Alzo Zero

 

LA "NAKBA" - LA TRAGEDIA DEI PALESTINESI

di Dagoberto Husayn Bellucci - Direttore Responsabile Agenzia di Stampa "Islam Italia"


"...ognuno potrą convincersi come lo Stato di Israele non sia affatto il piccolo Stato che vive coraggiosamente delle proprie risorse , ma come esso sia in realtą uno Stato parassita, validamente sostenuto dalla finanza giudaica internazionale e intensivamente militarizzato." (Maurice Bardéche)


"Nakba" č il termine arabo che designa la tragedia, la catastrofe, che colpirą il popolo palestinese nella primavera del 1948 ovvero la dichiarazione d'"indipendenza" che sancirą la 'nascita' dello Stato di "Israele".

Un minimo di onestą intellettuale e di 'coraggio' permetterebbe all'opinione pubblica occidentale di rendersi conto dell'illegittimitą di quell'"atto" - un autentica dichiarazione di guerra e una sfida , a tutt'oggi aperta, lanciata all'intero mondo arabo-islamico dai dirigenti sionisti - e della drammatica situazione nella quale si vennero a trovare rapidamente le popolazioni palestinesi, dell'esproprio terroristico commesso da "Israele" e dell'invenzione anti-storica di un'entitą statale colonialista, razzista e sciovinista.

A distanza di quasi sessant'anni la "Nakba" palestinese non č terminata: assistiamo , per l'ennesima volta, alla prassi d'aggressione del sedicente Stato di "Israele" che ha lanciato non pił di qualche settimana or sono un ennesimo attacco contro le popolazioni della striscia di Gaza.

"Israele" č responsabile della spirale di odio e violenza che si respira da oltre mezzo secolo nel Vicino Oriente; violando sistematicamente tutte le risoluzioni Onu di condanna della sua politica criminale e occupando territori delle vicine nazioni arabe (dal 1967 l'emporio criminale sionista ha 'allargato' il suo 'mattatoio' alle alture del Golan e alle fattorie di She'eba quest'ultimo lembo di terra rivendicato legittimamente dal Libano) i sionisti hanno imposto la loro lex judaica.

L'ennesima aggressione contro il popolo palestinese non deve stupire i cuori 'tiepidi' dell'opinionismo stupido-sistemico che blaterano di "due Stati due Popoli"; "Israele" ha semplicemente 'svelato' il suo vero volto.

La 'maschera' degli infiniti balletti diplomatici, degli accordi di Oslo, delle promesse mai mantenute č infine caduta.
Resta il ghigno satanico di un entitą criminale che non recede di un millimetro dalla sua tradizionale prassi genocida.

"Israele" č unilateralmente responsabile dello scatenamento del nuovo conflitto a Gaza e Cisgiordania.

"Israele" č responsabile della strage dei natanti palestinesi (alla quale ha 'opposto' un ennesima cazzata propagandistica cercando di 'scaricare' sul movimento di resistenza palestinese di Hamas qualsiasi responsabilitą).

"Israele" ha sequestrato metą esecutivo nazionale palestinese in nome di una concezione 'ampia' del diritto all'autodifesa e alla sicurezza nazionale. Nella pił completa indifferenza delle "Istituzioni" della kippizzata Unione Europa i sionisti hanno commesso l'ennesimo atto di forza arrestando e condannando per "terrorismo" i ministri del Governo dell'Autoritą Nazionale Palestinese.

Il premier sionista Olmert , capo di Kadima il partito creato dal suo predecessore - il boia di Sabra e Chatila , Ariel Sharon - per 'colloquiare' con i palestinese, aveva chiaramente espresso la posizione ufficiale del Governo d'Occupazione israeliano all'indomani del voto elettorale palestinese che aveva visto sconfitto il partito di Abu Mazen (al Fatah) e il fronte 'laico' palestinese e vincente il movimento islamico di Hamas.

Pressioni per isolare il nuovo esecutivo di Haniyieh erano state indirizzate da Tel Aviv ai quattro angoli del pianeta: nessun dialogo, nessuna collaborazione nč pace con i "terroristi" di Hamas 'sbraitava' Olmert ad ogni occasione.

Era necessario isolare completamente l'esecutivo dell'ANP retto da Hamas e colpire la popolazione civile palestinese (dal febbraio scorso privata del sostegno finanziario dall'Unione Europea , la vile 'enclave' istituzionale dei lacchč d'Israele che ha sede a Strasburgo, e abbandonata da molte nazioni della stessa Lega Araba). Olmert non ha perso tempo: dal marzo scorso sono ripresi i cosiddetti omicidi 'mirati' (che causavano pił vittime civili innocenti del 'previsto') e la dirigenza palestinese rimaneva isolata dal resto del mondo.

La Russia di Vladimir Putin ha provato a rompere questo accerchiamento e l'Iran di Mahmood Ahmadinejad č corso - finanziariamente - in soccorso dell'affamata popolazione della striscia di Gaza.

Quando il Cremlino ha 'osato' rivendicare il diritto ad un ruolo pił attivo nel perimetro geopolitico e militare del Vicino Oriente (annunciando l'intenzione di aprire una base navale a Latakiya in Siria) con un tempismo davvero impressionante sono stati rapiti - e successivamente trucidati -quattro diplomatici russi della delegazione a Baghdad da sedicenti "organizzazioni" "jihaidiste" irachena ovvero da agenti sionisti del Mossad o della Cia.



Visto che "Israele" prosegue indisturbato la sua quotidiana mattanza di civili inermi vediamo di ripercorrere le tappe salienti dell'espropriazione terroristica del territorio palestinese consumatasi , nel silenzio complice dell'opinione pubblica mondiale, cinquantotto anni or sono.

Il terrorismo come prassi dell'occupazione sionista della Palestina era 'previsto' fin dai primi anni del secolo. Risale infatti al decennio 1900-1910 la creazione della prima organizzazione di "autodifesa" ebraica delle colonie sioniste denominata Bar-Kochbah (dal nome del capo ribelle che guidņ la rivolta giudaica contro i romani nel 66-70 d.C.).

Nel 1909 da questa compagine si svilupperą la pił organizzata HaShomer (il Guardiano) formazione segreta, clandestina e altamente operativa nella quale militeranno i futuri dirigenti del movimento sionista e dell'entitą criminale denominata Israele (tra cui Ben Gurion, I. Ben Zvi e I. Shohat).

Altra formazione militare che si distinse prima della Grande Guerra del 14-18 sarą il cosiddetto Gruppo di Giaffa radicato nel ginnasio di Tel Aviv dove operavano D. Hoz, I. Tabenkin e E. Golomb.

Una rete di gruppi spionistici sionisti opererą in Terrasanta durante il conflitto mondiale tra questi ricordiamo il nucleo 'Nili' che trasmetterą informazioni all'Intelligence Militare britannico dal gennaio al settembre del 1917 fino a quando non sarą smantellato dalle autoritą turche.

In pieno conflitto mondiale i sionisti si adopreranno per la costituzione di un Zion Mule Corps che parteciperą al lato dei franco-britannici alla spedizione a Gallipoli.

Vladimir Ze'ev Jabotinsky (1880-1940) proporrą ai britannici un piano nel 1914 per la creazione di una Legione Ebraica; iniziativa rispolverata con successo in coincidenza con la pubblicazione della Dichiarazione Balfour sul finire del 1917.
Nel febbraio '18 i britannici costituirono il 38esimo e il 39esimo battaglione fucilieri ebrei che parteciperą a qualche azione sul fronte egiziano.

Alla fine del conflitto le iniziative militari sioniste ripresero alacremente. In Europa venne creato il movimento giovanile HeChaluz (il pioniere) che in Palestina si occuperą anche di addestrare i nuovi coloni all'uso delle armi da fuoco. Di notevole importanza sotto questo profilo sarą anche il primo congresso del movimento Achdłt Avodą (Unitą nel Lavoro) svoltosi a Petach Tikvą nel 1919.

L'Achdut Avodą riprenderą la vecchia strategia dell'HaShomer mobilitandosi per creare i primi nuclei di difesa (Haganą) sorti fin dal 1920 dopo le decisioni prese al primo congresso della Confederazione del Lavoro sionista (Histadrut).

L'Haganą si dividerą in due organizzazioni con la creazione nel 1925 dell'Irgun (Organizzazione) del nazionalrazzista Jabotinsky.
Dieci anni dopo questo nucleo prenderą il nome di Irgun Zvaģ Leumģ (Organizzazione Militare Nazionale o EZEL) diretta da Jabotinsky fino al 40 e successivamente dal fanatico Menahem Beghin.

Negli anni quaranta si distinse un altro gruppuscolo di fanatici nazionalisti sionisti la Lohamei Herut Israel (Combattenti per la Libertą di Israele o , secondo la sigla in ebraico, LEHI) di Stern e del futuro premier israeliano Yithzak Shamir i quali cercheranno un intesa politica con il Terzo Reich per favorire l'immigrazione di massa ebraica in Palestina.

Durante la rivolta araba degli anni 36-39  si distingueranno le Plugot Sade (le squadre di campagna) al servizio , almeno formalmente, della potenza mandataria britannica. Un centinaio di uomini altamente addestrati e militarmente efficienti saranno inquadrati in una Plugot Halaila Hameiuchadot (squadra speciale notturna). Un rapido calcolo delle formazioni pił o meno alle dirette dipendenza dell'Haganą nel 1937 permette di stabilire che  la 'Difesa' sionista comprendeva circa diecimila militi di cui almeno quattromila donne ai quali devesi aggiungere altre diecimila unitą di reparti di polizia.

La Haganą e le altre forze irregolari sioniste vennero trasformate con un decreto del governo provvisorio ebraico del 26 maggio 1948 in un vero e proprio esercito definito Zava Haganą Le Israel (Esercito di Difesa d'Israele meglio noto con la sigla di Tsahal).

Ben Gurion annoterą nei suoi diari che a metą giugno del 48 i combattenti sionisti a sua disposizione in quel momento erano oltre centomila.

"Israele" formalmente proclamatosi indipendente si doterą anche di efficienti servizi di sicurezza reclutando i vecchi terroristi dello SHAI (Sherut Iediot = Servizio Notizie) costituendo il MOSSAD (Mossad le alią bet = Istituto per l'immigrazione illegale)  e la MACHLEKA' ARAVIT SHEL HASOCHNUT  HAIEHUDIT ( = sezione araba  dell'Agenzia Ebraica).

Alla fine del giugno '48 venne decisa una riorganizzazione di queste agenzie d'intelligenze: lo SHAI  diverrą l'AMAN ( Agaf Modiin = Settore Informazione) al servizio delle forze armate; nascerą lo SHABAK o SHIN BET ( Sherut bitachon clali = servizio di sicurezza generale) che opererą come sezione estera del Mossad.


Mentre preparavano le proprie forze armate e i servizi di sicurezza (1) i sionisti cominciarono l'attuazione del piano di espulsione della popolazione palestinese (noto come Piano Dalet).

 

Interessante in merito registrare la guerra psicologica che verrą condotta dalle emittenti radiofoniche sioniste per terrorizzare i civili palestinesi.

 

- 18.02.1948 Radio Haganą dichiara che i volontari arabi dell'Esercito di Liberazione Arabo (formato da volontari palestinesi ai quali si uniranno corpi di spedizione provenienti da Siria, Iraq, Transgiordania, Egitto e Libano che - complessivamente - non raggiunsero mai le 14mila unitą combattenti) erano  affetti dal vaiolo;

 

- 27.02.1948 Radio Haganą comunica che i medici palestinesi stanno abbandonando le loro case;

 

- 10.03.1948 Radio Haganą annuncia che i paesi arabi stavano unendo le loro forze a quelle britanniche;

 

- 27.03.1948 la Zionist Free Hebrew Radio comunica in lingua araba che "č doveroso per tutti gli abitanti vaccinarsi contro colera, tifo e altre malattie infettive";

 

- 22.04.1948 la Voice of the Jewish Defender comunica in lingua araba che le cittą si stanno svuotando e la popolazione palestinese č in fuga verso l'Egitto e gli altri stati arabi confinanti;

 

- 28.04.1948 Radio Haganą sostiene che la popolazione di Giaffa č in preda al panico e scappa;

 

- 05.05.1948 Radio Haganą trasmette in lingua araba la notizia della fuga degli arabi da Beit Dagan;

 

- 07.05.1948 Radio Haganą comunica in arabo che oltre 150.000 arabi avevano abbandonato le loro case e interi villaggi erano caduti nelle mani delle forze sioniste;

 

- 18/22/28.05.1948 Radio Israele trasmette bollettini in arabo nel quale si parla espressamente di "panico", "paura" e "esodo" arabo dalle cittą e dai villaggi;

 

Gli abitanti della Palestina rurale vennero sottoposti all'aggressione militare e alla guerra psicologica condotta scientificamente dai sionisti.

 

Esemplare il caso degli abitanti di Huj obbligati dalle truppe sioniste a trasferirsi a causa della prossimitą del contingente egiziano e mai rientrati nelle loro case.

 

Eclatanti anche i casi dei villaggi di Ikrit e Biram in Galilea evacuati dalle autoritą sioniste nel novembre 48.

 

Chaifa , una delle principali cittą palestinesi, segnerą un punto di non ritorno nella strategia d'espulsione e di terrore israeliana: il 22 aprile 48 la Radio dell'Haganą comincerą a martellare di comunicati la popolazione civile invitandola ad abbandonare le case quindi inventando falsi comunicati del Gran Muftģ Haij Amin al Hussein.

 

Come annoterą soddisfatto nei suoi diari Ben Gurion : "Nella notte del bombardamento del 22 aprile c'erano 25000-30000 arabi nella cittą che cominciarono a fuggire verso il porto, il quartiere tedesco (sotto controllo inglese), salivano su barche e autobus. Molti si nascosero nei magazzini del porto, i cristiani nelle chiese. Adesso a Chaifa ce n'é meno di 10000 forse 6000. Continuamente gli arabi se ne vanno."

 

Terroristica invece l'azione che condusse i sionisti a conquistare Lydda e Ramle , cittadine che - secondo il piano di spartizione Onu - erano destinate a far parte dello stato palestinese.

 

Elaborata dallo stesso Ben Gurion alla fine di maggio del 48 l'operazione "Ludar" (Lud-Ramle) durņ non pił di cinque giorni e si svolse tra l'8 e il 13 luglio successivi. A questa aggressione parteciparono parecchi dei futuri ufficiali israeliani (Igal Allon , Moshč Dayan, Moshč Kalman, Yithzak Rabin, Shmarya Guttman) che condussero un incessante fuoco di sbarramento d'artiglieria unito a una serie impressionante di bombardamenti aerei. Fin dalla mattina dell'11  si assisteva ad una precipitosa fuga dei civili arabi da Ramle mentre nel pomeriggio di quello stesso giorno gli uomini di Dayan iniziarono una serie di incursioni e scorribande motorizzate nella vicina Lydda.

 

I resoconti israeliani dell'operazione Ludar parleranno di circa 250 vittime civili ma altri dossier faranno salire questa cifra a 400 , alcuni addirittura a 1700.

 

Le due cittadine , complessivamente abitate da circa 120mila abitanti dei quali 15mila rifugiati da Giaffa, furono rapidamente assediate dai sionisti che obbligarono tutti gli abitanti ad andarsene

 

Significativa sarą una discussione che si svolgerą nel quartier generale dell'Operazione quando gli ufficiali coinvolti domanderanno a Ben Gurion che cos'avessero dovuto fare degli arabi. Il primo presidente d'"Israele" risponderą sprezzante: "Espellerli" (garesh otam).

 

Ad accentuare il terrore nella popolazione araba erano state le notizie del massacro di Deir Yassin quando l'intera popolazione - oltre 250 tra donne, anziani e bambini - vennero sterminati da un commando dell'Irgun conformemente alle direttive ricevute dai capi politici sionisti.

 

In cifre l'esodo palestinese si riassume in queste cifre: i profughi arabi dalla Palestina erano oltre 400.000 nel giugno '48 e almeno 800.000 due anni pił tardi.. La maggior parte dei circa 70mila arabi residenti a Chaifa fuggirą in Libano. Altri si riversarono ad ondate verso la striscia di Gaza, l'Egitto, la Siria e la Giordania.

 

La Nakba era iniziata e sarebbe continuata durante le altre guerre d'aggressione israeliane quando Golda Meir porterą avanti una nuova fase della politica dell'espulsione sul modello che , anni dopo, avrebbe rivendicato il fanatico rabbino Kahane.

 

Dopo la Guerra dei Sei Giorni (1967) il primo ministro israeliano ordinerą l'espulsione di mezzo milione di palestinesi e di 80.000 siriani dalla riva occidentale del Giordano; dalla striscia di Gaza e dalle alture del Golan.

 

Una strategia terroristica che si coniugava con le successiva operazioni criminali: dai bombardamenti al napalm sulle cittą giordane (68-69) alle atrocitą di Sharon a Gaza (71-72), dalle provocazioni di confine sul Sinai (71-72) a quelle in Libano (77-78) per concludersi con l'"avventura libanese" del giugno 82 quando "Israele" lancerą la sua operazione militare pił importante che condurrą i blindati sionisti alle porte della capitale Beirut (assediata per tre mesi, senz'acqua, elettricitą, viveri praticamente ridotta ad una cittą fantasma).

 

L'occupazione israeliana del Libano durerą fino alla primavera 2000 quando, dopo una lunga e dolorosa guerra di liberazione nazionale, la Resistenza Islamica (al Moqawama al Islamiyah) del Partito di Dio (Hiz'b'Allah) riuscirą a cacciare oltrefrontiera l'esercito con la stella di Davide.

 

In conclusione la Nakba č la Tragedia dei Palestinesi ; la Catastrofe di un popolo sottomesso al giogo degli aguzzini sionisti, privato dei suoi diritti elementari, sottoposto ad una durissima occupazione e umiliato culturalmente, politicamente, religiosamente e razzialmente dai "nemici dell'uomo".

 

Onore alla  resistenza popolare palestinese che dinanzi all'arroganza sionista e al silenzio complice del mondo intero non arretra di un millimetro nč desiste: PALESTINA LIBERA!

 

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCIMentre preparavano le proprie forze armate e i servizi di sicurezza (1) i sionisti cominciarono l'attuazione del piano di espulsione della popolazione palestinese (noto come Piano Dalet).

 

Interessante in merito registrare la guerra psicologica che verrą condotta dalle emittenti radiofoniche sioniste per terrorizzare i civili palestinesi.

 

- 18.02.1948 Radio Haganą dichiara che i volontari arabi dell'Esercito di Liberazione Arabo (formato da volontari palestinesi ai quali si uniranno corpi di spedizione provenienti da Siria, Iraq, Transgiordania, Egitto e Libano che - complessivamente - non raggiunsero mai le 14mila unitą combattenti) erano  affetti dal vaiolo;

 

- 27.02.1948 Radio Haganą comunica che i medici palestinesi stanno abbandonando le loro case;

 

- 10.03.1948 Radio Haganą annuncia che i paesi arabi stavano unendo le loro forze a quelle britanniche;

 

- 27.03.1948 la Zionist Free Hebrew Radio comunica in lingua araba che "č doveroso per tutti gli abitanti vaccinarsi contro colera, tifo e altre malattie infettive";

 

- 22.04.1948 la Voice of the Jewish Defender comunica in lingua araba che le cittą si stanno svuotando e la popolazione palestinese č in fuga verso l'Egitto e gli altri stati arabi confinanti;

 

- 28.04.1948 Radio Haganą sostiene che la popolazione di Giaffa č in preda al panico e scappa;

 

- 05.05.1948 Radio Haganą trasmette in lingua araba la notizia della fuga degli arabi da Beit Dagan;

 

- 07.05.1948 Radio Haganą comunica in arabo che oltre 150.000 arabi avevano abbandonato le loro case e interi villaggi erano caduti nelle mani delle forze sioniste;

 

- 18/22/28.05.1948 Radio Israele trasmette bollettini in arabo nel quale si parla espressamente di "panico", "paura" e "esodo" arabo dalle cittą e dai villaggi;

 

Gli abitanti della Palestina rurale vennero sottoposti all'aggressione militare e alla guerra psicologica condotta scientificamente dai sionisti.

 

Esemplare il caso degli abitanti di Huj obbligati dalle truppe sioniste a trasferirsi a causa della prossimitą del contingente egiziano e mai rientrati nelle loro case.

 

Eclatanti anche i casi dei villaggi di Ikrit e Biram in Galilea evacuati dalle autoritą sioniste nel novembre 48.

 

Chaifa , una delle principali cittą palestinesi, segnerą un punto di non ritorno nella strategia d'espulsione e di terrore israeliana: il 22 aprile 48 la Radio dell'Haganą comincerą a martellare di comunicati la popolazione civile invitandola ad abbandonare le case quindi inventando falsi comunicati del Gran Muftģ Haij Amin al Hussein.

 

Come annoterą soddisfatto nei suoi diari Ben Gurion : "Nella notte del bombardamento del 22 aprile c'erano 25000-30000 arabi nella cittą che cominciarono a fuggire verso il porto, il quartiere tedesco (sotto controllo inglese), salivano su barche e autobus. Molti si nascosero nei magazzini del porto, i cristiani nelle chiese. Adesso a Chaifa ce n'é meno di 10000 forse 6000. Continuamente gli arabi se ne vanno."

 

Terroristica invece l'azione che condusse i sionisti a conquistare Lydda e Ramle , cittadine che - secondo il piano di spartizione Onu - erano destinate a far parte dello stato palestinese.

 

Elaborata dallo stesso Ben Gurion alla fine di maggio del 48 l'operazione "Ludar" (Lud-Ramle) durņ non pił di cinque giorni e si svolse tra l'8 e il 13 luglio successivi. A questa aggressione parteciparono parecchi dei futuri ufficiali israeliani (Igal Allon , Moshč Dayan, Moshč Kalman, Yithzak Rabin, Shmarya Guttman) che condussero un incessante fuoco di sbarramento d'artiglieria unito a una serie impressionante di bombardamenti aerei. Fin dalla mattina dell'11  si assisteva ad una precipitosa fuga dei civili arabi da Ramle mentre nel pomeriggio di quello stesso giorno gli uomini di Dayan iniziarono una serie di incursioni e scorribande motorizzate nella vicina Lydda.

 

I resoconti israeliani dell'operazione Ludar parleranno di circa 250 vittime civili ma altri dossier faranno salire questa cifra a 400 , alcuni addirittura a 1700.

 

Le due cittadine , complessivamente abitate da circa 120mila abitanti dei quali 15mila rifugiati da Giaffa, furono rapidamente assediate dai sionisti che obbligarono tutti gli abitanti ad andarsene

 

Significativa sarą una discussione che si svolgerą nel quartier generale dell'Operazione quando gli ufficiali coinvolti domanderanno a Ben Gurion che cos'avessero dovuto fare degli arabi. Il primo presidente d'"Israele" risponderą sprezzante: "Espellerli" (garesh otam).

 

Ad accentuare il terrore nella popolazione araba erano state le notizie del massacro di Deir Yassin quando l'intera popolazione - oltre 250 tra donne, anziani e bambini - vennero sterminati da un commando dell'Irgun conformemente alle direttive ricevute dai capi politici sionisti.

 

In cifre l'esodo palestinese si riassume in queste cifre: i profughi arabi dalla Palestina erano oltre 400.000 nel giugno '48 e almeno 800.000 due anni pił tardi.. La maggior parte dei circa 70mila arabi residenti a Chaifa fuggirą in Libano. Altri si riversarono ad ondate verso la striscia di Gaza, l'Egitto, la Siria e la Giordania.

 

La Nakba era iniziata e sarebbe continuata durante le altre guerre d'aggressione israeliane quando Golda Meir porterą avanti una nuova fase della politica dell'espulsione sul modello che , anni dopo, avrebbe rivendicato il fanatico rabbino Kahane.

 

Dopo la Guerra dei Sei Giorni (1967) il primo ministro israeliano ordinerą l'espulsione di mezzo milione di palestinesi e di 80.000 siriani dalla riva occidentale del Giordano; dalla striscia di Gaza e dalle alture del Golan.

 

Una strategia terroristica che si coniugava con le successiva operazioni criminali: dai bombardamenti al napalm sulle cittą giordane (68-69) alle atrocitą di Sharon a Gaza (71-72), dalle provocazioni di confine sul Sinai (71-72) a quelle in Libano (77-78) per concludersi con l'"avventura libanese" del giugno 82 quando "Israele" lancerą la sua operazione militare pił importante che condurrą i blindati sionisti alle porte della capitale Beirut (assediata per tre mesi, senz'acqua, elettricitą, viveri praticamente ridotta ad una cittą fantasma).

 

L'occupazione israeliana del Libano durerą fino alla primavera 2000 quando, dopo una lunga e dolorosa guerra di liberazione nazionale, la Resistenza Islamica (al Moqawama al Islamiyah) del Partito di Dio (Hiz'b'Allah) riuscirą a cacciare oltrefrontiera l'esercito con la stella di Davide.

 

In conclusione la Nakba č la Tragedia dei Palestinesi ; la Catastrofe di un popolo sottomesso al giogo degli aguzzini sionisti, privato dei suoi diritti elementari, sottoposto ad una durissima occupazione e umiliato culturalmente, politicamente, religiosamente e razzialmente dai "nemici dell'uomo".

 

Onore alla  resistenza popolare palestinese che dinanzi all'arroganza sionista e al silenzio complice del mondo intero non arretra di un millimetro nč desiste: PALESTINA LIBERA!

 

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

 

Note:

 

1) sui servizi di sicurezza sionisti si consulti:

- G. Valabrega - "Servizi segreti israeliani e strategia della tensione in Italia" - Calendario del Popolo nr 482, nov. 1985;

 

- Benny Morris - "The crystallisation of Israeli Policy against a return of the Arab Refugees April-December 1948" in "Studies on Zionism" Tel Aviv - Vol. 6 , Nr. 1 , 1985;

 

- L. Rokach - "Israel's Sacred Terrorism" - Association of Arab-American University Graduates Inc.  - Belmont 1980;

 

- Reja e Busailah - "The fall of Lydda, 1948: Impressions and Reminescences" - in "Arab Studies Quarterly" - Belmont 1981;

 

- I. Halevi - "Israel de la terreur au massacre d'Etat" - Papyrus , Paris 1984;

 

- M. Sharett - "Diario Personale" - Ma'ariv - Tel Aviv 1979;

 

 

Note:

 

1) sui servizi di sicurezza sionisti si consulti:

- G. Valabrega - "Servizi segreti israeliani e strategia della tensione in Italia" - Calendario del Popolo nr 482, nov. 1985;

 

- Benny Morris - "The crystallisation of Israeli Policy against a return of the Arab Refugees April-December 1948" in "Studies on Zionism" Tel Aviv - Vol. 6 , Nr. 1 , 1985;

 

- L. Rokach - "Israel's Sacred Terrorism" - Association of Arab-American University Graduates Inc.  - Belmont 1980;

 

- Reja e Busailah - "The fall of Lydda, 1948: Impressions and Reminescences" - in "Arab Studies Quarterly" - Belmont 1981;

 

- I. Halevi - "Israel de la terreur au massacre d'Etat" - Papyrus , Paris 1984;

 

- M. Sharett - "Diario Personale" - Ma'ariv - Tel Aviv 1979;

 


23/07/2006


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