|
|
Alzo Zero 2008
Gli studenti, i politici e la buona educazione
"Il gazzettino" 04/04/2008, di Massimo Fini
"Tutti in piedi quando entra il professore. E' un segno di rispetto
e di buona educazione " ha dichiarato Berlusconi alla videochat del
Corriere. Certo che il Cavaliere ha davvero una bella faccia tosta
ed è forse per questo che piace tanto a molti italiani. Chi in una
riunione in Spagna di tutti i premier europei è stato pescato a fare
le corna dietro la testa di un collega come uno scola retto discolo
nella foto di gruppo dell'ultimo giorno di scuola ? Solo che se una
birichinata del genere la fa un ragazzino, a scuola , in un giorno
che è ormai di vacanza e siamo vicini al 'rompete le righe', è una
cosa, se lo fa in un consesso internazionale un presidente del
Consigli o, che rappresenta il suo Paese, è un'altra .
L'altra sera l'onorevole Fini lamentava, naturalmente in Tv (che è
la principale responsabile dello sfacelo culturale del nostro Paese)
che il 90\% degli studenti non sa dove sia Matera. Ma chi, parlando
dei mitici fondatori di Roma, li ha chiamati Romolo e Remolo? Una
cosa che nella pur sgangherata scuola italiana, usata dalla nostra
classe politica come area di parcheggio per precari, costerebbe a un
alunno di quinta elementare un giro dietro la lavagna con un
cappello con la scritta 'asino'?
Che lezioni di buona educazione e di buon gusto possono venire da un
signore che al premier norvegese Rasmussen, in visita ufficiale, fa
una battuta trucida sulla propria mogli e o che in quelle
festicciole che la Tv organizza per autocelebrarsi fa il cicisbeo
con vallette e vallettine fra le quali ci sono quelle piazzate in
qualche fiction per il piacer suo o dei suoi amici?
Che credibilità può avere un signore che anche i suoi amici
descrivono come bugiardo patologico ("un simpatico bugiardello",
Tiziana Maiolo; "un adorabile bugiardo", Casini) e che, soprattutto,
la Corte d'Appello di Venezia, nel maggio del 1990, quando nessun
'accanimento giudiziario' era ipotizzabile, ha dichiarato 'testimone
spergiuro' (cioè ha giurato il falso in Tribunale) e che è poi stato
salvato da un'amnistia voluta dai comunisti per non essere
processati per i finanziamenti avuti dall'Urss?
Che rispetto per le Istituzioni e per il proprio Paese ci può
insegnare un presidente del Consigli o che in terra di Spagna,
davanti a tutta la stampa internazionale' ha definito 'Mani Pulite',
cioè inchieste e sentenze, anche definitive, della magistratura
italiana "una guerra civile" e che ha delegittimato, di volta in
volta, oltre la magistratura ordinaria, la Corte Costituzionale, la
Corte dei Conti, il Presidente della Repubblica?
Che senso della legalità, che 'tolleranza zero' può pretendere un
signore che ha avuto decine di processi, che ne ha in corso uno per
'corruzione di testimone', che da quattro è uscito non per non aver
commesso il fatto ma perchè la prescrizione ha estinto il reato e
che nei casi in cui non poteva proprio scapolarla ha abolito, per
legge, il reato di cui era imputato come il falso in bilancio che
negli Stati Uniti può costare 30 anni di reclusione?
Che coerenza dobbiamo attribuire a un signore che afferma che lui
non attacca mai personalmente, dio guardi, gli avversari politici e
poi definisce ripetutamente Antonio Di Pietro "un uomo che mi fa
orrore"? E gli fa orrore per lo stesso motivo per cui lo fa a buona
parte della classe dirigente , di destra e di sinistra: perchè,
insieme al pool dei magistrati di Milano, osò richiamare per la
prima volta anche la classe dirigente a quel rispetto della legge
cui tutti noialtri cittadini siamo tenuti senza se e senza ma.
Il lettore dirà che sono un comunista. Io sono sempre stato
anticomunista, quando i comunisti esistevano e molti di quelli che
oggi se la dan da anticomunisti erano iscritti al Pci o militavano
nella sinistra extraparlamentare e mi aspettavano sotto casa per
darmi una lezioncina a colpi di spranga. Sono semplicemente un
cittadino italiano che, passati i 60, è stufo di essere preso in
giro da questa gente. Non sono gli studenti che devono alzarsi
quando entra il professore, sono i nostri uomini politici che
dovrebbero mettersi in ginocchio davanti al popolo italiano per
averlo ridotto come l'han ridotto, in campo economico,
previdenziale, sociale, morale e per avergli tolto ogni senso di
onestà, di lealtà, di correttezza e persino quella buona educazione
che oggi si invoca dai ragazzi.
15/04/2008