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Alzo Zero 2008
Tra corpi perfetti e denaro, dimenticata la cura dell’anima.
"Il gazzettino" il 18/04/2008, di Massimo Fini
Non si sente più parlare di anima . Questo termine, così diffuso e
pregnante in altre epoche della storia occidentale non è sulla
bocca, almeno nei loro di scorsi in pubblico, del Papa, dei
cardinali, dei vescovi e neppure dei preti. Ora, io non credo
all'anima , ma il Papa, i cardinali, i vescovi, i preti ci
dovrebbero credere visto che tutta la cosmogonia cristiana si basa
sulla fede nella sua esistenza e che la funzione, diciamo così,
istituzionale della Chiesa e dei suoi sacerdoti è proprio "la cura
delle anime". Ma non ne parlano mai. Non ne parlano più .
Non si parla nemmeno, sul cotè laico, di spirito, l'antico "pneuma"
del pensi ero greco, ma questo non è più comprensibile dato l'uso
sciagurato che ne hanno fatto Hegel, in Italia Gentile (e per la
verità anche Croce) per cui ha finito per assumere un significato
vagamente fascista.
Si parla, in compenso, molto del corpo e del suo benessere. Di
"beauty farm", di palestre, di materassi , di plantari e anche di
prodotti che aiutano la donna, e immagino anche l'uomo, a
riacquistare la sua "normale regolarità" (che l'anima , per una
bizzarra combinazione alchemica, abbia cambiato la sua sostanza?).
Si parla moltissimo di cibo e di cibi il cui destino peraltro è
inevitabile e non particolarmente glorioso. Si parla molto di
chirurgia estetica che deve fare apparire il nostro corpo sempre
giovane, bello e levigato e d'una medicina che deve rendere la
nostra vita sempre più longeva e, prima o poi, immortale.
Ma si parla soprattutto di denaro, del Di o Quattrino che è l'unico
nume unanimemente adorato, riconosciuto e condiviso, in Occidente, e
quindi di economia, di finanza, di derivati, di banche, di carte di
credito, di bancomat, di Cin, di Pin, di Iban. In questo nuovo Regno
l'uomo ha ancora una parte, ma come sottoprodotto. Non è più
propriamente un uomo, ma un "consumatore". È un tramite. È il tubo
di gerente, il lavandino, il water attraverso cui deve passare il
più velocemente possibile ciò che altrettanto rapidamente produce.
"Bisogna stimolare i consumi per aumentare la produzione". È il
"terminale uomo" del meccanismo. È un target. Un obiettivo. Non è
più soggetto, ma un oggetto. Si inventano strategie di marketing
sempre più sofisticate, nascono scuole per "personalizzare" i vendi
tori, ma se c'è qualcuno che tituba a ridurre la propria esistenza a
quella di rapido defecatore e di Pinocchio nel Paese dei Balocchi si
ricorre a metodi più spicci e si reclutano e si schiavizzano schiere
di giovani Lucignoli perchè faccia, perbenino e senza protestare, il
suo dovere.
Come l'uomo sono ridotti i Paesi e le Nazioni. Un Paese è
considerato solo se è un appetibile mercato o è tanto più ganzo
quanto più è capace di acquisire nuove "quote di mercato". Un tempo
esisteva l'idea di Nazione, di una comunità con valori condivisi .
Adesso la Nazione è stata sostituita dalla Produzione.
In occidente si torna a parlare , è vero, e molto di Dio. Ma non mi
pare del tutto a sproposito. Se ne fa un uso parecchio
utilitaristico. Il Presidente degli Stati Uniti conclude ogni suo di
scorso con la frase "Di o protegga l'America". E perché non
l'Afghanistan? O l'Iraq? L'Iran? O ancor meglio, gli indi geni delle
isole Andemane che non hanno mai rotto le scatole a nessuno? Oppure
si impetrano da lui e o dalle sue Maestranze favori particolari. Ma
perchè mai Di o dovrebbe concederli a questi piuttosto che a quelli?
E, curioso che l'epoca del massi mo e trionfante scientismo si a
anche quella della massi ma superstizione (Fatima, Lourdes, la
Madonna di Czestokowa, quella di Medjugorje, San Gennaro, Padre Pio,
eccetera). Ma poi se non esiste più l'anima che senso mai può
conservare Dio?
L'immateriale è scomparso dal mondo contemporaneo. È stato
sostituito dal virtuale che solo apparentemente gli si apparenta.
Perché è una parodia masturbatoria del reale. E non ha nulla a che
vedere con l'Immateriale. Con lo Spirito. Con l'Anima .
28/04/2008