|
|
Alzo Zero 2007
Contro l’illegittima prepotente accanita
anticristiana ingerenza della Chiesa
IO, CITTADINO” SOVRANO”, PROTESTO…
di Carmelo R. Viola
Ho ogni rispetto per chi crede. Credere è un bisogno biologico come
quello di nutrirsi e di comunicare. Ogni essere intelligente ha una
sua fede. Perfino chi dice di non credere in niente – l’ateo –
crede, sebbene in maniera non sacramentale. Se io non credessi
nell’utilità – anzi, nella nobiltà – delle cause per cui mi batto,
non scriverei questo ed altro. Ogni soggetto deve essere libero di
avere una propria fede (purché al limite della non violenza): io
credo anche nel dovere di difendere tale diritto perfino in chi
crede in “verità” che mi ripugnano, e non perché ciò è attribuito a
Voltaire, non so quanto attendibilmente. La lotta per qualcosa con
cui ci si identifica, ci gratifica: ci fa essere noi stessi.
Ebbene, con tutto questo non c’entra la illegittima, prepotente,
accanita, petulante, autocratica, e soprattutto anticristiana,
ingerenza della Chiesa negli affari del nostro Stato, in ispecie del
nostro Parlamento alias potere legislativo. Si direbbe che il lupo
cambia il pelo, con quel che segue…Diciassette secoli di errori non
sono bastati. Non è bastata la generosità con cui i nostri soldati,
nel 1870, si sono limitati alla Breccia di Porta Pia e alla
soppressione di un Stato Pontificio e di un potere temporale eretti
in forza di quella stessa prepotenza che oggi costituisce un governo
parallelo con evidente tendenza di volersi sovrapporre a quello
nazionale, e che mette spudoratamente parlamentari contro
parlamentari, cittadini contro cittadini, fratelli contro fratelli
in nome di quel Cristo che, storico o leggendario, predicava la
comprensione, la tolleranza, l’amore e il perdono. Semmai la giusta
contestazione del soggetto indignato che scaccia gli ipocriti usurai
dicendo: “questa è la casa del Signore, ne avete fatta una spelonca
di ladroni”.
Non è il caso della Chiesa attuale, la quale non si accontenta di
essere presa sulla parola per continuare ad esistere non potendo
esibirci alcun attestato di legittimità che non sia quello dell’autolegittimazione
di qualunque potere non necessariamente di origine divina. Allo
Stato del Vaticano non basta la tolleranza extragiudiziaria in base
alla quale sussiste ed è finanziato in maniera palese attraverso i
bilanci dello Stato, che ne cura perfino gli innumeri edifici di
culto, in maniera esente da ogni controllo fiscale dai mille rivoli
della devozione. Ed ha piena libertà di predicare le proprie verità,
quali che siano.
Tutto ciò non gli basta. Essa è quella che è riuscita a far credere
di essere: quello che i credenti credono che sia. La validità
giuridica è solo una copertura a posteriori. Nessun istituto
religioso ha avuto ed ha il potere che vanta la Chiesa, se si fa
eccezione dello Stato islamico fondamentalista che è tutt’uno con il
potere religioso o teocratico. L’esperienza vissuta sarebbe dovuta
bastarle per imparare ad esistere non per tacita complicità ma come
maestra di vita sulla falsariga della bellissima figura del Cristo,
che non aveva alcuna veste per delegare chicchessia ad imporre
checchessia.
La Chiesa dispone di innumeri contatti attraverso cui può
legittimamente “governare” i propri fedeli in quanto tali: non ha
alcun titolo per ordinare ai suoi “sudditi” di varare o votare leggi
impositive di comportamenti religiosi tanto meno con la minaccia
dell’inferno (o della scomunica) in totale contrasto con la laicità
dello Stato. Contro tale ingerenza, priva di ogni legittimità, io,
cittadino sovrano”, stanco ed offeso, protesto e sfido chiunque a
dimostrarmi il contrario. Nessuna legge laica obbliga il cattolico a
divorziare – per fare un esempio banale: il converso è che nessuna
legge parimenti laica, può obbligare un non cattolico a non
divorziare. Lo stesso vale per qualunque altra modalità di vita, che
nasce dal diritto naturale e dalla scienza.
Che la fede – allegramente scambiata per coscienza – comprenda il
diritto d’imporla, è pura presunzione destituita di ogni fondamento
razionale e scientifico. Sul piano giuridico si può configurare il
reato di “millantato credito” se il fatto è commesso in malafede. Se
il diritto d’imposizione (di “eterocoazione”) è parte della fede,
allora bisogna rivolgersi alla psichiatria, la quale spiega come il
volere esercitare sugli altri un potere di controllo fine a sé
stesso, è una patologia mentale. Ho detto tutto.
Alla Chiesa è consentito, per consolidata tradizione ed acquiescenza
– e solo per questo - di guidare chi crede in essa: non ha alcuno
diritto di usare i suoi fedeli come agenti politici di opposizione e
disobbedienza nel contesto di non importa quale Stato. Per contro, a
chi antepone i precetti della Chiesa alle leggi del proprio Stato,
dovrebbe essere logicamente inibita l’eleggibilità a rappresentante
del popolo e qualunque attività incompatibile con la propria
sudditanza fideistica allo Stato del Vaticano.
Quando qualche parlamentare o giornalista o giurista od uomo di
cultura avrà il coraggio di alzare la voce contro cotanto scempio
della scienza e del diritto?
Carmelo R. Viola
01/04/2007