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Alzo Zero 2007
PER UN 27 GENNAIO SENZA AMNESIE
a cura di Andrea Miglioranzi
Giusto ricordare solo le vittime della Shoah? Doveroso sarebbe non
dimenticare gli altri genocidi della storia che i politici, per
opportunità, e gli storici, per conformismo, hanno relegato in un
angolo della nostra memoria:
· il genocidio del popolo cristiano-armeno del 1915, un milione e
mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal
governo turco;
· i dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso
del XIX secolo (in alcuni casi, con episodi di particolare atrocità,
come le carneficine di Wounded Knee e di Sand Creek River);
· i quattro milioni di vittime civili italiane e tedesche dei
bombardamenti terroristici alleati avvenuti durante la seconda
guerra mondiale per fiaccare il morale delle truppe nemiche o per
semplice odio razziale (è il caso del massacro di Dresda, la città
tedesca prima rasa al suolo con le bombe dirompenti, poi incendiata
con le bombe al napalm e infine mitragliata dal volo radente dei
caccia, trovarono una morte orrenda oltre 200mila civili);
· le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki
(inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni
quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa);
· Le migliaia di prigionieri italiani internati dagli angloamericani
nei fatidici “Fascist Criminal Camp” in condizioni disumane e
lasciati morire di stenti per aver rifiutato di aderire al governo
Badoglio dopo l'8 settembre 1943;
· Le migliaia di giovanissimi soldati della Wermacht, ragazzi di 15
e 16 anni lasciati volutamente morire di fame e di stenti in immensi
campi di concentramento privi di ricoveri, costretti a scavarsi
delle buche con le mani per ripararsi dal freddo. Morivano come
mosche sotto lo sguardo indifferente, se non addirittura compiaciuto
dei “liberatori”;
· i tre milioni di civili tedeschi (in assoluta preponderanza donne,
vecchi e bambini) massacrati dall'Armata Rossa in Prussia, Slesia e
Pomerania (Perché la cosa non resti un puro dato numerico, occorre
ricordare che nel villaggio di Gumbinnen nella Prussia Orientale,
temporaneamente riconquistato dai Tedeschi, questi si trovarono di
fronte a scene agghiaccianti, tali da sconvolgere i più incalliti
veterani: anziani bruciati vivi dopo essere stati crocifissi alle
porte delle loro case, segni evidenti di stupro sui corpi di bambine
di tre anni);
· le migliaia di prigionieri polacchi trucidati dall'Armata Rossa
nelle fosse comuni di Katyn;
· le decine di migliaia (da 30.000, cifra ufficiosamente ammessa
dalle stesse autorità jugoslave a 200.000, stima probabile) di
italiani uccisi dai comunisti slavi in Istria e Dalmazia;
· le migliaia di italiani, fascisti, presunti fascisti o
semplicemente anticomunisti, ex combattenti, ex ausiliarie della RSI,
religiosi o vittime di ritorsioni personali, uccisi - spesso dopo
atroci torture e mutilazioni - dai partigiani comunisti tra il 25
aprile 1945 e la fine del 1947, come hanno documentato Giampaolo
Pansa, Giorgio Pisanò ed altri autorevoli ricercatori nei loro
libri);
· le decine di milioni di morti (da 40 a 60 milioni) nei campi di
concentramento staliniani;
· i milioni di morti (non si conosce la cifra precisa) sterminati
per fame (carestia provocata intenzionalmente) in Ucraina negli anni
'30;
· I milioni di morti (non si conosce la cifra precisa) sterminati
per fame (carestia provocata intenzionalmente) dal regime comunista
in Etiopia negli anni '70;
· i tre milioni di cambogiani morti in tre anni nel loro Paese
trasformato dai Khmer rossi in un unico, immenso campo di
concentramento e di sterminio;
· i tre milioni di vittime civili dell'Armata Rossa nell'occupazione
sovietica dell'Afganistan;
· le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di
tutto il mondo nel corso del XX secolo (stima oscillante fra i 200 e
i 300 milioni di persone);
· i due milioni di Palestinesi cacciati dalle loro terre e costretti
ad un'esistenza precaria nei campi profughi;
· le vittime degli eccidi israeliani o spinti dal governo di Tel
Aviv a "Tall el Zaatar" e a "Sabra e Chatila" (da ricordare per
brutalità, in particolare il secondo dei massacri di Palestinesi
nella cintura attorno a Beirut, quello compiuto nel 1985 dagli
Sciiti che, con l'impiego di ruspe fornite loro appositamente dagli
Israeliani, stritolarono donne e bambini palestinesi sotto le
macerie delle loro baracche);
· le vittime civili dei bombardamenti NATO nelle due guerre del
Golfo, in Serbia, in Afganistan;
· le migliaia di Curdi massacrati da Saddam Hussein con i gas
nervini, con il beneplacito degli USA, quando quest'ultimo era amico
degli Americani, che lo usavano in funzione anti – Iran;
· il massacro di Falluja, la città irachena fu bombardata dagli
americani per giorni interi con ordigni al fosforo bianco. Trovarono
una morte atroce, corrosi dalle armi chimiche, migliaia di civili al
solo scopo di stanare alcune centinaia di guerriglieri.
A sessant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, nonostante
la morte dei dittatori e il crollo delle ideologie la lista della
vergogna continua ad allungarsi. Domandiamoci perché allora si
persiste solo in una direzione condannando all’oblio tutte le altre.
Probabilmente ognuno di noi ha gia’ la risposta!
Andrea Miglioranzi
06/03/2007