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Alzo Zero
Chi arma Israele?
di Xavière Jardez -Eurasia
Secondo il Pentagono, « il cessate
il fuoco non è nell’interesse di Israele »
E’ con malsana insistenza che i media francesi ed altri hanno sottolineato e
sottolineano sempre l’origine siriana ed iraniana delle armi di Hezbollah,
armi per nulla paragonabili all’arsenale israeliano, in quanto Hezbollah non
dispone di alcuna capacità di difesa aerea, mentre sull’origine USA delle
armi israeliane hanno rispettato un silenzio di piombo.
La
dipendenza verso l'Iran dei capi della resistenza libanese è assai minore di
quella degli uomini politici israeliani nei confronti degli Stati Uniti,
dove una lobby filo-israeliana ha tutti i poteri, oppure di quella della
comunità ebraica all’estero riguardo ad Israele.
Tutte le armi con cui è equipaggiato l’esercito israeliano e che esso
utilizza nei suoi attacchi contro le popolazioni palestinese e libanese, per
i suoi omicidi mirati, nelle sue demolizioni di case (bulldozer
Caterpillar), etc., come riferito sui documenti del Dipartimento di Stato
sui diritti dell’uomo del 2003, 2004 e 2005, provengo nella loro grande
maggioranza dagli Stati Uniti. Può esserci qualche aereo da caccia francese,
ma i suoi F-16 prodotti a Forth Worth, i suoi elicotteri Apache, i suoi
missili Sparrow e Sidewinter, tutto questo proviene dagli Stati Uniti. E
l’uso che ne fa lo Stato sionista è in totale violazione della legge
americana sul controllo dell’esportazione di armi (Arms Export Control Act)
: le armi di origine USA non possono essere utilizzate che per una legittima
difesa e per la sicurezza interna.
L'aiuto militare a Israele, attraverso il Foreign Military Financing, di
esso è stato il più importante beneficiario di tutti i tempi, è largamente
aumentato dal 2001 e le vendite di armi a questo paese hanno raggiunto cifre
vertiginose in rapporto alla sua popolazione che rappresenta lo 0,01% della
popolazione mondiale !!! Esse ammontano a 3 miliardi d dollari l’anno in
aiuti militari, su un totale di 10.5 miliardi di dollari – ossia 500 dollari
per ogni Israeliano - e 6,3 miliardi di dollari in vendite d’armi,
dall’arrivo al potere dell’amministrazione Bush*. Per il 2007, Bush ha
chiesto al Congresso un aumento degli stanziamenti per Israele di 2,24
miliardi di dollari.
Trattamento privilegiato
Ma le relazioni di Israele con gli Stati Uniti sono uniche anche nel senso
che gli Stati Uniti forniscono il 20% del bilancio annuo militare
israeliano. Il 70% di questa somma è costituito da spese in armi effettuate
direttamente da Israele presso le seguenti società : Lockheed Martin, Boeing
(per gli F-18 e gli F 14), Raytheon (per i missili Tomawak, Sidewinder e
altri missili ad alta tecnologia) senza che Israele debba sborsare un
centesimo. Recentemente, Lockeheed Martin e l'industria militare israeliana
hanno direttamente firmato un accordo del valore di 4,5 miliardi di dollari
per la produzione congiunta di un versione di F-16 chiamato Sufa che sarà in
parte costruita a Tel Aviv e terminata a Fort Worth, Texas. Assistiamo in
questo caso allo sviluppo di relazioni sopranazionali tra multinazionali
dell’armamento ed uno Stato, senza che il ministero della Difesa americano
intervenga. Nessun altro paese che desideri acquistare materiale USA gode di
un simile privilegio, tanto che, salvo per Israele, ogni ordine deve
superare i 100 000 dollari.
Peraltro, Israele riceve dall’Economic Support Funds finanziamenti per un
ammontare, per il 2006, di 273 milioni di dollari in un’unica soluzione e
non per rate trimestrali, costringendo così gli Stati Uniti a pagare dai 50
ai 60 milioni di interessi per le somme che prendono a prestito per questo
fine. O abbandonano il rimborso di prestiti concessi per necessità militari.
Gli Stati Uniti garantiscono pure le ricerche e le applicazioni militari in
Israele. Essi hanno contribuito con miliardi di dollari allo sviluppo del
carro armato Merkava e dell’aereo d’attacco al suolo Lavi. Da l 1995, gli
Stati Uniti e Israele hanno attivamente sviluppato un’arma avanzata a
infrarossi, nel quadro di un programma comune antimissile, conosciuto sotto
il nome di Tactical High Energy Laser (THEL). Il THEL è un’arma laser
chimico mobile e che sprigiona una grande quantità di energia. Questo
programma comune, « Nautilus », ha consentito la messa a punto di sistemi
d’armamento laser. Sono coinvolte le società israeliane di armamenti
aerospaziali Rafael, Israël Aircraft Industries (IAI) e Tadiran 6.
La dipendenza di Israele verso Washington si estende anche all’accesso alle
informazioni militari, alla manutenzione e all’assistenza tecnica per una
prestazione ottimale, che sono valutabili in 629 milioni di dollari. Ma, in
caso d’urgenza, gli Stati Uniti sono pronti a spalleggiarlo. Così, il 14
luglio, gli Stati Uniti hanno deciso di vendere carburante avio per 120
milioni di dollari all’esercito israeliano « per promuovere la pace e la
sicurezza nella regione », secondo la formulazione della Defence Security
Cooperation Agency. O, ancora, vi è stata la consegna anticipata di bombe
laser e a guida di precisione (bombe anti-bunker GB 4 28, costruite da
Lockheed durante la guerra d'Iraq nel 1991), nel quadro di una vendita di
armi nella quale Israele può attingere a volontà, considerata da
responsabili del Pentagono « insolita ». Questa pratica non è nuova, dal
momento che dopo la prima Intifada, Israele aveva chiesto la consegna
supplementare di elicotteri Black Hawk e Apache e nel 2001, quella di 50
aerei da combattimento F-16. All’epoca, Israele non era impegnato
militarmente all’esterno delle sue frontiere !
Si è falsamente parlato molto dei missili lanciati sul nord di Israele da
Hezbollah su zone civili. Forse un migliaio di missili Fafjr 3 di origine
iraniana o siriana, con un raggio d’azione di 50 km, ha colpito quella
regione con perdite civili quantificabili in 30 o 40 persone. Chi può
credere che quella zona del paese non fosse una zona di attività militare
con i suoi arsenali, le sue fabbriche di produzione di armi, etc.? Ma si
dimentica di annunciare ch e l’arsenale israeliano di questo tipo di arma è
piuttosto impressionante : 1000 missili Redeye, 400 missili terra-aria, 400
missili portatili da difesa Stinger, 444 missili Harpoon. (vedi appendice:
La legge del più forte)
Armi proibite
L’elenco non si ferma all’armamento pesante. Vi troviamo anche bombe a
grappolo (cluster bomb). Inventate all’epoca della guerra del Vietnam,
fornite a Israele, sono state largamente disseminate in Libano dove 249
località sono un focolaio di bombe inesplose, specialmente del tipo M 42,
concepite proprio per le persone, e del tipo M 77, verosimilmente
provenienti dagli Stati Uniti. È questo che dovrebbe determinare un’indagine
in corso a Washington, avviata per motivi di pubbliche relazioni.
In Libano, la scoperta di corpi che presentano caratteristiche sconosciute –
ustioni senza bruciatura, odore nauseabondo, membra ritorte – hanno indotto
dei medici e l'OMS ad aprire un’inchiesta per determinare se Israele abbia
fatto ricorso ad armi chimiche o biologiche (batteriche o virali). I loro
effetti sono paragonabili a quelli dei pesticidi , perché paralizzano il
sistema nervoso, bloccano la respirazione e provocano emorragie interne.
L’esercito libanese ricordo l’utilizzo di bombe imbottite di un prodotto
speciale, totalmente proibito dalla Convenzione di Ginevra. Potrebbe
trattarsi di una « Emptying bomb ». Tali bombe svuotano il corpo della sua
aria, provocando la morte per asfissia ed arresto cardiaco. Non
dimentichiamo che Israele non ha mai ratificato la Convenzione sulle Armi
chimiche come non ha ratificato il Trattato di non proliferazione e non ha
mai sottoposto i suoi impianti nucleari ad una qualsivoglia ispezione.
Circolano voci sull’esistenza di un programma di armi chimiche che sarebbe
installato all’Israel Institute for Biological Research a Ness Ziona.
L'aggressione israeliana al Libano e la scarsa prestazione, in apparenza,
dell’esercito israeliano porteranno, secondo Shimon Péres, all’emergere di
una nuova categoria di a rmi « miniaturizzate » o di « robot telecomandati »
o anche di armi basate sulle nano-tecnologie. Si può immaginare che gli
Stati Uniti spingeranno Israele a perfezionare e sperimentare sul campo una
nuova arma testata in Iraq, il « Raggio della Morte » che consiste
nell’invio verso una persona di onde corte elettromagnetiche simili a quelle
del forno a micro-onde. L’ emittente italiana RAI News 24 ha presentato lo
scorso maggio un reportage di giornalisti iracheni su questo argomento che è
stato oggetto di un’inchiesta dallo Strategic Research Institute della
California.
Visto l’arsenale israeliano – forse il quarto esercito del mondo a
riprendere un paragone che andava di moda per l’Iraq ! – si potrebbe pensare
che a Israele basti il suo partner americano. Ma non è così. La Francia, la
Germania e la Gran Bretagna concorrono per salvarlo. Dal marzo 2006, la
cooperazione tra EADS e l'IAI (Israeli Aircraft Industries) in materia di
produzione di piccoli aerei telecomandati da ricognizione è approdata alla
costituzione di una vera compartecipazione integrata, con sede nello stesso
Israele, la cui prima conseguenza è il sostegno economico francese di
parecchie centinaia di milioni di dollari allo sforzo bellico israeliano e
il trasferimento di tecnologia e di competenze militari dalla Francia verso
Israele, utilizzate per affamare e massacrare Palestinesi e Libanesi.
Per quanto riguarda la Gran Bretagna, essa ha cercato di migliorare la forza
d’attacco degli F-16 vendendo, lo scorso 7 luglio, componenti allo Stato
sionista attraverso Lockheed Martin, in contravvenzione alla legislazione
che proibisce l’esportazione di armi se esiste « un chiaro rischio che il
ricevente utilizzerà il prodotto in modo aggressivo contro un paese terzo
oppure (per) una rivendicazione territoriale con uso della forza ».
Quanto alla Germania, essa permetterà, con la costruzione di due
sommergibili con capacità nucleare U212 di tipo Dolphin, per un valore di
1,27 miliardi di dollari di cui un terzo finanziato dalla Germania stessa,
di accrescere la capacità nucleare di Israele. Questi due mezzi andranno ad
aggiungersi agli altre tre già costruiti e pagati dalla Germania negli anni
90 di cui uno solca in permanenza il Mar Rosso e il Golfo Persico e un altro
il Mediterraneo. Essi saranno equipaggiati per consentire il lancio di
missili portatori di testate nucleari, con un raggio d’azione di 4500 km
senza essere reperiti e possono raggiungere un obiettivo situato a 1500 km.
Israele, terzo paese esportatore di armi
Israele
mercante d’armi, potrebbe sembrare un paradosso per un cosiddetto paese
«democratico» e sulla difensiva. Le vendite di armi al di fuori del processo
ufficiale (Difesa, Mossad, esercito), segretissimo (v. Stockholm
International Peace Research Institute (SIPRI), sono un settore molto poco
regolamentato e questa redditizia attività dei trafficanti di armi
israeliani avviene alla luce del sole. Essa è ben nota ai servizi dal
ministero della difesa israeliana, che la incoraggia e la sostiene, agli
ufficiali dell’esercito israeliano e ad ogni persona che abbia familiarità
con l’industria dell’armamento del paese. È dalla guerra del Ramadan, nel
1973, che i fabbricanti di armi per la Difesa israeliana hanno conquistato i
mercati internazionali e permesso la sopravvivenza dello Stato sionista
medesimo. Nel 2001, le esportazioni d’armi hanno reso circa 2.6 miliardi di
dollari e, nel 2002, sono aumentate del 40% collocando Israele, secondo
alcuni, subito alle spalle degli Stati uniti e della Russia.
Non c’è in pratica un solo conflitto militare, scontro etnico o guerra
civile, passato o presente (Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Sri Lanka,
Filippine, Nepal in cui le armi israeliane sono state ordinate per i
sostenitori del re dall’ambasciatore USA, il Sudafrica dell’apartheid, il
Cile di Pinochet, il cartello della droga colombiana, Rwanda al più forte
nel genocidio) che non sia stato destinatario di armamento israeliano e il
campo d’operazione di trafficanti d’armi, di consulenti per la sicurezza, di
istruttori e di unità di protezione indipendenti che ripuliscono Israele da
ogni obbrobrio in caso di pubblicità imbarazzante.
Quanto precede non è che una tenue percezione della potenza militare di
Israele al servizio della difesa degli « interessi strategici » degli Stati
Uniti nel Medio Oriente. Israele ha aiutato questi ultimi ad « annientare i
movimenti nazionalisti radicali » e a «testare le armi americane». Inoltre,
i servizi segreti dei due paesi hanno « collaborato » e « Israele ha drenato
verso paesi terzi le armi che gli Stati Uniti non potevano inviare
direttamente » (vedi : Irangate). Scrive il professor Zunes dell'Università
di San Francisco, citando un analista israeliano « E’ come se Israele fosse
diventato un’altra agenzia federale. utile da usare quando desiderate fare
qualcosa in tutta discrezione ».
* L'amministrazione USA è riuscita a dare appena 320 milioni di dollari
per la lotta contro l’AIDS< /EM>
Fonti :
World
Policy Institute : US military assistance and Arms Transfer to Israel: US
Aid, companies Fuel Israeli Military 20 luglio 2006
Il Manifesto, 26 agosto 2006
Nada Sayad, Global Research, 23 agosto 2006
Loubnan ya Loubnan: La France, Israël et le marché de l'armement ,
agosto 2006 ; http://www.arcuk.org/pages/arms_unto_the_nation.htm-
La legge del più forte
Israele ha un esercito forte di 163 500 uomini, più 425 000 riservisti e
8000 guardie di frontiera. L'Autorità Palestinese non ha esercito, al
massimo dispone di 35 000 paramilitari. L'esercito israeliano dispone di 3
930 carri pesanti, i Palestinesi di nessuno e non hanno nulla per
fronteggiare gli 855 cannoni semoventi (calibro 155 e più) di «Tsahal»,
niente contro i 520 cannoni auto-trainati (calibro 105 e più), niente contro
i 198 lanciarazzi (calibro 122 e più mm), nien te contro i 770 mortai da 120
e più mm, niente contro i 1300! missili (Stinger, Redeye e Chaparral). La
marina israeliana schiera tre sommergibili e 47 navi. I Palestinesi nemmeno
un’onda. L'aviazione israeliana dispone di 446 aerei da combattimento e ne
ha 250 di riserva, 98 sono F-15 e 237 F-16 e schiera 133 elicotteri. Sul
versante palestinese lo squilibrio è abissale : un aereo militare, anche
aereo da trasporto, e 4 elicotteri inchiodati al suolo.
Ai Palestinesi non restano che le pietre come durante la prima battaglia
del Profeta.
Fonte : Le Débat Stratégique n° 61- marzo 2002
Nelle foto
Caccabombardiere F16i Souffa - versione israeliana del noto aereo Usa
Catena di montaggio carro armata Merkava
Semovente d'artiglieria M109 da 155 mm
24/09/2006