La «bolla
immobiliare» è già scoppiata in USA
di
Maurizio Blondet
effedieffe
L'aveva previsto Eugenio Benetazzo, l'autore di «Duri e
Puri» di cui abbiamo scritto.
Ora lo conferma Bloomberg, il giornale finanziario americano
che appartiene al sindaco di New York (1).
La bolla dei prezzi immobiliari sta già esplodendo in USA.
Anzi è già esplosa a livello di «strumenti finanziari».
In USA, corrono fiumi di obbligazioni (bond) che sono
coperti dai mutui sulle case.
In altri termini, il loro grado di affidabilità dipende dal
fatto che qualche debitore, che si sta pagando la casa,
continua a pagare il rateo del
mutuo.
Il fiume delle obbligazioni ammonta a! una cifra astronomica
di 7,6 trilioni di dollari (ossia migliaia di miliardi di
dollari); tali obbligazioni sono
state divise dagli inventori della «finanza creativa» in
«pacchetti» basati sul «rischio debitore».
Quelli che sono coperti da mutui concessi a debitori forse
non in grado di pagare, rendono ovviamente un frutto
(interesse) più alto.
Fino a ieri,
proprio questi bond ad alto rischio erano i più richiesti.Da
ieri non più.
Pochi si fanno avanti a comprarli, sicchè questi bond a
rischio hanno perso il 2,5% da settembre.
Gli investitori (speculatori) temono che il rialzo dei tassi
d'interesse primari, quello già operati dalla Banca Centrale
e quello che sicuramente
farà presto, faranno fallire 150 mila debitori di mutuo.
E' la resa dei conti per il credito facile, che le banche
USA (e non solo USA) si sono precipitate a concedere con
irresponsabile facilità.
Bloomberg cita ad esempio due finanziarie americane,
Ameriquest Mortgage Co e New Century Financial Corp., che da
sole hanno concesso mutui a 50 milioni
di americani già noti ai casellari per insolvenze e ritardi
nei ratei.
Il 20 % della
popolazione adulta americana ha «memorie» di insolvenza.La
miracolosa trasformazione dei mutui in obbligazioni,
chiamata
«securitization» (e da noi cartolarizzazione) è servita per
anni alle banche per mantenere liquidità: anziché tenersi
per decenni i mutui a carico nei
loro libri contabili, li hanno trasformati in coriandoli
(securiety) che hanno venduto a risparmiatori, fondi e
investitori, trasferendo a loro il
rischio.
Pezzi di carta venduti con un piccolo sconto, ovviamente; ma
in cambio le banche hanno recuperato denaro per concedere
altri prestiti facili.
La montagna del debito, anzi le montagne di debito
accumulate l'una sull'altra, rischiano ora di franare.
Come dice Benetazzo, succederà anche in Italia.
Appena la Banca Centrale Europea aumenterà il tasso
d'interesse primario, ossia il costo del denaro a prestito.
Auguri.
Maurizio
Blondet
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Note
1)«Housing Bubble Bursts in the Market for U.S. Mortgage
Bonds». Bloomberg,
6 dicembre. Ecco qualche passo dell'articolo: «Bonds backed
by home loans to
the riskiest borrowers, the fastest growing part of the $
7.6 trillion
mortgage market, have lost about 2.5 percent since september
on concern an
18-month rise in interest rates may force more than 150,000
consumers to
default. Mortgage securities with low ratings and loans from
Ameriquest
Mortgage Co. and New Century Financial Corp., two Irvine,
California-based
companies that specialize in lending to the 50 million
people with histories
of late payments and bankruptcies, yield the most in two
years. The rise in
yields reduced the value of loans made by lenders, resulting
in lower profit
margins and higher rates for consumers with bad credit. The
slump in the
bonds is one of! the first signs the housing boom is ending
after the Federal
Reserve's 12 interest- rate increases. Real estate has
accounted for about
half the economy's growth since 2001, according to Merrill
Lynch & Co. About
13.4 percent of all mortgages at the end of June were to
borrowers
considered most likely to default, such as those with high
credit card
balances, up from 2.4 percent in 1998, according to the
Mortgage Bankers
Association. The Washington- based trade group's 2,700
members represent 70
percent of the home-loan business. The amount of bonds
backed by these
high-risk loans has more than doubled since 2001, to a
record $ 476 billion,
according to the Bond Market Association, a New York-based
trade group of
more than 200 securities firms. Borrowers with credit scores
below 620 as
measured by Fair Isaac Corp. have a higher risk of
defaulting, and loans to
these people are considered subprime. About 20 percent of
the U! .S. adult
population has a score below 620, according to F! air Isaac,
the
Minneapolis-based company whose FICO ratings are the
benchmark for loans and
credit cards. The test scores borrowers from 300 to 850 and
the lower the
mark, the riskier the credit».