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Alzo Zero 2008
Sul bambino americano ‘miracolato’ a Roma
di Enrico Galoppini
Un esempio, piuttosto sofisticato, di
manipolazione delle menti attraverso i telegiornali. È bene
abituarsi a leggere le "notizie" non per quel che sembrano ma per le
reazioni che intendono provocare.
Questa sera (21/4/08), la cosa assolutamente sbalorditiva dei
telegiornali italiani era l'argomento della "notizia d'apertura": un
bambino americano di 10 anni in gita a Roma coi suoi genitori si è
perso, per poi essere rintracciato qualche ora dopo.
Va bene che già ci siamo abituati a "prime notizie" del tipo "pirata
della strada investe vecchietta" e simili, ma un bambino che si
perde e poi viene ritrovato non si capisce proprio quale "notizia"
possa rappresentare. Al massimo potrebbe figurare nelle curiosità di
un tg locale, ma se con tutti i bambini che si perdono ogni giorno
per questo qua si apre un telegiornale un motivo ci dev'essere, mi
sono chiesto.
La prima risposta potrebbe essere: tutta quest'importanza deriva dal
fatto che si tratta di un bambino americano, rappresentante di
un'umanità di serie A, e l’Italia è una colonia degli Stati Uniti.
Altri bambini non fanno mai "notizia", anche se ‘spariscono’ in un
altro modo: si pensi ai bambini palestinesi trucidati dall'esercito
sionista, che non solo non sono mai l'argomento della "notizia
d'apertura", ma vengono eufemisticamente contati tra i "morti
palestinesi", compresi quelli di polmonite.
Ma il motivo di tutto il patema mediatico effuso dalle tv non era
questo.
A questo punto bisogna fare mente locale al fatto che i tg, che
sembrano tanto banali, sono invece strumenti raffinati, confezionati
da staff di psicologi, i quali anche se non intervengono
direttamente nella fabbricazione della notizia influiscono in
maniera determinante nell'imprimere il taglio della notizia stessa,
con l'inserimento di alcuni dettagli apparentemente insignificanti e
di tutto ciò che va a condizionare inavvertitamente lo spettatore.
Si tratta di lasciargli alcune impressioni sfruttando determinate
associazioni d'idee, con l'obiettivo di produrre gli stati d'animo
desiderati e prese di posizione pro o contro qualcuno o qualcosa,
sulla base d’elementi irrazionali ma carichi di simbolismo per chi è
già adeguatamente predisposto.
Si rilegga ora la notizia nei suoi elementi essenziali:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_48638473.html
Così, invece, la dà il sito di "Repubblica":
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/bambino-musei-vaticani/bambino-musei-vaticani/bambino-musei-vaticani.html
Quello che resta impresso è dunque che il bambino americano è
scomparso in Vaticano e poi è ricomparso in Via Vittorio Veneto,
dove c'è l'ambasciata degli Stati Uniti. Si consideri che un bambino
è il simbolo dell'innocenza, e tutti sono turbati dalla scomparsa di
un bambino. Ovviamente, il luogo in cui un bambino scompare non
viene percepito come un "bel posto". Questo "brutto posto" è il
Vaticano.
A questo punto bisogna ricordarsi che proprio in questi giorni il
Papa era negli Stati Uniti, dove ha riscosso un notevole successo,
soprattutto nel recuperare una situazione difficile per la Chiesa
dopo lo "scandalo dei preti pedofili", vicenda che al di là di
qualche possibile caso di pedofilia in abito talare ha assunto le
dimensioni di un affare di tipo diverso: un "affare di Stato". O una
macchinazione ordita per ricattare un ambiente da imbarcare nello
“scontro di civiltà”.
Il bambino, si ricordi, è la vittima della pedofilia. Quindi il
bambino americano rappresentava tutti i bambini americani vittime
dei mostruosi “preti pedofili”. Infatti, “è sparito in Vaticano”… e
dove “riappare” il bambino? All’ambasciata americana, a 4 km di
distanza (il bambino si chiamata Ethan, che in ebraico significa
“forte”, “potente”, “resistente”…). Un miracolo! La degna
conclusione di ore di ansia vissute da chi ha seguito la vicenda
sulle radio e le tv, in una specie di “Chi l’ha visto” in diretta.
Un “miracolo” associato all’ambasciata del suo Paese, quella di un
Paese “buono”, era la degna conclusione di questa “notizia”. I
bambini vengono inghiottiti dai preti, ma la Grande Madre America li
protegge.
Questo per quanto riguarda la manipolazione delle menti operata da
questo capolavoro di psicologia mediatica.
Ma la cosa va anche letta come un messaggio in codice, un
avvertimento al Vaticano da parte di chi evidentemente non ha
digerito il successo della visita del Papa negli Stati Uniti, magari
anche su cose che non sappiamo. Come a dire: “occhio che se sgarrate
facciamo scoppiare un altro scandalo dei preti pedofili”.
28/04/2008