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Alzo Zero 2007
AFGHANISTAN, A ROMA UNA “COMICA”
CONFERENZA
DI MASSIMO FINI
La
Conferenza internazionale sulla giustizia in Afghanistan,
tenutasi a Roma con la partecipazione delle delegazioni dei 26
Paesi «donatori», cioè dei Paesi che lo occupano militarmente,
ha avuto un risvolto comico in un contesto tragico. Il compito
di guidare la «ricostruzione» della giustizia afgana è stato
affidato all'Italia. Ora, chiunque conosca la situazione della
giustizia italiana coglie quanto sia beffarda questa
designazione. Sarebbe molto meglio che le decine di milioni di
euro che stiamo riversando in quest'impresa assurda e proterva
li impiegassimo per la nostra giustizia che fa acqua da tutte le
parti.
Assurda, e proterva, non perchè "molti magistrati afgani non
sanno nè leggere nè scrivere e quelli che lo sanno non hanno a
disposizione i codici", ma perchè è assurdo e protervo applicare
il diritto occidentale, gli schemi mentali occidentali, ad una
popolazione che ha storia, vissuti, mentalità, valori
completamente diversi dai nostri. Sarebbe come se un mullah
pretendesse di redigere i nostri Codici. Lo stesso presidente
Karzai, che pur è alle dirette dipendenze dell'Amministrazione
americana, come lui stesso ha ammesso, ma che si sente bruciare
la terra sotto i piedi perchè nel Paese monta la rivolta che non
è più solo talebana, è stato costretto a sottolineare
"L'Afghanistan non è l'Occidente, ha valori diversi, una
struttura sociale diversa. E i soldati stranieri non possono
applicare i loro schemi, devono combattere «all'afgana».
Già, il modo di combattere della Nato. Secondo stime Onu
dall'inizio dell'anno le vittime civili sono state 430. Noi non
siamo l'Onu, ma semplicemente raccogliendo le notizie dei
giornali ne abbiamo contate 872. Senza contare quelle che sono
incontabili perchè vengono fatte dalle truppe occidentali in
regioni remote del Paese dove non è possibile alcun controllo.
Il perchè di queste stragi è presto detto. La Nato non combatte
«all'afgana», cioè
con
le forze di terra, ma con i bombardieri. Se in un villaggio
vengono segnalati dei guerriglieri talebani non li si va a
stanare, correndo qualche rischio, ma si bombarda semplicemente
il villaggio uccidendo per lo più donne, vecchi e bambini che
sono quelli che vi sono rimasti mentre tutti gli uomini validi
sono andati a combattere. Questo modo di fare la guerra, oltre
che vile e criminale, è idiota.La struttura sociale afgana è
fatta a grandi famiglie, a clan, è tribale. Se tu uccidi un uomo
di un villaggio non uccidi solo un uomo, 'uccidi' l'intero
villaggio e lo avrai tutto contro. In Afghanistan è nato
addirittura un proverbio "per ogni civile morto nascono dieci
talebani". Ecco perchè ai Talebani, in maggioranza Pashtun, si
stanno unendo mano a mano i Tagiki del defunto comandante Massud
che degli uomini del mullah Omar era stato il più fiero
avversario. La guerriglia talebana si sta trasformando in una
lotta di liberazione nazionale.
Ma, a parte questo, resta inevasa la domanda di fondo? Perchè
l'Occidente occupa l'Afghanistan? Per combattere il terrorismo,
si dice. Ma gli afgani, e nemmeno i Talebani, non sono
terroristi. Non lo sono mai stati. Non hanno compiuto un solo
atto di terrorismo nei dieci anni di guerra con i sovietici. Non
c'era un solo afgano nei commandos che abbatterono le Torri
Gemelle, non un solo afgano è stato trovato nelle cellule di Al
Qaida. I Talebani non sono terroristi nemmeno ora che devono
battersi con forze incomparabilmente superiori dal punto di
vista tecnologico. Se compiono atti di terrorismo, rari, lo
fanno solo contro obiettivi militari, provocando anch'essi,
certo, i loro 'danni collaterali'.
La sola colpa dei Talebani è di essersi trovati sul proprio
territorio Bin Laden, che proprio gli americani vi avevano messo
in funzione antisovietica, e che era difficilmente eliminabile
perchè in Afghanistan godeva di grande prestigio avendovi
costruito, con le sue enormi ricchezze, ospedali, scuole,
strade, ponti più di quanto abbiano fatto gli occidentali in
cinque anni.
Siamo lì, si dice allora, autocompiacendosi per le proprie buone
intenzioni, "per ricostruire il Paese e riportarvi l'ordine". Ma
bisognerebbe prima chiarire chi è che ha distrutto quel
"martoriato Paese" e vi ha portato il disordine. Dal 1980 al
1990 sono stati i sovietici, dal 1990 al 1996 sono stati i
"signori della guerra", e dal 2001 siamo noi. L'unico periodo in
cui l'Afghanistan ha vissuto nell'ordine e nella pace è stato il
1996-2001 quando governavano i Talebani. Anche se nessuno, in
Occidente, vuole riconoscerlo e nemmeno sentirselo dire.
Uscito su "Il gazzettino" il 06/07/2007
16/07/2007