Alzo Zero

 

ISRAELE VUOLE LA DISTRUZIONE TOTALE DEL LIBANO

 

Per due soldati israeliani rapiti, non uccisi, gli ebrei stanno decimando una nazione: il Libano. Non bastava aver defraudato il popolo palestinese dei suoi territori, delle sue case, delle migliaia di civili uccisi, distrutto città intere, costruzione di un muro per “difendersi” dal nemico, però fregando altro terreno alla Palestina.

Si sentono gli eletti da Dio, indi possono fare ciò che vogliono, distruggere paesi interi, uccidere, tutto a loro è permesso, anche allargare i loro confini, forse con l’illusione di poter divenire assoluti padroni del Medio Oriente.

Non danno ascolto e non ubbidiscono all’Onu, ai vari stati che chiedono di fermare questa escalation di violenza che, secondo il vice capo di stato maggiore dello Stato ebraico il generale Mosche Kaplinsky, “ la fine del raid avverrà tra qualche settimana” e “ i bombardamenti andranno avanti fino al raggiungimento degli obiettivi”. Ma quali obiettivi ? Stanno, forse, imitando lo yankee Bush che, come Diogene andava alla ricerca dell’uomo con la lanterna ma inutilmente, doveva trovare il pretesto dell’invasione.

Bella la boutade del premier Olmert, ricevendo a Gerusalemme la delegazione Onu che sta tentando di mediare un cessate il fuoco: “ Israele proseguirà l’offensiva contro Hezbollah e continuerà a colpire obiettivi finchè non saranno liberati i due soldati rapiti e non sarà ripristinata la sicurezza dei cittadini israeliani”.

Per ottenere sicurezza bisogna darla, non solo pretenderla dagli altri.

Ora il Libano è in fiamme, migliaia di persone stanno cercando di evacuare per il terrore dei continui bombardamenti a tappeto, sia dal cielo che dal mare, ed ora temono, come preannunciato, una massiccia invasione di terra.

Il Libano, il paese dei cedri, luogo meraviglioso per chi ha potuto visitarlo anni fa, ora è un ammasso di macerie.

Vi sono due rapporti datati 10 e 12 luglio trasmessi a Kofi Annnan da Ryad Mansour, osservatore permanente in Palestina delle Nazioni Unite ove si parla diffusamente di “ carneficine” , di “ insensate ed illegali azioni di guerra israeliane”, “bagni di sangue causati dagli occupanti”, “uso maniacale, eccessivo ed indiscriminato della forza”. Segue lista delle vittime palestinesi che il funzionario Onu chiama sobriamente “martiri”

E Israele che risponde? L’Iran ha voluto la guerra, la Siria è complice per fornire rifugio alle organizzazioni terroristiche, tutto vale per dare colpa agli altri dei loro massacri.

E Bush gongola perché prevede altre invasioni in Iran e in Siria, per ora, poi si vedrà.

Queste povere vittime ebree che hanno avuto l’olocausto e da anni ce lo raccontano e si discute in tutte le salse, lo sanno che Dio disse: “ Ebrei, andrete raminghi per tutta l’eternità alla ricerca di una patria che mai avrete perché avete ucciso mio figlio “?

E’ interessante ricordare il personaggio leggendario l’”Ebreo errante”, il quale, secondo la tradizione, sarebbe stato condannato da Gesù ad errare, eternamente, per il mondo con nella borsa cinque monete che continuamente si rinnovavano. Il motivo si ricollega ad antichissime leggende: l’eterna vita fisica data come premio o punizione, leggende derivate da interpretazioni di testi biblici. Ad una eternità di punizione si ricollega la leggenda dell’Ebreo errante, che ebbe svariate elaborazioni letterarie. Numerosi sono, anzitutto, i personaggi evangelici o pseudo-evangelici che furono indicati come protagonisti del mito: il soldato Malco, che percosse Gesù, come risulta già da una cronaca del VII secolo; il calzolaio che cacciò Gesù che si era fermato per riposarsi sulla soglia della sua casa; Cartafilo, che percosse anch’egli Gesù, dicendogli: “ cammina, affrettati.” La cronaca del convento di Ferraria, nell’Italia meridionale, narra che nel 1223 pellegrini, di ritorno dall’Armenia, raccontarono di aver veduto l’ebreo a cui Cristo, essendone stato percosso, aveva predetto che avrebbe dovuto attenderlo in eterno. Il cronista inglese Roger of Wendower ( morto nel 1237) riferisce come un vescovo armeno, vissuto in Inghilterra, gli abbia raccontato dell’episodio di Cartafilo, il quale ogni cento anni crede di morire, ma poi riprende forza e continua il suo pellegrinaggio pentito della sua colpa e con la speranza di essere, un giorno, perdonato.

L’Ebreo errante è dunque ricordato come un vegliardo che invoca invano la morte nel suo desiderio di pace, nella disperazione di dover eternamente sopravvivere a se stesso.

Ecco ebrei, voi non troverete mai una patria perché l’ odio è insito nel vostro animo verso chi ha una sua terra, non riuscirete mai a prevaricare i vostri vicini perché così è scritto e questo è ciò che meritate, colpa della vostra boria, convinti di essere gli eletti e superiori a tutti.

La vanitosa ostentazione di voi stessi e dei propri meriti reali o immaginari, la vostra alterigia e vanagloria vi faranno divenire come l’Ebreo errante!

 

ERCOLINA  MILANESI


23/07/2006


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