Alzo Zero

 

IL TRICOLORE SVENTOLA SOLO PER IL CALCIO

 

 

Ora la festa è finita. Il sipario è calato e le bandiere tricolore sono finite in un ripostiglio, nei cassonetti dell’immondizia, dato che vi è tempo prima del prossimo campionato del mondo di calcio e se ne acquisterà una nuova per l’occasione, o dimenticata su una strada.

Gli italiani si rammentano della nostra bandiera solo in queste occasioni, sentono di essere italiani quando avviene un fatto eclatante come il campionato del mondo che abbiamo conquistato,  si sentono, improvvisamente, orgogliosi ma…non di puri ideali patriottici ma di essere i più forti in una partita  di pallone.

Con questo non voglio criticare questo sfavillio di bandiere che abbiamo visto alla televisione, tutti i giornali hanno dedicato pagine su pagine all’avvenimento. D’accordo dare risalto a simile fatto e relativa vittoria, però io non concepisco i milioni di persone, tutte con la bandiera in mano, urla forsennate, lacrime, grida parossistiche da isterismo incontrollato.

Ecco, in Italia, a che serve la nostra bandiera.

Provate a chiedere ad un giovane e meno giovane quando comparve per la prima volta il tricolore e la sua storia, nessuno vi saprà dare risposta. E questo è molto male. La bandiera è il simbolo della Patria.

Mi sento in dovere di erudire coloro che non lo sanno ed inizio  sul significato dei colori:

VERDE – per il colore delle nostre pianure

BIANCO – per la neve delle nostre cime

ROSSO-  il sangue dei nostri caduti.

 

BANDIERA ITALIANA:

Nome: tricolore

Professione: bandiera nazionale italiana

Data di nascita: 7 gennaio 1797

Luogo di nascita: Reggio Emilia

Esperienze: 1797: impiegato presso il Parlamento della Repubblica Cispadana

1797 – 1814: adottato dal Regno Italico

1831: emblema della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini

1834: adottato dalle truppe che tentarono di invadere la Savoia

1848, marzo: durante le Cinque Giornate di Milano il re di Sardegna Carlo Alberto assicura al Governo provvisorio lombardo che le sue truppe, pronte a venire in aiuto per la prima guerra d’indipendenza, avrebbero marciato sotto le insegne del Tricolore.

1848: adottato dalle milizie borboniche e papali inviate in soccorso dei Lombardi, da Venezia e dal Governo insurrezionale della Sicilia.

12 febbraio 1849: adottato dalla Repubblica Romana

14 marzo 1861: proclamato il Regno d’Italia. La bandiera continua ad essere  per consuetudine il Tricolore.

24 settembre 1923: il Regio Decreto n° 2072, lo adotta come bandiera nazionale.

2 giugno 1946: nasce la Repubblica Italiana

1947: il Tricolore è introdotto nella Costituzione repubblicana.

 

La bandiera italiana è una variante della bandiera della rivoluzione francese, nella quale fu sostituito l’azzurro con il verde che, secondo il simbolo massonico, significava la natura ed i diritti naturali ( uguaglianza e libertà). Non si sa precisamente quando è utilizzata per la prima volta; Napoleone la adottò il 15 maggio 1796 per le Legioni lombarde ed italiane. Nell’ottobre dello stesso anno il Tricolore assunse il titolo di bandiera rivoluzionaria italiana ed il suo verde, proclamato colore nazionale, divenne per i patrioti simbolo di speranza per un migliore avvenire : con questo valore fu adottato dalla repubblica Cispadana il 7 gennaio 1797, qualche mese dopo da Bergamo e Brescia e poi dalla Repubblica Cisalpina. In quell’epoca le sue bande erano disposte talvolta verticalmente all’asta con quella verde in primo luogo, talvolta orizzontalmente con la verde in alto; a cominciare dal 1 maggio 1798 soltanto verticalmente, con asta ricolorata a spirale, terminante con punta bianca. Nella metà del 1802 la forma diviene quadrata, con tre quadrati degli stessi colori racchiusi l’un nell’altro; questo cambiamento fu voluto dal Melzi ( Vive Presidente della Repubblica Italiana) per cancellare ogni vincolo rivoluzionario legato alla bandiera. Abolito alla caduta del Regno Italico, il tricolore fu ripreso, nella sua variante rettangolare, dai patrioti dei moti del 1821 e del 1831.

Mazzini la scelse come bandiera per la sua Giovine Italia e fu subita adottata anche dalle truppe garibaldine. Durante i moti del 48 / 49 sventola in tutti gli Stati Italiani nei quali sorsero governi costituzionali : Regno di Napoli, Sicilia, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena, Milano, Venezia e Piemonte. In quest’ultimo caso alla bandiera fu aggiunto nel centro lo stemma sabaudo ( uno scudo con croce bianca su sfondo rosso, orlato d’azzurro). La variante sabauda divenne bandiera del Regno d’Italia fino al referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne Repubblica e lo scudo dei Savoia fu tolto.

Ecco ho raccontato la storia del nostro Tricolore: quanta storia, quanti eroi, quanti morti per amore della propria Patria. Di questo dobbiamo essere orgogliosi, di essere Italiani per i sacrifici che hanno fatto i nostri antenati, non solo per una partita di pallone.

 

ERCOLINA  MILANESI


23/07/2006


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