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Alzo Zero 2007
PAROLE, PAROLE, PAROLE
E bravo Prodi, ottimo concione al Senato, parole tante ma essenza nulla. Tutto fiato sprecato!
Ha esplicato il suo programma dei dodici punti con tale dignità e fermezza che, quasi, pareva verità apodittica. Il suo buon cuore di aiutare i popoli diseredati africani ha commosso tutti, peccato non abbia pensato che prima di aiutare altre nazioni avrebbe dovuto ricordare come vivono, attualmente, gli italiani con le forti tassazioni che, ancora una volta, chiede per risollevare le sorti dell’Italia. Si sente un grande, un magnifico salvatore della Patria, colui che ha fatto tanto quando era a Strasburgo per noi italiani e così farà nel prossimo governo, anzi di più. Dio ci scampi da simile presagio. E’ lapalissiano che col tempo e gli anni la memoria perda dei colpi ma, attenzione, c’è chi non dimentica.
Ecco una prova:
Il titolo: “Una marea sordida intorno alla famiglia Prodi” è del “ Sunday Times” in un articolo che spiegava come” Romano Prodi affronterà domande imbarazzanti sui legami della sua famiglia con un’azienda che ha ottenuto appalti remunerativi da Bruxelles.” Mentre in Europa si scatenavano tuoni e fulmini sull’insegnante bolognese, in Italia tutti o quasi restavano all’oscuro di tutto. E anche a Strasburgo la discussione sull’affaire cadeva nel vuoto, per la fine del mandato di Prodi, che tutt’ora si vanta di essere stato il massimo dignitario, mentre, in realtà, oltralpe ha guadagnato una sonora bocciatura. La stampa estera, anche giornali di sinistra come “Liberation”, lo ha stroncato, definendolo un buono a nulla, e ha sollevato dubbi e pesanti apprezzamenti sulla sua moralità. Durante la sua gestione, le frodi comunitarie (compreso quelle compiute all’interno della struttura) sono salite alle stelle e lo stesso presidente è stato chiamato in causa per rendere conto di comportamenti ritenuti scorretti.
Tra le vicende che hanno suscitato scandalo e riprovazione in Europa ( in Italia subito è scattata la censura) c’è una storia di consulenze miliardarie assegnate a una piccola ditta della provincia di Reggio Emilia: la “ Italtrend”. Si è parlato di un giro di incarichi per circa 30 miliardi di lire, conferiti dalla Commissione UE , quasi tutti senza convocare alcuna gara, a questa impresa con meno di 15 dipendenti che, però, presentava una qualità non trascurabile: ai vertici, in posizione di braccio destro del direttore, figurava e figura una nipote del presidente UE: Silvia Prodi. Questa si chiama onestà!!!!
Ma il colmo dei colmi è stato il licenziamento di Marta Andreasan che, dopo aver vinto il concorso per il posto a Capo contabile e Direttore per l’attuazione del bilancio della Commissione Europea, si preparò con zelo a portare aria pulita nella casa comunitaria dove ancora ristagnava il lezzo degli scandali che avevano caratterizzato la gestione di Jacques Santer, obbligandolo alle dimissioni. Bastarono poche settimane alla Andreasan per rendersi conto che nei bilanci europei non funzionava nulla e ancora, dopo dieci anni, non veniva eseguito un controllo di Tesoreria e iniziò a mettere nero su bianco tutte le magagne. Bussò alla porta di Prodi che la liquidò. Allora scrisse al presidente della Commissione e ai suoi vice lanciando l’allarme sulle frodi. Risultato dopo pochi giorni venne destinata ad altro incarico.
Decise di rivolgersi al Parlamento europeo e allora Prodi e i suoi pensarono bene di togliersi dai piedi, una volta per tutte, quella rompiscatole importuna. Dopo poche settimane venne cacciata per “ mancanza di riservatezza” nell’esercizio delle sue funzioni.
Per la cronaca, la gestione Prodi della Commissione europea è stata caratterizzata da uno dei più alti livelli di frodi e immoralità nella storia dell’UE.
Ogni commento è superfluo !
Ecco colui che aspira a governare il nostro Paese: dal “ Financial Times” bollato come:”manager incapace, che in Europa ha creato danni in misura decisamente superiore ai problemi che ha cercato di risolvere”.
Il disastroso cambio “ un euro contro 1.936,27 lire “ , anziché quello di “un euro contro 1.000 lire “ che autorevoli economisti ritenevano “ giusto, realistico e onesto”.
I cinque anni trascorsi da Prodi, a Bruxelles, sono stati giudicati fallimentari dalla grande stampa europea.
Prodi, presidente del Consiglio nel 1998 fu licenziato in tronco a metà legislatura dalle stesse sinistre che lo avevano eletto e sostituito con il comunista d’Alema, che nessuno aveva eletto.
Prodi ha fallito come Presidente del Consiglio e poi come Presidente della Commissione Europea, messo sulla poltrona di Bruxelles dallo stesso D’Alema che gli aveva sottratto quella di palazzo Chigi. Tante cose doveva fare l’Unione Europea , della quale Prodi era uno dei tecnocrati più autorevoli, e non ha fatto. E le cose che ha fatto e non doveva fare? Tantissime.
La commissione europea presieduta da Prodi non soltanto non ha fatto nulla, ha lasciato invadere i nostri mercati dai prodotti cinesi, non ha impedito un assalto illegale e assolutamente intollerabile in un mondo regolato dalle norme democratiche, ma ha pure tollerato che arrivassero i prodotti sui nostri mercati con il marchio “ CE”, che per i cinesi significa “China export” e gli acquirenti europei hanno frainteso con “Comunità Europea”.
Siamo stati beffati e danneggiati.
Tre soli paesi dell’Unione si sono salvati: Gran Bretagna, Svezia e Danimarca, che non hanno accettato l’euro e non lo vorranno mai.
Ma come può, Prodi, dopo il flop e i danni europei voler governare l’Italia ?
Quello che non si riesce a capire come mai i suoi alleati lo supportano, come possono pensare che sappia governare dopo lo sfacelo e il fallimento in tutto ciò che fa.
Ed un uomo così vuole governare il nostro Paese?
Povero Prodi! Tutto sommato il Professore è pur sempre il risultato di un’era preistorica in cui la Democrazia Cristiana comandava il paese, designava i suoi boiardi, occupava tutti i posti di potere.
E.Milanesi
06/03/2007