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Alzo Zero 2007
Il Caso del Gip Clementina Forleo
"Il gazzettino" il 02/11/2007, di Massimo Fini
Destra e sinistra si accapigliano su tutto, anche sulle cose su cui
sono d'accordo, perchè son provvedimenti che, alternativamente, han
preso sia l'una che l'altra, e non si capisce perchè. O meglio, lo
si capisce benissimo: gli uni vogliono mantenere a tutti i costi il
potere, gli altri a tutti i costi toglierglielo. E mentre si
azzuffano, non si accorgono, che l'Italia si sta sfasciando.
In 35 anni di lavoro giornalistico - un arco che comprende le bombe
di Piazza Fontana, il terrorismo rosso e nero, l'assassinio di
Pecorelli, la misteriosa morte di Calvi, Ustica e tanti altri
misteri italiani - non ho mai visto un caso così inquietante come
quello di Clementina Forleo . Il Gip di Milano ha scritto al
prefetto una lettera in cui, spiegando perchè rifiuta la scorta dei
carabinieri, afferma testualmente: «La scorta non mi serve perchè ho
ragione di ritenere che le minacce non vengono dalla piazza, ma da
ambienti istituzionali... non posso certo accettare protezione
dall'Arma dei carabinieri, la stessa istituzione dai cui vertici
partono continuamente denigrazioni e attacchi nei miei confronti...
Quando ero giudice delle scalate Antonveneta e Unipol da uomini
delle istituzioni e di legge mi sono giunte pressioni perchè
prendessi certe decisioni e non certe altre». I nomi dei
responsabili di queste pressioni e delle larvate minacce il Gip
Forleo non li fa nella lettera al prefetto, spedita in copia
conforme anche al Procuratore generale di Milano Mario Blandini. Non
li ha detti neppure ai carabinieri, ma ha fatto sapere: «Per ora ho
affidato al mio caro amico Ferdinando Imposimato alcuni appunti
scritti e altre confidenze. L'ho fatto a futura memoria, perchè non
si sa mai...metti una scivolata...» È evidente che la Forleo teme di
essere uccisa e mette le mani avanti, sia per scoraggiare eventuali
assassini, sia per smascherarli una volta che lei non potesse più
farlo.
Sembra di assistere a una delle più torbide edizioni della "Piovra",
ma ambientata a Milano e non nella Sicilia in mano alla mafia. Ora
le cose sono due. O la Forleo , un magistrato considerato fino a
ieri estremamente rigoroso, forse anche troppo rigoroso, ha avuto un
crollo nervoso, oppure, in caso contrario, le sue denunce sono di
una gravità inaudita che non mi pare sia stata colta nè dai
giornali, nè dall'opinione pubblica, nè, tampoco e non
innocentemente, dai rappresentanti delle Istituzioni. Un magistrato,
che fa parte delle Istituzioni, che ne è anzi il garante, non si
fida delle Istituzioni, anzi le teme, considera lo Stato, di cui è
al servizio, il vero nemico e si chiama fuori, varca la linea e si
mette dalla parte dell'Antistato. O la Forleo è la protagonista di
un golpe o il golpe, sotterraneo, è già avvenuto, da tempo, e lei ne
è solo una delle vittime.
Alla fine di luglio i Pubblici ministeri di Matera, indagati a loro
volta dal Pm di Catanzaro De Magistris nell'ambito dell'inchiesta "Why
not?", ordinarono una perquisizione alla Caserma dei carabinieri di
Policoro. Ma il comandante della Caserma, Pasquale Antonio Zaccheo,
un collaboratore di De Magistris in quell'inchiesta, rifiutò la
perquisizione minacciando di sparare sui poliziotti che avevano
l'ordine di eseguirla. Possibile un simile episodio di
insubordinazione? Possibile. È accaduto. Anche se poi, dopo lunghe
trattative e quattro ore di attesa, la perquisizione è stata fatta,
quando era ormai inutile perchè c'era stato tutto il tempo di far
sparire le eventuali prove che la polizia cercava.
E si capisce allora perchè i cittadini di Cortina abbiano chiesto, a
grandissima maggioranza, l'annessione al Sudtirolo. Un passo verso
l'Austria, un Paese non ancora ridotto a una sinistra Repubblica
delle banane.
18/11/2007