Alzo Zero 2007

 

PERCHE’ SI TACE SUI MALATI DI GUERRA?

L’invio dei nostri militari in Iraq è stato progettato come Missione di pace e aiuto al popolo iracheno. Prescindendo dal fatto che in Iraq non vige la pace, bensì una guerra che non avrà mai fine, come è dimostrato ogni giorno dai continui attacchi suicidi dei kamikaze ai civili e ai militari stranieri, compresi anche gli italiani seppure in numero minore, perché si tacciono le conseguenze dell’uranio impoverito che gli Usa e la Gran Bretagna hanno usato a profusione e i nostri militari ne sono stati contagiati al punto da ammalarsi di cancro e leucemia ?
Sebbene il governo ne fosse a conoscenza mise il veto ai giornalisti e alle televisioni di trattare questo argomento. Nessuno doveva sapere che il soldati reduci dall’Iraq che hanno partecipato all’operazione “Antica Babilonia”, una trentina circa, stanno morendo e col passare del tempo il numero aumenterà.
Ora che è troppo tardi sembra ventilata la creazione di una commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito ma, come al solito, tutto passerà sotto silenzio e tutto tornerà nel limbo.
Ma non solo in Iraq, ma pure il sud del Libano sarebbe contaminato da tracce di uranio impoverito, residuo degli ordigni sparati da Israele durante il recente conflitto. Ora aumenta la preoccupazione per i nostri militari impegnati su quel fronte.
Alcuni esperti dell’Ecrr, il Comitato europeo per i rischi sulla radiazione, avevano confermato tracce di uranio ritrovate a Khiam, nei pressi del settore centrale della Linea blu che separa il Libano da Israele, erano elementi che avevano la loro origine in reattori nucleari.
Secondo la testimonianza rilasciata da un caporale dell’Esercito della Brigata “ Pozzuolo del Friuli” , l’unità italiana che guida la missione Leonte in Libano, i nostri militari sono sprovvisti di qualsiasi equipaggiamento in grado di proteggerli dalla contaminazione da uranio impoverito. Dispongono di maschere anti-NBC, tute ad hoc, occhiali, maschere particolari ma non le hanno mai utilizzate e non sono a conoscenza di zone di contaminazione da uranio, dato che non se ne parla in verità.
Ma se le forze politiche e militari sono reticenti sull’argomento uranio, Falco Accame, ex presidente della commissione Difesa della Camera e attuale presidente dell’Anavafaf ( associazione delle vittime appartenenti alle Forze armate) è stato uno dei primi a dare l’allarme sulla possibile contaminazione da uranio della zona meridionale del Libano. Inoltre Accame richiede per i nostri militari la validità del principio di precauzione, sottolineando l’assurdità di attendere che la diplomazia israeliana dia le mappe delle bombe che ha disseminato in Libano per prendere provvedimenti. Il presidente Accame ha fatto notare che, fino a qualche mese fa, gli israeliani hanno negato di aver utilizzato armi non convenzionali, però poi si è scoperta la notizia delle tracce di radioattività riscontrate in due siti a sud del paese arabo.
Ora sta crescendo tra l’opinione pubblica l’esigenza di una spiegazione da parte dello Stato sul caso uranio impoverito e i rischi correlati per i nostri militari.
Non sono sufficienti le due Commissioni Mandelli che hanno decretato, molto superficialmente, la non correlazione tra l’incidenza di forme tumorali e di altre patologie con questo elemento radioattivo. Se da un lato vi sono persone che tentano di informare e prevenire, da altra parte è sceso un sipario che fa di tutto per evitare di rispondere e celare la verità.
Ed i nostri militari si ammalano e muoiono per l’indifferenza di chi li dovrebbe proteggere.

Ercolina Milanesi


24/02/2007


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