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Alzo Zero 2007
Inganni e tradimenti
di Ida Magli
ItalianiLiberi
Si compie ancora una volta il rito delle elezioni. Vorrei spiegare,
nel modo più chiaro e più conciso possibile, quali siano i motivi
per i quali noi, gli Italiani, non ci salveremo comunque, né con
queste elezioni né con altre se non porremo duramente ai nostri
politici la domanda su che cosa intendano fare riguardo all’Unione
Europea. Purtroppo il sistema delle elezioni affidate al popolo
tranquillizza, anzi addormenta lo spirito critico nei confronti dei
politici, sia verso quelli che governano che verso quelli che stanno
all’opposizione.Al tempo stesso fa credere che, viceversa, lo
spirito critico sia fortissimo in quanto si svolge una specie di
pseudo battaglia fra i due fronti, pseudo battaglia cui partecipano,
fingendo di informare, anche i giornalisti.
Cerco di spiegare il motivo principale. Nessuno dei Partiti
esistenti oggi in Italia, piccoli o grandi che siano, ha come scopo
la difesa dall’unione europea, la limitazione del suo potere,
nemmeno nei campi per i quali alcuni dei Partiti affermano di
combattere.
Prendiamo per esempio l’immigrazione. E’ soprattutto la Lega che si
è fatta della battaglia contro l’immigrazione la propria bandiera,
ma sa benissimo che si tratta di una battaglia utile soltanto per
gettare la polvere negli occhi dei poveri Italiani e averne i voti.
Le normative europee impediscono qualsiasi limitazione in quanto,
con il trattato di Schengen, tutti i cittadini dei 27 paesi entrati
nell’Unione possono circolare liberamente, stabilirsi dove vogliono,
lavorare dove vogliono, dare il proprio voto a chi vogliono e dove
vogliono. Avete sentito la Lega parlare di questo? No, sicuramente
no.
Ma non basta. Gli Italiani non ne possono più di sopportare gli
Zingari e sperano nelle focose parole dei leghisti per esserne
liberati. Ma nessuno ha loro spiegato che sono le normative europee
che garantiscono agli Zingari il diritto a conservare i propri
costumi e a fingere di vivere da nomadi stabilendosi nei paesi
dell’Unione. Naturalmente i veri “nomadi“ erano quelli che nei
secoli passati si spostavano nelle vastissime steppe ungheresi,
ucraine, russe allevando e vendendo cavalli e razziando i villaggi
degli agricoltori. Che importa? Invece delle razzie si svuotano le
tasche dei romani nella metropolitana e invece dei cavalli si fa
commercio di lussuose automobili rubate.
Se passiamo all’ immigrazione sia regolare che clandestina
dall’Africa e dal Vicino e Medio Oriente troviamo ancora una volta
che è il progetto (mai spiegato a chiare lettere ai poveri Italiani)
di estendere l’Unione Europea a tutti i paesi “ mediterranei “ a far
affluire in Italia gente da ogni luogo vicino e lontano. Inutile
dire che si possono trasformare in “europei” i paesi dell’Africa e
dell’Oriente fino ad Israele soltanto con la solita prassi
dell’inganno e della falsificazione verbale e mentale che sta alla
base della costruzione europea. Che senso ha il fatto che l’Africa
del Nord è bagnata dal Mediterraneo? La cultura dei Marocchini è
forse simile a quella italiana? Qualche marocchino ha forse mai
composto “Casta Diva“ o “Un bel dì vedremo”? E la lingua italiana?
E’ forse nato qualche Petrarca o qualche Leopardi in Libia o in
Tunisia?
Ma questa è la situazione. Si vuole la distruzione delle nazioni,
delle culture, delle lingue per poter unificare i territori. Siccome
però nessun Partito, lo ripeto, nessuno, né di destra né di sinistra
affronta questo argomento, noi sappiamo che non ci possiamo fidare,
che veniamo ingannati di proposito in tutto.
Naturalmente il progetto di unificazione europea era sbagliato fin
dall’inizio e la situazione di oggi ne è soltanto la conferma.
(Nessuno tiri fuori la forza dell’euro. Ci tornerò in un altro
articolo, ma sia sufficiente a capire che si tratta di una moneta
immaginaria il fatto che il suo valore non corrisponde allo sviluppo
dell’economia e che è servita soltanto a nasconderci il pagamento
dell’inflazione riducendo di colpo della metà il valore della lira.)
Ma i nostri politici non ne parlano agli Italiani, i giornalisti
meno che meno come se la questione non ci riguardasse.
Prodi (come del resto tutti i governanti prima di lui, compreso
Berlusconi) è il più zelante nello spronare alla firma della
costituzione europea, ossia alla rinuncia di quello che resta della
sovranità e della indipendenza delle Nazioni. Non un dibattito si
svolge in proposito, neanche sulle enormi difficoltà che la gestione
delle istituzioni europee necessariamente comporterà. Qualcuno ha
mai spiegato agli Italiani come si farà a farsi governare a turno da
un Polacco, da un Rumeno, da un Tedesco? E la Polizia? Chi
sopporterà di farsi arrestare da un Austriaco o da un Francese? E’
vero che gli impassibili Commissari europei hanno già provveduto a
metterci il più forte dei bavagli: il mandato di arresto europeo se
ti azzardi a dire una sola parola di critica su chiunque, ma anche
di questo agli Italiani non è stato permesso discutere.
Lo stesso tipo di discorso vale per gli altri temi, in apparenza
“caldi“, sui quali fingono di accapigliarsi oggi i Partiti. I Dico?
In Europa sono stati già approvati, sia per le coppie etero che per
quelle omosessuali, come pure le adozioni e l’eutanasia. Dunque, è
tutto inutile. O si esce dall’unione europea, oppure ci si adegua. I
cattolici? La prima a tradire è stata la Chiesa cattolica, la quale
sa bene che in Europa i cattolici sono in minoranza. Ma non per
nulla è stato eletto un Papa tedesco. La leadership dell’Europa è
stata fin dall’inizio affidata alla Germania e, di conseguenza, come
è avvenuto nella storia passata quando è stato eletto il primo Papa
tedesco in concomitanza con il potere degli Ottoni (Bruno di
Carinzia con il nome di Gregorio V) così, dopo il prudente passo di
“avvicinamento”, indispensabile dopo tanti secoli di Papi italiani,
con l’elezione di un polacco, è arrivata l’ora di Ratzinger. Lo
scopo dei politici è sempre e soltanto il proprio potere, compreso
quello dei Papi, non l’interesse dei sudditi, un interesse che viene
o non viene perseguito a seconda se serva all’aumento del potere. Il
vero “conflitto di interessi” è questo: quello fra i politici e i
sudditi.
Dunque, è l’Unione Europea il vero scopo dei politici e dei Partiti,
in Italia così come in Francia, in Germania, in Olanda, in Libia, in
Grecia, in Turchia, in Israele, mentre in altri paesi, come
l’Inghilterra, i governanti non vogliono perdere la propria
sovranità perché sanno di poter essere più potenti rimanendone fuori
(la forza della sterlina sta lì a dimostrarlo).
Infine, un accenno a quei paesi che, viceversa, sperano con l’unione
europea di poter raggiungere una più forte autonomia e indipendenza,
staccandosi dal cordone ombelicale cui sono legati: l’Irlanda, la
Scozia, le Province Basche; e, sotto sotto, la Padania di Bossi. Sì,
proprio così: anche la Lega spera di raggiungere il suo originario
scopo autonomistico senza dover più pronunciare la parola poco
gradevole di “secessione”. Si farà l’Europa delle Regioni, e a
questo lavorano i sempre più forti “Governatori”. Addio Unità
d’Italia, addio Risorgimento, addio lingua italiana, addio Patria…
Sono talmente ottusi, questi politici, talmente incolti, da credere
che comunque l’Europa si farà e sarà forte, ricca, faro di civiltà e
di pace per tutto il mondo. Non si avvedono dell’involuzione
psicologica, sociale e culturale cui l’hanno già tragicamente
spinta. Con il solito disprezzo per i sudditi, non si rendono conto
che sono i popoli la ricchezza di una Nazione, quello che creano gli
individui appartenenti ad una determinata nazione. Ma soprattutto
questo è vero per le Nazioni dell’Europa d’Occidente: sono loro che
hanno prodotto Shakespeare e Molière, Dante e Leonardo, Bach e
Mozart, Leopardi e Goethe, Vivaldi e Bellini, Beethoven e Verdi,
Kant e Machiavelli, Michelangelo e Giotto, Newman e Galileo… insomma
gli innumerevoli geni che illuminano la storia di tuttal’ Umanità.
Era forse “padano” Giuseppe Verdi quando rivendicava l’italianità
della sua musica, era forse “padano” Alessandro Manzoni quando si
ostinava a trovare il focus della lingua italiana “risciacquandola
in Arno”? Ah! Come aveva ragione Verdi!
“Dio ci guardi dall’aver fiducia nei nostri governanti e nelle
nazioni straniere”.
Ida Magli
Roma, 27 Maggio 2007
18/06/2007