Alzo Zero 2007

 

L’ America dimenticata

L’America che soffre la fame

Ogni giorno siamo vittime di “pessime” soap opera americane, che ci mostrano uno spaccato di vita locale, completamente differente dalla realtà quotidiana.
I dati sull’indigenza sono allarmanti, nel 2003 oltre 35,2 mln. di persone vivevano sotto la soglia di povertà,nell’insicurezza alimentare in quartieri e aree rurali completamente abbandonati dallo stato.
Gli impegni presi dal governo Bush di ridurre il numero di americani che soffrono di carenze alimentari – da 35 milioni a 15,2 entro il 2010 – non stati rispettati.
Nel 2004, un americano su 3 ha dovuto scegliere tra il cibo e l’affitto e il 28% tra cibo e cure mediche
Il problema si aggrava nelle zone depresse delle città, dove non ci sono abbastanza supermercati, ma solo negozi piccoli e costosi ( in mano agli asiatici ), soprattutto minimarket aperti 24 h su 24, che in genere offrono pochissimi prodotti freschi e i genici dove i prezzi in soni più alti dal 30 al 100% rispetto ai supermercati.
Un caso emblematico riguarda la contea di Tulare, il secondo dipartimento della California per produzione agricola, è una delle nazioni più povere di tutto lo stato. In molte cittadine della contea vivono soprattutto famiglie di agricoltori provenienti dall’ America Latina ( 60% della popolazione). Il loro lavoro – che porta prodotti a basso costo nei negozi americani, li costringe a morire di fame sotto lo sfruttamento dei latifondisti. Queste famiglie subiscono ogni giorno tremende ingiustizie sociali ed economiche, vivendo in baracche fatte di plastica, cartone o legno roulotte in rovina, rifugi naturali e persino nelle aree di parcheggio, mentre tutto intorno si stendono vigneti e frutteti.


La distruzione della famiglia

Uno tra i più profondi cambiamenti che hanno colpito la società americana è lo sconvolgimento della naturale struttura famigliare ( questo dramma colpisce anche l’Italia ).
Fino agli anni 50 circa l’80% dei ragazzi sotto i 18 anni viveva con entrambi i genitori, ma con l’avvento degli anni 60, il rafforzamento della società individualistica capitalistica, la normale famiglia viene disintegrata . All’inizio del 2000, oltre il 50% dei matrimoni finiva dopo 3 anni con un divorzio, mentre un 1/3 delle nascite era fuori matrimonio. Il rapido cambiamento della struttura famigliare ha fatto aumentare considerevolmente il numero di famiglie composto da un solo genitore che vivono in indigenza. Nel 2003 il 28% delle famiglie composto da un capo famiglia donna viveva in povertà, il 13,5% con capo famiglia maschio e il 5,3% con ambo i genitori, mentre il reddito medio dei maschi era di 40.668$ per i maschi e “solo” 30.000 per le donne.



L’America interna e dimenticata dal sistema capitalistico individualista.

La povertà rurale è genericamente dimenticata dai mass-media, sebbene sia più drammatica rispetto a quella urbana. Secondo l’ufficio di statistica oltre l’84% delle contee povere erano situate in aree rurali e 12 di queste avevano tassi di povertà superiori al 40%.
Questi dipartimenti situati in aree periferiche ricoprono in maniera irregolare tutti gli Stati Uniti, passando dalle riserve indiane ai monti Appalachi. La situazione abitativa è drammatica, una famiglia su quattro abita in abitazioni fatiscenti o camper senza gli adeguati servizi igenico sanitari.
Qui sono riportate alcune contee dove il livello di vita è paragonabile ad alcune zone dell’Africa.

Contea di Owsley Kentucky

Questo dipartimento situato nella regione depressa dei monti Appalachi, ha da sempre avuto un’economia dedita all’agricoltura su piccola scala, incapace di competere con in grandi produttori. In questi anni la metà della popolazione residente, ha abbandonato la contea, mentre quelli rimasti vivono in condizione di persistente povertà che colpisce un abitante su due e il tasso di disoccupazione è del 70%.

Starr County Texas

Situato lungo il Rio Grande di fronte alla frontiera messicana, ha una popolazione composta per circa il 90% da ispanici dove solo un abitante su due conosce la lingua nazionale, l’inglese.
La popolazione residente è dedita all’agricoltura vittima quotidiana dello sfruttamento indiscriminato dei latifondisti, dove il tasso di povertà è del 51% e il 70% dei ragazzi riceve una pseudo d’assistenza pubblica. Gli abitanti vivono in abitazioni fatiscenti come ex case coloniali e roulotte, con più di una persona per stanza.

Contea di Washington Maine

Questa contea, situata all’estremo Nord Est degli Stati Uniti, ha il più alto tasso di povertà del New England. Le principali attività produttive, legname e pesca a conduzione famigliare sono entrate in profonda crisi durante gli anni 90, a causa dell’iniqua concorrenza dei grandi produttori.
Di conseguenza circa il 20% della popolazione è disoccupata mentre il 25% vive in povertà. Agli inizi del 2000 la contea è stata vittima di una feroce speculazione edilizia che ha visto aumentare il prezzo delle abitazioni del 25%, dato che vari “ricchi” hanno scelto questa località come meta turistica.

Black Belt

La “Cintura Nera” è una sub regione degli USA che si estende dalla Virginia al Texas composta da circa 632 contee che hanno un’alta percentuale di cittadini afro americani. Questa regione è stata sempre caratterizzata da gravi problemi economici.
In Alabama su 12 dipartimenti del Black Belt 8 sono nella classifica delle 100 contee più povere degli USA. La situazione socio sanitaria è catastrofica. L’aspettativa di vita media è di 71,8 anni la stessa dello Sri Lanka e inferiore a nazioni come la Malaysia e Ecuador. Nelle dodici contee vi sono solo 15 medici ogni 10.000 abitanti a fronte di una media di 41 e hanno la più alta percentuale di persone malate di AIDS, gonorrea e sifilide. La povertà affligge moltissime persone, oltre il 37% delle famiglie guadagnava meno di 15.000$ annui, 4 ragazzi su 10 vivono in famiglie disagiate, composte per la metà da un solo genitore.
Un negoziante nella contea di Orriville ha dichiarato che oltre il 40% dei clienti paga gli alimenti attraverso i buoni pasto.
La disoccupazione ufficiale è sotto le due cifre, sebbene la maggior parte degli occupati guadagna il minimo contrattuale 5,15$ l’ora.

Saverio Borgheresi

 

24/02/2007


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