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Alzo Zero 2007
Giovanna Canzano, da Iniziativaneridionale
intervista
CLAUDIO MOFFA
IEMASVO
Istituto di Alti Studi sul Vicino e Medio Oriente
…“io ad esempio non sono un negazionista, per il semplice motivo che non mi sono mai occupato sistematicamente della questione. Non sono negazionisti altri citati. Sono e siamo invece a favore della libertà di parola e di opinione per tutti, e dunque anche per i cosiddetti negazionisti”. Claudio Moffa
CANZANO - Professor Moffa, lei assieme ad altri colleghi e amici fonda lo IEMASVO, l’Istituto di Alti Studi sul Vicino e Medio Oriente, e subito escono due articoli, su La Stampa e su l’Unità, che tendono a boicottare il nuovo progetto ..
MOFFA - I due articoli prendono spunto dalla chiusura del master teramano di una decina di giorni prima, ma in realtà, come dice lei, puntano soprattutto al futuro, a cercare di ostacolare il trasferimento del master a Roma e la fondazione dell’Istituto che lo gestisce. E qui, una prima constatazione generale: è incredibile l’atteggiamento di certi addetti all’informazione, che non solo non esprimono alcuna condanna per quanto successo, ma addirittura esaltano la repressione e continuano a demonizzare chi reagisce con coraggio – come i 13 del Consiglio Direttivo dello IEMASVO - al vento liberticida che rischia di investire il nostro paese in tema di insegnamento. Per loro l’art. 21 vale solo per far polemica contro Berlusconi. E’ la banalità dell’indifferenza. Prendiamo ad esempio Bruno Gravagnuolo. Definisce “master negazionista” un master che ha dato voce a tantissimi docenti su tantissimi argomenti e discipline, solo per aver invitato un cosiddetto “negazionista” a svolgere una lezione di due ore su 300 complessive del corso sul cosiddetto “negazionismo”. Omette e mente, come il suo collega Franchi, ricordando solo uno dei due appelli su Faurisson – la bolla Gattegna-Mantelli – e non citando le centinaia di firme di cittadini di tutte le tendenze – ivi compresi decine di docenti universitari e avvocati e giuristi famosi – a favore della libertà di lezione dello studioso francese. Si inventa una “intonazione ‘antiimperialista’ e ‘antiisraeliana’” anche del nuovo master romano, dimenticando che al modello originario – quello di Teramo – hanno preso parte o sono stati invitati personalità ebraiche della levatura di Dan Vittorio Segre, Furio Colombo, l’ambasciatore Meir, o studiosi come Pezzetti e la Pisanty. E’ incredibile che ogni volta mi trovo a dover ricordare questi banali ma significativi fatti: quelli come Gravagnuolo fanno come Goebbels, mentono reiteratamente per trasformare le loro bugie in verità! Gravagnuolo si è inventato anche che io avrei indetto una riunione alla sala Stampa di Milano per l’11 settembre prossimo, un confronto fra storici con il o sul negazionismo. Ma io non ne so proprio nulla: l’IEMASVO aderirà entusiasta ad una iniziativa del genere, che però non è sua.
Voglio aggiungere una cosa significativa: nel 1998, come si può leggere sul mio sito personale claudiomoffa.it, alla pagina “appelli e documenti”, lo stesso Gravagnuolo commentava positivamente un mio appello contro la condanna di Garaudy: non mi citava è vero fra i firmatari (Cardini, Di Nolfo etc.) forse per antipatia personale, nonostante gli avessi io presentato e inoltrato il documento, ma concludeva citando Voltaire, prendendo le difese della “libera discussione” e criticando la legge Gayssot in nome del “principio” della libertà di opinione.
Oggi, di fronte ad un caso concreto che riguarda il nostro paese Gravagnuolo giudica invece “inevitabile” la decisione di una Facoltà di chiudere un master sol perché aveva invitato Faurisson. E’ chiaramente un arretramento: e nella personale involuzione del giornalista, c’è la doppia involuzione del quotidiano già fondato a Gramsci e affondato da Furio Colombo, e dell’ex Partito comunista trasformatosi prima in PDS, poi in DS ed ora in Partito Democratico: che appare sempre più il vero partito “fascista” italiano della nostra epoca. C’è una chiara impronta PD nella chiusura del master teramano – l’artcolo di Gravagnuolo è il suggello dell’operazione - che forse diverrà ancora più netta se emergeranno altri tasselli utili a comprendere bene quel che è successo.
CANZANO - Passiamo a la Stampa: perché ha invitato Marco Ventura de la stampa a casa sua? Ha visto che “servizio” ha combinato?
MOFFA - Ha ragione, è stata una mia ingenuità. Del Ventura – che credevo fosse un interno de La Stampa, e non un precario in attesa di contratto - avevo apprezzato la sua cronaca dei fatti teramani del 18 maggio, e mi sono basato su quello. E poi scriveva per La Stampa, uno dei tre giornali “autorevoli” della grande stampa “progressista”: non avevo considerato – come lo stesso Ventura mi ha confessato candidamente il giorno prima la pubblicazione del suo articolo, quando il pezzo era ormai impaginato e chiuso – che lui aveva paura di veder finire il suo nuovo servizio su Informazione corretta, come già accaduto con quello del 19 maggio. E così ecco la “correzione” del tiro: un articolo con qualche considerazione giusta – come quella che i “negazionisti” non “negano” le stragi e morìe di ebrei nei lager, ma le cifre e modalità della tragedia – ma zeppo anche di pettegolezzi e con una mappatura del cosiddetto negazionismo completamente sballata.
CANZANO - Perché sballata?
MOFFA - Per una miriade di errori e approssimazioni: io ad esempio non sono un negazionista, per il semplice motivo che non mi sono mai occupato sistematicamente della questione. Non sono negazionisti altri citati. Sono e siamo invece a favore della libertà di parola e di opinione per tutti, e dunque anche per i cosiddetti negazionisti. E poi, la distinzione di Mattogno come tecnico non regge, non nel senso che lui non sia un “tecnico” (qualsiasi studioso serio, che antepone l’obbiettività de fatti alle proprie irrinunciabili opinioni, lo è!), ma nel senso che anche Faurisson allora è un tecnico: ragiona e argomenta su dati fattuali, non su ideologismi precostituiti. La distinzione dunque non ha alcun senso, è solo un escamotage per dividere i “buoni” neutrali dai “cattivi” faziosi. Non si fa così una battaglia per la libertà di opinione, e per battere il mostro liberticida delle leggi antinegazioniste che circolano in tutta Europa e che si vorrebbero introdurre anche in Italia. Ci vuole coraggio ed impegno civile …
CANZANO - Ma tutto questo rientra nel normale dibattito di opinioni…
MOFFA - Forse, ma di livello molto basso. Monnezza dicono a Roma: Ventura si profonde in aggettivazioni che possono essere buone per un volantino di propaganda, non certo per una pagina culturale di un giornale autorevole. Che il master di Teramo fosse un “ricettacolo di Ideologie retrò” lo può dire solo un ignorante, o uno che non ha letto né i titoli delle lezioni svolte né la lista dei docenti. E poi c’è il ricorso ad un linguaggio sessantottino ridicolo: giuristi castristi, marxisti filopalestinesi, ultramarxisti fanatici, ambientalisti che ambientalisti non sono. Un minestrone frutto di una inchiesta via internet. Ed è come se volesse avvertire: a Teramo è andata così, cambiate rotta, altrimenti vi scrivo un articolo direttamente su Informazione corretta.
CANZANO - E voi cambierete rotta?
MOFFA - Ma nemmeno per sogno. Ci aspettiamo altri attacchi, perché continueremo a porre questo elemento di riflessione drammatico ed elementare allo stesso tempo, quello di cui al convegno la Storia imbavagliata di Teramo, e alle prese di posizione de La civiltà cattolica, di Giano Accame, e dello stesso timido passo di Nicola Tranfaglia. La storia la non si imbavaglia, non la si aggredisce con spedizioni squadriste, non si bruciano i libri. Non è un caso che parlando del cosiddetto negazionismo, né Ventura né Gravagnuolo accennano sia pure minimamente a questo dato di partenza di tutta la questione, al dramma cioè di storici o anche semplici cittadini, che stanno in galera per aver detto che l’Olocausto non esiste. C’è chi dice che Gesù Cristo non è esistito: stanno forse in galera questi storici o pesudostorici? C’è qualcuno che oserebbe proporre una legge per metterli in prigione, avendo offeso la sensibilità della stragrande maggioranza dell’Europa cristiana? Questa è la contraddizione incredibile di certo pensiero laico degenerato in integralismo laicista. Tace del mandato di cattura europeo, tace della legge Gayssot di una Francia che ospita ex brigatisti assassini di Moro e perseguita Faurisson, tace delle leggi liberticide che dilagano in tutta Europa. Questi sono i fatti su cui riflettere, altro che il “salotto senza pretese” di Claudio Moffa ed altre fregnacce da serva pettegola con pretese di professionista “autorevole”!
Giovanna Canzano
intervista
PAOLO GIACHINI
Fosse Ardeatine e via Rasella, una storia ancora da scrivere
…“Questa persecuzione però rischia di diventare un boomerang
perchè ogni giorno di più Erich Priebke viene visto come un eroe per via delle inutili crudeltà a cui è sottoposto e che lui, il detenuto più anziano del mondo, sopporta con grande forza d’animo.
Questa ingiustizia e violenza contro Erich Priebke è molto pericolosa in uno Stato di diritto e mette a rischio anche l’intera comunità ebraica perchè questi atteggiamenti creano inevitabilmente antisemitismo, lo si avverte chiaramente anche dai commenti della gente„…(Paolo Giachini)
CANZANO – Priebke e le Fosse Ardeatine...
GIACHINI – Sulle Fosse Ardeatine è stato detto tutto. Mentre sul caso via Rasella la stampa preferisce tacere
CANZANO – Ci sono cose ancora non dette?
GIACHINI – E’ la logica della guerra. Con l‘attentato di via Rasella, i partigiani volevano acquisire una certa preminenza nella lotta all’occupazione tedesca. La guerra moderna e la guerriglia in special modo sono fatte così. E‘ stato un atto inutile sul piano bellico e per di più in violazione alla convenzione dell’Aja. Risultò subito chiaro che i partigiani, che in questo caso oltretutto non erano combattenti legittimi, avrebbero fatto ricadere le conseguenze sulla popolazione.
CANZANO – Come erano state fatte le liste?
GIACHINI – Kappler, ha dichiarato al processo di aver lavorato tutta la notte per fare queste liste insieme al capitano Schulz. Per compilare le liste ha cercato in un primo tempo solo condannati a morte e, poiché la quantità di questi era limitata, si è trovato costretto ad aggiungere altre persone. Così alla fine ha avuto l‘autorizzazione dal generale Harster di aggiungere anche 75 ebrei, i quali erano stati rastrellati e portati a Regina Coeli in attesa del trasferimento in Germania.
CANZANO – Come sono finiti nelle liste i 68 ragazzi di ‘Bandiera Rossa’?
GIACHINI – Pierangelo Maurizio nel suo libro ‘Cinquant’anni di menzogne‘, parla dei militanti di ‚Bandiera Rossa‘. Sostiene che probabilmente i combattenti partigiani comunisti, quelli dei Gap, con questo gesto intendevano eliminare i loro antagonisti di Bandiera Rossa e i badogliani militari, potrebbe anche essere così, io non voglio fare processi alla storia. Quello che posso dire è che il comportamento dei Gap è stato assolutamente scorretto in quanto in violazione della Convenzione dell’Aja. Dopo aver fatto l’attentato, tra l‘altro, non se ne sono assunti la responsabilità, e hanno lasciato che la rappresaglia avesse luogo. Come le ho detto, però, sono comunque fatti che ormai appartengono alla storia.
CANZANO - Oltre ai 75 ebrei e ai 68 ragazzi di ‘Bandiera Rossa’, sono stati ammazzati anche altre persone, come mai a manifestare contro il permesso di lavoro di Prieke sono venuti solo gli esponenti della comunità ebraica?
GIACHINI – C’è nella comunità ebraica, e in particolare in quella romana, una fazione estremistica che insiste nel perseguitare Priebke.
Questi facinorosi che inseguono il mito della vendetta sono funzionali ad una strategia che usa Priebke come una bandiera da sventolare in ricordo dell’olocausto, anche se Priebke per quanto riguarda l’olocausto non c’entra nulla.
Purtroppo intorno alla storia dell’olocausto, si è costruita tutta una letteratura che è sinergica al potere socio-politico.
In tutto questo scenario Priebke fa comodo perché, viene identificato con la cattiveria „nazista“, usato come un simbolo ancora vivente che offre supporto fisico e scenico alla memoria di ciò che si vuole tramandare riguardo le persecuzioni contro gli ebrei.
CANZANO – Come un testimone ancora vivente...
GIACHINI – non testimone ma emblema, morto lui, aumenteranno ancora più i problemi di quel particolare „ricordare“. Alcuni gruppi ebraici violenti e chi li manovra danno molta importanza a questa memoria, che, è, però, una memoria a senso unico. Infatti, ci si ricorda solo delle cose che fonno comodo; mentre storicamente si dimenticano o minimizzano tutte le altre, come per esempio delle Foibe, di Hiroscima, Dresda, e delle violenze sessuali che sono state fatte alle nostre donne in Ciociaria e in Germania, potremmo allungare ulteriormente l‘elenco.
CANZANO – Per quanto riguarda la legge di Mastella? …
GIACHINI – Ma, sono solo assurdità giuridiche! Tuttavia questa legge in Italia prima o poi passerà, perché c’è un potere ormai transnazionale che impone orientamenti simili.
Questo perché come dicevo la memoria dell‘olocausto, al di là di quello che effettivamente è stato, è una realtà sinergica ad un potere che si è espanso nel mondo e che in questo momento è vittorioso.
CANZANO – Potere sionista?
GIACHINI – Non è solo un potere sionista, il sionismo è solo uno strumento. Oggi chi governa il mondo sono i signori delle multinazionali, le quali, nella loro strategia di soggiogamento totale dell’intero pianeta, hanno usato anche il sionismo. Il sionismo serve, e, in particolare è servito a creare una base militare americana in Medio Oriente: Israele, là dove c’è la maggiore fonte energetica della terra. In sostanza, il sionismo serve a garantire, sul piano della forza, le fonti energetiche agli USA e ai paesi a cui fanno capo le maggiori multinazionali.
CANZANO – Perchè sia la stampa che le istituzioni hanno tanto negativamente parlato della conferenza sull’olocausto del prof. Moffa? Perchè non si dà la possibilità di visibilità anche agli storici revisionisti?
GIACHINI – Purtroppo siamo in presenza di una inibizione della ricerca storica, e, non è la prima volta che questo avviene. Siamo in presenza di una prevaricazione della libertà di studio, di propagazione di tesi storiche. Si deve tener presente che anche durante regimi totalitari come il fascismo e il nazional-socialismo non era possibile studiare o approfondire liberamente qualunque argomento culturale e diffonderlo, però, la differenza è che il nazional-socialismo e il fascismo apertamente proibivano certi studi e l’adesione a certe correnti culturali oggi invece, sotto una pervenza di democrazia, ci viene fatto credere che siamo liberi e che si può approfondire qualunque tipo di argomento, in realtà non è assolutamente vero.
D’altra parte non vedo perchè la cosa debba assumere queste tinte poliziesche. Se domani si dovesse dimostrare che, per quanto riguarda l‘olocausto si sono dette molte cose non vere, cosa che parzialmente è già stato tra l’altro assodato, per il fatto che ci sono state delle enormi esagerazioni da parte dei vincitori del secondo conflitto mondiale; se ciò si dovesse dimostrare, dicevo, sulla base di elementi veramente significativi, a quel punto saremo di fronte ad un normale processo di revisione della storia ufficiale e niente più.
Non ci vedo niente di strano, anche perchè ritengo che sia abbastanza ovvio che i vincitori scrivano la storia a loro piacimento. La verità però è ben altra cosa.
CANZANO – Come si può appurare la verità in questo caso? Per esempio istituendo Commissione Parlamentare sulla shoah?
GIACHINI – Questi tipi di approfondimenti attualmente non fanno comodo a nessuno non c‘è nessun paese che fa ufficialmente indagini di questo genere che crea commissioni che cerchiamo il contraddittorio su questo argomento.
Lei ha detto il vaticano è stato accusato dagli ebrei per non aver fatto nulla contro l‘olocausto, ancora una volta ci terrei a chiarire che non è che il vaticano è stato accusato dagli ebrei, il vaticano è stato accusato da una fazione di ebrei, in particolare dai sionisti estremisti. Nella comunità ebraica però, ci sono anche molti ebrei che ragionano in modo diverso, abbiamo visto Filkenstein, Omar Shiamir e, ad Ariel Toaf è stato vietato la pubblicazione del suo libro e, è stato subito aggredito soprattutto dagli estremisti della Comunità ebraica di Roma e poi Israel Shamir e Noam Chomsky ed altri.
Ci sono molti ebrei che hanno preso le distanze da certi atteggiamenti.
Pensi che ancora oggi, non abbiamo ancora stabilito bene fino a che punto le persecuzioni dei cristiani nella Roma Imperiale effettivamente avessero le tinte cruente che sono state tramandate successivamente fino ai film di Hollywood che hanno descritto con ampie e ridicole sceneggiature quelle vicende. Spesso si è trattato semplicemente di misure di polizia e niente più, eppure ancora rimangono nella fantasia dell’opinione pubblica queste immaggini dei cristiani sbranati dai leoni. Molto spesso le cose vengono appositamente inventate perchè serve al potere emergente che si creda a quella particolare realtà così come viene raccontata e ricordata...
CANZANO – Ma, per quanto riguarda avvenimenti avvenuti circa duemila anni fa, può essere che qualche cosa sia stato raccontato e tramandato in modo diverso da come in effeti si sono svolti i fatti, ma per quanto riguarda l'olocausto, sono fatti accaduti poche decine di anni fa...
GIACHINI – Non è una questione di tempo, non c‘è volontà di approfondire e quindi non lo si fa, non lo si fa in Italia ed anzi addirittuara in certi paesi ci sono leggi che lo impediscono...anzi gli „anti revisionisti“ spacciano il revisionismo storico che è una sacrosanta indagine storico-scentifica, per semplice propaganda a favore del nazionalsocialismo; così facendo criminalizzano gli studiosi. In sostanza si getta su chi studia quel periodo storico la stigmate del „nazista“ come se ricercare delle prove scentifiche equivalesse ad essere d’accordo con lo sterminio di un popolo. Questo ricatto serve a far tacere gli intellettuali sulle verità storiche
CANZANO – E torniamo a Priebke.....
GIACHINI – Nel caso Priebke si è usata la stessa tecnica: difendere i diritti di Priebke deve equivalere ad essere dei „nazisti“. Questa persecuzione però rischia di diventare un boomerang perchè ogni giorno di più Erich Priebke viene visto come un eroe per via delle inutili crudeltà a cui è sottoposto e che lui, il detenuto più anziano del mondo, sopporta con grande forza d’animo. Questa ingiustizia e violenza contro Erich Priebke è molto pericolosa in uno Stato di diritto e mette a rischio anche l’intera comunità ebraica perchè questi atteggiamenti creano inevitabilmente antisemitismo, lo si avverte chiaramente anche dai commenti della gente.
17/09/2007