Alzo Zero 2007

 

Ennesima lettera per il Sig. Ministro delle Comunicazioni
on.le Gentiloni
ROMA

OGGETTO : Crescenti abusi postali sotto gli occhi delle autorità dello Stato.

Egregio Signore,
scrivo da ben 61 anni su cose serie, in maniera seria, per fini seri. Non mi sono mai sognato di scrivere per scrivere, cioè per niente. Per farlo ho avuto sempre - e continuo ad avere - delle motivazioni valide, spesso di ordine sociale ed umano cioè nell'interesse di tutti i miei concittadini o di tutti gli uomini.
Quando si scrive ad una persona -voglio dire ad un mio simile, insomma ad un UOMO - lo si fa per avere una risposta, per sapere qualcosa, o più precisamente, qualcosa che non ci convince. La democrazia - parola ormai svuotata di ogni contenuto effettivo - dignifica anche questo. Dicevo: quando si scrive ad un UOMO...
Qualche tempo fa ho scritto anche a Lei, almeno per tre volte. L'ho fatto perché oppresso dalla cresccente voracità della nuova gestione postale, e perché preoccupato che il fenomeno aumenti, si stabilizzi, agisca fuori del controllo dello Stato (anche questo sempre meno vuoto di contenuto proprio!), colpisca tutti i miei concittadini o convittime.
Poiché so - e credo di non sbagliarmi - che il Ministero delle Comunicazioni è competente del settore, è a Lei che mi sono risolvo credo in maniera gentile, umana, civile, forse un po' risentito l'ultima volta con una lettera che ha fatto il giro del mondo dei rapporti telematici. Che vuole? Mi sono rivolto a Lei - la somma Autorità- fiducioso dopo avere tentate tutte le vie dialogiche con gli addetti della cricca postale. Erano passati dei mesi. Ora sono passati altri mesi. Non faccio che registrare sempre nuovo silenzio. Non si comportava così il Suo ministero prima dell'avvento del Centro-sinistra (per cui ho votato)! Mi spiace dirlo, ma le cose stanno così. Il non rispondere - mi consenta di dirlo -è mancanza di civiltà.
Non penso che Lei sia mal disposto: penso che sia un prodotto della nuova situazione tipicamente asociale, dove le parole restano parole mentre i fatti vanno per conto loro.
Nè mi risulta che Lei sia inattivo per chissà quale ragione. Al contrario, vedo che è preoccupato delle sorti delle grandi aziende come la Telecom e l'Alitalia, associazioni di stampo affaristico finalizzate alla predazione legale e paralegale: dopo avere fatti i conti ad usum delphini (per carità "nel rispetto della legge", chiedono l'aiuto di altri compari.
Si preoccupa anzitutto che gli agenti affaristi-predatori-predoni -s'intende in nome della legge - con lunghi codazzi di di piccole e medie sanguisughe - dette eufemisticamente risparmiatori ed azionisti - restino italiani, come se gli italiani nella veste di sfruttatori dei consumatori siano meno voraci e più "altruisti" (sic!) degli stranieri.
Nè si comprende la difesa dell'italianità proprio a proposito del liberismo globale - mania parapsichiatrica di insaziabilità - di cui Lei è un convinto fautore. Liberismo globale significa, appunto - repetita iuvant - follia criminale e criminogena che affida agli uomini d'affari e ai banchieri, anzi ai colossi del business e della ricchezza astronomica - i destini del popolo, dei popoli e del mondo.
Se poi la lingua italiana si trasforma in "angloitalico" non gliene frega niente, tanto fa piacere ai padroni della Casa Bianca.
Si preoccupa dei buoni affari dei ladri in regola con la legge mostrando di non comprendere cosa sgnifichino sinistra, Stato di diritto e soprattutto giustizia e benessere per tutti i cittadini. Tanto è vero che degli abusi postali - del fatto che ai correntisti - che una volta non pagavano il servizio per reciproca compensazione - vengano sottratti ben 1 €uro e mezzo (tremila delle vecchie lire!) per ogni accredito (si tratti pure di 5 €uro!) non gliene frega niente: come non gliene frega niente della finta abolizione della posta ordinaria solo per aumentarne gl'importi con la scusa della posta prioritaria - OBBLIGATA! Come non gliene frega niente dell'abolizione delle stampe per privati, fatto che colpisce gravissimamente la cultura. Cultura! Ho detto una parola estranea al linguaggio liberista-globale dove ricorrono termini come profitti, dividendi, interessi bancari, utili di borsa e via delirando ovvero di rapporti di predazione e parassitismo - sempre nel rispetto della legge, s'intende.
Evidentemente Ella non si vergogna di non rispondere ad un operatore culturale di 78 anni, uno studioso, un sociologo, che ha dedicato tutta una vita agli studi e alla ricerca sociologica. Chi è mai costui? Non è certamemnte un Montezemolo così degno di riverenza o un Bush così degno di sottomissione. Che dirle ancora? Continui per la Sua strada e cerchi di non soccombere sotto il peso della Sua sconfortante socialmente nociva inutilità. Io continuerò per la mia strada.
Sic transit insania mundi.
Cordiali saluti da Carmelo R. Viola


 


04/05/2007


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