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Alzo Zero 2007
Massoneria: grandi manovre
Maurizio Blondet -effedieffe
Il 9 maggio abbiamo dato
notizia della cena segreta che la setta degli Illuminati, rinata
grazie a Giuliano Di Bernardo gran maestro della Massoneria fino al
2000, aveva organizzato a Roma e saltata per uno «soffiata»
riportata da Dagospia.
Lo scopo della cena era far digerire al Vaticano il nuovo film
tratto dall’ultimo libro di Dan Brown, «Angeli e Demoni»,
affinchè non si levassero le proteste ecclesiastiche che hanno
accompagnato l’uscita della versione cinematografica del «Codice
Da Vinci», dello stesso Dan Brown.
Alla cena era naturalmente presente Dan Brown, il regista del Codice
Da Vinci Ron Howard, l’attore-protagonista Tom Hanks.
Ma anche, più inquietante, Rupert Murdoch col figlio, il padrone di
Fox News e di uno dei maggiori imperi mediatici, sfegatato diffusore
della propaganda israeliana.
Alla cena saltata - doveva tenersi in piazza di Spagna, a palazzo
Borgognoni - doveva essere presente anche il cardinale Friedrich
Wetter, emerito di Monaco di Baviera (la setta degli Illuminati di
Baviera, infatti).
Ora, sempre su Dagospia, apprendiamo che la mistica cena iniziatica
sotto il simbolo del Grande Architetto era stata fissata a nuova
data, metà giugno, in un castello dell’Alto Adige.
Anche quella saltata per la fuga di notizie.
Ma la cosa interessante era la lista degli invitati: più nutrita
della prima.
Oltre ai soliti Dan Brown, Tom Hanks il protagonista e Ron Howard il
regista; oltre a Rupert Murdoch e al figlio Lachan; oltre al già
citato cardinal Wetter (un «fratello»? Un intimo?), ci sono
altri personaggi, e importantissimi.
Tre: Vincent Cannistraro, già capo dell’antiterrorismo alla CIA, già
direttore del programma intelligence al National Security Council,
ed ora, attivo pensionato, consulente su questioni di spionaggi e
terrorismo per importanti clienti, fra cui ABC News (il network
televisivo) e il Vaticano.
Marcel Ospel, presidente della UBS Bank (Union des Banques Suisses)
e architetto di una fusione-monstre fra UBS e Merrill Lynch, fallita
per oscure resistenze interne, che avrebbe creato la più colossale
banca d’affari del mondo.
Suzanne Nora Johnson, vicepresidente della Goldman Sachs e nel
comitato centrale dell’Aspen Institute.
Lasciamo perdere il contorno di nani e ballerine (fra cui la
Hunzinker, probabile attrice del film).
Come mai pezzi tanto grossi della finanza globale sono interessati
al film di Dan Brown? Soprattutto, come mai si riuniscono in segreto
all’invito di un re travicello come il pittoresco Giuliano di
Bernardo, ex gran maestro di una Massoneria marginale come quella
italiota, allo scopo di manipolare il Vaticano attraverso i prelati
«amici»?
Quella è gente che non ha tempo da perdere in cene rituali sotto
simboli massonici, se non per una ragione più concreta.
Tutto questo ci pare
abbia una relazione con la campagna
di fonte anglo-finanziaria scatenata contro la Chiesa, di cui il ben
frullato scandalo dei preti pedofili è stato certo un momento
importante: anche finanziariamente, perché è giunto nel preciso
momento della campagna della CEI per l’8 per mille.
Ora, molti quattrini saranno fatti mancare alla Chiesa italiana da
contribuenti indignati.
Uno dei motivi pare sia la vendetta (costosissima) contro la
vanificazione della campagna sulle nozze gay, sventata dalla Chiesa
italiana.
Può far parte della campagna anche l’inchiesta repentinamente
avviata dal noto giudice anglo-napoletano Woodcock contro «logge
massoniche coperte» che fanno capo a vecchi centri di potere
democristiani.
Woodcock ha ordinato 28 perquisizioni e 24 incriminazioni.
Diamo la parola al La Stampa: tra gli indagati «non mancano
vecchi piduisti, come il 72enne Emo Danesi, ex parlamentare DC.
Oppure Mauro Lazzeri, ex P2 e dirigente dell’UDC di Livorno. E
ancora: Giampiero Del Gamba, vecchia tessera ‘L-863’».
Inoltre «spiccano personaggi importanti della politica
odierna, come Paolo Togni, ex capo di gabinetto del ministero
dell’Ambiente, con l’ex ministro Altero Matteoli (AN). E
uomini influenti come Valerio Bitetto, ex amministratore ENEL, ora
amministratore della Tecnoplan, azienda che s’occupa d’ingegneria
energetica. Oltre due logge massoniche, quella di Scalea
(Calabria) e la ‘Giuseppe Colorano 19’ di Potenza, è stata
perquisita anche la sede UDC di Livorno».
L’accusa parla di una «inquietante commistione tra massoneria,
affari, politica e apparati pubblici di ogni specie».
Un’associazione guidata da sei promotori, «una struttura»,
anzi, «più strutture», che operavano su tutto il territorio
nazionale e anche all’estero, dedita in particolare agli affari
della «pubblica amministrazione, turbandone l’imparzialità e il
buon andamento».
Nell’inchiesta spunta anche l’Opus Dei, interessata, a quanto pare,
all’affare della costruzione del porto di Genova.
Tra gli elementi di spicco dell’organizzazione c’è proprio Lazzeri,
ritenuto maestro di una loggia che aveva sede nella sezione UDC di
Livorno, che con Gionata Bertuccelli, ad esempio, parla di «Pizzo»
e di «ritorno al partito», lasciando intendere un probabile
finanziamento occulto.
Ma si tentano affari ovunque.
Nel settore dell’energia, per esempio, provando a piazzare un
impianto energetico.
Un affare nel quale è coinvolto Bitetto, che ritiene necessario
l’intervento di Togni, uomo del ministero. E Togni a quanto pare è
disponibile a dare una mano.
Si tratterebbe solo di contattarlo e stabilire modi e tempi.
Si tenta di sfruttare nuove sorgenti di acqua minerale, come nel
caso di Mariano Gangemi e Gionata Beruccelli, che avrebbe
individuato una fonte, e per l’occasione sembrano pronti a pagare
tangenti alla politica.
E ancora:
si tentano infiltrazioni nell’Arma dei carabinieri.
E sembra esserci un generale ben disposto a partecipare: si tratta
di Carlo Mori, che nel frattempo, punta a grossi incarichi al
ministero dell’Interno.
E per finire, la presunta associazione massonica, tenta di
infiltrarsi all’interno dei partiti.
Alcuni millantano rapporti con il presidente dell’UDC Pierferdinando
Casini, altri tentano di infiltrarsi in Forza Italia, per la
precisione sfruttando i «circoli della libertà» e un
collegamento con l’avvocato Carlo Taormina (che non risulta
indagato).
Sono queste le prime «questionecelle», i «pizzi» e
gli «intrallazzi», della nuova P2 scoperta dalla procura di
Potenza.
Ma a quanto pare siamo solo agli inizi, sono solo i primi scenari, e
gli sviluppi dell’inchiesta potrebbero essere ben più ampi e
devastanti.
Sarebbe coinvolta, o si cercherebbe di coinvolgere, l’Opus Dei:
guarda caso, l’organizzazione bersagliata da Dan Brown come il nido
oscuro del male clericale.
Da quel che si può vedere, Woodkcock sta colpendo personaggi con
profilo di centro-destra.
Dunque, sta smantellando «una» Massoneria, la Massoneria
vecchio-democristiana, smantellandone la cassaforte che si stava
riempiendo - forse - con tangenti e «pizzi».
E’ deplorevole.
D’altra parte Prodi ha la sua banca (Sanintesa, Bazoli), e D’Alema
la sua (Unicredito-Capitalia); chi voglia far politica all’italiota,
senza avere i mezzi propri di Berlusconi, deve formarsi un tesoretto
di corruttele tangentizie.
Senza quelle, se i magistrati si svegliano (selettivamente) è
finita.
La «Massoneria» dei vecchi piduisti meno illuminati, e più
provinciali, degli invitati di De Bernardo.
Vedremo come andrà a finire.
Nel frattempo un
lettore albanese ci invia la notizia
che il Grande Oriente ha acceso la «luce massonica» in
Albania.
«Il 19 febbraio 2000 il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi -
per delega del Gran Maestro Gustavo Raffi, in quel giorno negli
Stati Uniti d’America per partecipare all’annuale Conferenza dei
Gran Maestri del Nord America - ha officiato la solenne cerimonia
del rito di iniziazione di dieci profani di nazionalità albanese di
cui cinque nella Loggia ‘Cairoli Risorta’ (777) e cinque
nella Loggia ‘Saggezza Trionfante’ (984), entrambe di Bari.
La celebrazione si è svolta nel Tempio della Casa Massonica di
Bari alla presenza del Gran Maestro Aggiunto Mario Misul, dell’ex
Gran Maestro Virgilio Gaito, del Presidente del Collegio
Circoscrizionale della Puglia, Mauro Leone, e di numerosissimi
Maestri Venerabili e Fratelli convenuti non solo dalla Puglia ma
anche da altre Regioni.
I nuovi Fratelli appartengono a famiglie di antiche tradizioni
culturali da sempre legate al nostro Paese e sono in Albania tra i
migliori nel campo professionale, universitario ed artistico.
Da molti anni essi erano in contatto con l’allora Gran Maestro
Virgilio Gaito ed avevano manifestato il loro vivo desiderio di
vedere la Luce massonica nel Goi.
Chiarificatasi finalmente la situazione politica con la caduta
della dittatura comunista sotto la quale parecchi di loro hanno
patito persecuzioni e stenti, essi hanno potuto finalmente
realizzare la loro aspirazione grazie anche al costante
interessamento dell’ex Gran Maestro ed alla lungimirante delibera
della Giunta che ha deciso di favorire concretamente la venuta in
Italia dei dieci iniziandi che potranno costituire il nucleo
fondatore di una Gran Loggia in Albania ove la Massoneria non è mai
stata presente. E ciò sarebbe di non poco merito per il Grande
Oriente d’Italia che già in passato contribuì a rialzare le colonne
in Romania dando vita a quella Gran Loggia Nazionale che oggi è
universalmente riconosciuta ed in via di grande sviluppo».
«Commossi indirizzi di
saluto, al termine della toccante
cerimonia, sono stati rivolti dal Gran Maestro Aggiunto Massimo
Bianchi, dal Gran Maestro Aggiunto Mario Misul, dal Presidente del
Collegio Circoscrizionale della Puglia Mauro Leone, dai Fratelli
Angelo Scrimieri, Maestro Venerabile della ‘Cairoli Risorta’ e
Giovanni Massaro, Maestro Venerabile della ‘Saggezza Trionfante’, e
da molti Maestri Venerabili e singoli Fratelli.
Il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi ha quindi dato la
parola all’ex Gran Maestro Virgilio Gaito, il quale ha testimoniato
la costanza dei propositi dei neo Apprendisti che, in attesa di
ricevere la Luce massonica, hanno da anni costituito a Tirana
un’associazione profana intitolata ‘Fratellanza italo-libanese’,
regolarmente registrata in Tribunale, la quale potrebbe fornire una
valida base giuridica per l’intestazione di una sede alla
costituenda Gran Loggia di Albania.
Il Fratello Gaito ha altresì posto in risalto l’importanza
storica della penetrazione della Massoneria nel Paese delle Aquile
in concomitanza con l’avvento della democrazia che i Fratelli
albanesi di oggi e di domani, con l’aiuto di quelli italiani,
contribuiranno a rafforzare diffondendo e difendendo gli immortali
principi della Massoneria, la cui universalità è risultata ancora
una volta testimoniata in occasione dell’odierno rito di iniziazione
nel corso del quale i dieci profani, di religione musulmana, hanno
prestato la promessa solenne sul Corano anziché sulla Bibbia in
quanto per loro esso è il Libro Sacro, il simbolo della legge morale
alla quale il vero Massone deve ispirare e conformare tutta la sua
vita.
L’ex Gran Maestro Gaito ha quindi concluso il suo commosso
saluto dicendosi orgoglioso di aver realizzato un sogno così a lungo
vagheggiato e di essere certo che la fede e l’entusiasmo dei neo
Apprendisti farà percorrere loro la via iniziatica con costanza e
profitto così da essere un luminoso punto di riferimento specie per
le giovani generazioni albanesi, ancora travagliate dai mille
problemi esistenziali, sociali ed economici della loro Nazione.
Un’agape fraterna ha fatto seguito alla chiusura dei lavori in
un’atmosfera di grande letizia».
Il lettore albanese vuole sapere cosa ne penso.
Semplice:
la Massoneria accende subito nuove «luci» nei Paesi che erano stati
sottratti al pieno dominio della finanza anglo-ebraica.
Si accende la luce, e poi si saccheggia.
18/06/2007