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Alzo Zero 2007
In Italya si recita a
soggetto
Oggi, 2 giugno 2007, è la "festa della Repubblica". A dire della
Carta
Costituzionale (articolo 1), "L’Italia è una repubblica democratica,
fondata
sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle
forme e
nei limiti della Costituzione". Sono passati 59 anni dal varo della
Costituzione. E, se ci guardiamo intorno, il contrasto tra "utopia"
e
"realtà" emerge in tutta la sua drammaticità.
Il lavoro? Viviamo in tempi di disoccupazione massiccia e di
precarietà
diffusa. E, nel frattempo, accogliamo milioni di stranieri che
vengono a
toglierci quel poco di lavoro che c’è. Con la benedizione della
Charitas e
di tante "sinistre" associazioni che, della carità pelosa, hanno
fatto una
professione.
La sovranità? E quando mai Lor Signori hanno chiesto al "popolo
sovrano"
cosa ne pensa dei nostri soldati inviati all’estero a combattere le
"guerre
americane"? Quando mai Lor Signori hanno chiesto al "popolo sovrano"
cosa ne
pensi del fatto che in Italia sono allocate 113 basi USA,
sovvenzionate a
nostre spese? Con il risultato che, mentre i nostri soldati
rischiano la
pelle all’estero, i soldati yankees bighellonano nelle città
italiane. E
quando mai Lor Signori hanno disvelato al "popolo sovrano" gli
accordi
segreti che vigono tra USA e Italia? E quando mai Lor Signori hanno
aperto
gli archivi del "segreto di stato" per documentare che, dal 1948 ai
nostri
giorni, l’Italia è percorsa da squadroni di spie straniere che fanno
i
comodacci loro? Il "segreto di stato", dunque, viene interpretato
nell’interesse di Lor Signori. Non certo del popolo sovrano.
Siamo una "colonia di USA/Israel". Tutti lo sanno. E tutti si
adeguano. In
questa luce si spiegano le contorsioni di Fini che dal "fascismo"
passa allo
"antifascismo". E della sinistra che dal "comunismo" passa ad una
"cosa"
(maleodorante e puzzolente) che loro stessi non sanno come definire.
Tutti folgorati sulla via di Damasco i politicanti di destra e di
sinistra?
Oppure convinti ad imboccare la via di Washington e di Tel Aviv per
averne
una investitura che consenta loro di sgovernare la "colonia Italya"?
Nella
quale colonia si ruba a man salva. Sempre, apertamente, con stipendi
e
prebende ingiustificati. Spesso, furtivamente, attingendo ed
intaccando le
risorse dell’economia.
Nasce così la denuncia della "casta politica". Denuncia che viene
pubblicamente discussa e commentata sia con libri sia sui giornali.
Ed
eccoli, i nostri politici, a "parlare alto e solenne". A cantare
delle
"messe cantate" ad un Dio che ha rivolto lo sguardo altrove.
Si denuncia la "antipolitica". Ma vogliamo vedere cosa ci ammannisce
la
"politica"? Apro il "Corriere della Sera". E ci trovo la "nobile
allocuzione" del Presidente Napolitano: "Per non scivolare
nell’antipolitica
serve il senso del limite e della responsabilità nel denunciare quel
che non
va: se si fa di tutte le erbe un fascio si semina sfiducia" (1).
Parole
sante. Solo che……
Solo che, scorrendo il giornale, mi imbatto in questo titolo:
"Dimezzato
Visco e rimosso il generale" . E, allora, mi pongo il quesito:
quando il
Presidente Napolitano rivolge le sue nobili allocuzioni, parla a
noi, miseri
plebei, oppure ai governanti? Certamente non parla a Prodi, non
parla al
Governo Prodi, non parla ai politici che siedono nei due rami del
Parlamento. E, difatti, la querelle tra il vice ministro Visco e il
generale
Speciale non poteva avere conclusione tanto assurdamente squallida
(2).
Sia chiaro: io non sono nelle condizioni di dire e di affermare chi
dei due
mentisse. Ma giudico la soluzione del Governo Prodi sommamente
immorale (2).
Ed infatti, "Visco si dimette" e tutti a lodarne la "probità". Il
generale,
invece, viene "rimosso". E ci si illude che il caso si chiuda con
una
sentenza che vorrebbe essere "salomonica". Solo che Salomone era
"sapiente";
Prodi, invece, è "insipiente". E di questa mia affermazione assumo
la
responsabilità in ogni sede.
Ripeto e ribadisco: io non se se, realmente, Visco ha tentato di
imporsi sul
generale Speciale. Ma è certo che, in mille circostanze, i
"politici" hanno
imposto ai pubblici dipendenti comportamenti scorretti. E che spesso
e
volentieri i pubblici dipendenti, per quieto vivere e/o per
carrierismo,
hanno assecondato. Se salta fuori che un ufficiale della Finanza
rifiuta di
eseguire gli ordini ingiusti di un politico, che fa il Governo? Lo
rimuove?
Volendo forse dire: siate succubi ai politici? Ecco: io non so se
Prodi ha
riflettuto sul significato di quella rimozione. Penso che dovrebbe
tornare
sui suoi passi. E cancellare un provvedimento dal significato
sinistro (3).
E, in ogni caso, su questa vicenda dovrebbe intervenire il
Presidente
Napolitano. Se no, c’è da chiedersi a chi rivolge i suoi "nobili
appelli".
Antonino Amato
note
1. "Napolitano: la politica sia credibile" in "Corriere della Sera"
del 2
giugno 2007, pagina 1;
2. "Il governo manda via il capo della finanza. Ma Visco deve
rinunciare
alla delega" in "Corriere della Sera" del 2 giugno 2007, pagina 2;
3. "Uno scontro di potere che lascia aperte le ferite" in "Corriere
della
Sera" del 2 giugno 2007, pagina 2.
18/06/2007