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Alzo Zero 2008
Perchè galileo Galilei pura avendo
ragione aveva torto
Uscito su "Il gazzettino" il 18/01/2008, di Massimo Fini
Dai e ridai un gruppo di docenti e di studenti che si professano
laici è riuscito a costringere Benedetto XVI, invitato dal Rettore,
a rinunciare ad inaugurare, con una sua prolusione, l'anno
accademico alla Sapienza di Roma. Non mi interessa qui sottolineare
- perchè è stato fatto da altri e sul nostro giornale da Edoardo
Pittalis - la contraddizione di chi si dice laico e tollerante e poi
vuole impedire di parlare a una persona, non importa se autorevole o
meno, perchè ritenuta intollerante, mettendosi così sul suo stesso
piano. Infatti una delle contestazioni mosse a Benedetto XVI da una
parte, la più colta, di coloro che non lo hanno voluto alla Sapienza
è che Ratzinger, una quindicina di anni fa, quando era ancora
cardinale, si pronunciò contro Galileo e a favore del Grande
Inquisitore, il cardinal Bellarmino, posizione in seguito molto
anacquata dallo stesso Ratzinger e sconfessata da Papa Woytjla che
sulla questione recitò il 'mea culpa'.
Ciò che mi interessa, uscendo dalla diatriba sulle reciproche
intolleranze attuali, è chiarire perchè, a conti fatti, guardando
quella vicenda in prospettiva storica e in senso più profondo, oggi
si può dire che Bellarmino ha avuto ragione e Galileo torto e perchè
anche un non cattolico, non cristiano, non religioso quale io sono,
sta, pur costandomi la cosa un certo sforzo, col primo contro il
secondo.
Va da sè che dal punto di vista scientifico Galileo Galilei , uno
dei più grandi geni espressi dall'umanità, in campo astronomico,
matematico e tecnologico, ha tutte le ragioni dalla sua. Del resto
anche Bellarmino, uomo di grande cultura, sapeva benissimo che non
era il Sole a girare intorno alla Terra, ma il contrario, come lo
sapeva la maggioranza delle elites intellettuali dell'epoca perchè
la cosa era nota fin dai tempi di Pitagora e Filolao. E Copernico,
un secolo prima, aveva aggiunto nuovi argomenti a questa ipotesi.
Galileo - questa era la novità - con le sue ricerche astronomiche ne
aveva 'dimostrato' la validità. Bellarmino non chiedeva a Galileo di
sospendere i suoi studi, le sue ricerche, i suoi esperimenti e
nemmeno di non divulgarli (anche se lo consigliava di pubblicarli in
latino e non in italiano, lingua del volgo, perchè il rovesciamento
delle collaudate certezze del sistema tolemaico-aristotelico su cui
la gente viveva da più di un millennio l'avrebbe mandata in tilt - e
lo smarrimento popolare di fronte alla rivoluzione copernicana e
galilei ana è testimoniata da una bellissima poesia di Jhon Donne, 'Anatomy
of the World'), ma di formulare le sue teorie come 'ipotesi e non
come 'certezze'. Scrive infatti Bellarmino: "Benissimo detto e non
ha pericolo nessuno affermare che, 'supposto' che la Terra si muova
e il Sole stia fermo, si 'salvano le apparenze' meglio che con il
sistema tradizionale, ma affermare che 'realmente' il Sole stia al
centro del mondo e la Terra si muova è cosa pericolosa non solo
d'irritar tutti i filosofi e theologi scolastici ma anche di nuocere
alla Santa Fede col rendere false le Scritture Sante" (Galileo , 'Le
opere', Barbera, 1890-1909, p. 171). In realtà la preoccupazione che
muove Bellarmino non è tanto il possibile contrasto con le Sacre
Scritture, è ben più profondo. Una conoscenza matematica basata
sulle strutture oggettive del mondo eguaglia infatti quella divina
(Nel 'Dialogo sui massimi sistemi' Galileo sosterrà proprio questo e
sarà ciò che lo perderà). E un uomo che si sente uguale a Dio
finisce fatalmente per sostituirlo e per perdere ogni senso del
limite. Quel senso del limite che l'uomo greco, per intuizione e
sapienza, aveva introiettato naturalmente (molti miti greci parlano
il linguaggio del limite, contro l'ubris' il delirio di onnipotenza
umano), la Chiesa lo aveva recuperato autoritariamente , attraverso
il mito di Dio. E un uomo senza il senso del limite, pensa
Bellarmino, diventa pericoloso a se stesso, come si è puntualmente
verificato e come oggi cominciano a temere anche molti non credenti,
se non altro da quando la Scienza tecnologicamente applicata ha
preso a mettere le mani sulla genetica e sulle origini stesse della
Vita. Ecco perchè Galileo , pur avendo ragione, ha torto e
Bellarmino, pur avendo torto, ha ragione.
26/01/2008