far piacere a coloro che ci sono ostili, legittimandoli senza alcun motivo.
Alla domanda di Mentana se tu saresti stato con quelli che deportavano gli ebrei o con quelli che li nascondevano hai risposto tirando fuori la storia di un signore ebreo, tale Cohen, che si arruolò volontario a 17 anni nella R.S.I., che il periodo dopo l’8 Settembre fu molto confuso e che tanti giovani fecero scelte dettate dall’entusiasmo giovanile o da nomi altisonanti come “Patria” ecc.
Insomma era tutto un gioco, un equivoco, una ragazzata!
La risposta da dare era che tu saresti stato dalla parte di coloro che combattevano gli invasori anglo-americani.
Hai pure aggiunto che sei nato nel 1961 e quindi non potevi essere preciso circa le scelte che avresti fatto se fosti stato un protagonista dell’epoca.
Ti rendevi conto di quello che stavi dicendo??
Ti sei sperticato nel sottolineare le tue doti di docente universitario di geografia, le persone che ti stimano e ti conoscono. Stavi quasi dando in televisione il tuo curriculum personale che nessuno ti ha chiesto e che non sei tenuto a dare.
La ciliegina sulla torta arriva quando tu, dietro precisa domanda di Mentana, affermi che la parte che ha vinto la guerra è quella giusta e che è stato un bene per l’Italia e per l’Europa.
Sono stato sull’orlo di lanciare una bestemmia (cosa che non ho mai fatto in vita mia) ma sono riuscito a trattenermi all’ultimo momento.
Spero che i nostri Caduti, quelli della parte “sbagliata” abbiano sentito le tue parole!
In data 14 Dicembre ti sei affrettato ad inviare un messaggio via e-mail indirizzato ai “ Cari Camerati “ giustificandoti che Mentana non ti aveva fatto terminare la frase e che tu intendevi che era meglio il modo nel quale era finito il conflitto per noi italiani piuttosto che essere divisi come la Germania con una parte sotto il giogo bolscevico.
Non dimenticare però che, se l’Unione Sovietica, ha ottenuto ciò che ha ottenuto, cioè far parte dei vincitori, vi è arrivata grazie al consistente aiuto economico, militare e in materie prime ricevuto dagli anglo-americani, ossia dagli amici di allora diventati poi nemici (o presunti tali).
Secondo te noi dovremmo ringraziare quelli che, a Yalta, non si fecero scrupoli di lasciare mezza Europa a Stalin? Coloro che hanno ingrassato uno dei più tremendi dittatori apparsi sulla terra?
E’ qui che la coerenza impone l’equidistanza da entrambi.
Nelle ultime elezioni politiche ho votato il tuo partito ma mai, dopo, ho provato un simile pentimento. Fino all’ultimo non volevo recarmi alle urne perché ritenevo l’entrata della Fiamma Tricolore nella Casa delle Libertà un qualcosa contro natura, di immorale e anti-etico. Mi fu spiegato che il motivo stava nella priorità nel dare un contributo per battere le sinistre e che, a parte questo, la Fiamma non aveva la forza di correre da sola e che quindi rischiava di chiudere i battenti. Beh guarda! Sarebbe stato il male minore perché, di solito, la nave non la si consegna al nemico ma la si affonda. Vedo però che tu hai preferito seguire l’esempio della Regia Marina a Malta.
Scomparirà il partito ma non le idee, non le persone, non le associazioni e non i circoli dove ci si ritrova, in attesa di tempi migliori.
Tuttavia, alla luce di quanto è successo, ho maturato la decisione di restituire la mia tessera N° 3574 alla Federazione di Parma. Non me ne vogliano gli altri Camerati di Parma e provincia, nonché il Segretario di Federazione. Continuerò, impegni famigliari e lavorativi permettendo a frequentarli, a partecipare a cene, assemblee e commemorazioni con lo stesso spirito e interesse di prima, ma non potrò mai più essere né un iscritto, né un elettore della Fiamma Tricolore.
Senza alcun rancore ti invio il mio più romano e cameratesco saluto (almeno quello posso permettermelo!).
Gian Franco SPOTTI
17/12/2006