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Alzo Zero 2007
Capo Verde, una nazione piegata
agli interessi dei viaggiatori
Una leggenda racconta che dio aveva già terminato la creazione del
mondo, e persino già distribuito tutte le ricchezze che aveva deciso
da concedere all’umanità, quando si rese conto che nelle sue mani
restava ancora qualcosa della materia che aveva sparpagliato
ovunque. Con un gesto indolente la gettò nello spazio, ma poco dopo,
nell’immensità del mare che molti secoli più tardi gli uomini
avrebbero chiamato Atlantico, spuntarono alcune isolette. Gli
aiutanti di dio richiamarono la sua attenzione “Hai appena creato
delle terre e non ha più niente da dargli né ricchezze,né acque né
piante. “Ormai non importa” rispose dio. “Con la quantità di buone
terre che ho disseminato da quelle parti, tutte provviste non solo
di cibo, ma anche di abbondanti ricchezze, sono sicuro che per
quanto gli uomini possono impegnarsi a ubbidire al mio ordine di
crescere e moltiplicarsi, non arriveranno mai a ricordarsi questi
spuntoni di roccia”.
Questo detto è rimasto valido almeno al 1460, quando i portoghesi
scoprirono questo arcipelago disabitato, i lusitani non
manifestarono mai un particolare interesse per le isole, fino al
1500, dopo la scoperta del Nuovo Mondo, quando divenne una tappa
obbligata per la traversata verso il Brasile e per il commercio
negrerio. Situate a ovest della costa occidentale dell’Africa erano
una base naturale per la tratta degli schiavi. Dal XVI secolo iniziò
un processo di colonizzazione,ma a differenza delle Azzorre e di
Madera non ebbe una forte emigrazione europea, ma in massima parte
d’origine africana. All’inizio fu considerato come una colonia
agricola, poi come porto franco nel commercio degli schiavi.
Conclusa l’arcipelago tornò il povertà. La colonizzazione portoghese
per quanto superflua finì il 5 settembre 1975. Le successive
elezioni furono vinte dal PAIGC ( partito africano per
l’indipendenza della Guinea e Capo Verde d’ispirazione marxista )
che ottenne il 92% dei suffragi. Nel settembre 1980, fu approvata la
prima costituzione che sanciva l’unità con la Guinea Bissau, ma il
colpo di stato in quest’ultimo paese mutò radicalmente la
situazione. Nel 1981 l’ala capoverdiana assunse il nome di PAICV e
abrogò gli articoli riguardanti l’unione con l’altro stato. Il
governo comunista ma non allineato, iniziò a dotare il paese di
infrastrutture economiche capaci a medio termine di cancellare la
fatalità di crisi economiche, ritenendo che la principale sfida
fosse garantire, seppure a livelli minimi, la sussistenza di una
popolazione povera fino alla disperazione e totalmente vulnerabile
perché data la mancanza di risorse proprie, era ed è condannata a
dipendere quasi completamente dall’estero. Durante gli anni 80 il
paese ottenne una crescita media del 4%, con aumenti della
produzione agricola interna granturco dalle 10.000 ai 70.000
quintali, manioca da 20.000 a 40.000 q. e allevamento dei capi sui
dai 24.000 capi ai 70.000. Inoltre per cambiare la fisionomia del
paese il PAIGC elaborò un programma di sviluppo pianificato con
l’obbiettivo di raggiungere l’indipendenza economica,
l’alfabetizzazione e puntando alla piena occupazione. Avviò la lotta
alla desertificazione con la ricerca delle acque sotterranee, la
costruzione di infrastrutture idriche e la riforestazione, cercando
nello stesso tempo di potenziare la pesca industriale considerata il
settorer di punta nel processo di sviluppo. I piani di rinascita
nazionale andarono in frantumi nel 1991 quando le consultazione
elettorali furono vinte dal Movimento per la democrazia, la neonata
formazione poteva contare su forti appoggi esterni sia dagli USA che
dalla diaspora capoverdiana.
Il nuovo governo, sotto la guida del Fondo Monetario Internazione
iniziò ad attuare riforme iper liberiste volte ad attirare gli
investimenti esteri, incluso il vergognoso turismo di massa.
All’inizio furono vendute 40 imprese statali come l’azienda
elettrica Electra, aziende manifatturiere Maraberzas, distributori e
consorzi alimentari EMPA, imprese agricole e ittiche, l’azienda
petrolchimica Enacal ,le due imprese immobiliari CVX e Interboo e
liberalizzato il settore bancario/assicurativo. Successivamente
venne “riformato” il settore fiscale, con agevolazioni alle imprese
estere,specialmente nel settore turistico.
Le politiche iperliberiste oltre a provocare un progressiva erosione
del potere d’acquisto e un aumento della disoccupazione che vide
aumentare la povertà cronica che passò dal 30 al 36%. Negli ultimi
anni si è sviluppato in maniera indiscriminata il settore turistico.
In un’intervista, il primo direttore capoverdiano di un villaggio
turistico ha dichiarato << che la situazione è catastrofica e alla
popolazione non arriva niente degli utili prodotti dalle
multinazionali turistiche e dalle vendite delle concessioni, gli
alberghi offrono poco lavoro ed entrano in concorrenza con le
imprese locali. I grandi resort sono sistemi chiusi e trovano a
manovalanza basso costo e con alta flessibilità, più correttamente
detta precarietà >>:
La popolazione che avrebbe dovuto beneficiare dell’invasione
turistica ha visto peggiorare la già misera situazione, come già
sperimentato dagli abitanti dell’isola di Sal, un abitante ha detto
<< che ora gli abitanti del luogo sono perennemente senza acqua,
mentre gli alberghi ne utilizzano illimitatamente, grazie alla
deviazione delle tubature >>. Attualmente sono presenti alcuni
autobotti che vendono un litro di acqua a 70 centesimi a litro,
quando oltre la metà della popolazione guadagna meno di un dollaro
al giorno. Il governo ha intanto intrapreso la lottizzazione delle
isole, nella sola isola di Sal ha venduto oltre 12.500 ettari di
costa, in dieci anni l’offerta di posti raddoppierà saranno
costruite nuove abitazione per turisti, creando un vera e propria
speculazione edilizia a danno della popolazione del luogo. Ma chi
lavora nel settore turistico vive in maniera sufficiente rispetto
agli standard locali? No, gli addetti all’industria edile spesso
immigrati dal continente o dalle isole vicine lavorano per 12 ore al
giorno, privi di assicurazione medica e sugli infortuni, inoltre il
già magro stipendio da 100/150 euro al mese, viene totalmente usato
per le spese comuni, specialmente per l’abitazioni ( molti di loro
abitano in affitto ). Negli ultimi anni. Nel 2001 le elezioni sono
state vinte dall’ex partito comunista, ora completamente succube dei
vampiri del Fondo Monetario, che ha imposto nuove riforme. E’ stata
privatizzata l’azienda di trasporti marittimi Arca Verde, come le
aziende portuali Cabnave e Enepor. Nel 2003 è stata venduta
l’azienda di surgelati Mindelo, la più importante dell’isola. L’anno
successivo è stato eliminato il monopolio statale e vitale, del
commercio farmaceutico.
Ultimamente è aumentato il malcontento della popolazione, verso le
politiche governative e il vergognoso turismo di massa, ma la
situazione sembra destinata a peggiore ulteriormente. Lo scorso
anno, il governo ha raggiunto un accordo da 350 milioni di dollari,
con l’imprenditore cinese David Chow per la costruzione di nuovi
impianti turistici nell’isola un tempo “paradiso terrestre” di Santa
Maria.
Saverio Borgheresi
16/12/2007