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Venezuela: L'offensiva politico-mediatica continua
di Romano MIGUS- Geostrategie.com
Trad. ItaliaSociale
Come lo ricorda il giornalista Michel Collon, "ogni guerra USA degli ultimi cinquanta anni è stata preceduta da grandi menzogne medianiche,poi discretamente , smentite successivamente " (1). Queste media-menzogne si organizzano attorno a quattro temi: "1°Impersonificare il nemico." 2° Fare ricadere l'origine della guerra sul paese vittima. 3°Fare credere che le motivazioni della guerra sono umanitarie. 4° Propagandare resoconti di atrocità. "(2)"
Questa strategia macabra è applicata ora al Venezuela dall'arrivo al potere di Hugo Chavez. Dal 1998, questa propaganda di guerra si è già realizzata in qualsiasi punto.
"Personificare il nemico" fu piuttosto facile. Il carisma del presidente venezuelano, la sua libertà comunicativa, ed il suo stile atipico che facilita rapidamente l’accentramento dell’'attenzione dei media di massa, che invece tacciono sul lavoro rivoluzionario di milioni di venezuelani riuniti in Comitato di zone, per fare progredire la democrazia partecipativa nel loro paese. Il presidente fu a sua volta trattato, da matto, da populista, di dittatore tropicale. In breve il nemico è lui.
I vari membri dell'amministrazione US hanno dato al Venezuela ed al sig. Hugo Chavez delle intenzioni bellicose che metterebbero in pericolo non soltanto i paesi vicini, ma anche e soprattutto la superpotenza militare statunitense, questa strategia non è non nuova per i servizi di comunicazioni Usa. Per citare soltanto alcuni esempi, il piccolo Stato povero del Nicaragua sandinista, fu già una minaccia a suo tempo , così come la quarta armata del mondo(?)( Iraq), quella che fu messa in rovina in meno di 100 giorni in Mesopotamia, così Cuba o l'Iran continuano a rappresentare un "pericolo" per gli Stati Uniti, o per il "mondo libero".
Il governo Bush non ha esitato a far passare il Venezuela per il nuovo pericolo mondiale, per legittimarlo poi come un campo di battaglia potenziale. Così, Roger Noriega, sotto segretario di Stato per l'America latina, affermava il 2 marzo 2002 davanti al Comitato per l'emisfero occidentale delle relazioni estere del senato: "il Venezuela rimane una causa di grave preoccupazione per i nostri alleati in America latina". La sua preoccupazione fu trasmessa da Condoleeza Rice, segretario di Stato, in occasione di un recente viaggio in America latina. Il 24 marzo del 2004, James Hill, il vecchio comandante generale del “Southern Command Usa”, presentava una relazione dinanzi alla commissione delle forze armate del congresso americano, nella quale prevedeva di includere nelle minacce tradizionali contro le nazioni, alleate dagli Stati Uniti in America latina (narcottraffico,terrorismo), il concetto di "populismo radicale". Non necessità di essere un esperto per sapere che è mirato, basta osservare i media di massa, senza alcuna prova, accusarono Chavez di finanziare ed armare la guerriglia colombiana e di alloggiare terroristi di Al Quaida. Il giornale US News and World Report il cui proprietario e capo della redazione Mortimer Zuckermann è un ospite regolare "del gruppo Bilderberg "(3) aveva annunciato ai propri lettori che" il terrorismo era alle porte degli Stati Uniti "(4)." Il colpevole? Chavez il cui paese è un rifugio per Al Quaida. Nelle colonne del giornale peruviano Republica, Mario Vargas Llosa aveva anche lui accusato Chavez di finanziare e di sostenere gli ethno-caceristes péruviens (5). Queste menzogne benché sprovviste di prove hanno lo scopo di creare nell'opinione pubblica un "laissez faire" in caso d'intervento militare. Chi scenderebbe nelle vie di Vienna o di Oslo, di Katmandou o di Bakou per difendere un "regime" legato alle reti terroristiche di Al Quaida ? La sola macchia a questa strategia è che il Venezuela è uno degli stati più democratici al mondo ed uno dei più sociali Anziché inviare bombe su Washington, il governo bolivariano, quinto produttore di petrolio, dalle sue raffinerie della sua società CITGO (6), offre agli americani più poveri di Chicago, di New York o del Massachusetts della benzina a prezzo preferenziale. Anziché saltare agli occhi dei suoi vicini, con baionetta e cannone, il Venezuela, nell'ambito dell'accordo detto “ compromesso di Sandino” (7) ha invitato tutti i poveri del continente (Stati Uniti inclusi) ad approfittare di cure oftalmologiche gratuite. Le ambasciate venezuelane hanno visto arrivare nei loro dispensari migliaia di bisognoso che i loro governi rispettivi lasciavano nella cecità. Mentre il Venezuela avrebbe potuto approfittare della sua superiorità militare per invadere le piccole isole caraibiche come Saint Lucia o Saint Vincent e le Grenadine, li ha integrati insieme ad altre11 isole dei Caraibi nell'accordo petrolifero PETROCARIBE; 98000 barili al giorno, venduti ad una tariffa indipendente, partono dai porti venezuelani con destinazione questi piccoli stati poveri. A livello continentale,il Venezuela ha incentivato PETROSUR, un'alleanza energetica creato dal governo bolivariano ed i suoi omologhi brasiliani, argentini e uruguaiani. Di fronte alla diplomazia venezuelana ed alla sua preoccupazione d'integrazione dell'America latina, gli appelli dei membri dell'amministrazione US e dei mass media, non hanno avuto l'impatto che desideravano , disegnando un Venezuela come un vicino bellicosi e minaccioso.
I nemici del governo bolivariano hanno dunque incentrato la loro propaganda "su ragioni umanitarie". Per legittimare un'azione militare internazionale, l'opposizione venezuelana ed i loro alleati a Washington hanno ricorso a molti metodi mediatici. La manipolazione orchestrata durante il colpo di Stato dell'aprile 2002, è un esempio. Gli eventi del ponte Llaguno hanno anche contribuito al quarto punto della propaganda di guerra: "propagandare resoconti di atrocità". (8) Allo stesso modo,a fine febbraio 2004, i settori più radicali dell'opposizione hanno organizzato disordini. Con la complicità delle polizie comunali, gruppi minoritari hanno costruito blocchi stradali ed hanno organizzato manifestazioni violente nelle zone di Caracas acquisita all'opposizione. Lo scopo era di implorare un intervento internazionale che approfittasse del clima mediatico generato , come nel recente colpo di Stato in Haiti che sollevò Jean Bertrand Aristide. Mai l'espressione "tempesta in un vetro d'acqua"ha avuto un senso più vero…. Inoltre il tam tam mediatico sulla “ nuova legge sulla responsabilità sociale della radio e della televisione” rientrava nello stesso obiettivo: fare passare il Venezuela per una dittatura dove la libertà della stampa non è rispettata. Alla lettura di questa legge (9), ci si rende conto che non ci sono parole abbastanza forti per qualificare le misure tiranniche che sono in vigore negli Usa o ad esempio in Francia.
Ma ciò nonostante, Chavez ed il suo governo resistono! Restano troppo democratici. Gli autori del colpo di Stato girano liberi a Caracas, nessun giornalista è stato imprigionato, né nessuno media chiuso. I cospiratori sollevano regolarmente la testa, liberi di proseguire nella loro impresa di distruzione della rivoluzione bolivariana.
Ciò che è appena avvenuto in occasione delle elezioni legislative, per il Parlamento andino e per il Parlamento latino americano è l'ultimo modo per dare l'illusione di un Venezuela dittatoriale.
Dalla rovina del referendum, l'opposizione conservatrice venezuelana ha accumulato solo sconfitte elettorali. Il 31 ottobre 2004, nel corso di elezioni regionali, i seguaci del governo bolivariano hanno celebrato la vittoria di 20 governatori su 22 regioni e 270 sindaci su 337 municipi. Un anno dopo ci furono le elezioni legislative, ed un altro cataclisma per i partiti tradizionali, che si sono condivisi il potere durante 40 anni.
Di fronte a questa bancarotta annunciata, l'opposizione venezuelana decise di boicottare il processo elettorale. La stessa strategia fu utilizzata in occasione delle elezioni legislative del 1984 in Nicaragua. Si tratta di un vero tentativo di aggirare la democrazia venezuelana. La conseguenza di questo boicottaggio è di denunciare successivamente un potere senza rappresentazione dell'opposizione, dunque "antidemocratico" e per scivolata semantica, totalitario.
Per legittimare questa strategia alcuni partiti d'opposizione emisero condizioni per partecipare alla scelta sovrana del popolo.
1) L abbandono del sistema delle impronte digitali nella votazione( macchine elettroniche);
2) Una trasparenza delle elezioni.
3) L'abbandono dei morochas
4) Un ricomposizione del Consiglio nazionale elettorale (CNE), organo che sorveglia le elezioni.
Nella votazione sulle macchine elettroniche, il prendere le impronte digitali è una sicurezza affinché l'elettore esprima il suo suffragio soltanto una volta. Questa condizione non ha in nessun modo ostacolato l'opposizione in occasione del referendum abrogativo del 15 agosto 2004, né in occasione delle elezioni regionali e comunali dell'ottobre 2004. Improvvisamente, l'argomentazione utilizzata fu che la presa delle impronte digitali metteva in pericolo il segreto del voto. Dopo un dibattito tra la CNE e questi partiti, il consiglio elettorale, il 29 novembre 2005, decise di accettare la domanda dell'opposizione. Gli osservatori dell'Unione Europea riconosceranno dopo l'elezione che il prendere le impronte digitali non viola affatto il segreto del voto.
Per quanto riguarda la trasparenza delle elezioni, il sistema venezuelano fu sottoposto, in occasione del referendum abrogativo, al controllo di osservatori multipli internazionali, fra cui il “Centro Carter” e l'organizzazione degli stati americani (OEA). Quest'organizzazioni, poco sospette di essere chaviste radicali, decretarono la trasparenza dell'elezione. Per evitare altri sospetti di frode, il governo accettò per quest'ultime elezioni la presenza di centinaia di osservatori delegati dall'Unione europea ed il OEA. Come nel caso delle impronte digitali , la richiesta dell’opposizione fu esaudita.
Il sistema elettorale venezuelano funziona alla proporzionale da un lato, e con voto nominale d'altra parte. Una parte degli eleggibili si presenta su un elenco e secondo il punteggio che farà il loro elenco nel loro settore, invieranno un numero di eletti proporzionale, per fornire il 40% dell'assemblea. Il 60% restante sarà eletto nominalmente. Questo sistema complesso favorisce le piccole organizzazioni, i cui candidati sono conosciuti nella loro zona, nel loro settore per la loro azione politica, ma che non beneficiano anche della struttura di un partito. I candidati nominali favorevoli al governo si sono raccolti nell'Unione (UVE) e si sono gemellati (da cui il nome di morochas = gemellaggio) al movimento per V Repubblica (MVR), partito del Presidente. Di colpo , i candidati dei partiti pro- governo si trovano eletti nominalmente senza essere tolti dal conteggio proporzionale. Questo sistema che, in sé, favorisce le candidature individuali e le competenze del candidato, si traduce in pratica con un aumento dei deputati del partito di Chavez.Quindi il candidato di un gruppetto politico riconosciuto localmente conserva una possibilità non trascurabile di essere eletto. D'altra parte il sistema alla proporzionale funziona,perché permette a partiti di qualsiasi tendenza di inviare deputati alle assemblee. Ciò non ha impedito alle opposizioni al governo di urlare alla creazione di un macchinario elettorale che favorisce i candidati chavisti. Il 27 ottobre 2005, il tribunale supremo di giustizia al quale era stato depositato un reclamo ha deciso, e dichiarato le morochas completamente legali.
L'ultima pressione dell'opposizione per la sua partecipazione ai periodi di legislatura di quest'ultimi giorni riguardava la composizione del CNE, che considera come acquisizione al governo. Chiedeva dunque un ricomposizione dell'organo elettorale. Ma nella Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, nel suo articolo 296, "i membri del Consiglio nazionale elettorale saranno designati dall'assemblea nazionale dal voto almeno di due terzi dei suoi membri" (10) si chiarisce quindi la vera intenzione dell’opposizione e cioè il boicottaggio. Rifiutare di presentarsi alle elezioni legislative è rifiutare ogni possibilità costituzionale di cambiare la composizione del CNE. È presentare una conseguenza possibile del risultato elettorale, come la causa prima della partecipazione a quest'elezione. Questa contraddizione logica non meriterebbe attenzione, se non facesse parte di tutta una strategia destabilizzatrice e putschista messa in opera già in Nicaragua dall'amministrazione statunitense e riattivata in Venezuela.
La maggior parte dei mass media internazionali ha diffuso le rivendicazioni dell'opposizione senza alcune preoccupazioni di dare spiegazioni approfondite. Per il lettore o l'ascoltatore che non conosce affatto il funzionamento democratico delle istituzioni venezuelane, ciò ha per conseguenza da un lato di legittimare la scelta dei partiti d'opposizione di boicottare l'elezione, d'altra parte di gettare ombre sul governo bolivariano.
Il 29 novembre 2005, Azione Democratica, COPEI (hidra bicefala che ha condiviso il potere durante 40 anni) insieme a Progetto Venezuela. hanno dichiarato ufficialmente la loro intenzione non di partecipare alle elezioni del 04 dicembre. Furono raggiunti il 1 dicembre da partito Primero Justicia e dall’'organizzazione politica Nuevo Tiempo, del governatore d'opposizione della regione di Zulia. Altri partiti d'opposizione al governo, non impegnati in questa cospirazione, i democratici sociali ed il movimento verso il socialismo (MAS) mantenevano la loro candidatura.
Alla vigilia dell'elezione, il” villaggio mediatico mondiale” disse che era un’elezione scontata"Chavez contro Chavez". Ma è vero? La CNE indicava già dopo mezzogiorno del 03 ottobre che su 5.516 candidati iscritti soli 556 avevano rinunciato alla loro candidatura, cioè 10,8% dei candidati. Inoltre su 446 organizzazioni politiche in corsa per le elezioni (organizzazioni locali, regionali, partiti nazionali), sole 6 avevano deciso di ritirarsi. L'elezione del 04 dicembre per l'assemblea nazionale, per il Parlamento andino, ed il Parlamento latino-americano è dunque stato la sfida di un vero confronto multi-partitico. Questa semplice illuminazione basta a cacciare i sospetti di un regime dittatoriale o di sistema politico a partito unico.
La strategia dei partiti che hanno deciso di boicottare l'elezione era di puntare su una forte astensione. Astensione che secondo loro era un indicatore del rifiuto del sistema elettorale venezuelano. Chiamarono dunque i loro elettori a non andare a votare. "L'organizzazione non governativa "Sumate (11) chiamava da parte sua i simpatizzanti a passare la loro domenica a pregare per" la trasparenza e la verità "(sic)."
I risultati delle elezioni del 4 dicembre indicano un aumento dei partiti che sostengono il governo. Immediatamente i partiti che non hanno partecipato al voto hanno dichiarato che ben il 74% dei venezuelani non si è recato alle urne. Henry Ramos Allup del partito Accion Democratica attribuiva l'astensione ad una diffidenza contro il sistema elettorale ", mentre Julio Borges, del partito Primero Justicia e candidato dichiarato alle elezioni presidenziali del 2006, sic, dichiarava che i venezuelani si erano espressi massicciamente con il silenzio ". Ora se è vero che il tasso di astensione rimane molto elevato, non si è certi sul suo significato socio-politico.
In Venezuela, l'astensione alle elezioni all'assemblea nazionale dal 1989 è stata del 39,8%, nel 1993 successivamente, il 53,8% nel 1995, il 46,5% in 1998 e del 44% nel 2000. (12), deve dedursi da ciò pertanto un'adesione massiccia al boicottaggio dell'elezione ed a un rigetto del sistema elettorale. Niente è meno sicuro di questo però.. Da una parte, perché proprio grazie ad una delle attività sociali del governo bolivarista, “ Missione Identidad” (13), 2.764.162 cittadini venezuelani maggiori sono stati iscritti sui registri elettorali, in precedenza dimenticati dai governi precedenti (il 19.1% del corpo elettorale nel 2005), hanno contribuito largamente ad allargare il numero di elettori. In valore assoluti 3.661.501 cittadini venezuelani si sono spostati alle urne il 04 dicembre, giusto per un'elezione legislativa.
D’altra parte, il voto nullo o scheda bianca, è diminuito massicciamente in rapporto al 2000. (136.705 nel 2005 contro 2.101.850 (!!) nel 2000. L'anno 2000 ci furono le mega-elezioni, dove tutti i mandati furono rimessi in gioco, ivi compreso quello di Chavez, ciò che ha fortemente contribuito all''affluenza al seggio elettorale. Per l'elezione al mandato esecutivo, solo 348.648 voti nulli o scheda bianca furono calcolati, vale a dire 6 volte meno che per l'elezione legislativa che si svolgeva tuttavia nello stesso tempo. Da un punto di vista quantitativo, ciò conferma la diffidenza che i venezuelani hanno per questa istituzione. Si sarebbero spostati se l'elezione presidenziale non avesse avuto luogo simultaneamente? La differenza tra le schede nulle o bianche tra i voti per la presidenza e l'assemblea Nazionale, fu di 1.753.152 votanti, o il 15% del corpo elettorale, lascia pensare che non ci sarebbe stato spostamento.. Per riassumere, l'elezione del 2000, il 15% del corpo elettorale, ha votato per l'elezione presidenziale ma ha fatto scivolare una scheda bianca o nulla nell'urna delle elezioni legislative, disinteressandosi di questa elezione. Se si aggiunge questo voto di diffidenza, l'astensione che è peraltro uguale, nelle due elezioni, al voto di astensione, si ottiene un risultato grezzo del 59% di astensione alle elezioni legislative del 2000.
Di più, qualitativamente, una grande maggioranza dei sostenitori del Presidente Chavez attribuisce con ragione la lentezza di certe riforme nei barrios alla pesantezza della burocrazia venezuelana alla quale assimilano gli eletti. Perciò, se queste stesse persone sono capaci di alzarsi alle tre della mattina e pazientare 12 ore talvolta,per votare per il loro presidente , come si è visto all'epoca del referendum d’agosto 2004, restano meno inclini a produrre lo stesso sforzo per un altro tipo di elezioni.
L'elezione dei deputati all'assemblea nazionale del 1995 non fu accoppiata con l'elezione presidenziale. 3.148.132 cittadini espressero il loro suffragio su un candidato contro 3.524.796 nel 2005, un aumento di 376.664 voti in valore assoluto.
Alla luce di ciò che abbiamo appena visto, l'astensione, sebbene molto importante, è tuttavia da relativizzare. Il voto per i deputati all'assemblea Nazionale non motiva le folle. La forte astensione a questo tipo di elezioni può essere considerata anche come una variabile sociologica. Parlare di crisi politica maggiore nel Venezuela o di "terremoto politico" come 'ha fatto Gerardo Blyde del partito Primero Justicia è fortemente fuori posto. Non ci interessa qui paragonare i risultati delle astensione all'epoca delle elezioni legislative venezuelane con quelli delle elezioni al Congresso Usa. Quando le elezioni al Congresso erano separate dall'elezione presidenziale, come fu ultimamente il caso in Venezuela, il tasso di astensione fu di 63,85% nel 1994, il 67,9% in 1998 e 65,84% nel 2002. Nessuno media internazionale ha parlato di una deriva autoritaria del sistema americano,malgrado l’alta astensione ed un sistema politico bipartitico!
E tuttavia, il forte tasso di astensione fece dire a Henry Ramos Allup che questa elezione era "legale ma non legittima" perché "non rappresentava il Popolo venezuelano" Il portavoce di AzioneDemocratica ha la memoria corta, egli che fu eletto all'assemblea Nazionale nel 2000 con il proporzionale con 37.308 voti, ossia il 7,27% dei votanti del Distretto Federale, il centro e l`Ovest della capitale Caracas, (14). Era un rappresentante del popolo di Caracas nella sua interezza? E che dire del suo compare Julio Borges che decise anche lui di boicottare le elezioni. Egli fece anche profusione di analisi politiche alla sera dei risultati per dichiarare questa elezione illegittime. Fu eletto, nel 2000, deputato sugli elenchi nominali della terza circoscrizione dello stato del Miranda con il 17,87% dei voti. (15), ricordiamo parimenti che all'epoca dell'elezione del 1998, al Congresso venezuelano, Azione Democratica, fu il partito maggioritario in questa istituzione con 1.235.473 voti, il 11.24% del corpo elettorale venezuelano. A titolo di paragone, il MVR riporta nell'ultima elezione legislativa la vittoria in 114 delle 167 sedi che contano per l'assemblea su un suffragio dove si sono espressi 3.665.501 cittadini venezuelani. Quindi non c'è una diffidenza massiccia dei venezuelana verso il sistema elettorale vigente, né un rigetto della politica del governo. Tuttavia, il tasso di astensione alto resta preoccupante. Perché, mentre la maggioranza dei venezuelani approfitta dei benefici del Rivoluzione bolivariana, tutti i giorni (sanità, scuola, università, economia ecc.ecc..), questi stessi beneficiari non sono andati a votare?
La forte astensione regolare alle legislative ci lascia percepire che i venezuelani non comprendono bene l'interesse strategico di questa camera. Ma più largamente, un vero malcontento della base si è espresso all'epoca delle elezioni del 4 dicembre. I deputati sono visti come un bastione alla diffusione del vero potere popolare, dove il Popolo organizzato in comitati di salute, di educazione, , comitati di terra urbana, tavoli tecnici dell'acqua o dell'energia, prenderà in mano il suo destino, e farà progredire la democrazia participativa ed il socialismo del XXIe secolo ". A questo punto, l’astensione, fa parte della strategia dell'opposizione di boicottare le urne, per delegittimare le istituzioni rappresentative venezuelane, e fare passare la rivoluzione bolivariana per un "regime" che mette la museruola ai suoi oppositori, così come alla propria base. L'Assemblea Nazionale, che è stata eletta ha nelle sue mani un'opportunità storica straordinaria. Può, difatti, aprire degli spazi di potere reale per integrare più organizzazioni popolari nel campo della decisione politica. Se non s’afferra questa fortuna e si trasformerà il tutto in una” semplice camera” , allora la strategia dell'opposizione e dei suoi alleati di Washington avrà portato i suoi frutti. Con una radicalizzazione della base e con gli attacchi costanti dell'opposizione cospirativa, il governo e l'esecutivo se non vanno in verso il potere popolare, potrebbero fare il gioco allora delle intenzioni bellicose dell'amministrazione US. Queste elezioni rappresentano un nuovo tornante nel processo rivoluzionario venezuelano dunque. Il paese deve fare fronte, una nuova volta, alla propaganda di guerra come l'abbiamo esposta all'inizio di questo articolo, e che mira a fare passare il Venezuela per una dittatura. La diffusione nell’opinione pubblica mondiale, secondo la quale il governo detiene la totalità dell'assemblea con solo il 25% dell'elettorato, coniugato al fatto che i deputati possono modificare la Costituzione per permettere al Presidente di presentarsi una terza volta consecutiva nel 2012 ,sono stati diffusi largamente dai media internazionali. Su questo punto, L´Articolo 230 della Costituzione dice che "Il Presidente o la Presidentessa della Repubblica può essere rieletto(e in modo continuo, una sola volta, per un periodo successivo). Così Chavez se è rieletto nel 2006, il suo mandato si concluderà obbligatoriamente nel 2012. Tuttavia, l'articolo 343 capoverso 5 specifica che una riforma costituzionale è possibile lungo un processo che dovrà essere ratificato da almeno il 66% dei deputati. Ciò che apre una possibilità ai deputati di modificare l'articolo 230. Niente indica né la persona, né gli accordi che saranno adottati per le elezioni del 2012. Ma i media di massa, in vero Nostradamus ci hanno in questi ultimi giorni già predetto l'avvenire politico del Venezuela. Era l'effetto ricercato per attuare il boicottaggio. Dare l'immagine di un regime totalitario per preparare l'opinione ad ogni tipo di ingerenza ed a ogni forma di “intervento umanitario "
Romano MIGUS- Geostrategie.com Traduzione-italiasociale.org
Caracas, il 07/12/2005,
NOTE :
(1, Michel Collon, Monopoly. La NATO alla conquista del mondo, Bruxelles, EPO, 2000.
(2, ibid
(3, crea nel 1954 con l´aiuto della CIA per lottare contro la minaccia comunista, il gruppo d Bilderberg riunisce i capi di impresa, intellettuali, politici, dei giornalisti e dei padroni della stampa, dei militari,. Costituisce col Foro di Davos e la commissione trilaterale l'anti-camera delle misure economici messi in posto in seguito per il FMI, il G8 o l'OMC.
(4, Linda Robinson, "Terror close to home", US News and World Report, 06/10/2003.
(5, Republica, 21/01/2005.
(6, filiale dell'impresa di petrolio nazionale PDVSA, CITGO detiene 8 raffinerie e 14.000 pompe a benzina sul territorio Usa.
(7, il 21 agosto 2005, Cuba ed il Venezuela hanno annunciato l'estensione del missione Milagro (offrendo delle cure oculistiche gratuite ai venezuelani) a tutto il continente. Annunciato dalla Presidentessa in diretto della città di Sandino in Cuba, questo accordo prese il nome di Compromesso di Sandino.
(8, un montaggio mediatico che accusa il presidente Chavez di massacrare dei manifestanti "pacifici" fu la pietra angolare delle giornate di aprile 2002. Tutto come il "massacro" di Racak nella regione iugoslava del Kosovo, questa manipolazione aveva per scopo di legittimare il colpo di stato agli occhi dell'opinione mondiale. Vedere l'eccellente documentario disponibile in spagnolo ed in inglese di Angel Palacios, Clave di un Masacre. Disponibile su http://www.venezuelaenvideos.com/pt01v01.htm
(9, disponibile in spagnolo su http://www.leyresorte.gob.ve/index.asp
(10, costituzione disponibile in francese sul sito del Cerchio Bolivarien di Parigi. http://cbparis.free.fr/
(11, L´organizzazione Sumate è finanziato dal Congresso Usa attraverso il National Endowment for Democracy. Vedere il proprio sito del NED http://www.ned.org. D’altro parte, la presidentessa di questa organizzazione fu ricevuta il 31 maggio 2005 come un Capo di Stato nell'ufficio ovale del presidente americano. Súmate gioca il ruolo politico Come già fece Outpor in Iugoslavia o il suo gemello georgiano Kmara.
(12, www.cne.gov.ve/estadisticas/e009.pdf, Come tutti i risultati elettorali che seguono.
(13, http://cbparis.free.fr/spip/article.php3?id_article=12
(14, http://www.asambleanacional.gov.ve/ns2/dipdet.asp?codd=158
(15, http://www.cne.gov.ve/estadisticas/eann13.pdf,
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Ultimo aggiornamento: mercoledì 21 dicembre 2005